{"id":15516,"date":"2019-04-18T20:15:17","date_gmt":"2019-04-18T20:15:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15516"},"modified":"2019-04-18T20:15:17","modified_gmt":"2019-04-18T20:15:17","slug":"vivian-maier-street-photographer-alle-scuderie-del-castello-visconteo-di-pavia-120-immagini-della-bambinaia-fotografa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/04\/18\/vivian-maier-street-photographer-alle-scuderie-del-castello-visconteo-di-pavia-120-immagini-della-bambinaia-fotografa\/","title":{"rendered":"Vivian Maier, street photographer. Alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia 120 immagini della \u201cbambinaia-fotografa\u201d."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/03-Vivian-Maier-e1555617798348.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15517\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/03-Vivian-Maier-e1555617798348.jpg\" alt=\"03 - Vivian Maier\" width=\"328\" height=\"330\" \/><\/a>Le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia<\/strong> rendono omaggio a <strong>Vivian Maier<\/strong> (1926-2009), una delle pi\u00f9 singolari e misteriose figure di artista, la \u2018bambinaia-fotografa\u2019, recentemente ritrovata e definita una delle massime esponenti della cosiddetta <strong><em>street photography.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La rassegna, aperta fino al 5 maggio 2019, curata da Anne Morin e da Piero Francesco Pozzi, \u00e8 promossa dalla Fondazione Teatro Fraschini e dal Comune di Pavia \u2013 Settore Cultura, Turismo, Istruzione, Politiche giovanili, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery, New York.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/53-199_1953_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15518\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/53-199_1953_1-e1555617856456.jpg\" alt=\"53-199_1953_1\" width=\"340\" height=\"340\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cLa primavera del 2019 &#8211; afferma Giacomo Galazzo, assessore alla Cultura del Comune di Pavia e presidente Fondazione Teatro Fraschini &#8211; \u00e8 l&#8217;occasione di una vera e propria celebrazione dell&#8217;arte fotografica, protagonista di un importante percorso culturale in questo mandato amministrativo. Lo concluderemo con una doppia iniziativa al Castello Visconteo, luogo strategico per la cultura e per la promozione della citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/04-Vivian-Maier_0-e1555617952313.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15519 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/04-Vivian-Maier_0-e1555617952313.jpg\" alt=\"04 - Vivian Maier_0\" width=\"332\" height=\"332\" \/><\/a>\u201cAlle Scuderie &#8211; prosegue Giacomo Galazzo &#8211; con una rassegna su una firma celebre e amatissima e con una bella storia da raccontare, quella di Vivian Maier. In Sala mostre, invece, dopo la positiva esperienza pavese alla biennale di Jinan, ricambieremo la bella ospitalit\u00e0 ricevuta ospitando l&#8217;arte del Maestro Zeng Yi, che con i suoi scatti ci racconter\u00e0 la Cina da un punto di vista diverso da quello pi\u00f9 frequentato nella discussione pubblica. Ancora una volta, crediamo, l&#8217;arte e la cultura saranno uno straordinario veicolo di conoscenza reciproca\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/01-Vivian-Maier-e1555618001159.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15520 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/01-Vivian-Maier-e1555618001159.jpg\" alt=\"01 - Vivian Maier\" width=\"317\" height=\"317\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il percorso espositivo propone un racconto per immagini composto da <strong>oltre 120 fotografie in bianco e nero e a colori, oltre che da pellicole super 8 mm<\/strong>, in grado di descrivere Vivian Maier da vicino, lasciando che siano le opere stesse a sottolineare gli aspetti pi\u00f9 intimi e personali della produzione dell\u2019artista che, mentre era in vita, ha realizzato un numero impressionante di fotografie senza farle mai vedere a nessuno, come se volesse conservarle gelosamente per s\u00e8 stessa.<\/p>\n<p>Nata a New York da madre francese e padre austriaco, Vivian Maier (1926-2009) trascorre la maggior parte della sua giovinezza in Francia, dove comincia a scattare le prime fotografie utilizzando una modesta Kodak Brownie. Nel 1951 torna a vivere negli Stati Uniti e inizia a lavorare come tata per diverse famiglie. Una professione che manterr\u00e0 per tutta la vita e che, a causa dell\u2019instabilit\u00e0 economica e abitativa, condizioner\u00e0 alcune scelte importanti della sua produzione fotografica. Fotografa per vocazione, Vivian non esce mai di casa senza la macchina fotografica al collo e scatta compulsivamente con la sua Rolleiflex accumulando una quantit\u00e0 di rullini cos\u00ec numerosa da non riuscire a svilupparli tutti.<\/p>\n<p>Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del nuovo millennio, cercando di sopravvivere, senza fissa dimora e in gravi difficolt\u00e0 economiche, Vivian vede i suoi negativi andare all\u2019asta a causa di un mancato pagamento alla compagnia dove li aveva immagazzinati. Parte del materiale viene acquistato nel 2007 da John Maloof, un agente immobiliare, che, affascinato da questa misteriosa fotografa, inizia a cercare i suoi lavori dando vita a un archivio di oltre 120.000 negativi. Un vero e proprio tesoro che ha permesso al grande pubblico di scoprire in seguito la sua affascinante vicenda.<\/p>\n<p><strong>Con uno spirito curioso e una particolare attenzione ai dettagli, Vivian ritrae le strade di New York e Chicago, i suoi abitanti, i bambini, gli animali, gli oggetti abbandonati, i graffiti, i giornali e tutto ci\u00f2 che le scorre davanti agli occhi. Il suo lavoro mostra il bisogno di salvare la \u201crealt\u00e0\u201d delle cose trovate nei bidoni della spazzatura o buttate sul marciapiede. Pur lavorando nei quartieri borghesi, dai suoi scatti emerge un certo fascino verso ci\u00f2 che \u00e8 lasciato da parte, essere umano o no, e un\u2019affinit\u00e0 emotiva nei confronti di chi lotta per rimanere a galla. <\/strong>Alle Scuderie non mancano i celebri autoritratti in cui il suo sguardo severo riflette negli specchi, nelle vetrine e la sua lunga ombra invade l\u2019obiettivo quasi come se volesse finalmente presentarsi al pubblico che non ha mai voluto o potuto incontrare.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione offre quindi, la possibilit\u00e0 di scoprire una straordinaria fotografa che con le sue immagini profonde e mai banali racconta uno spaccato originale sulla vita americana della seconda met\u00e0 del XX secolo. Per tutta la durata della mostra una serie di incontri ed eventi permetteranno ai visitatori di approfondire l\u2019opera di Vivian Maier e la storia della fotografia.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia rendono omaggio a Vivian Maier (1926-2009), una delle pi\u00f9 singolari e misteriose figure di artista, la \u2018bambinaia-fotografa\u2019, recentemente ritrovata e definita una delle massime esponenti della cosiddetta street photography. 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