{"id":14392,"date":"2018-12-25T22:46:28","date_gmt":"2018-12-25T22:46:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=14392"},"modified":"2018-12-25T22:46:28","modified_gmt":"2018-12-25T22:46:28","slug":"lamore-materno-nellarte-moderna-da-previati-a-boccioni-una-mostra-straordinaria-ai-musei-civici-di-verona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/12\/25\/lamore-materno-nellarte-moderna-da-previati-a-boccioni-una-mostra-straordinaria-ai-musei-civici-di-verona\/","title":{"rendered":"L\u2019amore materno nell\u2019arte moderna da Previati a Boccioni. Una mostra straordinaria ai Musei Civici di Verona"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/17.-e1545776399292.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14393\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/17.-e1545776399292.jpg\" alt=\"17.\" width=\"371\" height=\"251\" \/><\/a>Il tema della maternit\u00e0, in un momento nodale nell\u2019arte italiana fra Otto e Novecento, \u00e8 al centro della mostra \u201cL\u2019amore materno alle origini della pittura moderna, da Previati a Boccioni\u201d proposta dai Musei Civici di Verona negli spazi della Galleria d\u2019Arte Moderna Achille Forti, aperta fino \u00a0al 10 marzo 2019.<\/strong> \u201cLa mostra, curata da Francesca Rossi e Aurora Scotti \u2013 ha dichiarato \u00a0l\u2019assessore alla Cultura Francesca Briani \u2013, \u00e8 testimonianza dell\u2019importante e proficua collaborazione tra i musei veronesi e i Musei Civici di Milano, il Mart di Rovereto e il Banco BPM. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/11.-e1545776434757.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14394\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/11.-e1545776434757.jpg\" alt=\"11.\" width=\"381\" height=\"161\" \/><\/a>Inoltre, conferma l\u2019impegno dell\u2019amministrazione a sostenere iniziative culturali che si contraddistinguono per la rigorosa e puntuale attivit\u00e0 di ricerca dedicata alle collezioni artistiche cittadine\u201d. L\u2019esposizione \u00e8 la prima che la citt\u00e0 di Verona dedica agli esordi del Divisionismo italiano, con l\u2019obiettivo di promuovere la conoscenza di uno dei periodi pi\u00f9 creativi della storia dell\u2019arte del nostro Paese e, allo stesso tempo, restituire un contesto e un fondamento critico di riferimento alle opere della Galleria d\u2019Arte Moderna Achille Forti legate a tale ambito figurativo, a partire da \u201cS\u2019avanza\u201d di Angelo Morbelli, capolavoro esposto nel percorso dedicato alla collezione civica.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/1.-e1545776468651.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14395\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/1.-e1545776468651.jpg\" alt=\"1.\" width=\"381\" height=\"254\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Il fulcro della nuova esposizione \u00e8 costituito dalla Maternit\u00e0 di Gaetano Previati, un capolavoro di grande formato e fortemente evocativo legato al tema \u201cdell\u2019amore materno\u201d e proveniente dalle collezioni di Banco BPM<\/strong>. \u201cSiamo particolarmente lieti e onorati di partecipare alla realizzazione di questa mostra \u2013 ha dichiarato \u00a0il presidente di Banco BPM Carlo Fratta Pasini \u2013 rendendo disponibile, per la prima volta a Verona, il monumentale dipinto di Previati e alcune delle opere pi\u00f9 significative, tra quelle che fanno parte del nostro patrimonio artistico\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/15.-e1545776900264.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14396\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/15.-e1545776900264.jpg\" alt=\"SONY DSC\" width=\"381\" height=\"209\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Il dipinto esposto alla prima Triennale di Brera del 1891 suscit\u00f2 un vivace dibattito oltre che sulla tecnica divisionista, anche sui possibili esiti simbolici della rappresentazione. Il famoso artista-critico Vittore Grubicy, gi\u00e0 attento sostenitore di Segantini, individu\u00f2 nella tela di Previati il prototipo della pittura \u2018ideista\u2019<\/strong>. \u00a0\u201cLa nuova tecnica divisionista elaborata da Previati nel monumentale dipinto, puntava \u2013 spiega infatti Aurora Scotti \u2013 sulla separazione delle pennellate, ma anzich\u00e9 tendere alla piena tersit\u00e0 luminosa mirava ad agire sulla sensibilit\u00e0 dello spettatore, coinvolgendolo nella emozione psicologica dell\u2019evento.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/10.-e1545777086251.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14398\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/10.-e1545777086251.jpg\" alt=\"10.\" width=\"381\" height=\"491\" \/><\/a> A questo il maestro ferrarese si era preparato con un intenso esercizio su temi che sviluppavano la \u2018pittura di affetti\u2019 della Scapigliatura, al fine di evocare, attraverso il ductus stesso della pennellata, uno stato d\u2019animo. Un cardine quindi della pittura di emozione e di sentimento, con un ampio spettro di riferimenti nella tradizione pittorica medioevale e moderna\u201d. Nel maggio del 1891, alla prima edizione dell\u2019Esposizione Triennale di Belle Arti nel palazzo di Brera a Milano, Gaetano Previati espose una grande tela di oltre quattro metri di lunghezza e di quasi due metri di altezza, intitolata \u201cMaternit\u00e0\u201d, segnando in tal modo la prima apparizione del Simbolismo in una esposizione ufficiale italiana.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/18.-e1545777115251.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14399\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/18.-e1545777115251.jpg\" alt=\"18.\" width=\"347\" height=\"399\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La composizione del dipinto \u00e8 semplice e fortemente unitaria: una madre \u00e8 china sul suo bambino, frutto del suo grembo, e lo allatta amorevolmente. La vita da lei trasfusa nella creatura \u00e8 simboleggiata dall\u2019albero, probabilmente un melarancio, che le sta alle spalle e sembra proteggerla come una sorta di originale ombrello: gli angeli si raccolgono intorno a lei, i gigli, simbolo della vita e dell\u2019annunciazione a Maria e gli anemoni si piegano mossi da un vento misterioso. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/2_-814x1024-e1545777543637.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14401\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/2_-814x1024-e1545777543637.jpg\" alt=\"2_-814x1024\" width=\"361\" height=\"454\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Il divisionismo offriva in questo senso la tecnica ideale per rompere con gli schemi e le convenzioni di un realismo che il pittore ferrarese da tempo sentiva come un limite, ma non costituiva la novit\u00e0 pi\u00f9 importante della sua proposta pittorica, tanto che l\u2019artista, scrivendo al fratello Giuseppe nei giorni precedenti l\u2019apertura dell\u2019esposizione, si diceva preoccupato che l\u2019adozione della nuova tecnica oscurasse la sua ricerca di una pittura che superasse i limiti di una raffigurazione semplicemente oggettiva della realt\u00e0. La monumentale tela divenne un vero e proprio caso critico e fu al centro di polemiche e discussioni, dividendo il pubblico tra accesi sostenitori, come Vittore Grubicy, che fecero dell\u2019artista un paladino della \u00abpittura di idea\u00bb, e implacabili detrattori, scandalizzati da quello che ritenevano il lavoro di un giovane incapace di disegnare.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/generico-508379_660x368.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14402\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/generico-508379_660x368.jpg\" alt=\"generico-508379_660x368\" width=\"441\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/generico-508379_660x368.jpg 660w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/generico-508379_660x368-300x167.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><\/a>Previati e i disegni per Maternit\u00e0. <\/strong>\u00c8 noto dalle parole di Previati stesso che la lunga e tormentata gestazione di Maternit\u00e0 comport\u00f2 una complessa fase di elaborazione teorica sulla nuova tecnica del colore diviso. L\u2019artista disegn\u00f2 moltissimo per verificare le sue tesi e lo fece seguendo i procedimenti preparatori tradizionali. Dopo aver tracciato uno schizzo sommario dell\u2019intero soggetto su carta o sulla tela, il pittore studi\u00f2 analiticamente pi\u00f9 e pi\u00f9 volte i singoli dettagli iconografici in fogli distinti, controllandone gli aspetti formali e la definizione luministica, per arrivare a produrre, infine, un accurato progetto di insieme ricomponendo le varie parti.<\/p>\n<p>Le lettere scritte dall\u2019artista al fratello Giuseppe in vista della stesura pittorica finale restituiscono precisi indizi sul lavorio meticoloso dedicato al soggetto. Da queste testimonianze si ricava che almeno da settembre del 1890 egli stava lavorando freneticamente all\u2019opera e che l\u2019avrebbe conclusa circa sette mesi dopo, tra fine marzo 1891 e il 10 aprile, data della consegna a Brera per l\u2019esposizione. <strong>Il 24 settembre 1890, l\u2019artista manifestava apertamente le sue inquietudini davanti all\u2019impresa: \u00abSono assorbito completamente dalla gran tela che ho davanti agli occhi senza averci messo le mani cos\u00ec ferocemente da seppellire tutto lo schizzo segnatovi anni addietro\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/maternita-verona-pelizza-volpedo-e1545777626385.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14403\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2018\/12\/maternita-verona-pelizza-volpedo-e1545777626385.jpg\" alt=\"maternita-verona-pelizza-volpedo\" width=\"394\" height=\"577\" \/><\/a>A un certo punto il pittore stravolse l\u2019idea iniziale e realizz\u00f2 nuovi disegni, come confess\u00f2 poco dopo, in un\u2019altra lettera: \u00abNon ho in mente altro che mettere insieme il mio quadro. Ho fatto diversi disegni anche in questi giorni e il lavoro mi cresce sottomano in una maniera incredibile\u00bb.<\/p>\n<p>Lo scontento che gli procurava quella sfida con s\u00e8 stesso riguardava sia la difficolt\u00e0 di dipingere con la tecnica divisionista sia l\u2019esito dei disegni, che il pi\u00f9 delle volte gli sembravano mediocri e inadeguati a cogliere l&#8217;espressione pi\u00f9 autentica del modello, malgrado gli sforzi e la fatica che trovavano sfogo nelle parole affidate alle lettere al fratello. <strong>Di quel lungo travaglio si conoscono una manciata di disegni, tra cui quelli riuniti in questa sala. Realizzata secondo i principi della divisione del colore, la tela si distinse tra gli altri lavori dell\u2019esposizione perch\u00e9 in quest&#8217;opera l\u2019artista aveva tentato di evocare l\u2019idea dell&#8217;amore materno non attraverso una raffigurazione oggettiva, ma attraverso un\u2019arte d\u2019immaginazione e di sentimento.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo costruito attorno al grande dipinto propone celebri capolavori di Gaetano Previati, Medardo Rosso, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo e Umberto Boccioni, capaci di restituire in maniera esemplare l\u2019intensa stagione culturale che ha segnato il transito rivoluzionario della pittura italiana ottocentesca nella direzione europea dell\u2019arte moderna d\u2019avanguardia.<\/strong><br \/>\nDa qui, la rigorosa selezione filologica di una quindicina di opere che mette in evidenza il confronto tra esiti e ricerche diverse contemporanee al maestro ferrarese, ma anche le ricadute e gli stimoli forniti da queste sperimentazioni alle avanguardie del primo Novecento. <strong>Umberto Boccioni, in particolare, cerc\u00f2 un confronto diretto con Previati: \u201cla Maternit\u00e0\u201d del Banco BPM rappresenta uno dei cardini del suo percorso critico come punto di riferimento in quel un puntiglioso programma di studio nella storia dell\u2019arte che, dopo molteplici ricerche, lo portarono al Futurismo.<\/strong><\/p>\n<p>Alla definizione del progetto legato al tema dell\u2019amore materno hanno inoltre contribuito generosamente tutti i prestatori che hanno cos\u00ec reso possibile la realizzazione della mostra fra cui il Museo Segantini di Saint Motitz, i Musei Civici di Milano, le Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco,la Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano e il Mart di Rovereto: istituzioni che hanno collaborato attivamente all\u2019elaborazione dei contenuti del progetto scientifico partecipando anche all\u2019ideazione di un piccolo circuito virtuale sul tema dell\u2019amore materno itinerante tra le sedi di Verona, Rovereto e Milano, che il visitatore trover\u00e0 segnalato nel catalogo e nei fogli di sala dedicati a Le due madri di Segantini, della Galleria d\u2019Arte Moderna di Milano, e all\u2019Autoritratto con la madre di Giorgio de Chirico, del Mart di Rovereto. Tali opere sono da considerare a pieno titolo parte dell\u2019esposizione. \u201cL\u2019esposizione \u2013 evidenzia Francesca Rossi \u2013 \u00e8 arricchita da un contributo multimediale dedicato alle fasi di gestazione della Maternit\u00e0 di Previati. Questa preziosa documentazione deriva dalla campagna di analisi scientifiche condotta con gli strumenti pi\u00f9 avanzati delle nuove tecnologie presso l\u2019Opificio delle Pietre Dure di Firenze allo scopo di monitorare lo stato di conservazione dell\u2019opera e di comprendere la singolarissima tecnica pittorica impiegata dall\u2019artista\u201d.<\/p>\n<p>Un vero dono per le festivit\u00e0 di Natale e per il Capodanno 2019 che l\u2019Amministrazione offre alla citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il tema della maternit\u00e0, in un momento nodale nell\u2019arte italiana fra Otto e Novecento, \u00e8 al centro della mostra \u201cL\u2019amore materno alle origini della pittura moderna, da Previati a Boccioni\u201d proposta dai Musei Civici di Verona negli spazi della Galleria d\u2019Arte Moderna Achille Forti, aperta fino \u00a0al 10 marzo 2019. \u201cLa mostra, curata da Francesca Rossi e Aurora Scotti \u2013 ha dichiarato \u00a0l\u2019assessore alla Cultura Francesca Briani \u2013, \u00e8 testimonianza dell\u2019importante e proficua collaborazione tra i musei veronesi e i Musei Civici di Milano, il Mart di Rovereto e il Banco BPM. 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