{"id":15818,"date":"2019-05-24T21:17:43","date_gmt":"2019-05-24T21:17:43","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15818"},"modified":"2019-05-24T21:17:43","modified_gmt":"2019-05-24T21:17:43","slug":"sandro-martini-brilla-in-unantologica-che-evidenzia-quantitaspaziocolore-a-villa-borromeo-visconti-litta-a-lainate-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/05\/24\/sandro-martini-brilla-in-unantologica-che-evidenzia-quantitaspaziocolore-a-villa-borromeo-visconti-litta-a-lainate-milano\/","title":{"rendered":"Sandro Martini brilla in un\u2019antologica che evidenzia Quantit\u00e0\/Spazio\/Colore a Villa Borromeo Visconti Litta a Lainate-Milano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/La-Salamandra-1973-Tecnica-mista-su-tela-150x130-cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15819\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/La-Salamandra-1973-Tecnica-mista-su-tela-150x130-cm-e1558731560642.jpg\" alt=\"La Salamandra, 1973, Tecnica mista su tela, 150x130 cm\" width=\"410\" height=\"469\" \/><\/a>Dopo il successo dell&#8217;esposizione dedicata l&#8217;anno scorso a Carlo Nangeroni ecco ora \u201c<strong>Sandro Martini \u2013 Quantit\u00e0 &#8211; Spazio &#8211; Colore<\/strong>\u201d, titolo della personale presentata quest&#8217;anno ancora una volta nella fantastica cornice di Villa Borromeo Visconti Litta a Lainate, Milano, aperta fino \u00a0al 26 Maggio 2019 ed organizzata dalla <strong>MR FINE ART<\/strong>. A curarla, come la precedente, Daniele Palazzoli, che segue il lavoro dell&#8217;artista da sempre, prima come gallerista ed ora da co-direttore del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea alla casa d\u2019aste Cambi. L&#8217;ultima collaborazione fra i due risale al 2012, una doppia personale negli spazi della storica Galleria Blu di Milano; l&#8217;obiettivo in quell&#8217;occasione fu quello di non far passare sotto silenzio in Italia un evento internazionale che riguardava Martini, ossia la presentazione al pubblico di Toronto, Canada, di un\u2019opera realizzata dall&#8217;artista, parte integrante della grande hall di un grattacielo denominato Burano Building e quindi patrimonio della citt\u00e0 e, soprattutto, dell\u2019Ontario Museum che, apprezzandone la qualit\u00e0 artistica, ne autorizz\u00f2 la realizzazione: un lavoro dalle dimensioni imponenti, costituito da una parete dipinta a fresco di duecentottanta metri quadri e da sei elementi in vetro, incisi e colorati, ciascuno di sette metri quadri, sospesi su cavi d\u2019acciaio, che interagiscono in un gioco di rispecchiamenti e confronti ben rappresentato nel titolo: \u201cGlass Memory\u201d (La memoria del vetro). A distanza di sette anni dunque una nuova collaborazione fra i due, ideata dalla MR FINE ART con lo scopo di <strong>rendere omaggio a Sandro Martini attraverso una mostra antologica di ampio respiro che vuole presentare al pubblico una selezione accuratissima di opere che abbracciano tutto il periodo creativo dell\u2019artista<\/strong>: partendo da \u201cMiscelatore di colore e forma\u201d del 1961 si arriva alla serie delle \u201cpagine\u201d, tramite capolavori quali \u201cPagina Abeille\u201d del 1964, cm.160&#215;120 e \u201cPagina 89 \u2013 28 luglio 1968\u201d, cm.200&#215;180. Dagli anni \u201860 si passa agli anni \u201870, con la serie delle \u201cquantit\u00e0\u201d e le rarissime \u201cSalamandre\u201d, proseguendo fino alle energiche tele degli anni \u201880, le \u201ctrascrizioni\u201d su carta intelata degli anni \u201890 per poi arrivare alle sue ultime realizzazioni, le tele cucite degli ultimi anni, le sue installazioni in plexiglass (\u201cCages\u201d) e gli affreschi. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Pagina-n.-70-Tiger-1966-Tempera-e-collage-su-tela-100x90-cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15820 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Pagina-n.-70-Tiger-1966-Tempera-e-collage-su-tela-100x90-cm.jpg\" alt=\"???\" width=\"300\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Pagina-n.-70-Tiger-1966-Tempera-e-collage-su-tela-100x90-cm.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Pagina-n.-70-Tiger-1966-Tempera-e-collage-su-tela-100x90-cm-270x300.jpg 270w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019artista \u00e8 noto anche per le sue installazioni monumentali (l\u2019ultima risale al giugno dello scorso anno presso lo Spazio Officina a Chiasso in Svizzera), quasi sempre di natura temporanea come quella del 1993 fra gli edifici del PAC e GAM a Milano, e <strong>per questo evento \u00e8 gi\u00e0 pronto un progetto per una nuova installazione all\u2019interno<\/strong> <strong>degli spazi di Villa Borromeo Visconti Litta.<\/strong> La sua opera e il carattere del progetto di intervento avanzato in questo caso sono documentati dal catalogo della mostra, in cui figurer\u00e0 una scelta di opere dell&#8217;artista che copre molti momenti della sua attivit\u00e0. \u00a0Lo spazio e il colore sono i temi centrali della ricerca di Sandro Martini, per il quale l\u2019opera non \u00e8 definita da ci\u00f2 che vediamo all\u2019interno di una superficie dipinta ma va percepita oltre allo spazio chiuso del supporto (e le installazioni performance rispondono proprio a questa profonda e intima esigenza). L\u2019opera dell\u2019artista non va interpretata nella singola realizzazione di un quadro, ma ogni opera rappresenta una parte, \u201cquantit\u00e0\u201d, che costituisce e conferisce significato alla globalit\u00e0 del suo lavoro.<\/p>\n<p><strong> Sandro Martini,<\/strong> artista della spazialit\u00e0, sfida il dinamismo dell\u2019arte, con opere che fuoriescono letteralmente dalla tela in una ricerca di movimento e di rottura dei confini che unisce la potenza del colore e la forza delle dimensioni, spesso monumentali. <strong>Sandro Martini nasce a Livorno il 21 aprile 1941. La madre, Marta Zal\u00f9m, \u00e8 di origini armene e il padre, Oreste, \u00e8 ingegnere e vicedirettore del cantiere navale Ansaldo. La vera figura di riferimento \u00e8 il nonno, Giuseppe Zal\u00f9m, armeno-siriano di ricca famiglia che da sempre ha avuto un legame con l\u2019Occidente.<\/strong> Nella sua grande casa all\u2019Ardenza di Livorno, casino mediceo del \u2018600, il giovane Martini si forma fra le opere della collezione personale del nonno nella quale compaiono un Tiepolo e autori fiamminghi. Tramite il padre e la frequentazione quotidiana al cantiere navale entra poi in contatto con ogni sorta di materiale, aspetto che sar\u00e0 fondamentale per la sua crescita artistica. Il primo incontro che lo spinge verso la pittura \u00e8 quello con il livornese Franco Lipizer che lo incoraggia a dipingere all\u2019aperto. Segue i corsi dell\u2019Accademia di Belle Arti di Firenze, poi dell\u2019Istituto d\u2019Arte \u201cA. Passaglia\u201d di Lucca dove si diploma nel 1958. Le prime opere formative sono paesaggi e ritratti, rimane colpito dalle opere di Osvaldo Licini esposte a Livorno nel 1958, ma la collaborazione con Gino Marotta, con cui realizza i rilievi della nuova sinagoga, lo porta in contatto con il mondo artistico romano: il Gruppo Crak, la scoperta di Tobey, Pollock, Rothko e la pittura americana; e contemporaneamente in letteratura Robbe-Grillet, Simon, Perec e il poeta Sandro Penna gli aprono nuovi orizzonti artistici e culturali. Al rientro a Livorno, lascia tavolozza e pennello per imbracciare fiamma ossidrica, saldatrice, chiodi, martelli, lamiere, assi di quercia che sostituiscono i classici materiali della pittura.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/sandro-martini-pittore-vendita-quadri-opere-prezzi-quotazioni-294x300.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15821\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/sandro-martini-pittore-vendita-quadri-opere-prezzi-quotazioni-294x300.png\" alt=\"sandro-martini-pittore-vendita-quadri-opere-prezzi-quotazioni-294x300\" width=\"294\" height=\"300\" \/><\/a>Tra il 1956 e il 1959 inizia a prendere parte a diverse esposizioni e ottiene i primi premi e riconoscimenti dalla critica. In occasione di una breve permanenza a Firenze rimane affascinato dalle carte colorate e accartocciate poi distese su tela di Corrado Cagli, che avr\u00e0 poi modo di conoscere pi\u00f9 tardi nel suo studio a Roma. Nel 1961 si sposta a Milano, giunto nel capoluogo meneghino, entra in contatto con il pubblicitario Mario Allemandi, direttore dello Studio Stile, e tra gli altri Franco Albini, Luciano Fo\u00e0, Giangiacomo Feltrinelli e il critico Franco Russoli. Nello stesso anno conosce l\u2019opera di Kurt Schwitters, artista tedesco che nei suoi collage polimaterici accosta materiali poveri, di scarto come frammenti di carte colorate, refe, ritagli pubblicitari, stoffa, legno sughero e cartone per dare nuova vita alla materia ormai logora. Grazie alla sua lezione, Martini inizia a utilizzare la tecnica del collage tra la fine degli anni Cinquanta e primi anni Sessanta, mentre con il pittore Tancredi Parmeggiani instaura un forte legame, spezzato dalla morte dell\u2019amico, avvenuta nel 1964 a soli 37 anni. A Milano visita molte mostre tra cui le personali alla Galleria dell\u2019Ariete di David Hockney e Mark Tobey: l\u2019incontro con quest\u2019ultimo, inventore delle \u201cscritture pittoriche\u201d nate in Estremo Oriente, \u00e8 particolarmente stimolante e fecondo per Martini. Nel 1963 si trasferisce a Sesto San Giovanni dove, grazie all\u2019aiuto di Giovanni Fumagalli, direttore della Galleria delle Ore, conosce numerosi artisti tra cui Enrico Castellani, Agostino Bonalumi rimanendovi fino al 1965, anno della sua prima personale proprio alla Galleria delle Ore. L\u2019anno precedente Martini firma la sua prima opera incisoria dopo l\u2019incontro con lo stampatore Giorgio Upiglio, con il quale realizza il primo libro d\u2019artista, \u201cRosaspina\u201d (1972), dove reinterpreta la celebre fiaba dei Fratelli Grimm. Gli anni Settanta segnano una nuova tappa del percorso artistico di Martini che inizia la ricerca sulla spazialit\u00e0 con l\u2019esposizione di alcune opere nel 1973, presso la Galleria Il Milione: qui i dipinti si fondono e dialogano con lo spazio e il colore si espande oltre il perimetro del quadro grazie a tele e nastri colorati. Le successive installazioni alla Galleria Blu e alla Galleria Mantra di Torino nel 1975 confermano la strada verso la spazializzazione dell\u2019opera per cui \u201ctutto \u00e8 quadro\u201d, nel coinvolgimento dell&#8217;intero spazio della galleria . Tratto imprescindibile del percorso artistico di Sandro Martini \u00e8 la costante ricerca di nuove tecniche pittoriche. Dopo la tecnica del collage abbinata all\u2019aerografo e agli stencil degli anni Sessanta, l\u2019artista prosegue nella ricerca incessante di nuovi mezzi espressivi.<\/p>\n<p>Come scrive Luigi Sansone nel suo \u201cCatalogue Raisonn\u00e9\u201d, Martini lavora sul \u201ccolore liquido, ottenuto dai pigmenti stemperati in una soluzione preparata con acido acetico, acqua, sale e bicarbonato, portata quasi ad ebollizione e poi fatta scendere a circa cinquanta gradi\u201d. Anche il calore gioca un ruolo fondamentale. Mentre il colore ancora fuma sulla tela, l\u2019artista usa un pennello pregno d\u2019acqua cosicch\u00e9, una volta raffreddato, acquisti nuove tonalit\u00e0. Intorno alla met\u00e0 degli anni Novanta, dopo il ciclo di opere realizzate con frammenti di carte colorate applicate su carta foderata, Martini concepisce le \u201ctele cucite\u201d dove frammenti di tele vengono proprio cucite sulla superficie. Ancora oggi la sua ricerca pittorica continua. Come scrive Miklos Varga \u201ci quadri di Martini sono strutturati internamente, hanno come punti di riferimento concettuali alcune linee guida che, dal basso verso l\u2019alto, e diagonalmente da destra verso sinistra, regolano l\u2019afflusso emozionale del fare pittura esplicandovi il proprio r\u00f4le per analogie segnico-cromatiche\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo il successo dell&#8217;esposizione dedicata l&#8217;anno scorso a Carlo Nangeroni ecco ora \u201cSandro Martini \u2013 Quantit\u00e0 &#8211; Spazio &#8211; Colore\u201d, titolo della personale presentata quest&#8217;anno ancora una volta nella fantastica cornice di Villa Borromeo Visconti Litta a Lainate, Milano, aperta fino \u00a0al 26 Maggio 2019 ed organizzata dalla MR FINE ART. 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