{"id":14565,"date":"2019-01-10T22:21:13","date_gmt":"2019-01-10T22:21:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=14565"},"modified":"2019-01-10T22:21:13","modified_gmt":"2019-01-10T22:21:13","slug":"le-rose-di-arturo-vermi-una-straordinaria-raccolta-di-opere-tra-poesia-bellezza-mistero-e-amore-alla-leo-galleries-di-monza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/01\/10\/le-rose-di-arturo-vermi-una-straordinaria-raccolta-di-opere-tra-poesia-bellezza-mistero-e-amore-alla-leo-galleries-di-monza\/","title":{"rendered":"Le rose di Arturo Vermi. Una straordinaria raccolta di opere tra poesia, bellezza, mistero e amore  alla Leo Galleries di Monza."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/287-e1547156860224.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14566\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/287-e1547156860224.jpg\" alt=\"287\" width=\"350\" height=\"349\" \/><\/a>E\u2019 proprio da uno degli artefici del gruppo \u201cCenobio\u201d (Arturo Vermi, Agostino Ferrari, Angelo Verga, Ugo La Pietra, Ettore Sordini ed anche Raffaele Menster che abbandon\u00f2 prestissimo il gruppo) movimento attivo a Milano negli anni 1962\/\u201863 attorno allo sperimentalismo segnico del dipingere; <strong>vale a dire Arturo Vermi \u00a0che negli anni Ottanta del Novecento \u00a0e in anni di sperimentalismo figurale \u2013 vedi la Transavanguardia- \u00a0si proponeva di richiamare lo spettatore a meditare sulla relazione tra immagine e parola \u00a0in termini logici e semeiotici, \u00a0elaborando cos\u00ec un\u2019immagine naturale che gli ruotava attorno quotidianamente, da essere usata come linguaggio e mimesi, di pensiero e di emozioni, che ha occasionato \u00a0un corpo nutrito di lavori che hanno avuto come tema il simbolo dell\u2019amore.<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/aa29bf00-f361-11e8-9aa1-3dda9c965bad-rimg-w300-h300-dc544637-gmir.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14567\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/aa29bf00-f361-11e8-9aa1-3dda9c965bad-rimg-w300-h300-dc544637-gmir.jpg\" alt=\"aa29bf00-f361-11e8-9aa1-3dda9c965bad-rimg-w300-h300-dc544637-gmir\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/aa29bf00-f361-11e8-9aa1-3dda9c965bad-rimg-w300-h300-dc544637-gmir.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/aa29bf00-f361-11e8-9aa1-3dda9c965bad-rimg-w300-h300-dc544637-gmir-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E taluni potrebbero argomentare, ma come, cosa c\u2019entra un\u2019immagine cos\u00ec reale con il segno? Occorre sapere che gi\u00e0 nell\u2019anno \u00a01960, il catalano \u00a0Joan Brossa\u00a0 aveva concepito il poema-oggetto <em>Cerilla<\/em> (fiammifero), che riuniva la parola \u201ccerilla\u201d, il disegno di un fiammifero e il fiammifero vero e proprio. Il meccanismo logico-semiotico era lo stesso cos\u00ec come fece poi nel 1965 anche \u00a0\u00a0Kosuth che realizz\u00f2 l\u2019opera <em>Una e tre sedie<\/em> che comprendeva una vera sedia, una sua riproduzione fotografica ed un pannello su cui era stampata la definizione da dizionario della parola \u201csedia\u201d. Non va dimenticato che la rarefazione dei contenuti emozionali nell\u2019arte perseguita dagli artisti concettuali arriv\u00f2 ben presto anche a determinare la volont\u00e0 di prescindere dall\u2019opera d\u2019arte in s\u00e9: l\u2019idea e la riflessione subentrarono cos\u00ec al manufatto, all\u2019oggetto, indipendentemente dal loro carattere tradizionale o innovativo<strong>.<\/strong> <strong>E\u2019 proprio da ci\u00f2 che occorre partire per una appropriata lettura della mostra di Arturo Vermi ( 1928-1988) dal titolo \u201cProgetto per una rosa\u201d in corso alla Leo Galleries di Monza<\/strong>. <strong>Arte e poesia, arte e passione, arte e misticismo, arte e bellezza, arte e mistero, arte e devozione, arte e amore e mi fermo qui. Una serie di opere dell\u2019artista lombardo che ci dicono molto del suo vivere, della sua vita, del suo esistere, delle sue relazioni, delle sue amicizie e\u00a0 del suo amore per la compagna di una vita \u00a0Anna Rizzo Vermi.<\/strong> Icona classica la rosa, attraversa tutti i secoli, amata, cantata, disegnata e dipinta da poeti, musicisti e pittori. Stretto legame con l\u2019amore. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/vermi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14568\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/vermi.jpg\" alt=\"vermi\" width=\"469\" height=\"702\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/vermi.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/vermi-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 469px) 100vw, 469px\" \/><\/a>E\u2019 la rosa, icona onnipresente, ancor presente specialmente nell\u2019iconografia della mistica cristiana, per la bellezza, il profumo, per il mistero della sua forma\u00a0e per il colore per lo pi\u00f9 rosso, simbolo antichissimo dell\u2019amore. A questa simbologia appartengono sia la coppa del Graal, \u00a0sia la rosa celeste (Candida Rosa) della Divina Commedia di Dante, sia la <em>rosa mistica<\/em> delle Litanie. Ma fermiamoci qui perch\u00e9 gi\u00e0\u00a0Gertrude Stein diceva: \u201cla rosa \u00e8 una rosa, una rosa, una rosa\u201d. \u201cLe <em>Rose<\/em>, serie apparentemente autonoma nella produzione del Vermi, fanno la loro comparsa negli anni Ottanta e possono sembrare strane se confrontate con il rigore e il segno essenziale della sua pi\u00f9 nota produzione \u2013 scrive <strong>Simona Bartolena<\/strong>, curatrice della mostra, nel testo del libretto che accompagna l\u2019allestimento -. Le rose sono parte integrante di un processo creativo che non si preclude esperienze inaspettate e incursioni nel figurativo, nella terza dimensione della materia e in linguaggi assai diversi\u201d. <strong>Rose dal lungo stelo disegnate, colorate, talvolta il colore \u00e8 relegato in una quadrato rosso o bianco mai dimentico delle geometrie dell\u2019 artista; rose in vaso, mazzi di rose, rose inserite in paesaggio; rose aperte, boccioli,spesso diventano \u00a0o sono un pretesto, diventano macchie espressioniste, o composizioni-collage come nell\u2019opera \u201cDalla luna piovono rose ma solo sugli innamorati\u201d del 1986. \u00a0<\/strong>\u201cLe <em>Rose <\/em>non sono sporadiche incursioni nel tema, ma piuttosto un preciso e motivatissimo piano esistenziale \u2013 continua Bartolena nel testo critico -. Sono <strong>l\u2019ennesimo mattone che Vermi colloca nella costruzione del suo mondo di Felicit\u00e0<\/strong>\u201d. Queste opere sono la parte privata dell\u2019artista Vermi, il suo credo poetico capace di andare oltre la razionalit\u00e0 del segno che pure argoment\u00f2 la sua poetica. I fiori, infatti, erano spesso un omaggio d\u2019amore per la moglie Anna e per i figli. \u201cLa raccolta dedicata alle rose assume una connotazione nuova e trova il suo posto nella ricerca storica, manifestando ancora una volta l\u2019eredit\u00e0 di un artista illuminato che dichiara l\u2019alleanza del progresso dell\u2019arte e dell\u2019uomo per ridare bellezza alla Terra, per far sbocciare una rosa sempre pi\u00f9 bella\u201d, scrive <strong>Anna Vermi <\/strong>nelle pagine del catalogo.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019 proprio da uno degli artefici del gruppo \u201cCenobio\u201d (Arturo Vermi, Agostino Ferrari, Angelo Verga, Ugo La Pietra, Ettore Sordini ed anche Raffaele Menster che abbandon\u00f2 prestissimo il gruppo) movimento attivo a Milano negli anni 1962\/\u201863 attorno allo sperimentalismo segnico del dipingere; vale a dire Arturo Vermi \u00a0che negli anni Ottanta del Novecento \u00a0e in anni di sperimentalismo figurale \u2013 vedi la Transavanguardia- \u00a0si proponeva di richiamare lo spettatore a meditare sulla relazione tra immagine e parola \u00a0in termini logici e semeiotici, \u00a0elaborando cos\u00ec un\u2019immagine naturale che gli ruotava attorno quotidianamente, da essere usata come linguaggio e mimesi, di pensiero [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/01\/10\/le-rose-di-arturo-vermi-una-straordinaria-raccolta-di-opere-tra-poesia-bellezza-mistero-e-amore-alla-leo-galleries-di-monza\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[53709,9894,180472,53794,44441,87,35351,35224,35266,26,66655,17505,35188,28369,51665],"tags":[355092,263577,252996,59480,355090,355091,269377,17520],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14565"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14565"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14565\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14569,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14565\/revisions\/14569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}