{"id":14442,"date":"2018-12-29T22:01:42","date_gmt":"2018-12-29T22:01:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=14442"},"modified":"2026-03-24T22:51:01","modified_gmt":"2026-03-24T22:51:01","slug":"metlicovitz-i-manifesti-di-un-pioniere-della-pubblicita-al-civico-museo-revoltella-di-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2018\/12\/29\/metlicovitz-i-manifesti-di-un-pioniere-della-pubblicita-al-civico-museo-revoltella-di-trieste\/","title":{"rendered":"Metlicovitz. I  Manifesti di un pioniere della Pubblicit\u00e0, al Civico Museo Revoltella di Trieste."},"content":{"rendered":"<p><strong>150 anni fa nasceva a Trieste, figlio d\u2019arte, Leopoldo Metlicovitz (1868-1944) , uno dei maestri assoluti del cartellonismo italiano. Suoi sono decine di manifesti memorabili, dedicati a prodotti commerciali e industriali, ma anche a grandi eventi come l\u2019Esposizione internazionale di Milano del 1906, a famose opere liriche (Madama Butterfly, Manon Lescaut, Turandot) e a film dell\u2019epoca del muto (primo fra tutti Cabiria, storico precursore del kolossal).<br \/>\nAssieme ad artisti quali Hohenstein, Laskoff, Terzi e al pi\u00f9 giovane concittadino Marcello Dudovich, Metlicovitz (che di quest\u2019ultimo fu il \u201cmaestro\u201d) oper<\/strong><strong>\u00f2 per decenni alle Officine Grafiche Ricordi di Milano, dopo un avvio come pittore paesaggista nella citt\u00e0 natale e un apprendistato come litografo (professione ereditata dal padre) in uno stabilimento grafico di Udine.\u00a0<\/strong>Fu proprio grazie all\u2019intuito di Giulio Ricordi, che Metlicovitz pot\u00e9 esplicare, dagli ultimi anni dell\u2019Ottocento, tutte le proprie potenzialit\u00e0 espressive, non solo come grande esperto dell\u2019arte cromolitografica, ma pure come disegnatore e inventore di quegli \u201cavvisi figurati\u201d (cos\u00ec chiamati allora) che, affissi a muri e palizzate, mutarono il volto delle citt\u00e0 con il loro vivace cromatismo, segnando anche in Italia la nascita di quell\u2019arte della pubblicit\u00e0 sintonizzata su quanto il \u201cmodernismo\u201d internazionale andava proponendo nelle arti applicate sotto i vari nomi di Jugendstil, Modern Style, Art Nouveau, Liberty.<\/p>\n<p><strong>A lui la citt\u00e0 di Trieste dedica, nel 150\u00b0 anniversario della nascita, la prima grande retrospettiva monografica. Con il titolo \u201cMetlicovitz. L\u2019arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicit\u00e0\u201d, rester\u00e0 allestita al Civico Museo Revoltella e alla Sala Selva di Palazzo Gopcevich fino al I7 marzo 2019, per poi passare al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso.<\/strong>La mostra \u00e8 promossa e realizzata dal Comune di Trieste \u2013 Assessorato alla Cultura, Sport e Giovani \u2013 Area Scuola, Educazione, Cultura e Sport \u2013 Servizio Musei e Biblioteche in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo \u2013 Direzione Generale Musei \u2013 Polo Museale del Veneto \u2013 Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>La rassegna \u00e8 curata dallo storico dell\u2019arte e scrittore Roberto Curci e diretta da Laura Carlini Fanfogna, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche, e da Marta Mazza, direttrice del Museo Nazionale Collezione Salce. Nella grande monografica rivive l\u2019intero arco della produzione dell\u2019artista. Le opere esposte, 73 manifesti (alcuni di dimensioni \u201cgiganti\u201d), tre dipinti e una ricca selezione di \u201cgrafica minore\u201d (cartoline, copertine di riviste, spartiti musicali ecc.), sono organizzate in otto sezioni espositive, sette delle quali ospitate presso il Civico Museo Revoltella e una \u2013 la sezione dedicata ai manifesti teatrali per opere e operette \u2013 nella Sala Attilio Selva al pianterreno di Palazzo Gopcevich, sede del Civico Museo Teatrale \u201cCarlo Schmidl\u201d. <strong>Le opere provengono per la gran parte dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (68 manifesti), oltre che dalle collezioni civiche (Civico Museo Revoltella e Civico Museo Teatrale \u201cCarlo Schmidl\u201d) e da raccolte private.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLa produzione cartellonistica di Metlicovitz, cos\u00ec come quella dell\u2019amico Dudovich, fu \u2013 sottolinea Roberto Curci \u2013 particolarmente intensa negli anni precedenti la Grande Guerra, con la creazione di autentici capolavori rimasti a lungo nella memoria visiva degli italiani e a tutt\u2019oggi largamente citati e riprodotti in ogni studio sull\u2019evoluzione del messaggio pubblicitario del Novecento. <strong>A questo eccellente artista, caratterialmente schivo ed estraneo ad ogni mondanit\u00e0, alle prove \u2013 affascinanti per verve ed eleganza stilistica \u2013 da lui devolute sia a realt\u00e0 commerciali come i popolari Grandi Magazzini napoletani dei Fratelli Mele sia all\u2019universo musicale e teatrale, spiritualmente a lui congeniale (conoscente di Verdi, fu amico soprattutto di Puccini), \u00e8 dedicata questa mostra che si propone di rappresentare il \u201ctutto Metlicovitz\u201d, straordinario cartellonista, certo, ma anche eccellente pittore ed efficace grafico e illustratore\u201d.<\/strong> La mostra \u00e8 corredata da un raffinato catalogo, a cura di Roberto Curci e Marta Mazza (Lineadacqua Edizioni).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>150 anni fa nasceva a Trieste, figlio d\u2019arte, Leopoldo Metlicovitz (1868-1944) , uno dei maestri assoluti del cartellonismo italiano. 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