{"id":15545,"date":"2019-04-25T20:54:04","date_gmt":"2019-04-25T20:54:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15545"},"modified":"2019-04-25T20:56:22","modified_gmt":"2019-04-25T20:56:22","slug":"berenice-abbot-la-fotografa-di-new-york-al-palazzo-delle-paure-di-lecco-80-foto-bianconero-di-una-delle-figure-artistiche-piu-interessanti-e-celebrate-del-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/04\/25\/berenice-abbot-la-fotografa-di-new-york-al-palazzo-delle-paure-di-lecco-80-foto-bianconero-di-una-delle-figure-artistiche-piu-interessanti-e-celebrate-del-novecento\/","title":{"rendered":"Berenice Abbot la \u201cfotografa di New York\u201d. Al Palazzo delle Paure di Lecco 80 foto bianco\/nero di una delle figure artistiche pi\u00f9 interessanti e celebrate del Novecento."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/PF117991-e1556224897456.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15546\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/PF117991-e1556224897456.jpg\" alt=\"PF117991\" width=\"314\" height=\"410\" \/><\/a>Il Palazzo delle Paure di Lecco ospita fino \u00a0all\u20198 settembre<\/strong> <strong>2019 una mostra dedicata a Berenice Abbott (1898-1991), una delle pi\u00f9 interessanti figure d\u2019artista del Novecento, considerata \u201cla fotografa di New York\u201d.<\/strong> La rassegna, curata da Anne Morin e Piero Pozzi, col patrocinio del Comune di Lecco, prodotta e realizzata da Di Chroma Photography e<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/Abbott_flatiron_ok-e1556224939395.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15547 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/Abbott_flatiron_ok-e1556224939395.jpg\" alt=\"Abbott_flatiron_ok\" width=\"286\" height=\"370\" \/><\/a> ViDi &#8211; Visit Different, presenta <strong>80 fotografie in bianco e nero,<\/strong> capaci di ripercorrere l\u2019intera sua carriera, e declinate in tre sezioni che definiscono la sua cifra espressiva pi\u00f9 caratteristica: <strong><em>Ritratti<\/em>, <em>New York<\/em><\/strong> e <strong><em>Scienza<\/em><\/strong>.<br \/>\n\u201cLa mostra di Berenice Abbott \u2013 afferma Simona Piazza, Assessore alla cultura del Comune di Lecco &#8211; inaugura il secondo anno delle grandi mostre a Palazzo delle Paure, un\u2019occasione unica per la nostra citt\u00e0 di ammirare l\u2019opera <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/PF113268-e1556224975390.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15548\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/PF113268-e1556224975390.jpg\" alt=\"PF113268\" width=\"418\" height=\"531\" \/><\/a>artistica della Abbott, una delle fotografe pi\u00f9 conosciute al mondo, con ben 2775 passaggi nelle pi\u00f9 importanti aste internazionali dal 1962. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/PF121446-e1556225012903.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15549 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/PF121446-e1556225012903.jpg\" alt=\"PF121446\" width=\"293\" height=\"362\" \/><\/a>Non solo un\u2019opportunit\u00e0 per l\u2019intero territorio di poter vivere a casa propria questa esperienza, ma anche una nuova occasione per promuovere il turismo culturale nella nostra citt\u00e0\u201d. <strong>Il percorso espositivo si apre con i ritratti, realizzati a partire dal 1925 all\u2019interno dello studio parigino di Man Ray, di cui fu assistente. Con queste fotografie, Berenice Abbott ottenne subito un grande successo, sia di critica che <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/pf78844-e1556225053556.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15550\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/pf78844-e1556225053556.jpg\" alt=\"pf78844\" width=\"267\" height=\"335\" \/><\/a>commerciale, al punto che entro un anno riusc\u00ec ad aprire un proprio atelier e a esporre le sue opere in galleria.Tra gli scatti pi\u00f9 riusciti vi sono quelli alla scrittrice Solita Solano, al fotografo Eug\u00e8ne Atget, all\u2019attrice Dorothy Whitney, a Jean Cocteau o ancora, quello a James Joyce. <\/strong>Tornata negli Stati Uniti nel 1929, Berenice Abbott abbandon\u00f2 il tema del ritratto a causa delle pressioni economiche che seguirono la Grande Depressione, per dedicarsi alle fotografie di New York,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/PF121298-e1556225204599.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15552\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/PF121298-e1556225204599.jpg\" alt=\"PF121298\" width=\"282\" height=\"792\" \/><\/a>di cui document\u00f2 i cambiamenti e la crescita come metropoli e che possono essere definite come i suoi lavori pi\u00f9 riusciti. I primissimi scatti furono semplicemente degli appunti, colti con una piccola fotocamera, per poi essere tradotti, nel 1932, in grande formato grazie alla sua macchina Century Universal.<br \/>\nLa mostra prosegue con la sezione dedicata alla scienza. Nel 1939, infatti, la Abbott inizi\u00f2 il suo progetto pi\u00f9 ambizioso. Credendo che i fenomeni scientifici fossero validi soggetti artistici, s\u2019impegn\u00f2 a dimostrare che la fotografia era il mezzo pi\u00f9 adatto e qualificato per unire arte e scienza. Lavor\u00f2 per oltre vent\u2019anni in solitudine a questo progetto, fino a quando, nel 1958, il suo lavoro venne riconosciuto dal Physical Science Study Committee e venne assunta dal MIT &#8211; Massachussets Institute of Technology. Chiude idealmente la rassegna, il documentario <em>Berenice Abbott: A View of the 20th Century<\/em> di Kay Weaver e Martha Wheelock (1992).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/berenice.gif\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15553\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/berenice.gif\" alt=\"berenice\" width=\"434\" height=\"195\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Berenice Abbott<\/strong> nasce a Springfield, Ohio, il 17 luglio 1898. Studia giornalismo per un breve periodo alla Ohio State University prima di dedicarsi da autodidatta alla scultura a New York. Nel 1921 si trasferisce a Parigi divenendo parte dell\u2019<em>American expatriate society<\/em>. Impara la fotografia lavorando come assistente nello studio di Man Ray, dal 1923 al 1925, che la incoraggia nei fotoritratti. Decide in seguito di dedicarsi in proprio alla fotografia di ritratto immortalando personaggi famosi, tra i quali Max Ernst. Le sue foto si distinguono da quelle di Man Ray per il tentativo di catturare la gestualit\u00e0 e le espressioni del volto, secondo uno stile ritrattistico che sar\u00e0 sinonimo di Abbott. Tiene una prima personale a <em>Le Sacre du Printemps<\/em> nel 1926 e la sua reputazione \u00e8 gi\u00e0 affermata quando, nel 1928, partecipa alla collettiva \u201cPremier Salon Independant de la Photographie\u201d. Nello studio di Man Ray, Abbott conosce Eug\u00e8ne Atget (1857-1927), un fotografo documentarista che influenzer\u00e0 la sua successiva produzione fotografica. Abbott acquista migliaia di negativi e stampe dallo studio di Atget prima di tornare a New York nel 1929. Seguendo l\u2019esempio di Atget documenta la citt\u00e0 di New York (la gente e gli edifici) in una serie di scatti che verranno pubblicati nel volume <em>Changing New York<\/em> (1939). Negli anni quaranta e cinquanta si dedica alla fotografia scientifica, adattandovi equipaggiamento e tecnica. Tra il 1958 e il 1961 lavora per il <em>Physical Science Study Committee of Educational Services<\/em> realizzando foto che illustrano le leggi della fisica, in seguito pubblicate in tre volumi. Nel 1966 si trasferisce a Maine, dove continua a realizzare foto documentaristiche, pubblicate in <em>A Portrait of Maine<\/em> (1968). In questo periodo organizza la ristampa dei suoi primi lavori in diverse raccolte pubblicate dalla Parasol Press. La sua opera \u00e8 stata oggetto di mostre presso lo Smithsonian Museum (1969), il Museum of Modern Art (1970), e la New York Public Library (1989).<br \/>\nBerenice Abbott muore a Maine il 9 dicembre 1991.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Palazzo delle Paure di Lecco ospita fino \u00a0all\u20198 settembre 2019 una mostra dedicata a Berenice Abbott (1898-1991), una delle pi\u00f9 interessanti figure d\u2019artista del Novecento, considerata \u201cla fotografa di New York\u201d. 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