{"id":14625,"date":"2019-01-16T21:46:04","date_gmt":"2019-01-16T21:46:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=14625"},"modified":"2019-01-16T21:46:04","modified_gmt":"2019-01-16T21:46:04","slug":"madame-reali-cultura-e-potere-da-parigi-a-torino-a-palazzo-madama-a-torino-una-mostra-documenta-vita-e-azioni-di-due-donne-reali-dello-stato-sabaudo-tra-600-e-700","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/01\/16\/madame-reali-cultura-e-potere-da-parigi-a-torino-a-palazzo-madama-a-torino-una-mostra-documenta-vita-e-azioni-di-due-donne-reali-dello-stato-sabaudo-tra-600-e-700\/","title":{"rendered":"Madame reali, cultura e potere da Parigi a Torino. A Palazzo Madama a Torino una mostra documenta vita e azioni di due donne reali dello stato sabaudo tra \u2018600 e \u2018700."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/85517-Francesco_Cairo_La-figlia-del-faraone-e1547674230112.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14626\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/85517-Francesco_Cairo_La-figlia-del-faraone-e1547674230112.jpg\" alt=\"85517-Francesco_Cairo_La-figlia-del-faraone\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a>La mostra\u00a0<em>Madame reali: cultura e potere da Parigi a Torino<\/em>, voluta da Guido Curto, direttore di\u00a0Palazzo Madama, e curata dalle conservatrici del museo\u00a0Clelia Arnaldi di Balme\u00a0e Maria Paola Ruffino, \u00e8 allestita nella\u00a0Sala del Senato fino \u00a0al 6 maggio 2019<strong>. Il percorso espositivo documenta la vita e le azioni di due donne che impressero un forte sviluppo alla societ\u00e0 e alla cultura artistica nello stato sabaudo tra il 1600 e il 1700:\u00a0Cristina di Francia (Parigi 1606 &#8211; Torino 1663) e\u00a0Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours\u00a0(Parigi 1644 &#8211; Torino 1724).<\/strong> Due figure emblematiche della storia europea, che esercitarono il loro potere declinato al femminile per affermare e difendere il proprio ruolo e l\u2019autonomia del loro Stato.\u00a0Le azioni politiche e le committenze artistiche delle Madame Reali testimoniano la ferma volont\u00e0 di fare di Torino una citt\u00e0 di livello internazionale, in grado di dialogare alla pari con Madrid, Parigi e Vienna. <strong>Con\u00a0oltre 120 opere, tra\u00a0dipinti, oggetti d\u2019arte, arredi, tessuti, gioielli, oreficerie, ceramiche, disegni e incisioni, la mostra ripercorre cronologicamente la biografia delle due Madame Reali e racconta le parentele che le collegano alle maggiori case regnanti europee, le loro azioni politiche e culturali, le scelte artistiche per le loro residenze, le feste sontuose, la moda e la devozione religiosa.<\/strong>\u00a0L\u2019allestimento, progettato\u00a0dall\u2019architetto\u00a0Loredana Iacopino, sviluppa un itinerario attraverso la vita di corte in epoca barocca, negli stessi ambienti in cui vissero le due dame, documentate non solo nella loro immagine politica, ma anche in quella pi\u00f9 intima e femminile.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/86663-L-BUFFI_Maria-Giovanna_Battista-di-Savoia-Nemours-e1547674266948.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14627\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/86663-L-BUFFI_Maria-Giovanna_Battista-di-Savoia-Nemours-e1547674266948.jpg\" alt=\"86663-L-BUFFI_Maria-Giovanna_Battista-di-Savoia-Nemours\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a><strong><em>Cristina di Francia, le feste, i luoghi delle delizie, la difesa del potere. <\/em><\/strong>Cristina, o pi\u00f9 esattamente\u00a0Chrestienne de France, figlia del re di Francia Enrico IV di Borbone e di Maria de\u2019 Medici, giunge da Parigi a Torino nel 1619\u00a0all\u2019et\u00e0 di tredici anni, sposa di Vittorio Amedeo I di Savoia. La introduce in mostra una splendida serie di\u00a0ritratti\u00a0che costituiscono il suo album di famiglia: i genitori, sovrani di Francia; il fratello Luigi XIII, salito al trono nel 1610 in seguito all\u2019assassinio del padre, e la sorella Enrichetta Maria, regina d\u2019Inghilterra sposa di Carlo I Stuart.\u00a0Il matrimonio rinsalda l\u2019alleanza tra il Piemonte e la Francia,\u00a0rafforzando la posizione dei Savoia tra le Case\u00a0reali d\u2019Europa.\u00a0Amante delle feste, Cristina conserva la tradizione spagnola dello\u00a0zapato, celebrato nel giorno di San Nicola con lo scambio di ricchi regali, e inaugura a Torino la stagione dei\u00a0balletti di corte\u00a0su esempio di Parigi. Autore di molti testi e coreografie \u00e8 il conte Filippo d\u2019Agli\u00e9, presente in mostra in un bel ritratto inedito, cortigiano raffinato, suo amante e suo fedele consigliere. Cristina fa ampliare e arredare due\u00a0residenze extra-urbane: il grandioso Castello del Valentino, sul Po, e la Vigna in collina (ora nota come Villa Abegg).\u00a0 Accanto ai\u00a0putti giocosi di Isidoro Bianchi, ai motti, agli emblemi eloquenti, tema onnipresente \u00e8 la\u00a0natura: dipinti di fiori e di animali, parati in cuoio, fiori ric<strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/86665-NARCISO_TORRET_Cristina-di-Francia-e1547674369984.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14628\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/86665-NARCISO_TORRET_Cristina-di-Francia-e1547674369984.jpg\" alt=\"86665-NARCISO_TORRET_Cristina-di-Francia\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a><\/em><\/strong>amati e nature morte. Rimasta vedova nel 1637, Cristina assume la reggenza per il figlio minorenne Carlo Emanuele e si scontra con i Principi suoi cognati, Maurizio e Tommaso di Savoia-Carignano, sostenitori degli Spagnoli. La guerra civile si protrae fino al 1642, quando l\u2019accordo fra la duchessa e i cognati \u00e8\u00a0concluso col matrimonio della figlia Ludovica con lo zio, il Cardinal Maurizio. Cristina riesce a\u00a0mantenere l\u2019indipendenza del Ducato e del proprio potere, che cede formalmente al figlio nel 1648. Di fatto, per\u00f2, continua a governare fino alla morte nel 1663.<br \/>\n<strong><em>Maria Giovanna Battista, donna di pace, di carit\u00e0, di grandi committenze.<\/em><\/strong> Nipote di Enrico IV di Francia,\u00a0Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, dama di corte della regina di Francia, lasc<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/86669-Cristina-di-Francia-e1547674401193.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14629\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/86669-Cristina-di-Francia-e1547674401193.jpg\" alt=\"86669-Cristina-di-Francia\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a>ia nel 1665 la reggia di Luigi XIV, il Re Sole, per diventare duchessa di Savoia. Vedova dal 1675, Maria Giovanna Battista regge il ducato fino al 1684, quando il figlio Vittorio Amedeo II\u00a0assume d\u2019autorit\u00e0 il potere. Nel periodo in cui governa si trova a fronteggiare la povert\u00e0 causata in Piemonte dalle grandi carestie degli anni 1677-1680 e, per aiutare i pi\u00f9 bisognosi, istituisce un Monte di Prestito e fonda anche\u00a0l\u2019Ospedale di San Giovanni Battista nell\u2019area di espansione orientale della\u00a0citt\u00e0. Sviluppa nel contempo sogni ambiziosi con la\u00a0speranza di vedere il figlio occupare il trono del Portogallo\u00a0e promuove la nascita dell\u2019Accademia di Belle Arti di Torino. Per la sua residenza, Palazzo Madama, Maria Giovanna Battista nel 1718\u00a0invita l\u2019architetto messinese\u00a0Filippo Juvarra\u00a0a realizzare\u00a0il grandioso scalone d\u2019onore di Palazzo Madama,\u00a0capolavoro assoluto del Barocco europeo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/86667-Maria-Giovanna-Battista-di-Savoia-Nemours-e1547674483630.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-14630\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/01\/86667-Maria-Giovanna-Battista-di-Savoia-Nemours-e1547674483630.jpg\" alt=\"86667-Maria-Giovanna-Battista-di-Savoia-Nemours\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a><strong><em>La vita a palazzo: regole, piaceri, devozione.<\/em><\/strong><br \/>\nLa quotidianit\u00e0 della vita di palazzo \u00e8 ben presente in mostra con dipinti e oggetti:\u00a0le conversazioni tra le dame, la tavola, il momento della toeletta con i piccoli oggetti preziosi.\u00a0La vita a corte \u00e8 retta da precisi cerimoniali e si svolge in ambienti che rispecchiano il gusto delle duchesse: mobili di gusto francese, come il\u00a0tavolino in tartaruga e metallo pregiato\u00a0del famoso\u00a0ebanista Pierre Gole (Bergen, 1620 &#8211; Parigi, 1684), i piani di tavolo in stucco dipinto, i\u00a0parati in \u201ccorame d\u2019Olanda\u201d, gli\u00a0orologi.<br \/>\nNel corso dei decenni, a Torino come in Europa, cresce sempre pi\u00f9\u00a0l\u2019attrazione per l\u2019Oriente con\u00a0gli arredi \u201calla China\u201d, le porcellane e i prodotti delle colonie: il th\u00e8, il caff\u00e8, il cioccolato. Nella vita delle Madame Reali la\u00a0devozione religiosa\u00a0ha una parte importante. Cristina promuove l\u2019arrivo degli Ordini Carmelitani a Torino e Maria Giovanna Battista mantiene un proprio appartamento nel Monastero delle Carmelitane. Le\u00a0icone sacre\u00a0e i\u00a0libri di preghiera\u00a0sono sempre fedeli compagni della brillante vita di corte.<\/p>\n<p><strong><em>La moda e l\u2019immagine del potere.<\/em><\/strong> Cristina afferma la moda del\u00a0vestire alla francese,\u00a0una scelta\u00a0\u201cpolitica\u201d che si sostituisce al vestire alla spagnola\u00a0degli anni di Carlo Emanuele I e di Caterina d\u2019Austria. Mutano le silhouette, la scelta dei tessuti e dei gioielli, con i\u00a0diamanti\u00a0e le\u00a0perle\u00a0come protagonisti, guidate dalle istruzioni dei ministri a Parigi. Di l\u00e0 vengono i guanti profumati e gli abiti ricamati dei duchi,\u00a0che si portano con pizzi d\u2019argento e d\u2019oro, di Venezia e di Fiandra, sposando appieno\u00a0la dilagante passione per il merletto. Come reggenti, Cristina e Maria Giovanna Battista sono ritratte in\u00a0lutto, sviluppando un\u2019immagine che d\u00e0 sostegno alla loro autorit\u00e0 e al loro potere.<br \/>\nLe opere esposte provengono da prestiti di collezionisti privati e di importanti musei italiani e stranieri: il\u00a0Polo Museale del Piemonte, con ritratti dalla quadreria del\u00a0Castello di Racconigi, i Musei Reali di Torino, la\u00a0Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, le\u00a0Gallerie degli Uffizi\u00a0e il\u00a0Museo degli Argenti\u00a0di Firenze, il\u00a0Museo dei tessuti e il Museo di Belle Arti\u00a0di Lione, il\u00a0Museo del Rinascimento\u00a0di Ecouen, il\u00a0Museo del Prado\u00a0di Madrid, il\u00a0Museo del Castello di Versailles. Tra gli artisti in mostra:\u00a0Anton Van Dyck,\u00a0Frans Pourbus il giovane,\u00a0Giovanna Garzoni,\u00a0Francesco Cairo, Philibert Torret, Giovenale Boetto, Jacques Courtilleau, Charles Dauphin, Pierre Gole, Carlo Maratta, Maurizio Sacchetti, Filippo Juvarra.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra\u00a0Madame reali: cultura e potere da Parigi a Torino, voluta da Guido Curto, direttore di\u00a0Palazzo Madama, e curata dalle conservatrici del museo\u00a0Clelia Arnaldi di Balme\u00a0e Maria Paola Ruffino, \u00e8 allestita nella\u00a0Sala del Senato fino \u00a0al 6 maggio 2019. Il percorso espositivo documenta la vita e le azioni di due donne che impressero un forte sviluppo alla societ\u00e0 e alla cultura artistica nello stato sabaudo tra il 1600 e il 1700:\u00a0Cristina di Francia (Parigi 1606 &#8211; Torino 1663) e\u00a0Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours\u00a0(Parigi 1644 &#8211; Torino 1724). 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