{"id":15147,"date":"2019-03-06T21:19:14","date_gmt":"2019-03-06T21:19:14","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15147"},"modified":"2019-03-06T21:19:14","modified_gmt":"2019-03-06T21:19:14","slug":"lessico-femminile-le-donne-tra-impegno-e-talento-dal-1861-al-1926-in-capolavori-esposti-a-palazzo-pitti-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/03\/06\/lessico-femminile-le-donne-tra-impegno-e-talento-dal-1861-al-1926-in-capolavori-esposti-a-palazzo-pitti-a-firenze\/","title":{"rendered":"Lessico femminile. Le donne tra impegno e talento  dal 1861 al 1926  in capolavori esposti a Palazzo Pitti a Firenze."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/IMG_2347-e1551906424823.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15148\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/IMG_2347-e1551906424823.jpg\" alt=\"IMG_2347\" width=\"316\" height=\"237\" \/><\/a>In una mostra a Palazzo Pitti 70 anni di emancipazione femminile tra Otto e Novecento, dalle lotte per il lavoro al Nobel per la Deledda. <\/strong>Quest&#8217;anno le Gallerie degli Uffizi a Firenze celebrano l\u20198 marzo con una mostra -aperta fino al 26 maggio 2019- \u00a0dedicata all\u2019<strong>impegno professionale e al talento delle donne in Italia, tra Ottocento e Novecento<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/IMG_2350-e1551906454346.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15149\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/IMG_2350-e1551906454346.jpg\" alt=\"IMG_2350\" width=\"316\" height=\"237\" \/><\/a><strong>I termini cronologici si riferiscono a due eventi precisi: l\u2019iscrizione di alcune lavoratrici alla Fratellanza Artigiana nel 1861, e il premio Nobel conferito a Grazia Deledda nel 1926 per il romanzo <em>Canne al Vento<\/em>. Sono<\/strong> <strong>due date simboliche, che tuttavia segnano la storia di un riscatto dell\u2019immagine femminile e del ruolo pubblico delle donne nel periodo post-unitario<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/IMG_2353-e1551906488531.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/IMG_2353-e1551906488531.jpg\" alt=\"IMG_2353\" width=\"316\" height=\"237\" \/><\/a>Opere d\u2019arte, fotografie ed oggetti illustrano le diverse forme di operosit\u00e0 dell\u2019universo muliebre, descrivendo energie e risorse spesso non riconosciute. <strong>Le contadine ad esempio, dedite alle pratiche agricole collegate al ciclo delle stagioni dovevano anche occuparsi degli animali nella fattoria. E nei momenti di sosta <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/IMG_2355-e1551906520968.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15151\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/IMG_2355-e1551906520968.jpg\" alt=\"IMG_2355\" width=\"316\" height=\"237\" \/><\/a><\/strong><strong>dal lavoro pi\u00f9 duro, rammendavano, lavoravano a maglia o intrecciavano la paglia, come si pu\u00f2 vedere in numerosi dipinti di Silvestro Lega esposti in galleria.<\/strong><\/p>\n<p>Altro futuro attendeva <strong>le donne borghesi, che potevano studiare<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/IMG_2360-e1551906577603.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15152\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/IMG_2360-e1551906577603.jpg\" alt=\"IMG_2360\" width=\"316\" height=\"237\" \/><\/a><strong> e intraprendere una carriera scolastica, diventare artiste e perfino scrit<\/strong><strong>trici. <\/strong>In quest\u2019ultimo caso, tuttavia, venivano limitate a generi e argomenti considerati specificamente femminili: la scrittura per l\u2019infanzia o per libri di scuola, o articoli in periodici per le giovinette sulle ultime novit\u00e0 della moda, sull\u2019economia domestica, sull\u2019etichetta e le buone maniere.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/Fig.-18-e1551906657354.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15154\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/Fig.-18-e1551906657354.jpg\" alt=\"GMGL 8415\" width=\"300\" height=\"394\" \/><\/a>La quiete apparente dei salotti offr\u00ec spesso copertura, invece, a pensieri rivoluzionari e patriottici, e fu terreno per una fervida vita intellettuale. In quel periodo <strong>Firenze fu meta prediletta e luogo di incontro per figure di spicco nel mondo femminile<\/strong> <strong>non solo della letteratura e dell\u2019arte, ma anche dell\u2019impegno sociale e politico, su scala internazionale:<\/strong> qui vissero donne formidabili quali, tra le altre, <strong>Elizabeth Barrett Browning, Jessie White Mario, Theodosia Garrow Trollope, Margaret Fuller<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/Fig.-3-e1551906687420.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15155\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/Fig.-3-e1551906687420.jpg\" alt=\"Fig. 3\" width=\"300\" height=\"336\" \/><\/a>La mostra, realizzata in collaborazione con Advancing Women Artists, si sviluppa scenograficamente attorno ad un nucleo centrale di opere di grandi dimensioni, cos\u00ec da far emergere le protagoniste femminili come sul palcoscenico di un teatro. Il percorso prosegue nelle collezioni della Galleria d\u2019arte moderna di Palazzo Pitti &#8211; dove \u00e8 custodita una delle pi\u00f9 significative raccolte sul tema del lavoro delle donne nei campi fra Ottocento e Novecento \u2013 attraverso un <em>fil rouge<\/em> visuale con didascalie e focus, oltre a una proiezione multimediale dedicata alle donne nei loro ambienti di lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/Fig.-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15156\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/Fig.-8.jpg\" alt=\"Fig. 8\" width=\"363\" height=\"648\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/Fig.-8.jpg 560w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/03\/Fig.-8-168x300.jpg 168w\" sizes=\"(max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><\/a>\u201c<em>Nell\u2019arco cronologico di poco pi\u00f9 di mezzo secolo considerato nella mostra, maturano i presupposti per il riscatto sociale e per una nuova autonomia della donna, non pi\u00f9 solamente ancorata al ruolo di angelo del focolare. Le opere esposte raccontano una realt\u00e0 in cui si affaccia la questione femminile, quando l\u2019impegno nel lavoro, gli interessi politici, la vita intellettuale e l\u2019indipendenza erano ancora un privilegio, o il risultato di una lotta<\/em>\u201d ha <strong>commentato il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt<\/strong>. <strong>Simonella Condemi<\/strong>, curatrice della mostra e responsabile della Galleria d\u2019arte moderna di Palazzo Pitti, aggiunge: \u201c<em>La donna ha dovuto costruirsi una propria identit\u00e0 in ambito sociale e lavorativo mantenendo comunque l\u2019impegno quotidiano tra le mura domestiche e la cura della famiglia. Abbiamo voluto rendere onore alla fatica sempre sostenuta dalle donne, documentando insieme la variet\u00e0 di modi in cui si esprime e il talento femminile nel campo dell\u2019arte, della fotografia, della scrittura, dell\u2019insegnamento, della politica, e in molti altri settori<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>&#8220;<em>Firenze \u00e8 stata una calamita per le artiste straniere che cercavano di ritagliarsi &#8216;una stanza tutta loro&#8217; nei salotti e negli atelier &#8211; e, col tempo, nell&#8217;accademia stessa<\/em>,\u201d spiega Linda Falcone, direttrice di Advancing Women Artists, un&#8217;organizzazione statunitense con sede a Firenze, dedita alla ricerca, restauro ed esposizione di opere d\u2019arte di donne storiche, nei musei e depositi museali della Toscana<\/strong>. \u201c<em>Le artiste internazionali sono ben rappresentate in questa mostra, visto che le donne straniere godevano di un certo livello di libert\u00e0 in Italia, cosa che non avveniva nei loro paesi di origine. <strong>Ne sono alcuni esempi la simbolista tedesca Julia Hoffmann Tedesco, che condivideva lo stesso interesse per la sfera femminile di suo marito, esponente dei Macchiaioli, la ritrattista e poetessa irlandese Louisa Grace Bartolini, paladina per la causa italiana, Mary Egerton Bracken, una pittrice inglese dell\u2019alta societ\u00e0 che frequentava l\u2019entourage di Browning a Casa Guidi, e l\u2019artista Nabis francese Elisabeth Chaplin, la pi\u00f9 giovane e prolifica artista tra quelle rappresentate nella collezione delle Gallerie degli Uffizi<\/strong><\/em><strong>\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In una mostra a Palazzo Pitti 70 anni di emancipazione femminile tra Otto e Novecento, dalle lotte per il lavoro al Nobel per la Deledda. Quest&#8217;anno le Gallerie degli Uffizi a Firenze celebrano l\u20198 marzo con una mostra -aperta fino al 26 maggio 2019- \u00a0dedicata all\u2019impegno professionale e al talento delle donne in Italia, tra Ottocento e Novecento. I termini cronologici si riferiscono a due eventi precisi: l\u2019iscrizione di alcune lavoratrici alla Fratellanza Artigiana nel 1861, e il premio Nobel conferito a Grazia Deledda nel 1926 per il romanzo Canne al Vento. Sono due date simboliche, che tuttavia segnano la [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/03\/06\/lessico-femminile-le-donne-tra-impegno-e-talento-dal-1861-al-1926-in-capolavori-esposti-a-palazzo-pitti-a-firenze\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,298438,53631,53794,41640,44545,44441,87,35351,17505,35188,34308,51708,64,28369,51665,4625],"tags":[59480,15920,355455,355449,8690,355453,355450,355456,355454,355452,355458,17520,355459,355460,355457,355451],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15147"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15147"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15157,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15147\/revisions\/15157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}