{"id":14594,"date":"2019-01-13T23:06:41","date_gmt":"2019-01-13T23:06:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=14594"},"modified":"2019-01-13T23:06:41","modified_gmt":"2019-01-13T23:06:41","slug":"le-incisioni-di-valentino-vago-esposte-alla-biblioteca-dellaccademia-delle-belle-arti-di-brera-uscito-anche-il-catalogo-ragionato-della-produzione-grafica-dellartista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/01\/13\/le-incisioni-di-valentino-vago-esposte-alla-biblioteca-dellaccademia-delle-belle-arti-di-brera-uscito-anche-il-catalogo-ragionato-della-produzione-grafica-dellartista\/","title":{"rendered":"Le incisioni di Valentino Vago esposte alla Biblioteca dell&#8217;Accademia delle Belle Arti di Brera. Uscito anche il Catalogo Ragionato della produzione grafica dell\u2019artista."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/VAGO-copertina-590x588-e1547419612204.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14596\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/VAGO-copertina-590x588-e1547419612204.jpg\" alt=\"VAGO-copertina-590x588\" width=\"298\" height=\"297\" \/><\/a>Inaugurata lo scorso 24 ottobre2018 -ed aperta fino al 19 gennaio 2019- <strong>negli spazi della Biblioteca dell\u2019Accademia delle Belle Arti di Brera la mostra \u201cIncisioni (1952-1959)\u201d rende omaggio alla ricerca artistica di Valentino Vago (Barlassina 1931 &#8211; Milano 2018) presentando un corpus di oltre quaranta incisioni ad acquaforte<\/strong> rieditate nel 2014 a partire dalle lastre originali realizzate dall\u2019artista nel corso degli anni Cinquanta. Il restauro delle lastre e la stampa sono stati curati dalla Stamperia d\u2019Arte Pilar Dominguez.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/1952_53-ESTATE-03-e1547419660651.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14597\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/1952_53-ESTATE-03-e1547419660651.jpg\" alt=\"1952_53 ESTATE 03\" width=\"315\" height=\"215\" \/><\/a>L\u2019esposizione, ideata in collaborazione con l\u2019Archivio Valentino Vago, indaga a largo raggio \u00a0la produzione incisoria del maestro di Barlassina. Vago si \u00a0\u00e8 dedicato \u00a0a questa disciplina a partire dal 1951 frequentando i corsi all\u2019Accademia di Brera, tenuti da Benvenuto Disertori, uno dei principali incisori italiani del primo Novecento e docente a Brera dal 1930 al 1960 e, nel 1957, espone i suoi lavori nella sua prima mostra in assoluto alla Galleria Bramante di Busto Arsizio. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/1955-Duomo-590x431.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14598\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/1955-Duomo-590x431.jpg\" alt=\"1955-Duomo-590x431\" width=\"313\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/1955-Duomo-590x431.jpg 590w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/1955-Duomo-590x431-300x219.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 313px) 100vw, 313px\" \/><\/a><strong>L\u2019interesse dell\u2019artista verso l\u2019acquaforte trascende gli anni dello studio, come testimonia la sua iscrizione, dal 1957 al 1960, all\u2019Associazione Incisori d\u2019Italia e la partecipazione a tutte le mostre e i concorsi organizzati dall\u2019Ente, in quegli anni presieduto da Carlo Carr\u00e0 e Aldo Carpi.<\/strong> In questi primi anni di attivit\u00e0 l\u2019interesse di Valentino Vago per la grafica spesso anticipava, nei soggetti, le immagini affidate poi alla pittura, facendo diventare le due tecniche quasi complementari. Osservando le opere in mostra, si pu\u00f2 ripercorrere la visione della realt\u00e0 che l\u2019artista comunicava tramite molteplici temi espressivi: figure del quotidiano, contadini al lavoro, paesaggi rurali, scene naturalistiche, fino a giungere alle composizioni astratte, nelle quali il centro di interesse delle ricerche non \u00e8 pi\u00f9 il soggetto o la forma, bens\u00ec l\u2019atto creativo di qualcosa in divenire, preludio della ricerca artistica che caratterizzer\u00e0 l\u2019opera del maestro negli anni Sessanta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/4451335426955.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14600\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/4451335426955.jpg\" alt=\"4451335426955\" width=\"284\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/4451335426955.jpg 284w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/4451335426955-216x300.jpg 216w\" sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a>L\u2019attivit\u00e0 di Vago acquafortista \u00e8 caratterizzata da una parabola ascendente: la produzione grafica nel periodo iniziale risente di evidenti caratteri accademici da cui l\u2019artista si affranca nel corso del decennio. Il segno acquista via via scioltezza e fluidit\u00e0 di tratteggio, l\u2019immagine \u00e8 resa con andamenti immediati e liberi di indagare i valori atmosferici in relazione alle figure, con un desiderio crescente di superare la cura dei dettagli per giungere alla loro trasfigurazione poetica. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/1956-contadini-08-455x590.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14601\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/1956-contadini-08-455x590.jpg\" alt=\"1956-contadini-08-455x590\" width=\"303\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/1956-contadini-08-455x590.jpg 455w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/1956-contadini-08-455x590-231x300.jpg 231w\" sizes=\"(max-width: 303px) 100vw, 303px\" \/><\/a>La vicenda incisoria di Vago si esaurisce nell\u2019arco di pochi anni ma la qualit\u00e0 della sua ricerca e delle opere prodotte ad acquaforte \u00e8 testimoniata dalla loro presenza in prestigiose collezioni, come nel caso della Civica Raccolta Bertarelli presso il Castello Sforzesco e la Civica Raccolta del Disegno di Sal\u00f2.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/21B9F9FB-A30B-4AC0-911D-83CE3A6260E1-960x450-e1547420120634.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-14602 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/21B9F9FB-A30B-4AC0-911D-83CE3A6260E1-960x450-e1547420120634.jpg\" alt=\"21B9F9FB-A30B-4AC0-911D-83CE3A6260E1-960x450\" width=\"435\" height=\"204\" \/><\/a>La mostra \u00e8 accompagnata da una pubblicazione (italiano e inglese), curata dall&#8217;Archivio Valentino Vago per la Casa Editrice Stefanoni, che funge a pieno titolo da catalogo ragionato della produzione grafica di Valentino Vago perch\u00e9 raccoglie, oltre alle riproduzioni delle opere esposte, anche la documentazione di tutte le <\/strong><strong>incisioni del maestro, anche quelle di cui sono solo state salvate le lastre originali.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/untitled.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14603\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/untitled.png\" alt=\"untitled\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a> <\/strong>Completano l&#8217;opera un testo di Valerio Vago, presidente dell&#8217;Archivio e altri contributi critici.<\/p>\n<p><strong><em>Valentino Vago<\/em><\/strong><em> \u00e8 nato a Barlassina nel 1931, \u00a0frequenta l\u2019Accademia di Brera nei primi anni Cinquanta: suoi compagni di studi sono stati tra gli altri Valerio Adami, Bepi Romagnoni, Kengiro Azuma, Floriano Bodini. Nel 1960 inaugura la sua prima rilevante personale al Salone Annunciata di Milano con una presentazione di Guido Ballo. Tra anni Sessanta e Settanta si succedono personali all\u2019Annunciata e nella galleria Morone 6 di Milano, ma anche da Martano a Torino e Contini a Roma. Nel 1972 vince il XXVI Premio Michetti. In questo stesso anno il suo lavoro \u00e8 accostato a quello degli esponenti della Pittura Analitica o Nuova Pittura, con i quali peraltro espone nelle mostre \u201cfondative\u201d di questa tendenza, ma senza mai sentirsi totalmente in sintonia<\/em> <em>con essa.<\/em><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/untitled.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14603\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/untitled.png\" alt=\"untitled\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a>Nel 1980 il Pa<\/em><em>lazzo Reale di Milano ospita un suo intervento ambientale intitolato Tre stanze in scala tonale. L\u2019anno precedente a trasforma<\/em><em>rsi in una grande opera pittorica tridimensionale erano stati gli spazi della Cassa Rurale e Artigiana della sua citt\u00e0 natale, Barlassina, che nel 1982 vedr\u00e0 anche la chiesa parrocchiale di San Giulio trasformarsi grazie alle campiture blu di Vago. Con gli anni Ottanta giungono anche la prima antologica al PAC di Milano, un ampio consenso int<\/em><em>ernazionale, un\u2019attivit\u00e0 espositiva che spazia dall\u2019Eu<\/em><em>ropa all&#8217;America Latina. Si susseguono inoltre le collaborazioni con architetti e gli interventi in chiese italiane e straniere. Nel 2007 l\u2019artista dipinge i 12.000 mq di superficie della chiesa di Nostra Signora del Rosario a Doha, in Qatar. Nel 2011 Skira da alle stampe i tre volumi di cui \u00e8 composto il suo Catalogo Generale.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 2017 termina l&#8217;opera ambientale nella C<\/em><em>hiesa di San Giovanni in Laterano a Milano, che intitola Il mio Paradiso. Muore a Milano il 17 gennaio 2018.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em><strong>Carlo Franza<\/strong> <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Inaugurata lo scorso 24 ottobre2018 -ed aperta fino al 19 gennaio 2019- negli spazi della Biblioteca dell\u2019Accademia delle Belle Arti di Brera la mostra \u201cIncisioni (1952-1959)\u201d rende omaggio alla ricerca artistica di Valentino Vago (Barlassina 1931 &#8211; Milano 2018) presentando un corpus di oltre quaranta incisioni ad acquaforte rieditate nel 2014 a partire dalle lastre originali realizzate dall\u2019artista nel corso degli anni Cinquanta. Il restauro delle lastre e la stampa sono stati curati dalla Stamperia d\u2019Arte Pilar Dominguez. L\u2019esposizione, ideata in collaborazione con l\u2019Archivio Valentino Vago, indaga a largo raggio \u00a0la produzione incisoria del maestro di Barlassina. 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