{"id":15441,"date":"2019-04-10T21:16:59","date_gmt":"2019-04-10T21:16:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15441"},"modified":"2019-04-10T21:18:24","modified_gmt":"2019-04-10T21:18:24","slug":"toulouse-lautrec-la-ville-lumiere-alla-villa-reale-di-monza-la-mostra-di-uno-dei-maggiori-esponenti-della-belle-epoque","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/04\/10\/toulouse-lautrec-la-ville-lumiere-alla-villa-reale-di-monza-la-mostra-di-uno-dei-maggiori-esponenti-della-belle-epoque\/","title":{"rendered":"Toulouse-Lautrec. La Ville Lumi\u00e8re. Alla Villa Reale di Monza la mostra di uno dei maggiori esponenti della Belle Epoque."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/61935-Toulouse-Lautrec.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15442\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/61935-Toulouse-Lautrec.jpg\" alt=\"61935-Toulouse-Lautrec\" width=\"600\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/61935-Toulouse-Lautrec.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/61935-Toulouse-Lautrec-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a>Le prestigiose sale della\u00a0<strong>Villa Reale di Monza<\/strong>, ospitano fino \u00a0al 29 settembre 2019, ben <strong>150 opere <\/strong>provenienti dall\u2019<strong>Herakleidon Museum di Atene\u00a0<\/strong>per celebrare il percorso artistico di uno dei maggiori esponenti della Belle \u00c9poque:\u00a0<strong>Henri De Toulouse-Lautrec <\/strong>(1864-1901).<br \/>\nParigi, fine Ottocento, \u00a0la vita\u00a0<em>boh\u00e9mienne<\/em>, gli artisti di Montmartre, il Moulin Rouge, i teatri, le riviste umoristiche, le prostitute. \u00c9 questo l\u2019accattivante mondo di Toulouse-Lautrec, genio che divenne noto soprattutto per i suoi manifesti pubblicitari e i ritratti di personaggi che hanno segnato un\u2019epoca rimanendo ben impressi nell\u2019immaginario collettivo. Ora, manifesti, litografie, disegni, illustrazioni, acquerelli, insieme a video, fotografie e arredi dell\u2019epoca riscostruiscono uno spaccato della Parigi\u00a0<em>boh\u00e9mienne<\/em>, riportando i visitatori indietro nel tempo. Tra le opere pi\u00f9 celebri presenti in mostra litografie a colori (come\u00a0<em>Jane Avril<\/em>, 1893), manifesti pubblicitari (come\u00a0<em>La passeggera della cabina 54\u00a0<\/em>del 1895 e\u00a0<em>Aristide Bruant nel suo cabaret\u00a0<\/em>del 1893), disegni a matita e a penna, grafiche promozionali e illustrazioni per giornali (come in\u00a0<em>La Revue blanche\u00a0<\/em>del 1895) diventati emblema di un\u2019epoca indissolubilmente legata alle immagini dell\u2019aristocratico visconte Henri de Toulouse-Lautrec. Curata da\u00a0<strong>Stefano Zuffi<\/strong>e con il patrocinio del\u00a0<strong>Comune di Monza<\/strong>, la mostra\u00a0<strong><em>Toulouse-Lautrec. La Ville Lumi\u00e8re\u00a0<\/em><\/strong>\u00e8 prodotta e organizzata da\u00a0<strong>Arthemisia<\/strong>con\u00a0<strong>Nuova Villa Reale di Monza<\/strong>, in collaborazione con l\u2019<strong>Herakleidon Museum di Atene<\/strong>. L\u2019itinerario dell\u2019esposizione, dopo alcune dense introduzioni sul personaggio e sulla sua epoca, \u00e8 scandito con \u00a0<strong>11 sezioni\u00a0<\/strong>tematiche, sempre in rapporto con i grandi cambiamenti storici, tecnologici, sociali e architettonici di Parigi alla fine del XIX secolo, al tempo scintillante della\u00a0<em>Belle \u00c9poque<\/em>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114836887-06ca6a39-11e1-4abc-b3cd-4c244fa3e1bc.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15443 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114836887-06ca6a39-11e1-4abc-b3cd-4c244fa3e1bc.jpg\" alt=\"114836887-06ca6a39-11e1-4abc-b3cd-4c244fa3e1bc\" width=\"558\" height=\"371\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114836887-06ca6a39-11e1-4abc-b3cd-4c244fa3e1bc.jpg 990w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114836887-06ca6a39-11e1-4abc-b3cd-4c244fa3e1bc-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 558px) 100vw, 558px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Prima sezion<\/strong><strong>e \u2013\u00a0<em>Lo studio dell\u2019incisione e la tecnica della litografia. <\/em><\/strong>\u00a0La prima sezione introduce il visitatore alla massima passione artistica di Toulouse-Lautrec: l\u2019incisione, e pi\u00f9 esattamente la litografia. Attraverso una serie eccezionale di opere e di oggetti (disegno preliminare, pietra litografica, prima stampa senza scritte, versione definitiva) \u00e8 possibile seguire il processo creativo che porta alla realizzazione di una celebre incisione, destinata a fare da copertina a uno spartito: il protagonista dell\u2019immagine \u00e8 l\u2019autore della musica, Desir\u00e9 Dihau, suonatore di fagotto nell\u2019orchestra dell\u2019Op<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837726-689098b1-c5f8-41fb-9c77-95837cd5d841.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15445\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837726-689098b1-c5f8-41fb-9c77-95837cd5d841.jpg\" alt=\"114837726-689098b1-c5f8-41fb-9c77-95837cd5d841\" width=\"444\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837726-689098b1-c5f8-41fb-9c77-95837cd5d841.jpg 990w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837726-689098b1-c5f8-41fb-9c77-95837cd5d841-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/a>\u00e9ra e parente di Toulouse-Lautrec. Lo vediamo impegnato in un assolo di fagotto nella litografia\u00a0<em>Pour Toi!&#8230;\u00a0<\/em>(1893).<br \/>\n<strong>Seguono le tre sezioni dedicate alle\u00a0<em>Notti parigine<\/em><\/strong>, con la sequenza delle sale dedicate a singoli indiscussi protagonisti delle pi\u00f9 famose scene francesi di fine Ottocento: Jane Avril, Aristide Bruant e Yvette Guilbert.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837435-37c0dd9f-8b52-447b-8ed5-499c427bb4c6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15446 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837435-37c0dd9f-8b52-447b-8ed5-499c427bb4c6.jpg\" alt=\"114837435-37c0dd9f-8b52-447b-8ed5-499c427bb4c6\" width=\"648\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837435-37c0dd9f-8b52-447b-8ed5-499c427bb4c6.jpg 990w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837435-37c0dd9f-8b52-447b-8ed5-499c427bb4c6-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 648px) 100vw, 648px\" \/><\/a><br \/>\nUno degli aspetti maggiormente conosciuti della produzione di Toulouse-Lautrec \u00e8 la pubblicit\u00e0 realizzata per i locali notturni: con un\u2019innovativa intuizione promozionale, Henri decide di mettere in evidenza i nomi degli artisti che si esibiscono sul palcoscenico, fissando in modo formidabile i tipi e i personaggi. \u00c9, in fondo, il vero inventore dello\u00a0<em>star-system<\/em>. Toulouse-Lautrec intreccia relazioni amichevoli con la celebre stella del\u00a0<em>cabaret\u00a0<\/em>parigino Jane Avril (1868-1943), al punto da farsi immortalare in una celebre, ironica fotografia in cui indossa i vestiti della cantante. Toulouse- Lautrec la raffigura come una sofisticata mentre frequenta un caff\u00e8-concerto sul manifesto<em>Divan Japonais\u00a0<\/em>(1893), ma anche scatenata nel can-can insieme ad altre ballerine in\u00a0<em>La compagnia di Mademoiselle Eglantine<\/em>(1896).<br \/>\nUno dei massimi estimatori dei manifesti di Toulouse-Lautrec \u00e8 il cantautore e cabarettista Aristide Bruant (1851- 1925): Henri definisce la figura del cantante attraverso una<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837404-7abdac56-b982-4451-86d6-5340feb1a6a8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15447\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837404-7abdac56-b982-4451-86d6-5340feb1a6a8.jpg\" alt=\"114837404-7abdac56-b982-4451-86d6-5340feb1a6a8\" width=\"602\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837404-7abdac56-b982-4451-86d6-5340feb1a6a8.jpg 990w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837404-7abdac56-b982-4451-86d6-5340feb1a6a8-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/a> serie di stampe e di litografie, tra cui\u00a0<em>Aristide Bruant nel suo cabaret<\/em>(1893), dove lo rappresenta con il suo mantello voluminoso, cappello a larga tesa e una sciarpa rossa intorno al collo. La modernit\u00e0 delle rappresentazioni stilizzate, strutturate in superfici di colore omogenee gli procura una immediata e inaspettata celebrit\u00e0. Indimenticabile \u00e8 la figura di Yvette Guilbert (1868-1944), soprannominata\u00a0<em>la Diseuse\u00a0<\/em>(la fine dicitrice): in scena il suo segno distintivo erano lunghi guanti neri fino al gomito. Affascinato dalla personalit\u00e0 dell\u2019attrice e cantante, Toulouse-Lautrec le dedica un album di litografie, integralmente presente in mostra, oltre a vari disegni e incisioni (<em>Album Yvette Guilbert<\/em>, 1894). Nella sala viene riprodotta una rarissima incisione di una canzone intonata dalla Guilbert (\u201cA l\u2019hotel du numerotrois\u201d).<br \/>\n<strong>Quinta sezione \u2013\u00a0<em>I disegni dall\u2019adolescenza alla maturit\u00e0<\/em><\/strong><br \/>\nNel cuore del percorso, la mostra presenta una serie di disegni a matita e a penna, di travolgente freschezza e mordente incisivit\u00e0. Davvero per tutta la vita Toulouse-Lautrec ha trovato nel disegno un mezzo di espressione immediato, insostituibile. La matita \u00e8 la compagna fedele nella lunga obbligata immobilit\u00e0 durante le convalescenze dopo le fratture; il modo per vincere la noia delle stazioni termali; la piccola condanna negli esercizi obbligati durante la fase di formazione accademica; lo strumento per vedere e interpretare il mondo; la divertente complice nel fissare la chiave per evadere dalla clinica per malattie mentali in cui resta chiuso per circa tre mesi, quasi identificandosi con l\u2019analogo destino toccato all\u2019amico Van Gogh.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837360-ea25a38f-2414-4dc3-8fc0-88d9220a94be.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15448 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837360-ea25a38f-2414-4dc3-8fc0-88d9220a94be.jpg\" alt=\"114837360-ea25a38f-2414-4dc3-8fc0-88d9220a94be\" width=\"660\" height=\"439\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837360-ea25a38f-2414-4dc3-8fc0-88d9220a94be.jpg 990w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837360-ea25a38f-2414-4dc3-8fc0-88d9220a94be-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/a><br \/>\nI disegni sono soprattutto schizzi di personaggi: volti, atteggiamenti,\u00a0<em>silhouettes<\/em>, caricature. In mostra anche il ritratto del padre, conte Adolphe de Toulouse-Lautrec, e l\u2019arguto foglio in cui il pittore si rappresenta impietosamente nudo (<em>Toulouse-Lautrec Nu<\/em>, 1894).<br \/>\n<strong>Sesta sezione \u2013\u00a0<em>Le riviste satiriche<\/em><\/strong>. Un aspetto importante dell\u2019arte di Toulouse-Lautrec \u00e8 la collaborazione editoriale. La rapida diffusione delle riviste illustrate \u00e8 un segno di come i parigini della Belle \u00c9poque avessero sempre pi\u00f9 tempo libero da dedicare alla lettura. I &#8221; journaux humoristiques &#8220;, di cui\u00a0<em>Le Rire\u00a0<\/em>\u00e8 stato probabilmente il maggior successo, puntano sulla satira politica, sulla corruzione e gli scandali militari, insieme al gossip sui personaggi pi\u00f9 in vista, fra cui i protagonisti delle serate e parigine. Nel 1893 Toulouse Lautrec pubblica alcune vignette sul settimanale\u00a0<em>L\u2019Escaramouche\u00a0<\/em>(la scaramuccia), che ha come redattore Georges Darien, di tendenze anarchiche. Compaiono soggetti teatrali, fra cui la scena della tragedia che ha come protagonista Sarah Bernhardt, ma anche immagini di satira policia e sociale. In una, dall\u2019esplicita didascalia \u201cUn rozzo! Un autentico rozzo!\u201d compare il padre di Toulouse Lautrec, il conte Alphonse, che trangugia avidamente e volgarmente un panino.\u00a0<em>Le Rire\u00a0<\/em>(Risate) viene fondata da Felix Juven nell\u2019ottobre del 1894. La rivista prevedeva acqueforti a colori su entrambe le copertine e nel paginone centrale.<br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114836890-e408f07a-f195-43f8-bdf7-0c324ac0e266.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15449\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114836890-e408f07a-f195-43f8-bdf7-0c324ac0e266.jpg\" alt=\"114836890-e408f07a-f195-43f8-bdf7-0c324ac0e266\" width=\"597\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114836890-e408f07a-f195-43f8-bdf7-0c324ac0e266.jpg 990w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114836890-e408f07a-f195-43f8-bdf7-0c324ac0e266-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 597px) 100vw, 597px\" \/><\/a>Settima sezione \u2013\u00a0<em>Il Moulin Rouge e gli spettacoli parigini.<\/em><\/strong> Una sezione sul mondo degli spettacoli, dal Moulin Rouge all\u2019Op\u00e9ra, dedicata al variegato mondo dell\u2019intrattenimento di fine Ottocento, dalle scene popolari del\u00a0<em>cabaret\u00a0<\/em>fino alle rappresentazioni pi\u00f9 impegnative di tragedie greche o di concerti all\u2019Op\u00e9ra. Diceva Toulouse-Lautrec:\u00a0<em>\u201cNon importa quale sia lo spettacolo. A teatro sto sempre bene!\u201d,\u00a0<\/em>e le opere dedicate al mondo delle rappresentazioni sono sempre affascinanti, trasmettono gioia e piacere. Nelle sue scene teatrali Lautrec riesce a rendere l\u2019intensit\u00e0 dei drammi e delle commedie con movimenti efficaci ed energici contrasti di luci e ombre che traggono ispirazione sia dalle xilografie giapponesi sia dai palchi teatrali di Daumier. Fra le opere in mostra, la serie di argute litografie nel 1893 per la raccolta\u00a0<em>Le caf\u00e9- concert<\/em>.<br \/>\n<strong>Ottava\u00a0<em>sezione\u00a0<\/em>\u2013<em>Cavalli e cavalieri<\/em><\/strong>. L\u2019amico editore Thad\u00e9e Natanson ricorda: \u201c<em>Henri amava gli animali meno delle donne ma pi\u00f9 degli uomini. Andava pazzo per i cavalli e non si era mai consolato di non poterli montare<\/em>\u201d. Cresciuto nell\u2019ambiente dell\u2019alta aristocrazia di provincia, Toulouse-Lautrec ha una grande passione per i cavalli. Il padre del pittore, il conte Alphonse, era un provetto cavallerizzo, fautore della vita all\u2019aria aperta affidata a lunghe passeggiate a cavallo e battute di caccia con il falcone. Alcuni disegni di questa sezione risalgono agli anni dell\u2019adolescenza, e dimostrano la straordinaria precocit\u00e0dell\u2019artista. Diversi anni dopo, nella primavera del 1899, il pittore era stato ricoverato in una clinica per malattie mentali per disintossicarsi dall\u2019alcol e liberarsi dai pesanti attacchi di delirio. Per ottenere la dimissione dalla casa di cura, Toulouse-Lautrec realizza numerosi disegni, spesso dedicati ai prediletti cavalli. La litografia\u00a0<em>Il fantino\u00a0<\/em>(1899) \u00e8 tratta da uno di questi lavori. Merita di essere segnalato infine il \u201critratto\u201d de\u00a0<em>The pony Philibert\u00a0<\/em>(1898). Negli ultimi due anni di vita le condizioni fisiche di Toulouse-Lautrec declinano penosamente e il pittore ha sempre maggiori difficolt\u00e0 nel muoversi. Per spostarsi nelle vie di Parigi utilizza un calessino, tirato dal paziente Philibert, l\u2019ultimo dei numerosi cavalli conosciuti da Toulouse-Lautrec a partire dalla sua prima infanzia.<br \/>\n<strong>Nona sezione \u2013\u00a0<em>Libri e collaborazioni editoriali.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837229-de657d0c-d1c8-41b1-9b75-59698f56c8631.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15450 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837229-de657d0c-d1c8-41b1-9b75-59698f56c8631.jpg\" alt=\"114837229-de657d0c-d1c8-41b1-9b75-59698f56c863\" width=\"641\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837229-de657d0c-d1c8-41b1-9b75-59698f56c8631.jpg 990w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/114837229-de657d0c-d1c8-41b1-9b75-59698f56c8631-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\nDopo aver trascorso la notte facendo il giro dei caff\u00e8 e\u00a0<em>cabaret\u00a0<\/em>di Montmartre, Toulouse-Lautrec si metteva al lavoro con insospettabile energia e lucidit\u00e0, in grado di gestire parecchi incarichi contemporaneamente. Merito in parte della prodigiosa velocit\u00e0 inventiva e realizzativa, ma anche della passione per le tecniche della riproduzione a stampa, di cui seguiva tutte le fasi. Per queste ragioni, oltre che per i manifesti pubblicitari, il talento di Toulouse Lautrec \u00e8 molto richiesto in campo editoriale, nelle riviste umoristiche a grande diffusione ma anche libri di pregio e copertine per spartiti musicali. Un particolare impegno editoriale coinvolge Toulouse Lautrec per le illustrazioni di\u00a0<em>Au Pied du Sina\u00ef\u00a0<\/em>una raccolta di racconti che descrive \u2013 a volte con umor nero \u2013 la vita nelle comunit\u00e0 ebraiche di vari paesi europei del giornalista. L\u2019autore \u00e8 Georges Clemenceau, futuro presidente della Repubblica francese. Nel 1897 Toulouse-Lautrec realizz\u00f2 le litografie per la copertina e le illustrazioni del libro. L\u2019edizione di lusso conteneva dieci litografie, ciascuna stampata quattro volte su carta diversa, e quattro litografie supplementari che erano state rifiutate per l\u2019edizione corrente.<\/p>\n<p><strong>Decima sezione \u2013\u00a0<em>La Revue Blanche.<\/em><\/strong> Questa parte della mostra \u00e8 dedicata alle frequentazioni intellettuali di Toulouse-Lautrec: il rapporto con poeti, editori, facoltosi mecenati \u00e8 in un certo senso l\u2019altra faccia dell\u2019artista\u00a0<em>bohemien<\/em>, perso nei bicchieri di assenzio delle notti parigine. Nell\u2019ufficio e nelle abitazioni dei direttori della\u00a0<em>Revue Blanche\u00a0<\/em>si svolge gran parte della vita sociale parigina e qui Toulouse-Lautrec stringe diverse amicizie con scrittori e intellettuali e nel 1895 disegna un manifesto per la rivista (<em>La Revue Blanche<\/em>, 1895), in cui compare l\u2019affascinante Misia Natanson, moglie dell\u2019editore.<br \/>\n<strong>Undicesima sezione \u2013\u00a0<em>Toulouse e le donne. <\/em><\/strong>Sotto l\u2019occhio ironico di Toulouse-Lautrec scorre la vita parigina\u00a0<em>fin du si\u00e9cle<\/em>: balli, spettacoli, svaghi serali, luci, teatri, risate e applausi grazie a cabarettisti, ballerine e\u00a0<em>chansonniers<\/em>. Ma questa \u00e8 solo una parte della produzione del pittore: forse ancor pi\u00f9 intense e personali sono i ritratti di donne sole, silenziose, osservate senza la minima intenzione caricaturale o di vignetta cronachistica; attimi di riflessione, nubi che corrono sull\u2019anima, ombre fuggevoli che passano sulviso. La mostra si chiude con le delicate opere dedicate a questo tema. Nessun artista, prima Toulouse-Lautrec, aveva saputo cogliere le passioni represse, la solitudine, il desiderio di una vita migliore che si nasconde sotto la sensualit\u00e0 forzata e la seduzione \u201cprofessionale\u201d di cantanti, attrici o prostitute, osservate senza ironia o moralismi. Come avviene nella letteratura francese contemporanea (dai romanzi di Flaubert alle novelle di Maupassant), soggetti e personaggi solitamente considerati scandalosi o immorali, sono riscattati dall\u2019arte. A Toulouse-Lautrec piace l\u2019ambiente frivolo dei bordelli e tra il 1892 e il 1895 trascorre intere settimane nelle\u00a0<em>maison closes\u00a0<\/em>vicine all\u2019Op\u00e9ra e alla Borsa di Parigi. Qui osserva le ragazze per ore, mentre riposano, giocano a carte o si truccano: soprattutto, in loro compagnia non deve vergognarsi del suo aspetto. La disinibita spontaneit\u00e0 di queste donne le rende ai suoi occhi le modelleideali. Il ciclo pi\u00f9 completo \u00e8 costituito dalle litografie a colori dell\u2019album\u00a0<em>Elles\u00a0<\/em>(\u201cLoro\u201d) del 1896 capolavori della incisione francese del tardo Ottocento: in mostra il\u00a0<em>frontespizio<\/em>e la meravigliosa litografia\u00a0<em>Donna alla tinozza<\/em>. Tra le immagini femminili evocate da Toulouse-Lautrec, affiora infine anche il sogno di un amore impossibile, la misteriosa signora incontrata in un viaggio per nave ed evocata con grande delicatezza nella litografia intitolata\u00a0<em>La passeggera della cabina 54\u00a0<\/em>(1896).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le prestigiose sale della\u00a0Villa Reale di Monza, ospitano fino \u00a0al 29 settembre 2019, ben 150 opere provenienti dall\u2019Herakleidon Museum di Atene\u00a0per celebrare il percorso artistico di uno dei maggiori esponenti della Belle \u00c9poque:\u00a0Henri De Toulouse-Lautrec (1864-1901). Parigi, fine Ottocento, \u00a0la vita\u00a0boh\u00e9mienne, gli artisti di Montmartre, il Moulin Rouge, i teatri, le riviste umoristiche, le prostitute. \u00c9 questo l\u2019accattivante mondo di Toulouse-Lautrec, genio che divenne noto soprattutto per i suoi manifesti pubblicitari e i ritratti di personaggi che hanno segnato un\u2019epoca rimanendo ben impressi nell\u2019immaginario collettivo. Ora, manifesti, litografie, disegni, illustrazioni, acquerelli, insieme a video, fotografie e arredi dell\u2019epoca riscostruiscono uno [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/04\/10\/toulouse-lautrec-la-ville-lumiere-alla-villa-reale-di-monza-la-mostra-di-uno-dei-maggiori-esponenti-della-belle-epoque\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,53794,41640,28386,44441,87,35351,35224,53741,59550,17505,35188,28369,51665],"tags":[80586,59480,355607,355606,355608,355609,6367,108119],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15441"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15441"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15441\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15451,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15441\/revisions\/15451"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}