{"id":15395,"date":"2019-04-04T20:44:18","date_gmt":"2019-04-04T20:44:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15395"},"modified":"2019-04-04T20:45:30","modified_gmt":"2019-04-04T20:45:30","slug":"la-stanza-di-filippo-de-pisis-luigi-vittorio-fossati-bellani-e-la-sua-collezione-in-mostra-a-villa-necchi-campiglio-a-milano-un-omaggio-a-un-grande-collezionista-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/04\/04\/la-stanza-di-filippo-de-pisis-luigi-vittorio-fossati-bellani-e-la-sua-collezione-in-mostra-a-villa-necchi-campiglio-a-milano-un-omaggio-a-un-grande-collezionista-italiano\/","title":{"rendered":"La stanza di Filippo de Pisis. Luigi Vittorio Fossati Bellani e la sua collezione in mostra a Villa Necchi Campiglio a Milano. Un omaggio a un grande collezionista italiano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/89283-Pisis.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15396\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/89283-Pisis.jpg\" alt=\"89283-Pisis\" width=\"499\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/89283-Pisis.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/89283-Pisis-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il <strong>FAI\u00a0\u2013\u00a0Fondo Ambiente Italiano\u00a0<\/strong>presenta a\u00a0<strong>Villa Necchi Campiglio\u00a0 a Milano <\/strong>la mostra\u00a0<strong>\u201cLa stanza di Filippo de Pisis. Luigi Vittorio Fossati Bellani e la sua collezione\u201d<\/strong>,\u00a0<strong>aperta fino \u00a0al 15 settembre 2019<\/strong>. Roma, 1944: una stanza colma di arredi e oggetti preziosi, con quadri alle pareti, quasi tutti di un\u00a0unico pittore: la stanza di Filippo de Pisis. La collezione \u00e8 l\u2019effetto di un sodalizio virtuoso tra pittori che dipingono e scrivono, letterati appassionati di immagini e musica, cultori delle arti e bibliofili: <strong>Luigi Vittorio Fossati Bellani ne \u00e8 l\u2019animatore.<\/strong> <strong>La mostra riunisce per la prima volta la collezione di opere, alcune mai esposte al pubblico, che Fossati Bellani aveva raccolto e allestito nella sua casa di Roma.\u00a0L\u2019esposizione\u00a0\u00e8 un<\/strong>\u00a0<strong>omaggio al collezionista e alla sua passione per l\u2019opera di Filippo de Pisis<\/strong>,\u00a0<strong>che amava affiancare alle raffinate tele di Savinio, Rosai e de Witt.<\/strong> L\u2019idea della mostra\u00a0ha origine, come spunto iniziale, da\u00a0<em>La Tinca<\/em> (1928), l\u2019opera depisisiana gi\u00e0 di collezione Fossati-Bellani poi passata nella raccolta d\u2019arte\u00a0del Novecento di Claudia Gian Ferrari donata al FAI e custodita a Villa Necchi Campiglio.\u00a0L\u2019intento di ricostruire la\u00a0sua storia ne ha svelato un\u2019altra, significativa e avvincente: quella del suo coll<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/72ce8822c96920d128c9fa8e45ee3e11_L.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15397 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/72ce8822c96920d128c9fa8e45ee3e11_L.jpg\" alt=\"72ce8822c96920d128c9fa8e45ee3e11_L\" width=\"488\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/72ce8822c96920d128c9fa8e45ee3e11_L.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/72ce8822c96920d128c9fa8e45ee3e11_L-300x238.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 488px) 100vw, 488px\" \/><\/a>ezionista originario, che ha suggerito\u00a0un percorso di ricerca volto a restituire\u00a0l\u2019intero nucleo di opere di Filippo de Pisis raccolte da Luigi Vittorio Fossati Bellani. L\u2019allestimento, riflesso delle intenzioni e del gusto del collezionista, ha portato alla realizzazione di una sorta di\u00a0<strong><em>Wunderkammer\u00a0<\/em>depisisiana che racchiude ventidue dipinti realizzati tra 1916 e 1943: sedici di Filippo de Pisis, tre di Antonio Antony de Witt, uno di Ottone Rosai e due di Alberto Savinio, che in origine erano tutti esposti nella stessa stanza.\u00a0<\/strong>Tra le opere di de Pisis esposte<strong>\u00a0il celebre\u00a0<em>Bacchino\u00a0<\/em>(1928)<\/strong>,<strong> da anni dato per disperso, che compare sul manifesto della mostra,<\/strong> e per la prima volta il\u00a0<em>San Sebastiano\u00a0<\/em>(1930),\u00a0l\u2019antesignano di una lunga serie di opere dedicate al soggetto. Spicca inoltre la rara serie di dipinti creati dal pittore nella primavera del 1935 a Londra, dove si era recato per un soggiorno di qualche mese, in gran parte acquisiti da Vittorio al\u00a0ritorno dell\u2019artista a Parigi. Un altro nucleo di opere pittoriche riguarda, infine, le tele realizzate dall\u2019artista in casa dell\u2019amico a Roma nei primi anni Quaranta, frutto di un sodalizio raro e di una complice amicizia. Grazie ai\u00a0materiali d\u2019archivio,\u00a0alla campagna fotografica di documentazione dell\u2019appartamento realizzata negli anni Sessanta, prima della dispersione della collezione,\u00a0e all\u2019atte<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/Alberto_Savino_Vedova_allegra.Penelope_1940-14309-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15398\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/Alberto_Savino_Vedova_allegra.Penelope_1940-14309-800-600-80.jpg\" alt=\"Alberto_Savino_Vedova_allegra.Penelope_1940-14309-800-600-80\" width=\"431\" height=\"513\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/Alberto_Savino_Vedova_allegra.Penelope_1940-14309-800-600-80.jpg 504w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/Alberto_Savino_Vedova_allegra.Penelope_1940-14309-800-600-80-252x300.jpg 252w\" sizes=\"(max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/><\/a>nta e paziente ricerca delle opere disperse, \u00e8 oggi possibile apprezzare i dipinti e i disegni nel dispiegarsi della loro collocazione originaria: l\u2019impressione \u00e8 quella di entrare\u00a0<strong>per la prima volta nella stanza di de Pisis, ricreata come un volume chiuso, in cui le gigantografie delle immagini storiche rievocano l\u2019atmosfera\u00a0originale<\/strong>. Proveniente da un\u2019agiata\u00a0famiglia di industriali del tessile, Luigi Vittorio Fossati Bellani, dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria in Germania, torna in Italia e prende parte alla Prima Guerra Mondiale. Al termine del conflitto si trasferisce a Venezia e poi a Firenze, dove\u00a0<strong>stringe amicizia con Marino Moretti, letterato, poeta crepuscolare \u00a0e scrittore che probabilmente lo introduce a Filippo de Pisis:\u00a0fin \u00a0da da\u00a0subito i dipinti dell\u2019artista ferrarese lo appassionano e ne diviene collezionista.\u00a0<\/strong>Approdato a Roma, si stabilisce in un grande appartamento all\u2019interno di\u00a0<strong>Palazzo Tittoni in via Rasella<\/strong>: la via dell\u2019attentato partigiano contro le forze d\u2019occupazione tedesche che\u00a0porter\u00e0\u00a0all\u2019eccidio delle FosseArdeatine (1944). Questo evento drammatico segna per sempre il destino di Luigi Vittorio Fossati Bellani: coinvolto nei rastrellamenti tedeschi, viene rilasciato, ma dopo alcuni giorni,\u00a0<strong>il 3 aprile 1944 (la mostra apre al pubblico a 75 anni da questa data), provato dall\u2019accaduto, muore.<\/strong> L\u2019esposizione si inserisce nel programma di approfondimento storico e artistico che il FAI\u00a0ha intrapreso dal 2012: mostre\u00a0di rigoroso approccio scientifico che hanno l\u2019intento di\u00a0<strong>studiare e valorizzare\u00a0l\u2019attivit\u00e0 di pittori e scultori gi\u00e0 presenti a Villa Necchi con una o pi\u00f9 opere, partendo da queste per elaborare nuovi percorsi di approfondimento, sempre nel solco dello\u201cspirito del luogo\u201d<\/strong>.\u00a0Dopo Alfredo Ravasco, Arturo Martini e Timo Bortolotti l\u2019attenzione \u00e8 ora posta su Filippo de Pisis, <strong>di cui sono esposte permanentemente in villa sei opere:\u00a0<em>La tinca\u00a0<\/em>(1928),\u00a0<em>La scarpetta rossa\u00a0<\/em>(1930),\u00a0<em>Tre ostriche sull\u2019impiantito\u00a0<\/em>(1932),\u00a0<em>Natura morta con lepre\u00a0<\/em>(1942)\u00a0\u2013\u00a0donate da Claudia Gian Ferrari\u00a0\u2013\u00a0un acquarello,\u00a0<em>Fiori\u00a0<\/em>(1947) appartenuto a Nedda Necchi e\u00a0<em>Ritratto di giovane\u00a0<\/em>(1929) da una donazione privata.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo, edito da Skira,<\/strong> con testi a commento della collezione, e con una intervista a\u00a0<strong>Giulia Maria Mozzoni Crespi<\/strong>,\u00a0fondatrice e Presidente onorario del FAI, nipote di Luigi Vittorio Fossati Bellani.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<br \/>\n<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il FAI\u00a0\u2013\u00a0Fondo Ambiente Italiano\u00a0presenta a\u00a0Villa Necchi Campiglio\u00a0 a Milano la mostra\u00a0\u201cLa stanza di Filippo de Pisis. Luigi Vittorio Fossati Bellani e la sua collezione\u201d,\u00a0aperta fino \u00a0al 15 settembre 2019. Roma, 1944: una stanza colma di arredi e oggetti preziosi, con quadri alle pareti, quasi tutti di un\u00a0unico pittore: la stanza di Filippo de Pisis. La collezione \u00e8 l\u2019effetto di un sodalizio virtuoso tra pittori che dipingono e scrivono, letterati appassionati di immagini e musica, cultori delle arti e bibliofili: Luigi Vittorio Fossati Bellani ne \u00e8 l\u2019animatore. 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