{"id":14998,"date":"2019-02-19T21:06:42","date_gmt":"2019-02-19T21:06:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=14998"},"modified":"2019-02-19T21:06:42","modified_gmt":"2019-02-19T21:06:42","slug":"dan-flavin-parla-con-la-luce-e-il-colore-coinvolgente-la-retrospettiva-dellartista-americano-a-milano-alla-galleria-cardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/02\/19\/dan-flavin-parla-con-la-luce-e-il-colore-coinvolgente-la-retrospettiva-dellartista-americano-a-milano-alla-galleria-cardi\/","title":{"rendered":"Dan Flavin  parla con  la   luce e il colore. Coinvolgente la retrospettiva  dell\u2019artista americano  a Milano alla Galleria Cardi."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/87785-unnamed-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-14999\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/87785-unnamed-2.jpg\" alt=\"87785-unnamed-2\" width=\"451\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/87785-unnamed-2.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/87785-unnamed-2-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><\/a>La\u00a0<strong>Galleria Cardi di Milano<\/strong>\u00a0 <strong>presenta una\u00a0<\/strong><strong>mostra personale<\/strong><strong>\u00a0del leggendario artista minimalista americano<\/strong>\u00a0<strong>Dan Flavin<\/strong>. La mostra \u00e8 organizzata\u00a0<strong>in collaborazione con l\u2019Estate di Dan Fla<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/605-3701-e1550609912374.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15000 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/605-3701-e1550609912374.jpg\" alt=\"605-3701\" width=\"405\" height=\"304\" \/><\/a><strong>vin<\/strong>\u00a0ed \u00e8 accompagnata da un\u00a0<strong>catalogo illustrato<\/strong>\u00a0che include un saggio del collega \u00a0critico d&#8217;arte italiano\u00a0<strong>Germano Celant<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;artista americano Dan Flavin (1933-1996) \u00e8 riconosciuto a livello internazionale per le sue installazioni e opere scultoree realizzate esclusivamente con lampade fluorescenti disponibili in commercio. <strong>La mostra alla Cardi Gallery di Milano presenta<\/strong>\u00a0<strong>quattordici opere luminose dalla fine degli anni &#8217;60 agli anni &#8217;90<\/strong>\u00a0<strong>che mostrano l&#8217;evoluzione di oltre quattro decenni delle<\/strong>\u00a0<strong>ricerche dell&#8217;artista sulle nozioni di colore, luce e spazio scultoreo, portando il visitatore in una sorta di paradiso<\/strong>.<\/p>\n<p>Nell&#8217;estate del 1961, mentre lavorava come guardia presso l&#8217;American Museum of Natural History di New York, Flavin inizi\u00f2 a realizzare schizzi per sculture che incorporavano luci elettriche. Pi\u00f9 tardi quell&#8217;anno, tradusse i suoi schizzi in assemblaggi, che chiam\u00f2 &#8220;icone&#8221;, che accostavano le luci a costruzioni di Masonite dipinte di un colore solo. Nel 1963, rimosse completamente il supporto rettangolare e inizi\u00f2 a lavorare con le sue lampade fluorescenti. Nel 1968, Flavin espanse le sue sculture ad ambienti grandi come una camera e riemp\u00ec un&#8217;intera galleria di luce ultravioletta a Documenta 4, Kassel (1968).<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/605-3699.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15002 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/605-3699.jpg\" alt=\"605-3699\" width=\"338\" height=\"452\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/605-3699.jpg 524w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/605-3699-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/605-3700.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15001\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/605-3700-e1550609962845.jpg\" alt=\"605-3700\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><strong>Flavin ha negato sempre con enfasi che le sue installazioni scultoree di luce avessero alcun tipo di dimensione trascendente, simbolica o sublime, affermando: \u201c\u00c8 quello che \u00e8 e non \u00e8<\/strong><strong> nient&#8217;altro\u201d. Sosteneva che le sue opere fossero semplicemente luce fluorescente che rispondeva a uno specifico ambiente architettonico. Usando la luce come mezzo, Flavin \u00e8 stato in grado di ridefinire il modo in cui percepiamo lo spazio pittorico e scultoreo, coinvolgendo lo spettatore in una sorta di estasi per trascinarlo poi in \u00a0raccoglimento.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>Daniel Flavin<\/strong>\u00a0\u00e8 nato a Giamaica, New York, nel 1933. Ha studiato in seminario per un breve periodo prima di arruolarsi nell&#8217;Aeronautica degli Stati Uniti. Durante il servizio militare nel 1954-55, Flavin ha studiato arte attraverso il Programma di estensione dell&#8217;Universit\u00e0 del Maryland in Corea. Al suo ritorno a New York nel 1956, ha brevemente frequentato la Scuola di Belle Arti Hans Hofmann e ha studiato storia dell&#8217;arte presso la New School for Social Research. Nel 1959, ha frequentato corsi di disegno e pittura presso la Columbia University; quell&#8217;anno, inizi\u00f2 a creare assemblaggi e collage oltre che dipinti che indicavano il suo primo interesse per l&#8217;espressionismo astratto. Nel 1961, ha presentato la sua prima mostra personale di collage e acquerelli alla Judson Gallery di New York. Dopo questa mostra l&#8217;artista inizia a produrre quello che diventer\u00e0 un corpo di lavoro singolarmente coerente e prodigioso che ha utilizzato esclusivamente lampade fluorescenti disponibili in commercio per creare installazioni di luce e colore con composizioni sistematiche.<\/p>\n<p>Le principali retrospettive del lavoro di Flavin sono state organizzate dalla National Gallery of Canada di Ottawa (1969), St. Louis Art Museum (1973), Kunsthalle Basel (1975) e Museum of Contemporary Art di Los Angeles (1989). Ha anche eseguito molte commissioni per lavori pubblici, tra cui l&#8217;illuminazione di numerosi binari alla Grand Central Station di New York nel 1976. Flavin \u00e8 morto il 29 novembre 1996 a Riverhead, New York. Sia il Deutsche Guggenheim di Berlino nel 1999 che la Dia Foundation for the Arts nel 2004 hanno montato importanti retrospettive postume del lavoro dell&#8217;artista. <strong>Nel 1996, su invito del prete italiano Giulio Greco, Dan Flavin ha creato un progetto site-specific come elemento centrale per il restauro e il rinnovamento della chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa di Milano, progettata da Giovanni Muzio negli Anni \u201930. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La\u00a0Galleria Cardi di Milano\u00a0 presenta una\u00a0mostra personale\u00a0del leggendario artista minimalista americano\u00a0Dan Flavin. 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La mostra alla Cardi Gallery di Milano presenta\u00a0quattordici opere luminose dalla fine degli anni &#8217;60 agli anni &#8217;90\u00a0che mostrano l&#8217;evoluzione di oltre quattro decenni delle\u00a0ricerche dell&#8217;artista sulle nozioni di colore, luce e spazio scultoreo, portando il visitatore in una [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/02\/19\/dan-flavin-parla-con-la-luce-e-il-colore-coinvolgente-la-retrospettiva-dellartista-americano-a-milano-alla-galleria-cardi\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,41744,53889,53888,53709,53710,9894,252921,28280,108230,53794,41640,44441,87,35266,59391,17505,28369,51665,4625],"tags":[406723,355361,59480,44476,355360,249,17520,355362],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14998"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14998"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14998\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15003,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14998\/revisions\/15003"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}