{"id":15881,"date":"2019-05-31T12:05:39","date_gmt":"2019-05-31T12:05:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15881"},"modified":"2019-05-31T12:05:39","modified_gmt":"2019-05-31T12:05:39","slug":"gely-korzhev1925-2012-torna-a-venezia-la-figura-artistica-piu-esplodente-dellarte-sovietica-in-mostra-a-ca-foscari-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/05\/31\/gely-korzhev1925-2012-torna-a-venezia-la-figura-artistica-piu-esplodente-dellarte-sovietica-in-mostra-a-ca-foscari-a-venezia\/","title":{"rendered":"Gely Korzhev(1925-2012) torna a Venezia. La figura artistica pi\u00f9 esplodente dell\u2019arte sovietica in mostra a C\u00e0 Foscari a Venezia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/IMMAGINE-GUIDA-copia-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15882\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/IMMAGINE-GUIDA-copia-2-e1559303171872.jpg\" alt=\"IMMAGINE-GUIDA-copia (2)\" width=\"476\" height=\"255\" \/><\/a>Torna a Venezia Gely Korzhev<\/strong> (1925-2012), una delle figur<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/lanciovernice-e1559303211206.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15883 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/lanciovernice-e1559303211206.jpg\" alt=\"lanciovernice\" width=\"350\" height=\"240\" \/><\/a><\/strong>e pi\u00f9 eminenti del panorama pittorico, prima sovietico e poi russo, della seconda met\u00e0 del Novecento. Il ritorno tra le lagune cade <strong>esattamente 57 anni dopo la sua partecipazione alla XXXI Biennale<\/strong>, <strong>quando, assieme tra gli altri a Viktor Popkov, risult\u00f2, nel padiglione dell&#8217;URSS, la voce pi\u00f9 convincente del cosiddetto \u201cstile severo\u201d che cercava, nell&#8217;alveo ancora quasi inscalfito del realismo socialista, una via espressiva d&#8217;uscita dai canoni ferrei dell&#8217;epoca staliniana.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Alzati-Ivan-1997-e1559303284114.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15884\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Alzati-Ivan-1997-e1559303284114.jpg\" alt=\"Alzati-Ivan-1997\" width=\"481\" height=\"327\" \/><\/a><strong>La mostra \u201cGely Korzhev. Back to Venice\u201d &#8211; realizzata grazie<\/strong> <strong>a un&#8217;azione congiunta tra Galleria Tret&#8217;jakov, the Institute of Russian Realist Art e il Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell\u2019Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Il-nuovo-slogan.1-19981-e1559303324811.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15885 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Il-nuovo-slogan.1-19981-e1559303324811.jpg\" alt=\"Il-nuovo-slogan.1-1998(1)\" width=\"354\" height=\"473\" \/><\/a><strong> Venezia in collaborazione con Intesa Sanpaolo<\/strong> \u2013 <strong>restituisce prima di tutto, con docume<\/strong><strong>nti, foto, proiezioni, e in<\/strong><strong>oltre con il ricorso alle Information and Communication Technologies, la concretezza del trittico del pittore russo,<\/strong><strong> la sala Korzhev e altri segni importanti presenti nel Padiglione del 1962<\/strong>. Ma \u00e8 anche l&#8217;occasione \u2013 tre anni dopo la grande monografica dedicata a Korzhev dalla Galleria Tret&#8217;jakovskaja di Mosca \u2013 di <strong>presentare al pubblico italiano e internazionale, con oltre 50 dipinti<\/strong>, <strong>una consistente ed esauriente sequenza di opere del maestro, che non potranno che fare giustizia degli affrettati giudizi espressi in occasione della XXXI Biennale.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/La-guardiana-2-e1559303417868.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15886\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/La-guardiana-2-e1559303417868.jpg\" alt=\"La-guardiana (2)\" width=\"481\" height=\"365\" \/><\/a><strong>La rassegna dell\u2019Universit\u00e0 Ca&#8217; Foscari Venezia, aperta fino al 23 agosto 2019, \u00a0non si presenta come una mostra antologica in senso stretto<\/strong>. <strong>Procede piuttosto per nuclei tematici ben definiti<\/strong>, focalizzandosi criticamente sugli aspetti che sono stati ritenuti pi\u00f9 rilevanti nella vasta produzione dell&#8217;artista: davanti agli occhi degli spettatori sfiler<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Il-pittore-e1559303477540.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15887 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Il-pittore-e1559303477540.jpg\" alt=\"Il-pittore\" width=\"381\" height=\"312\" \/><\/a>anno cos\u00ec i monumentali nudi dell&#8217;artista, le sue straordinarie nature morte, alcuni altri esempi particolarmente riusciti della sua originale declinazione della pittura realista sovietica; il centro essenziale del percorso si impernia tuttavia sulle <strong>immagini dolenti della memoria<\/strong> degli anni della Grande Guerra Patriottica, che \u00e8 il nome russo della Seconda Guerra Mondiale, che sono anche i capolavori che hanno garantito a Korzhev il maggior riconoscimento internazionale: non casualmente <em>Tracce di guerra <\/em>(1963-1964) fu prescelto, tra oltre 500 opere esposte, come manifesto per la grande esposizione \u201cBerlino-Mosca Mosca-Be<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Adam-Andreevich-e-Eva-Petrovna-e1559303519286.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15888\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Adam-Andreevich-e-Eva-Petrovna-e1559303519286.jpg\" alt=\"Adam-Andreevich-e-Eva-Petrovna\" width=\"402\" height=\"600\" \/><\/a>rlino\u201d del 2003 al Martin Gropius Bau. <strong>La rassegna si conclude con le meditazioni visive del pittore sul collasso del sistema sovietico: sono dipinti a volte di accorato coinvolgimento, altre volte di recisa denuncia sociale, altre ancora grottesche, come nelle degenerazioni ibride dei cosiddetti <em>Tyurlikis <\/em>e negli scheletri dell&#8217;URSS.<\/strong> L\u2019esposizione, come recita il suo stesso titolo, costituisce anche l\u2019<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Marusja-e1559303580627.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15889 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Marusja-e1559303580627.jpg\" alt=\"Marusja\" width=\"481\" height=\"201\" \/><\/a>occasione per rileggere, dopo pi\u00f9 di mezzo secolo, quell\u2019esordio veneziano di Korzhev.<br \/>\nNel 1962 Larisa Salmina, il commissario del padiglione, esplicitava cos\u00ec i criteri con cui erano stati selezionati gli artisti che dovevano rappresentare la cultura artistica russa in una fase molto delicata della sua vicenda novecentesca, quella del disgelo post staliniano guidata da Nikita Kruscev: \u00abL\u2019arte sovietica \u00e8 rappresentata alla XXXI Biennale di Venezia da alcuni artisti appartenenti a varie nazionalit<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Mattina-grigia.-Nudo-su-sfondo-con-finestra.-2006-e1559303623696.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15890 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/05\/Mattina-grigia.-Nudo-su-sfondo-con-finestra.-2006-e1559303623696.jpg\" alt=\"Mattina-grigia.-Nudo-su-sfondo-con-finestra.-2006\" width=\"481\" height=\"318\" \/><\/a>\u00e0 e generazioni. L\u2019opera di questi artisti d\u00e0 una chiara idea di quanto siano numerose le maniere creative, di quanto sia ricca la tematica che illustra la vita del popolo sovietico, e di come sia profondamente umana l\u2019arte sovietica\u00bb. Diversificazione di linguaggi, alternanza di generazioni, ancora saldo collegamento con \u00abla vita del popolo sovietico\u00bb: per questo accanto alle figure emergenti di Korzhev e Popkov erano stati convocati anche giovani speranze e pi\u00f9 collaudati accademici.<br \/>\nKorzhev vi espose una sorta di autoritratto in movimento (<em>L&#8217;artista<\/em> inginocchiato del 1961, che sta realizzando un piccolo nudo di donna a gessetti sul ciglio di un marciapiede, e tiene accanto a s\u00e9 un basco con qualche moneta offerta dai passanti) e soprattutto <strong>il trittico <em>Comunisti<\/em><\/strong>(1957-1960), ora al Museo Russo di Stato di San Pietroburgo. Sono tre vaste tele, due verticali, una orizzontale, di misure irregolari: la prima (in ordine di esecuzione), \u00e8 intitolata <em>Internazionale<\/em>, dominata da due figure in piedi, due soldati dell&#8217;Armata Rossa su un campo di battaglia, una che suona il corno, l&#8217;altra, di spalle, che regge virilmente il vessillo del reggimento; la seconda \u2013 l&#8217;unica orizzontale: <em>Alzando la bandiera<\/em> \u2013 mostra un civile inginocchiato, che prende in mano la bandiera rossa abbandonata da un compagno caduto; la terza (<em>Omero: lo studio<\/em>) ha come protagonista uno scultore, in realt\u00e0 in abiti militari, intento a modellare un busto del poeta greco.<br \/>\nPer opere di questo tenore \u2013 e nel padiglione comparivano anche dipinti di Deineka e soprattutto <em>I costruttori di Bratsk<\/em> di Popkov (il capolavoro 5 anni fa al centro dell&#8217;esposizione dedicatagli da Ca&#8217; Foscari) \u2013 <strong>Renato Guttuso parl\u00f2 allora di<\/strong> \u201c<strong>resistenzialismo<\/strong>\u201d; <strong>i critici italiani scrissero invece o di un \u00abfaticoso travaglio per il rinnovamento\u00bb (Mario De Micheli)<\/strong> o di un perdurante arretramento, come Paolo Rizzi che su \u201cIl Gazzettino\u201d denunciava: \u00abDestalinizzare la pittura dei paesi socialisti. Gi\u00e0, come se tutto dipendesse da Stalin, come se bastasse togliere dai muri i ritratti del dittatore ripudiato. [&#8230;] \u00c8 troppo facile il giochetto. \u00c8 troppo facile dire che tutta la creazione artistica dell\u2019Unione Sovietica e dei paesi socialisti \u00e8 alla vigilia di un cosciente rinnovamento che non intacca, anzi rafforza i valori\u00bb. Dopo quasi sessant\u2019anni il giudizio pu\u00f2 essere diversamente storicizzato.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Torna a Venezia Gely Korzhev (1925-2012), una delle figure pi\u00f9 eminenti del panorama pittorico, prima sovietico e poi russo, della seconda met\u00e0 del Novecento. Il ritorno tra le lagune cade esattamente 57 anni dopo la sua partecipazione alla XXXI Biennale, quando, assieme tra gli altri a Viktor Popkov, risult\u00f2, nel padiglione dell&#8217;URSS, la voce pi\u00f9 convincente del cosiddetto \u201cstile severo\u201d che cercava, nell&#8217;alveo ancora quasi inscalfito del realismo socialista, una via espressiva d&#8217;uscita dai canoni ferrei dell&#8217;epoca staliniana. La mostra \u201cGely Korzhev. Back to Venice\u201d &#8211; realizzata grazie a un&#8217;azione congiunta tra Galleria Tret&#8217;jakov, the Institute of Russian Realist Art [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/05\/31\/gely-korzhev1925-2012-torna-a-venezia-la-figura-artistica-piu-esplodente-dellarte-sovietica-in-mostra-a-ca-foscari-a-venezia\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,53889,53888,74779,53709,53710,66803,9894,10357,180472,44441,87,35351,17505,35188,64,28369,7576,4625],"tags":[376535,59480,376534,376532,376538,5321,376533,66461],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15881"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15881"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15881\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15892,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15881\/revisions\/15892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15881"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15881"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15881"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}