{"id":15572,"date":"2019-04-29T15:31:45","date_gmt":"2019-04-29T15:31:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15572"},"modified":"2019-04-29T15:31:45","modified_gmt":"2019-04-29T15:31:45","slug":"emilio-tadini-1967-1982-una-preziosa-mostra-allo-fondazione-marconi-di-milano-incornicia-lattivita-dellartista-artefice-della-pop-italiana-e-raffinato-intellettuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/04\/29\/emilio-tadini-1967-1982-una-preziosa-mostra-allo-fondazione-marconi-di-milano-incornicia-lattivita-dellartista-artefice-della-pop-italiana-e-raffinato-intellettuale\/","title":{"rendered":"Emilio Tadini 1967-1982.Una preziosa mostra allo Fondazione Marconi di Milano incornicia l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019artista artefice della Pop italiana  e raffinato intellettuale."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160323-e1556551411845.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15573\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160323-e1556551411845.png\" alt=\"20032019160323\" width=\"402\" height=\"268\" \/><\/a><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fondazione Marconi<\/strong><strong>\u00a0presenta\u00a0<em>Emilio Tadini 1967-1972<\/em>, la terza mostra dedicata all\u2019artista e intellettuale milanese Emilio Tadin<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160317.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15574 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160317.png\" alt=\"20032019160317\" width=\"324\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160317.png 486w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160317-243x300.png 243w\" sizes=\"(max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/><\/a><\/strong><strong>i. Dopo\u00a0<em>Emilio Tadini 1960-1985. L\u2019occhio della pittura<\/em>\u00a0del 2007 e\u00a0<em>Emilio Tadini 1985-1997.<\/em><\/strong><strong><em> I profughi, i filosofi, la citt\u00e0, la notte<\/em>\u00a0del 2012, questo nuovo progetto espositivo pone l\u2019attenzione sugli esordi della produzione artistica di Tadini,\u00a0dal 1967 al 1972, ovvero dal primo ciclo\u00a0<em>Vita di Voltaire<\/em>, che segna la nascita del suo linguaggio pittorico, fino ad\u00a0<em>Archeologia<\/em>.<\/strong> <strong>Considerato uno\u00a0tra i personaggi pi\u00f9 originali del dibattito culturale del secondo dopoguerra italiano<\/strong>, <strong>fin dagli anni Sessanta Emilio Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli, popolati da un clima surreale in cui confluiscono elementi letterari, onirici, personaggi e oggetti quotidiani, spesso frammentari, dove le leggi di spazio e tempo e quelle della gravit\u00e0 sono totalmente annullate.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160319.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15575\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160319.png\" alt=\"20032019160319\" width=\"327\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160319.png 477w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160319-239x300.png 239w\" sizes=\"(max-width: 327px) 100vw, 327px\" \/><\/a><\/strong>Le opere di Tadini nascono da un clima emotivo, da un flusso mentale \u201cin qualche zona semibuia della coscienza\u201d dove\u00a0<strong>le immagini emergono in un procedimento freudiano di relazioni e associazioni<\/strong>\u00a0e dove le situazioni \u201creali\u201d che il pittore raffigura sono immerse nell\u2019atmosfera allucinata del sogno, in un clima surrealista-metafisico. Questo processo automatico si sviluppa, pi\u00f9 che sulla prima immagine del quadro, sulla serie: da un\u2019immagine ne scaturiscono altre, modificandola e alterandola. <strong>Ogni volta l\u2019art<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160314.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15576 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160314.png\" alt=\"20032019160314\" width=\"284\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160314.png 442w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/20032019160314-238x300.png 238w\" sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a><strong>ista produce un racconto, tanto che la sua pittura cresce a cicli, come una serie di romanzi a puntate.<\/strong> La lettura delle sue opere richiede strumenti di natura concettuale, le immagini apparentemente semplici e immediate, nascondono molteplici significati (\u201ctutto accade davanti ai nostri occhi\u2026 il pensiero si ripara\u2026 dietro lo sguardo\u201d), non mancano i riferimenti al Surrealismo e alla Metafisica di de Chirico, come anche alla psicanalisi di Lacan e Freud. Tadini domina con singolare capacit\u00e0 due tipi di linguaggi, il visivo e il letterario, lavorare per cicli lega anche la sua pittura alla cultura letteraria e in particolare alla pratica della scrittura, di cui \u00e8 maestro. Il suo lavoro \u00e8 dunque luogo di convergenza di linguaggi differenti.<\/p>\n<p>Tra il 1967 e il 1972 l\u2019attivit\u00e0 pittorica dell\u2019artista \u00e8 particolarmente prolifica e va delinandosi la sua modalit\u00e0 operativa e stilistica. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/88675-13.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15577\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/88675-13.jpg\" alt=\"88675-13\" width=\"460\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/88675-13.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/04\/88675-13-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/a><strong>Punto di partenza \u00e8 la pop art<\/strong>: le prime due grandi serie di opere per cui Tadini concepisce un linguaggio pop sono la\u00a0<em>Vita di Voltaire<\/em>, del 1967, e\u00a0<em>L\u2019uomo dell\u2019organizzazione<\/em>, dell\u2019anno successivo. Seguono, nell\u2019ordine,\u00a0<em>Color &amp; Co.<\/em>\u00a0(1969),<em>\u00a0Circuito chiuso<\/em>\u00a0(1970),\u00a0<em>Viaggio in Italia<\/em>(1971),\u00a0<em>Paesaggio di Malevi\u010d<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Archeologia<\/em>\u00a0(1972). Non sono tuttavia le aggressive manifestazioni tipiche del pop americano a interessarlo, bens\u00ec\u00a0<strong>le varianti pi\u00f9 introspettive e personali, a volte intellettuali, politiche e critiche, del pop britannico<\/strong>. Un occhio particolare \u00e8 rivolto all\u2019arte di Kitaj, Blake, Hockney e Allen Jones ma anche a Francis Bacon e Patrick Caufield, alla Figuration narrative di Adami, Arroyo e T\u00e9l\u00e9maque. Sar\u00e0 questa una fase di passaggio che l\u2019artista abbandoner\u00e0 negli anni Ottanta, destinata comunque a lasciare un segno indelebile nei suoi lavori successivi. Accanto ai quadri, la mostra presenta una selezione di disegni e opere grafiche a testimonianza del fatto che Tadini ha sempre affiancato nei suoi \u201cracconti per immagini\u201d tela e carta, pittura e disegno. Obiettivo finale del progetto espositivo\u00a0<em>Emilio Tadini 1967-1972<\/em>\u00a0\u00e8\u00a0<strong>riportare \u201calla luce\u201d il lavoro grafico e pittorico del maestro milanese per ricostruire la figura di un artista totale<\/strong>\u00a0(pittore, disegnatore, intellettuale, scrittore e poeta) colto e profondo, anche alla luce del\u00a0<strong>particolare rapporto con Giorgio Marconi, gallerista, collezionista e soprattutto amico di Tadini.<\/strong> Cos\u00ec scrisse\u00a0 il collega A.C. Quintavalle,\u00a0<em>Emilio Tadini<\/em>, Fabbri Editori, 1994: \u201cL\u2019incontro con Marconi \u00e8 stato importante, mi ha dato una grande fiducia di potere fare questo lavoro di pittore professionalmente\u201d, racconta lo stesso Tadini. \u201cE subito dopo, lavorando, viene fuori la prima grande serie che \u00e8 quella della \u2018Vita di Voltaire\u2019, dove si vede l\u2019influenza della Metafisica, si alleggerisce la materia pittorica, uso fondi chiari monocromi e comincia un po\u2019 la storia della mia pittura. A questo punto c\u2019\u00e8 ormai questa come attivit\u00e0 professionale, tanto che io sospendo il lavoro letterario: prendo appunti, per me, come se volessi autorizzare davanti a me stesso una scelta.\u201d<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fondazione Marconi\u00a0presenta\u00a0Emilio Tadini 1967-1972, la terza mostra dedicata all\u2019artista e intellettuale milanese Emilio Tadini. Dopo\u00a0Emilio Tadini 1960-1985. L\u2019occhio della pittura\u00a0del 2007 e\u00a0Emilio Tadini 1985-1997. I profughi, i filosofi, la citt\u00e0, la notte\u00a0del 2012, questo nuovo progetto espositivo pone l\u2019attenzione sugli esordi della produzione artistica di Tadini,\u00a0dal 1967 al 1972, ovvero dal primo ciclo\u00a0Vita di Voltaire, che segna la nascita del suo linguaggio pittorico, fino ad\u00a0Archeologia. Considerato uno\u00a0tra i personaggi pi\u00f9 originali del dibattito culturale del secondo dopoguerra italiano, fin dagli anni Sessanta Emilio Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli, popolati da un clima surreale in cui confluiscono [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/04\/29\/emilio-tadini-1967-1982-una-preziosa-mostra-allo-fondazione-marconi-di-milano-incornicia-lattivita-dellartista-artefice-della-pop-italiana-e-raffinato-intellettuale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,53888,53709,53710,9894,10357,202367,28386,44441,87,35351,35224,17505,35188,28369,4625],"tags":[376374,376373,51683,231267,231268,17520],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15572"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15572"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15572\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15579,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15572\/revisions\/15579"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}