{"id":15004,"date":"2019-02-20T18:55:06","date_gmt":"2019-02-20T18:55:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15004"},"modified":"2019-02-20T18:55:06","modified_gmt":"2019-02-20T18:55:06","slug":"i-carnevali-barocchi-rivivono-in-una-mostra-a-palazzo-pitti-a-firenze-voluta-dagli-uffizi-campeggia-il-carro-doro-di-schor-un-capolavoro-assoluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/02\/20\/i-carnevali-barocchi-rivivono-in-una-mostra-a-palazzo-pitti-a-firenze-voluta-dagli-uffizi-campeggia-il-carro-doro-di-schor-un-capolavoro-assoluto\/","title":{"rendered":"I Carnevali barocchi  rivivono in una mostra a Palazzo Pitti a Firenze  voluta dagli Uffizi. Campeggia il Carro d\u2019oro di Schor, un capolavoro assoluto."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/IMG_1923-e1550688230346.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15005\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/IMG_1923-e1550688230346.jpg\" alt=\"IMG_1923\" width=\"448\" height=\"336\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/Firenze-a-Palazzo-Pitti-una-mostra-fa-rivivere-i-carnevali-barocchi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15006 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/Firenze-a-Palazzo-Pitti-una-mostra-fa-rivivere-i-carnevali-barocchi.jpg\" alt=\"Firenze-a-Palazzo-Pitti-una-mostra-fa-rivivere-i-carnevali-barocchi\" width=\"636\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/Firenze-a-Palazzo-Pitti-una-mostra-fa-rivivere-i-carnevali-barocchi.jpg 636w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/Firenze-a-Palazzo-Pitti-una-mostra-fa-rivivere-i-carnevali-barocchi-300x170.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 636px) 100vw, 636px\" \/><\/a>Si apre per carnevale una mostra in tema, \u201c<strong>Il carro d\u2019oro di Johann Paul Schor. L\u2019effimero splendore dei carnevali barocchi\u201d <\/strong>che ci parla proprio delle mascherate, delle feste, e degli allestimenti barocchi. <strong>In esposizione agli Uffizi &#8211; Palazzo Pitti, insieme ad altre opere il grande dipinto del \u201cCarro d\u2019oro\u201d di Johann Paul Schor, \u00a0evento\u00a0 e mostra visitabile fino al 5 maggio 2019.<\/strong> Ne \u00e8 protagonista lo <strong>spettacolare dipinto, recente acquisto<\/strong> dalle Gallerie degli Uffizi, <strong>raffigurante<em> Il corteo del principe Giovan Battista Borghese per il Carnevale di Roma del 1664<\/em>, del pittore tirolese Johann Paul Schor (Innsbruck 1615 \u2013 Roma 1674) <\/strong>attivo a Roma a partire dalla fine degli anni Trenta del Seicento. <strong>Forse il pi\u00f9 creativo e fantasioso collaboratore di Gian Lorenzo Bernini<\/strong>, Schor fu artista dell\u2019effimero, della messa in scena barocca, della festa di rappresentanza, dell\u2019ingresso cerimoniale. Al contempo con la sua stupefacente fantasia era capace di progettare trionfi da banchetto in glassa di zucchero, stoviglie in argento, ma anche pale d\u2019altare e decori ad affresco. \u201cL\u2019acquisizione, da parte delle Gallerie degli Uffizi, del grande dipinto di Johann Paul Schor si \u00e8 rivelata una grande opportunit\u00e0 per approfondire gli studi sull\u2019artista \u2013 commenta <strong>il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt<\/strong> \u2013\u00a0e per ricostruire non solo la storia dell\u2019evento raffigurato sulla tela, ma tutto un tessuto di relazioni artistiche e di committenza nel secondo Seicento a Roma e a Firenze\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/P1180222-e1550688296718.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15007\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/P1180222-e1550688296718.jpg\" alt=\"P1180222\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a>Il dipinto di Schor con il corteo carnevalesco del principe Borghese viene esposto insieme ad <strong>un&#8217;altra grandiosa tela, eccezionalmente prestata dal Museo di Roma di Palazzo Braschi<\/strong>: si tratta della <strong>celebre <em>Giostra dei Caroselli a Palazzo Barberini<\/em><\/strong> (dipinto di Filippo Lauri e Filippo Gagliardi) allestita Il 28 febbraio 1656 dinanzi a Palazzo Barberini in onore della regina <strong>Cristina di Svezia<\/strong> convertitasi al cattolicesimo. Alla progettazione dei vari apparati per la Giostra dei caroselli collabor\u00f2 anche lo Schor che otto anni dopo, curiosamente nello stesso giorno (28 febbraio) progett\u00f2 e organizz\u00f2 la <em>Mascherata Borghese<\/em> testimoniata nel dipinto da lui stesso eseguito. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/P1180236-e1550688331232.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15008 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/P1180236-e1550688331232.jpg\" alt=\"P1180236\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a>Nella sala delle Nicchie appositamente rivestita in raso giallo oro, come le centinaia di figure in vesti di Ninfe Esperidi che affollano il dipinto di Schor, accanto alle due grandi tele dedicate alle celebri mascherate romane, viene esposta la <strong>serie completa dei <em>Balli di Sfessania <\/em>di Jacques Callot<\/strong>, originale rassegna delle maschere italiane del Seicento, le tre incisioni di Stefano della Bella che documentano un\u2019altra celebre mascherata, svoltasi nel 1661 al Giardino di Boboli a Firenze, e ancora alcuni dipinti dedicati ai carnevali popolari.<\/p>\n<p>Per la <strong>prima volta<\/strong> viene presentata al pubblico un\u2019inconsueta <strong><em>Scena carnevalesca<\/em> del pittore Bartolomeo Bianchini<\/strong>, abitualmente conservata nei depositi e <strong>restaurata in occasione della mostra<\/strong>. Chiude trionfalmente la rassegna una <strong>monumentale <em>Culla da parata<\/em> &#8211; l\u2019acquisto \u00e8 in fase di completamento da parte delle Gallerie degli Uffizi <\/strong>&#8211; realizzata dalla bottega dei fratelli Schor per l\u2019erede di una non ancor nota casata principesca romana. Nella culla, pi\u00f9 affine ad un celebrativo gruppo scultoreo che ad un tela, ma tutto un tessuto di relazioni artistiche e di committenza nel secondo Seicento a Roma e a Firenze\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/P1180249-e1550688374569.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15009\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/P1180249-e1550688374569.jpg\" alt=\"P1180249\" width=\"422\" height=\"562\" \/><\/a>Il dipinto di Schor con il corteo carnevalesco del principe Borghese viene esposto insieme ad <strong>un&#8217;altra grandiosa tela, eccezionalmente prestata dal Museo di Roma di Palazzo Braschi<\/strong>: si tratta della <strong>celebre <em>Giostra dei Caroselli a Palazzo Barberini<\/em><\/strong> (dipinto di Filippo Lauri e Filippo Gagliardi) allestita il 28 febbraio 1656 dinanzi a Palazzo Barberini in onore della regina <strong>Cristina di Svezia<\/strong> convertitasi al cattolicesimo. Alla progettazione dei vari apparati per la Giostra dei caroselli collabor\u00f2 anche lo Schor che otto anni dopo, curiosamente nello stesso giorno (28 febbraio) progett\u00f2 e organizz\u00f2 la <em>Mascherata Borghese<\/em> testimoniata nel dipinto da lui stesso eseguito. Nella sala delle Nicchie appositamente rivestita in raso giallo oro, come le centinaia di figure in vesti di Ninfe Esperidi che affollano il dipinto di Schor, accanto alle due grandi tele dedicate alle celebri mascherate romane, viene esposta la <strong>serie completa dei <em>Balli di Sfessania <\/em>di Jacques Callot<\/strong>, originale rassegna delle maschere italiane del Seicento, le tre incisioni di Stefano della Bella che documentano un\u2019altra celebre mascherata, svoltasi nel 1661 al Giardino di Boboli a Firenze, e ancora alcuni dipinti dedicati ai carnevali popolari. Per la <strong>prima volta<\/strong> viene presentata al pubblico un\u2019inconsueta \u00a0<strong><em>Scena carnevalesca<\/em> del pittore Bartolomeo Bianchini<\/strong>, abitualmente conservata nei depositi e <strong>restaurata in occasione della mostra<\/strong>. Chiude trionfalmente la rassegna una <strong>monumentale <em>Culla da parata<\/em> &#8211; l\u2019acquisto \u00e8 in fase di completamento da parte delle Gallerie degli Uffizi <\/strong>&#8211; realizzata dalla bottega dei fratelli Schor per l\u2019erede di una non ancor nota casata principesca romana. Nella culla, pi\u00f9 affine ad un celebrativo gruppo scultoreo che ad un arredo funzionale, l\u2019aristocratico neonato veniva presentato agli esponenti delle grandi casate romane e all\u2019\u00e9lite ecclesiastica.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/P1180256-e1550688410443.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15010 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/P1180256-e1550688410443.jpg\" alt=\"P1180256\" width=\"500\" height=\"375\" \/><\/a><\/p>\n<p>La mostra, curata da Maria Matilde Simari e Alessandra Griffo, e <strong>ricca di novit\u00e0<\/strong> sia da vedere che da leggere in catalogo, \u00e8 anche occasione per presentare al pubblico i <strong>due recenti sensazionali acquisti delle Gallerie degli Uffizi, destinati a Palazzo Pitti<\/strong>. Il grande dipinto dello Schor sar\u00e0 infatti allestito nel futuro Museo delle Carrozze dentro al Rond\u00f2 di Bacco, negli spazi delle ex scuderie lorenesi: un tema al quale in mostra \u00e8 dedicata una piccola sezione con sei fogli che mettono a fuoco dettagli decorativi o tecnici di questi mezzi di trasporto. La culla da parata &#8211; una messinscena scultorea di altissima qualit\u00e0 &#8211; dopo la mostra e dopo un periodo di indagini tecniche conservative si potr\u00e0 ammirare negli appartamenti monumentali. E ancora due parole su <strong>\u00a0Johann Paul Schor artista dell\u2019effimero<\/strong> (Innsbruck 1615 \u2013 Roma 1674) e il suo Carro d\u2019oro.<\/p>\n<p><strong>Il Carro d\u2019oro \u00e8 la monumentale e preziosa macchina trionfale che fu protagonista di un corteo in maschera per il Carnevale romano del 1664, voluto dal principe Borghese e progettato da Johann Paul Schor come una grandiosa celebrazione declinata sullo splendore dell\u2019oro in ogni particolare.<\/strong><\/p>\n<p>Quel pomeriggio romano dedicato all\u2019effimero barocco \u00e8 stato immortalato in un dipinto spettacolare di Johann Paul Schor acquistato nel 2018 dalle Gallerie degli Uffizi: da questa originale e luminosa pittura trae spunto la presente mostra.<\/p>\n<p>Originario del Tirolo, Johann Paul Schor sin dalla prima giovinezza fu in contatto con gli scienziati gesuiti della corte di Leopoldo V d\u2019Austria e Claudia de\u2019 Medici, dove ebbe occasione di ammirare feste e apparati teatrali. Ad Innsbruck, nella prima met\u00e0 del Seicento, lo studio dell\u2019ottica e della relativit\u00e0 della visione umana ebbe particolare sviluppo, cosicch\u00e9 gli ambienti intellettuali e di corte erano in contatto sia con Galileo Galilei sia col gesuita tedesco Athanasius Kircher, celebre studioso del tempo. <strong>Il rapporto con Kircher, che nel 1635 divenne guida intellettuale dei Gesuiti a Roma, fu fondamentale per l\u2019inserimento di Schor nell\u2019ambiente romano. <\/strong>Trasferitosi a Roma forse verso la fine degli anni Trenta del Seicento, il \u201cTedesco\u201d, come venne da subito soprannominato, conquist\u00f2 la fiducia del celeberrimo Gian Lorenzo Bernini col quale collabor\u00f2 ad importanti apparati festivi progettando fastose scenografie dove egli seppe applicare le sue conoscenze scientifiche e prospettiche al gusto della spettacolarit\u00e0. <strong>Grazie a tali capacit\u00e0 Schor ottenne commissioni di rilievo dalle potenti famiglie principesche papaline quali i Chigi, i Colonna e i Borghese.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Schor divenne una delle personalit\u00e0 rappresentative della creativit\u00e0 e della fantasia barocche, fu infatti capace di progettare macchine e arredi innovativi (carrozze, letti, apparati d\u2019ogni tipo), decorazioni ad affresco, pale d\u2019altare, scenografie urbane e perfino banchetti con straordinari trionfi di zucchero ricoperti di foglia d\u2019oro. <\/strong>Col fratello Egid, anch\u2019egli residente a Roma per un lungo periodo, Johann Paul fond\u00f2 una bottega dove si crearono modelli inediti e inusitati che ebbero poi diffusione in tutta Europa.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si apre per carnevale una mostra in tema, \u201cIl carro d\u2019oro di Johann Paul Schor. L\u2019effimero splendore dei carnevali barocchi\u201d che ci parla proprio delle mascherate, delle feste, e degli allestimenti barocchi. In esposizione agli Uffizi &#8211; Palazzo Pitti, insieme ad altre opere il grande dipinto del \u201cCarro d\u2019oro\u201d di Johann Paul Schor, \u00a0evento\u00a0 e mostra visitabile fino al 5 maggio 2019. Ne \u00e8 protagonista lo spettacolare dipinto, recente acquisto dalle Gallerie degli Uffizi, raffigurante Il corteo del principe Giovan Battista Borghese per il Carnevale di Roma del 1664, del pittore tirolese Johann Paul Schor (Innsbruck 1615 \u2013 Roma 1674) [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/02\/20\/i-carnevali-barocchi-rivivono-in-una-mostra-a-palazzo-pitti-a-firenze-voluta-dagli-uffizi-campeggia-il-carro-doro-di-schor-un-capolavoro-assoluto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,9894,53652,41640,28386,44441,87,17505,35188,28369,59390,53611,51665,4625],"tags":[59480,355366,8690,255740,355365,355364,355363,59214],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15004"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15004"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15004\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15012,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15004\/revisions\/15012"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}