{"id":15649,"date":"2019-05-06T17:24:05","date_gmt":"2019-05-06T17:24:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15649"},"modified":"2019-05-06T21:35:28","modified_gmt":"2019-05-06T21:35:28","slug":"riccardo-guarneri-con-pittura-pittura-e-al-museo-novecento-di-firenze-un-maestro-della-pittura-analitica-celebrato-nella-sua-citta-e-il-trionfo-dellastratto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/05\/06\/riccardo-guarneri-con-pittura-pittura-e-al-museo-novecento-di-firenze-un-maestro-della-pittura-analitica-celebrato-nella-sua-citta-e-il-trionfo-dellastratto\/","title":{"rendered":"Riccardo Guarneri  con Pittura-Pittura   \u00e8 al Museo Novecento di  Firenze. Un maestro della pittura analitica celebrato nella sua citt\u00e0. E\u2019 il trionfo dell\u2019astratto."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/IMG-20190411-WA0004-e1557162706116.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15650\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/IMG-20190411-WA0004-e1557162706116.jpg\" alt=\"IMG-20190411-WA0004\" width=\"599\" height=\"337\" \/><\/a>E\u2019 aperto al pubblico \u201c<strong>Pittura Pittura\u201d(visitabile fino al 30 maggio 2019) <\/strong>\u00a0il terzo appuntamento di <strong>Campo Aperto<\/strong>, con la direzione artistica di Sergio Risaliti, dedicato a <strong>Riccardo Guarneri<\/strong>, <strong>fiorentino, uno dei protagonisti della pittura internazionale del XX secolo, nella cornice dei cosiddetti pittori analitici secondo la bella definizione che dette a suo tempo il collega Filiberto Menna<\/strong>. La selezione delle opere in mostra, a cura di Eva Francioli, Francesca Neri e Stefania Rispoli, del MUS.E, \u00a0prende avvio da una tela degli anni Sessanta riferibile quasi agli esordi della carriera dell\u2019artista, quando <strong>i dipinti si lasciano leggere \u00a0come propaggini di un codice linguistico ben riconoscibile\u00a0 grazie a un grado zero che esprime espansione e travasamento, gioco della mente e filosofia di un metodo pensante che lo accompagna alla trasposizione sul bianco di strutture geometriche.<\/strong> Le opere pi\u00f9 recenti, dai primi anni Duemila ad oggi, sono <strong>composizioni che rinnovano<\/strong> <strong>la riflessione sul medium pittorico riconducendola ad un maggior grado \u00a0di rigore ed essenzialit\u00e0, a un forte senso della simmetria, delle proporzioni e dell\u2019ordine visivo, a una ricerca di cromie e variazioni di luce, a effetti visivi quasi optical\u00a0 mentre ad attenta osservazione si noteranno giochi di\u00a0 differenze<\/strong> <strong>infinitesimali, di sottigliezze inframinces, in un\u2019incessante tensione verso un dinamismo universale<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/IMG-20190411-WA0000-e1557162738432.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15651 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/IMG-20190411-WA0000-e1557162738432.jpg\" alt=\"IMG-20190411-WA0000\" width=\"483\" height=\"272\" \/><\/a>Un piccolo, ma significativo, innesto \u00e8 rappresentato dal piccolo paesaggio ispirato ai panorami rarefatti e silenziosi di Giorgio Morandi, a cui, nello stesso periodo, il Museo Novecento dedica una monografica.<\/p>\n<p>Esiti lusinghieri che da qualche anno fanno vivere a Riccardo Guarneri un\u2019accensione tensiva e artistica capace di rifornirlo di linfa immaginativa, lo hanno condotto ad \u00a0affrontare la sfida di Campo Aperto. Dopo gli scatti sull\u2019elemento naturale di Luciana Majoni e le indagini sulla visione di Francesco Carone, adesso per l\u2019appunto \u00e8 la volta di Riccardo Guarneri, che ha attraversato importanti cicli e \u00a0stagioni della vita culturale e artistica di questo paese, si ritrova con la storia nell\u2019opera, e viceversa, essendosi confrontato con le ricerche dell\u2019astrattismo e dell\u2019arte programmata, dell\u2019informale e delle creazioni verbo-visuali e proponendosi infine come un pioniere -vera chiave di volta- della cosiddetta Pittura Analitica o Pittura-Pittura, secondo quanto scrisse e afferm\u00f2 il collega Filiberto Menna acuto interprtete e lettore dell\u2019arte contemporanea. <strong>Nessun principio di piacere ha mostrato nel \u00a0suo percorso Riccardo Guarneri, mantenendo invece apertura verso la complessit\u00e0 determinata dall\u2019applicazione coerente di un metodo elementare fino alla ricerca di nuove possibilit\u00e0 di significanti quel particolare protocollo espressivo \u00a0che \u00e8 stato chiamato Pittura-Pittura.\u00a0 Certo Riccardo Guaneri ha costruito il senso del suo fare pittura, cosa mentale, \u00e8 vero, \u00a0innestata alla grammatica del rapporto con la superficie e \u00a0il colore, \u00a0declinando l\u2019effetto visivo a dimensione ambiente<\/strong>\u00a0 <strong>attraverso la sequenza di una\u00a0 geometria ordinata di punti nevralgici, accensioni di colore che valgono come generatori di energia<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/img5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15652\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/img5.jpg\" alt=\"img5\" width=\"450\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/img5.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/img5-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>Mi preme riportare\u00a0 talune sue affermazioni:\u00a0 \u201c<em>C&#8217;\u00e8 sempre stata una specie di continuit\u00e0 dal mio quadro numero 1. Dal 1962 ad oggi in oltre 40 anni di attivit\u00e0 mi riconosco interamente. Mantengo i miei interessi sulla texture, sulla luce, sulla pittura, sull&#8217;astrattismo\u201d.\u00a0 E ancora:\u201cNella mia ricerca di pittore sono sopraggiunti incontri importanti: in particolare mi colp\u00ec una mostra di opere zen alla galleria la Strozzina di Palazzo Strozzi&#8230;.Le opere esposte mi suggestionarono, mi indicarono altre possibilit\u00e0. Spazi liberi dove non c&#8217;era nulla da afferrare, linee leggere, forme mobili e rarefatte, poesia dell&#8217;assenza, virt\u00f9 del provvisorio: pensavo a quei quadri bianchi raffiguranti linee morbide ed essenziali, nei quali l&#8217;immaginario poteva dispiegarsi circolarmente, per corsi e ricorsi intorni ad un soggetto vuoto fatto di luce. Assenza di centro: mi sembrava venisse evocato uno stupore che non trovavo nel sistema della consueta metafisica occidentale, per la quale ogni luogo si sviluppa partendo dal proprio centro, ovvero dal punto dove si condensano i valori, che sia un dipinto o la struttura di una citt\u00e0. Immaginavo architetture ritagliate nell&#8217;aria, dove il vuoto tra uno spazio e l&#8217;altro assumeva una forma e un&#8217;autonoma simbologia, una propria celeste perfezione, una specie di pace luminosa, come in un giardino zen o come rileggo nelle Citt\u00e0 invisibili di Calvino, almanacco di citt\u00e0 dalle prospettive vaghe dall&#8217;indecifrabile disegno, palazzo di filigrana o di cristallo, reticoli di strade come nervature di foglia, come linee della mano\u201c\u2026.\u201dVolevo uscire per sempre da quel mondo di pittura scura e greve nel quale mi ero formato. Sceglievo la non-pesantezza. La leggerezza di Twombly e cos\u00ec pure la pittura dei romani mi convinse. Il colore di Dorazio aveva un valore pi\u00f9 pregnante e decorativo rispetto alle mie scelte, ma la struttura dei suoi quadri era aperta, estendibile, senza centro, e la luce scaturiva da punti di colori, quasi molecole che si ordinavano in una specie di tessuto: quella ricerca mi indicava la possibilit\u00e0 di una texture che si espande, si diffonde per l&#8217;intera superficie del quadro, un centimetro ripetuto all&#8217;infinito per tutto il campo, verso una pittura tutta astratta senza riferimenti, senza valori ideologici. Pittura-pittura\u201d. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/img7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15653\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/img7.jpg\" alt=\"img7\" width=\"467\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/img7.jpg 467w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/img7-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 467px) 100vw, 467px\" \/><\/a><\/em><strong><em>Resta che oggi il suo lavoro \u00e8 un concentrato di colore e luminosit\u00e0 secondo una\u00a0 genealogia della luce\u00a0 e ogni opera\u00a0 \u00e8 una parte di un\u2019unica opera assoluta\u00a0 che interroga la pittura stessa, si fa memoria\u00a0 e tempo, ma anche soglia e confine di un\u2019immagine\u00a0 che \u00e8 respiro del mondo. <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Riccardo Guarneri<\/strong><em>. Nato nel 1933 a Firenze, dove vive e lavora, Riccardo Guarneri inizia a dipingere nel 1953, alternando la pittura all\u2019attivit\u00e0 musicale. Dopo una breve stagione informale, dal 1962 intraprende una ricerca fondata sul segno e sulla luce, intesi come principali oggetti di studio all&#8217;interno di un impianto geometrico minimale. Esordisce all&#8217;Aja nel 1960 con la prima mostra personale. Sei anni dopo partecipa alla Biennale di Venezia e alla mostra Weiss auf Weiss alla Kunstalle di Berna. Nel 1967 \u00e8 invitato alla Biennale di Parigi nella sezione &#8220;Nuove Proposte&#8221;. Nel 1972 tiene la prima antologica al Westfalischer Kunstverein di M\u00fcnster. Nel 1973 e nel 1986 partecipa alle Quadriennali di Roma e nel 1981 espone al Palazzo delle Esposizioni nella mostra Linee della ricerca artistica in Italia 1960-1980, che sar\u00e0 ospitata anche alla Kunsthalle di Colonia nel 1997.\u00a0 Nel 2000 realizza il progetto per il mosaico di 24 mq della stazione Lucio Sestio della metropolitana di Roma. Nel 2004, presso la Galleria d&#8217;Arte Moderna di Palazzo Pitti, si tiene la mostra antologica Contrappunto luce che viene accompagnata da un catalogo con saggi critici di Giovanna Uzzani e Maria Grazia Messina. Dalla met\u00e0 degli anni 2000, nell&#8217;ambito di un rinnovato interesse critico sulla pittura analitica, partecipa a numerose mostre collettive, in Italia e all&#8217;estero, tra cui quelle presso la Galleria d\u2019Arte Moderna di Udine, la galleria Mazzoleni Art di Londra, Palazzo della Gran Guardia di Verona, la Galleria Mazzoleni di Torino, Villa Contarini e Rocca di Umbertide. Negli stessi anni ha esposto in numerose mostre personali in Italia e all&#8217;estero. Nel 2007 partecipa a Pittura Analitica, anni &#8217;70 al Palazzo della Permanente di Milano, l\u2019anno successivo \u00e8 tra gli artisti di Pittura Aniconica presso la Casa del Mantegna di Mantova e nel 2011 prende parte a Percorsi riscoperti dell&#8217;arte italiana &#8211; VAF-Stiftung 1947- 2010 al Mart di Trento e Rovereto. Nel 2017 torna alla Biennale di Venezia all\u2019interno della mostra internazionale Viva Arte Viva a cura di Christine Macel. Nel 2016\/2018 tiene personali a New York e Londra. Recentemente il Museo del Novecento di Milano ha inserito una sua opera nell&#8217;ambito della riorganizzazione del percorso museale.\u00a0 Nel 2019 gli viene assegnato il Premium International Florence Seven Stars-Grand Prix Absolute,\u00a0 al Belvedere del Plus Florence di\u00a0 Firenze,\u00a0 per\u00a0 il suo percorso artistico (presidente di Giuria il Prof. Carlo Franza). Alla carriera artistica ha affiancato quella di docente, insegnando pittura nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Bari, Venezia e Firenze. Guarneri \u00e8 inoltre Accademico Emerito per l&#8217;Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.<\/em><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019 aperto al pubblico \u201cPittura Pittura\u201d(visitabile fino al 30 maggio 2019) \u00a0il terzo appuntamento di Campo Aperto, con la direzione artistica di Sergio Risaliti, dedicato a Riccardo Guarneri, fiorentino, uno dei protagonisti della pittura internazionale del XX secolo, nella cornice dei cosiddetti pittori analitici secondo la bella definizione che dette a suo tempo il collega Filiberto Menna. 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