{"id":15696,"date":"2019-05-12T22:03:02","date_gmt":"2019-05-12T22:03:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15696"},"modified":"2019-05-12T22:03:02","modified_gmt":"2019-05-12T22:03:02","slug":"gunther-forg-a-venezia-per-la-58ma-biennale-di-venezia-a-palazzo-contarini-polignac-in-mostra-uno-dei-piu-significativi-artisti-tedeschi-della-generazione-del-secondo-dopoguerra-tra-astrazione-e-es","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/05\/12\/gunther-forg-a-venezia-per-la-58ma-biennale-di-venezia-a-palazzo-contarini-polignac-in-mostra-uno-dei-piu-significativi-artisti-tedeschi-della-generazione-del-secondo-dopoguerra-tra-astrazione-e-es\/","title":{"rendered":"Gunther Forg a Venezia per la 58ma Biennale di Venezia. A Palazzo Contarini Polignac in mostra  uno dei pi\u00f9 significativi artisti tedeschi della generazione del secondo dopoguerra, tra astrazione e espressionismo."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Screenshot-91.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15697\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Screenshot-91.png\" alt=\"Screenshot-91\" width=\"485\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Screenshot-91.png 485w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Screenshot-91-300x211.png 300w\" sizes=\"(max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><\/a>Il Dallas Museum of Art (DMA)\u00a0 presenta la mostra d<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/E836DE3E-9E52-48D3-9FAF-1225D994B55A-960x450-e1557698022165.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15698 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/E836DE3E-9E52-48D3-9FAF-1225D994B55A-960x450-e1557698022165.jpeg\" alt=\"E836DE3E-9E52-48D3-9FAF-1225D994B55A-960x450\" width=\"460\" height=\"216\" \/><\/a><strong>i G\u00fcnther F\u00f6rg (1952-2013), che \u00e8 stata \u00a0ospitata nello storico Palazzo Contarini Polignac a Venezia durante la Biennale Arte 2019, ed\u00a0 aperta fino al 23 agosto 2019. Evento Collaterale ufficiale della 58. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia, <\/strong>F\u00f6rg in Venice fa seguito a G\u00fcnther F\u00f6rg: a Fragile Beauty, la prima mostra americana in oltre trent\u2019anni dedicata all\u2019artista, organizzata nel 2018 dal Dallas Museum of Art in collaborazione con lo Stedelijk Museum di Amsterdam.<\/p>\n<p>Realizzata in stretta cooperazione con l\u2019Estate di G\u00fcnther F\u00f6rg, F\u00f6rg in Venice mette in mostra oltre 30 opere del percorso multidisciplinare di F\u00f6rg \u2013 dai dipinti alle meno note sculture \u2013 per riflettere sui metodi intuitivi e di ampio respiro di questo artista intellettuale e poliedrico. La mostra \u00e8 curata dalla collega dottoressa Elisa Schaar, storica dell\u2019arte, e segue la ricerca resa disponibile dalla precedente mostra di Dallas, curata dalla Dottoressa Anna Katherine Brodbeck, Curatrice Capo del Dipartimento di Arte Contemporanea del DMA. \u201cDopo l\u2019importante mostra del Dallas Museum of Art dedicata all\u2019artista n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/60035541_2699167410154007_6570638271628443648_n-1-443x590.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15699\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/60035541_2699167410154007_6570638271628443648_n-1-443x590.jpg\" alt=\"60035541_2699167410154007_6570638271628443648_n-1-443x590\" width=\"372\" height=\"495\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/60035541_2699167410154007_6570638271628443648_n-1-443x590.jpg 443w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/60035541_2699167410154007_6570638271628443648_n-1-443x590-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 372px) 100vw, 372px\" \/><\/a>el 2018, siamo lieti di presentare il lavoro d<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/90413-FORG-96381-hires_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15700 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/90413-FORG-96381-hires_.jpg\" alt=\"90413-FORG-96381-hires_\" width=\"463\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/90413-FORG-96381-hires_.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/90413-FORG-96381-hires_-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 463px) 100vw, 463px\" \/><\/a>i G\u00fcnther F\u00f6rg al pubblico internazionale di Biennale Arte 2019, coinvolgendo nuove generazioni mondiali nello stesso modo in cui l\u2019operato dell\u2019artista ha influenzato la storia dell\u2019arte per generazioni\u201d ha dichiarato il Dottor Agust\u00edn Arteaga, Direttore del DMA. Nato nel 1952 a F\u00fcssen, Algovia, Germania, Fo\u0308rg \u00e8 uno dei pi\u00f9 significativi artisti tedeschi della generazione del dopoguerra, noto per il suo stile sperimentale e provocatorio legato alla storia dell\u2019arte. Attraverso la sua innovativa produzione interdisciplinare che ha sfidato i limiti delle discipline artistiche, Fo\u0308rg ha esplorato un linguaggio di astrazione ed espressionismo, appropriandosi di metafore prese in prestito da architettura e arte moderna. L\u2019Italia e l\u2019architettura italiana hanno giocato un ruolo centrale nello sviluppo della carriera di F\u00f6rg. Il suo primo viaggio in Italia, nel 1982, stimol\u00f2 la sua nota serie di fotografie sugli edifici di importanza culturale e politica, dai monumenti italiani alle costruzioni in stile Bauhaus a Tel Aviv. Attraverso la fotografia, F\u00f6rg riusc\u00ec a esplorare la relazione tra arte, architettura e interventi spaziali, un tema ricorrente in tutta la sua produzione che la mostra di Venezia metter\u00e0 in risalto. Alcuni lavori di Fo\u0308rg furono esposti gi\u00e0 alla 45. Esposizione Internazionale d\u2019Arte della Biennale di Venezia nel 1993 all\u2019interno della mostra Il Viaggio verso Citera, ma F\u00f6rg in Venice realizzer\u00e0 il desiderio dell\u2019artista di esporre durante la Biennale Arte con una personale, un sogno rimasto incompiuto quando era in vita.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/12DB9E6E-7418-4BF5-BB12-1BEC57505824-1024x868-e1557698147101.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15702\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/12DB9E6E-7418-4BF5-BB12-1BEC57505824-1024x868-e1557698147101.jpeg\" alt=\"12DB9E6E-7418-4BF5-BB12-1BEC57505824-1024x868\" width=\"424\" height=\"359\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/59706298_2728418763839088_3176713929887842304_n-443x590.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15701 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/59706298_2728418763839088_3176713929887842304_n-443x590.jpg\" alt=\"59706298_2728418763839088_3176713929887842304_n-443x590\" width=\"268\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/59706298_2728418763839088_3176713929887842304_n-443x590.jpg 443w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/59706298_2728418763839088_3176713929887842304_n-443x590-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/><\/a><\/p>\n<p>F\u00f6rg in Venice presenta\u00a0 questo poliedrico artista sotto una nuova prospettiva, in un\u2019ambientazione veneziana senza eguali dove gli arredi e le decorazioni giocheranno un ruolo chiave nel contestualizzare l\u2019arte. La mostra offre una panoramica approfondita dei temi estetici e concettuali affrontati da F\u00f6rg, non solo dal punto di vista della produzione artistica ma anche in relazione al contesto in cui le opere sono esposte. L\u2019artista riteneva che lo spazio, l\u2019ubicazione e il posizionamento di una sua opera fossero intrinseci all\u2019opera stessa. Durante la sua carriera, F\u00f6rg dipinse sulle pareti delle gallerie, us\u00f2 porte e finestre come elementi integranti, e arriv\u00f2 a usare la vernice di alcune sue opere per creare un gioco di riflessi che desse vita a considerazioni inaspettate. Per lo stesso motivo, l\u2019artista install\u00f2 pi\u00f9 volte le sue opere all\u2019interno di contesti storici, spesso attraverso interventi tanto delicati quanto minimalisti. Questa mostra porta avanti tale tradizione, preservando l\u2019atmosfera del Palazzo ma anche indagando lo spirito creativo e ludico di F\u00f6rg. Nel contesto di Palazzo Contarini Polignac \u2013 una location classica, romantica e mozzafiato affacciata sul Canal Grande di Venezia \u2013 imbattersi nelle opere versatili e sapienti dell\u2019artista invita il visitatore a interrogarsi sul rapporto di F\u00f6rg con la storia dell\u2019arte e dell\u2019architettura, entrambe determinanti nella sua produzione polivalente. Attraverso l\u2019installazione delle opere d\u2019arte di F\u00f6rg \u2013 prevalentemente aderenti alle tradizioni moderniste- all\u2019interno delle sale decorate e dell\u2019architettura rinascimentale di Palazzo Contarini Polignac, l\u2019esposizione indaga l\u2019eredit\u00e0 del modernismo estetico (uno degli ideali al centro dello studio di F\u00f6rg) in uno spazio ricco di storia e maestria artigiana. La mostra non ha uno sviluppo tradizionale bens\u00ec un allestimento di grande atmosfera dove le opere dell\u2019artista abitano un contesto intimo e privato evocando una malinconia e un romanticismo raramente associati all\u2019opera di F\u00f6rg. Grazie all\u2019integrazione del ricco corpus di opere di F\u00f6rg negli interni delle sale del Palazzo, la mostra illustra l\u2019interesse dell\u2019artista per il dialogo tra arte, architettura e fruizione. Lungo tutto il Palazzo, singoli quadri, arazzi ed elementi decorativi in determinate posizioni sono sostituiti con le opere dell\u2019artista. Al piano terra, un dipinto minimalista di grandi dimensioni raffigurante una finestra, \u201cUntitled\u201d (2004), affiancato da alcuni schizzi preparatori dell\u2019opera, prende il posto di uno stemma dando l\u2019impressione che ci sia una finestra dove in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/3BE9E6B5-AB16-4CC5-9B61-08C8EBA17F82-684x1024.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15703\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/3BE9E6B5-AB16-4CC5-9B61-08C8EBA17F82-684x1024.jpeg\" alt=\"3BE9E6B5-AB16-4CC5-9B61-08C8EBA17F82-684x1024\" width=\"379\" height=\"567\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/3BE9E6B5-AB16-4CC5-9B61-08C8EBA17F82-684x1024.jpeg 684w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/3BE9E6B5-AB16-4CC5-9B61-08C8EBA17F82-684x1024-200x300.jpeg 200w\" sizes=\"(max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><\/a>Nonostante la loro forte geometria, le finestre di F\u00f6rg sono provocatorie poich\u00e9 offrono una cornice dentro cui guardare ma senza fornire alcuna visuale: al contrario, dirigono e limitano lo sguardo, mettendo in discussione l\u2019atto visivo e l\u2019estetica in s\u00e9.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/59786260_393407761501535_6587158158957871104_n-443x590.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15704 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/59786260_393407761501535_6587158158957871104_n-443x590.jpg\" alt=\"59786260_393407761501535_6587158158957871104_n-443x590\" width=\"443\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/59786260_393407761501535_6587158158957871104_n-443x590.jpg 443w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/59786260_393407761501535_6587158158957871104_n-443x590-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 443px) 100vw, 443px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel Salone del Palazzo, quattro straordinari dipinti in stile Spot Painting realizzati tra il 2007 e il 2009 sono presentati di fronte a quattro ampi arazzi. In queste opere astratte e gestuali, i segmenti orizzontali delle pennellate verticali richiamano i raffinati scarabocchi di Cy Twombly, ma con differenze sia a livello cromatico \u2013 con un diverso uso del bianco e del grigio chiaro che sembrano richiamare la base di una tavolozza \u2013 sia per quanto concerne l\u2019impiego di pennelli puliti. Questi Spot Painting danno l\u2019idea di essere stati prodotti velocemente, ma sono in realt\u00e0 frutto tanto di una rapida intuizione quanto di un\u2019attenta riflessione dell\u2019artista. Insieme, i quattro dipinti danno prova della ponderata e incessante sperimentazione di abbinamenti cromatici, applicazioni di pittura, composizioni e ritmi dell\u2019artista, il tutto all\u2019interno di una sola serie di quadri. Collocate di fronte agli arazzi figurativi del Palazzo, che si potranno ancora intravedere, queste opere di Spot Painting evocheranno \u2013 attraverso le pennellate fluttuanti sulle superfici piane \u2013 una sorta di potere autonomo dell\u2019astrazione modernista, sottolineando il rapporto stesso dell\u2019artista con questa forma artistica, tanto coinvolto quanto distaccato.<\/p>\n<p>Nella maestosa sala degli specchi del Palazzo, una serie di sculture di F\u00f6rg, realizzate nel 1990, sono state installate vicino alle finestre. Queste sculture figurative, tra cui maschere di bronzo su piedistalli in compensato grezzo, esplorano le possibilit\u00e0 e i limiti della materia. Le superfici corpose, lavorate rapidamente, fanno pensare alla distruzione: deliberatamente imperfette, dimostrano che F\u00f6rg preferiva esplorare un\u2019idea anzich\u00e9 realizzare un ideale di piacere e perfezione estetica. Le superfici palpabili recano i segni delle impronte digitali di F\u00f6rg, di agenti esterni casuali e danni fisici che spingono il bronzo e la sua lavorazione lontani dalle associazioni gerarchiche, classiche e monumentali di tale materiale. Lungo le sale laterali del Palazzo sono infine in mostra diversi dipinti astratti di F\u00f6rg datati dagli anni Ottanta agli anni Novanta, che sostituiranno le opere d\u2019arte solitamente esposte. Nella sua interezza, l\u2019offerta espositiva della mostra d\u00e0 prova dell\u2019ampia portata della carriera di F\u00f6rg e della sua tendenza alla sperimentazione, raggruppando i vari filoni e le influenze concettuali che hanno interessato la sua produzione \u2013 dall\u2019agile esecuzione, complessit\u00e0 tonale e composizione stratificata, alla libera gestione delle discipline formali e delle strutture geometriche.<br \/>\nF\u00f6rg in Venice \u00e8 presentata con il supporto dell\u2019Estate di G\u00fcnther F\u00f6rg e di Hauser &amp; Wirth.<\/p>\n<p><strong>Gu\u0308nther F\u00f6rg<\/strong> nacque nel 1952 nella regione dell\u2019Algovia, Germania. Dal 1973 al 1979 studi\u00f2 sotto Karl Fred Dahmen all\u2019Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, realizzando quasi esclusivamente dipinti monocromi. Negli anni Ottanta inizi\u00f2 a sperimentare con fotografia, pittura e scultura e tenne la sua prima personale alla Galleria R\u00fcdiger Sch\u00f6ttle di Monaco. Nel 1992 fu invitato a prendere parte alla Documenta IX a Kassel. Dal 1992 insegn\u00f2 all\u2019Universit\u00e0 di Arte e Design di Karlsruhe. Nel 1996 ricevette il prestigioso premio Wolfgang Hahn, e due anni pi\u00f9 tardi divenne professore dell\u2019Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, dove insegn\u00f2 fino alla sua morte nel 2013, all\u2019et\u00e0 di 61 anni. La sua arte \u00e8 nota per i suoi riferimenti ai maestri modernisti come Barnett Newman, Clyfford Still, Philip Guston, Mark Rothko e Edvard Munch.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Dallas Museum of Art (DMA)\u00a0 presenta la mostra di G\u00fcnther F\u00f6rg (1952-2013), che \u00e8 stata \u00a0ospitata nello storico Palazzo Contarini Polignac a Venezia durante la Biennale Arte 2019, ed\u00a0 aperta fino al 23 agosto 2019. Evento Collaterale ufficiale della 58. 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