{"id":15087,"date":"2019-02-28T23:10:42","date_gmt":"2019-02-28T23:10:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15087"},"modified":"2019-02-28T23:10:42","modified_gmt":"2019-02-28T23:10:42","slug":"armando-marrocco-e-la-citta-immaginaria-come-citta-ideale-alla-galleria-spaziobianco-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/02\/28\/armando-marrocco-e-la-citta-immaginaria-come-citta-ideale-alla-galleria-spaziobianco-di-torino\/","title":{"rendered":"Armando Marrocco e la citt\u00e0 immaginaria come citt\u00e0 ideale   alla Galleria Spaziobianco   di Torino."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/72966_marrocco-la-citta\u0300-immaginaria-77-ritagliataT-20-copia-5-1200x1103-696x385.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15088\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/72966_marrocco-la-citta\u0300-immaginaria-77-ritagliataT-20-copia-5-1200x1103-696x385.jpg\" alt=\"72966_marrocco la citta\u0300 immaginaria 77 ritagliataT (20) copia 5 (1200x1103)-696x385\" width=\"443\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/72966_marrocco-la-citta\u0300-immaginaria-77-ritagliataT-20-copia-5-1200x1103-696x385.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/72966_marrocco-la-citta\u0300-immaginaria-77-ritagliataT-20-copia-5-1200x1103-696x385-300x166.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 443px) 100vw, 443px\" \/><\/a>Tutto l\u2019itinerario artistico di Armando Marrocco si lega anzitutto al mondo nella sua costitutiva formazione e dunque anche alla filosofia che intacca lo spazio e il tempo, e poi al mondo nel suo inter-relazionarsi con le strutture antropologiche che veicolano il vivere. Ecco perch\u00e9 Armando Marrocco ha trovato nel suo lavoro coniugati interessi diversi tra scultura e pittura e sorprendendo sempre per la sua capacit\u00e0 di destreggiarsi nel pensiero, nell\u2019esplorare costruzioni, tradizioni, scienza e natura, ecc.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/IMG20190208132945798_560.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15089\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/IMG20190208132945798_560.jpeg\" alt=\"IMG20190208132945798_560\" width=\"442\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/IMG20190208132945798_560.jpeg 560w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/IMG20190208132945798_560-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 442px) 100vw, 442px\" \/><\/a> Non si dimentichi che anche o<strong>ggi in occasione della sua mostra alla Galleria Spaziobianco di Torino, che accoglie \u201cCitt\u00e0 immaginaria\u201d visitabile fino al 1 marzo 2019, ci fa incontrare ancora un Armando Marrocco artista visionario, sciamano e filosofo.<\/strong> \u00a0<strong>Il tema prescelto \u00e8 di gran fascino, mettere in piedi costruzioni monumentali in acciaio corten ne amplifica il gioco dell\u2019impianto.<\/strong> E se ogni citt\u00e0, che \u00e8 anzitutto un luogo (sui luoghi ho scritto pagine di grande significanza critica) oltre l\u2019accumulo di cubi, parallelepipedi, e altro, come Marrocco ce li consegna, vorrebbe essere sia ordinata ma ritrovarsi anche disordinata per il suo sistema viario urbano (vedi intreccio urbano, 1970-1982, corten, 80&#215;80), in un suo rimando installativo che \u00e8 certo carico di rimandi costruttivisti,\u00a0 ci rimanda a speculari filosofie dell\u2019ambiente come ultimamente le abbiamo anche ritrovate al <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/armando_marrocco.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15090\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/armando_marrocco.jpg\" alt=\"armando_marrocco\" width=\"450\" height=\"445\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/armando_marrocco.jpg 480w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/02\/armando_marrocco-300x297.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>MoMa in occasione di \u00a0una retrospettiva completa dedicata allo scultore congolese Bodys Isek Kingelez (1948-2015) \u00a0e ancor pi\u00f9\u00a0 quando Kingelez nel 1989 espose <em>Magiciens de la Terre<\/em> al Centre Pompidou di Parigi. Ci\u00f2 per significare come il lavoro scultoreo che oggi Marrocco impianta a Torino abbia connotazioni transnazionali.Ora questa \u201cCitt\u00e0 immaginaria\u201d con tutte le sue appendici esterne e interne,\u00a0 di vita e di relazione, di scrittura e di suono, si legge anche come capitolazione de \u201c<em>Le citt\u00e0 invisibili<\/em>\u201d di Italo Calvino. L\u2019intento di Marrocco \u00e8 di far vivere i luoghi dopo averli raccontati, costruiti, inscenati, vere e proprie riproduzioni in scala (diorami \u00e8 il termine esatto) che propongono squarci di grande poesia e suggestione. <strong>Citt\u00e0 come storia del mondo, luoghi di comunit\u00e0 vissuti fin dall\u2019antichit\u00e0 e fin dalle citt\u00e0 antiche e millenarie, poi ritrovate e riportate alla luce; e dunque leggere per similitudine in queste opere i rapporti fra il passato e il presente, fra l\u2019antico e la modernit\u00e0, tanto che ritrovarsi a meditare sulle costruzioni monumentali in corten di Marrocco installate a Torino mi \u00e8 stato naturale farne comparazione con le strutture monolitiche del Palazzo di Cnosso.<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 l\u2019artista di oggi, come Armando Marrocco ci insegna, \u00a0che vuole indagare infinitamente sulle proporzioni del\u00a0 mondo, a esplorare sotto lenti preziose le citt\u00e0 che attraverso usi e costumi \u00a0si sono avvicendate a ricoprire la terra, a renderle anche poetiche e armoniose, e a segnarne l\u2019ambiente e lo spazio urbano. <strong>E intanto ciascuno di noi cammina nella propria citt\u00e0 immaginaria, incontrando gente immaginaria, a fare mirata esperienza sui luoghi mappati; cos\u00ec vanno lette queste opere minimaliste di Armando Marrocco che ha sviluppato un lavoro\u00a0 come momento dialettico\u00a0 tra un nuovo limite e una nuova libert\u00e0 per l\u2019arte, in cui la scultura\u00a0 si trova ricondotta \u00a0\u00a0allo statuto di cosa tra \u201coggetto e monumento\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Tutto l\u2019itinerario artistico di Armando Marrocco si lega anzitutto al mondo nella sua costitutiva formazione e dunque anche alla filosofia che intacca lo spazio e il tempo, e poi al mondo nel suo inter-relazionarsi con le strutture antropologiche che veicolano il vivere. Ecco perch\u00e9 Armando Marrocco ha trovato nel suo lavoro coniugati interessi diversi tra scultura e pittura e sorprendendo sempre per la sua capacit\u00e0 di destreggiarsi nel pensiero, nell\u2019esplorare costruzioni, tradizioni, scienza e natura, ecc. Non si dimentichi che anche oggi in occasione della sua mostra alla Galleria Spaziobianco di Torino, che accoglie \u201cCitt\u00e0 immaginaria\u201d visitabile fino al 1 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/02\/28\/armando-marrocco-e-la-citta-immaginaria-come-citta-ideale-alla-galleria-spaziobianco-di-torino\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,53889,53888,53709,53710,9894,252921,28280,108230,44441,87,35266,17505,28369,59390,17494,51665],"tags":[44524,59480,355409,355410,355411,17520,4821],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15087"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15087"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15087\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15092,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15087\/revisions\/15092"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}