{"id":15893,"date":"2019-06-02T20:43:46","date_gmt":"2019-06-02T20:43:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15893"},"modified":"2019-06-02T21:53:39","modified_gmt":"2019-06-02T21:53:39","slug":"carlo-basilico-il-diario-pittorico-e-intimo-di-un-artista-svizzero-in-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-zuest-di-rancate-canton-ticino-svizzera-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/06\/02\/carlo-basilico-il-diario-pittorico-e-intimo-di-un-artista-svizzero-in-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-zuest-di-rancate-canton-ticino-svizzera-italiana\/","title":{"rendered":"Carlo Basilico. Il diario pittorico e intimo di un artista svizzero  in mostra alla Pinacoteca Cantonale Zust di Rancate (Canton Ticino \/ Svizzera italiana)."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/135_14_CB-091-e1559507301412.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15894\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/135_14_CB-091-e1559507301412.jpg\" alt=\"135_14_CB-091\" width=\"428\" height=\"602\" \/><\/a>Partendo dalla monografia appena uscita a cura di Claudio Guarda e con la partecipazione del poeta e scrittore Alberto Nessi, questa<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/85_9_CB-110-e1559507337134.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15895 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/85_9_CB-110-e1559507337134.jpg\" alt=\"85_9_CB-110\" width=\"440\" height=\"306\" \/><\/a><strong> rassegna, realizzata vent\u2019anni dopo la prima antologica tenutasi a Chiasso, presenta la collezione di opere pittoriche di Carlo Basilico conservata dal nipote Rudy, custode affettuoso e devoto di quasi tutta la produzione pittorica del nonno,<\/strong> il quale esponeva e vendeva poco e dipingeva soprattutto per diletto, per rispondere a un bisogno personale: uno sfogo, una necessit\u00e0 intrinseca di fermare sulla carta o sulla tela, con i pennelli o con le matite, emozioni altrimenti percepite solo interiormente. Formatosi a Torino, i suoi dipinti corrono sul filo di un diario domestico realizzato nei giorni liberi dal lavoro svolto come titolare dell\u2019impresa dei pittori-decoratori Prada di Chiasso. La sua pittura \u00e8 dominata da un colorismo inusuale alle nostre latitudini. Un colore allo stato puro, non miscelato sulla tavolozza, dato per rapidi tocchi, spesso giocato sul contrappunto tra zone di luce o di ombra. Tem<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/144_14_CB-049.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15896 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/144_14_CB-049-e1559507375366.jpg\" alt=\"144_14_CB-049\" width=\"341\" height=\"265\" \/><\/a>i e soggetti sono ritratti e autoritratti, in cui egli persegue la continua indagine su s\u00e9 stesso, l\u2019osservazione dell\u2019armonia familiare, degli angoli di casa, e la grande passione per i paesaggi. Sentiva congeniale esprimersi con diverse tecniche, passando con grande flessibilit\u00e0 dall\u2019olio alla tempera, dall\u2019acquarello all\u2019inchiostro, dal pastello al carboncino, dal disegno a matita alla sanguigna. Lavorando su uno stretto numero di soggetti \u2013 esemplare il caso dei tanti ritratti fatti ai familiari \u2013 \u00e8 come se egli sentisse il bisogno di affrontarli con tecniche e tagli compositivi sempre diversi, variando il modo di accostarli e rappresentarli, cos\u00ec da suonare di volta in volta una musica o un\u2019emozione diversa. Sono queste le forme e i temi dell\u2019arte di Carlo Basilico, sempre ispirati dal sentimento del vero e sorretti da uno sguardo contemplativo che, pur dando risalto alla luce-colore, coglie la realt\u00e0 nel suo attimo fuggente. La monografia e la mostra hanno beneficiato della partecipazione di Alberto Nessi. Vincitore del Gran Premio svizzero di letteratura nel 2016, Nessi ha composto alcuni testi in poesia e in prosa in ricordo della mamma, \u201csigaraia\u201d presso la fabbrica Polus di Balerna, come le donne raffigurate da Basilico sui pannelli che la ornavano. Sebbene non documentate in mostra, si ricordano le sue decorazioni pi\u00f9 note oltre a quelle gi\u00e0 citate per la Polus: quelle per la Torretta di Casa Pedroli e per il Cinema Teatro a Chiasso e per l\u2019Albergo Bellavista sul Monte Generoso. Si dedicher\u00e0 anche all\u2019architettura, progettando e ristrutturando diversi edifici importanti per l\u2019industriale Luigi Giussani, tra cui la facciata della Monteforno a Bodio e la Centrale Elettrica a Lostallo. Fu inoltre designer di mobili e di arredi domestici.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/8_2_CB-113.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15897\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/8_2_CB-113-e1559507434197.jpg\" alt=\"8_2_CB-113\" width=\"557\" height=\"424\" \/><\/a>CARLO BASILICO (Rancate, 1895 \u2013 Mendrisio, 1966). <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/19_3_CB-104-e1559507483295.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15898 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/19_3_CB-104-e1559507483295.jpg\" alt=\"19_3_CB-104\" width=\"322\" height=\"444\" \/><\/a>La pittura come le pagine di un diario, mostra con testo di\u00a0 Mariangela Agliati Ruggia direttrice della Pinacoteca Cantonale Giovanni Zust, Rancate.<\/strong> Nell\u2019autunno del 1988, al Museo d\u2019Arte di Mendrisio si teneva una mostra curata da Gino Macconi, Amleto Pedroli e Adriano Soldini: \u201cTestimoni sulle colline\u201d, dove erano raccolti testi letterari e immagini del Mendrisiotto nella prima met\u00e0 del Novecento. L\u00ec, come in questa monografia dedicata a Carlo Basilico, corredata dal testo critico di Claudio Guarda e dal suggestivo contributo in prosa e in poesia di Alberto Nessi, si allineavano in modo splendido letteratura e arte: un binomio, questo, spesso inscindibile. Recensendo la mostra il \u201cCorriere del Ticino\u201d (20 settembre 1988), ricordava la personale fatica di trovare, i dati biografici di Carlo Basilico, sottolineando l\u2019elevata qualit\u00e0 delle opere esposte in quell\u2019occasione. Evidenziavo inoltre come il suo conterraneo e amico Apollonio Pessina, a cui la sua pittura molto si avvicina, fosse meno dimenticato del Nostro. A dire il vero oggi il Pessina \u00e8 conosciuto soprattutto per la sua attivit\u00e0 di scultore (La battaglia dei Sassi grossi a <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/90_10_CB-090-e1559507549107.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15900 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/90_10_CB-090-e1559507549107.jpg\" alt=\"90_10_CB-090\" width=\"400\" height=\"474\" \/><\/a><\/strong>Giornico), e per il fatto che la sua casa di Ligornetto \u00e8 diventata anche sede di esposizioni. A Carlo Basilico, invece, dieci anni dopo l\u2019esposizione citata sono stati <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/75_8_CB-086-e1559507516697.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15899\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/75_8_CB-086-e1559507516697.jpg\" alt=\"75_8_CB-086\" width=\"602\" height=\"397\" \/><\/a><\/strong>dedicati a Chiasso una mostra e un catalogo, curati da Nicoletta Ossanna Cavadini, con una introduzione di Rossana Bossaglia e <strong>ora di nuovo questa monografia che si potrebbe definire \u201cintimista\u201d, fortemente voluta dal nipote Rudy, custode affettuoso e devoto di quasi tutta la produzione pittorica del nonno, il quale esponeva e vendeva poco e dipingeva soprattutto per diletto, per rispondere a un bisogno personale: uno sfogo, una necessit\u00e0 intrinseca di fermare sulla carta o sulla tela, co<\/strong><strong>n i pennelli o con le matite, emozioni altrimenti percepite solo interiormente.\u00a0<\/strong>Il sostentamento economico gli derivava dall\u2019impresa di pittura che gestiva, dall\u2019attivit\u00e0 di pittore decoratore, capace designer e architetto progettista. Il suo lavoro \u00e8 intriso di elementi postimpressionisti con cui rappresenta la quotidianit\u00e0 a volte minuta a volte austera. \u00c8, la sua, una generazione che si \u00e8 abbeverata, almeno per i soggetti, agli insegnamenti di altri pittori di radice lombarda. Le avanguardie, almeno in pittura, non hanno attecchito in Basilico. Le sue scelte non si distinguevano in fondo da quelle di altri artisti locali di qualche anno pi\u00f9 anziani, anche se lui trattava la resa del colore in modo del tutto personale: Attilio Balmelli (1887-1971) o Emilio Maccagni (1888-1955), anche loro soprattutto pittori decoratori (ma pure restauratori) che non hanno svolto un apprendistato regolare e solo quando liberi da lavori di commissione e non pressati dalle necessit\u00e0 economiche hanno potuto lasciar sfogo alla loro energia poetica. \u00c8 questo il caso di Carlo Basilico, il quale nelle sue composizioni si affida al vero, che tuttavia viene trasfigurato, studiato, rivissuto. Delle istantanee che fissano la real<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/127_13_CB-201-e1559507631748.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15902 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/127_13_CB-201-e1559507631748.jpg\" alt=\"127_13_CB-201\" width=\"384\" height=\"502\" \/><\/a>t\u00e0 attraverso la lente degli affetti.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/65_8_CB-266-e1559507591836.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-15901\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/65_8_CB-266-e1559507591836.jpg\" alt=\"65_8_CB-266\" width=\"480\" height=\"627\" \/><\/a>TRA IMPRESA E ATELIER.<\/strong> Nato nel 1895 a Rancate, in una famiglia di modeste condizioni economiche (il padre, Adolfo Basilico, era originario di Ceriano Laghetto, in Lombardia, la madre Cecilia Luisoni era di Stabio), fin da giovinetto aveva dimostrato uno spiccato talento artistico per cui, dopo aver seguito i corsi serali della Scuola di disegno a Mendrisio \u2013 cos\u00ec da poter lavorare come pittore-decoratore durante il giorno e guadagnarsi qualche soldo \u2013 nel 1910, all\u2019et\u00e0 di quattordici anni, si era deciso per il gran passo: andare a Torino e frequentare la Scuola Tecnica Operaia Serale di San Carlo, allora molto rinomata nell\u2019ambito dell\u2019Ornamentazione. L\u00ec ebbe anche modo di distinguersi: si diplom\u00f2 infatti nel 1915, conseguendo pure il secondo premio (Medaglia d\u2019argento) in Ornato. Dopo anni di studio e di pratica a Torino, nel 1916 egli torna in Ticino e prima lavora per Cesare Rusca (un pittore di Ligornetto), poi nel 1918 trova impiego presso l\u2019impresa di decorazione di Pietro Prada. Destino vuole che Arnoldo, figlio del titolare e suo stretto collaboratore, muoia, poco pi\u00f9 che trentenne, a seguito di un tragico incidente avvenuto sul lavoro nel 1919<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/51_7_CB-397-e1559507673386.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15903 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/51_7_CB-397-e1559507673386.jpg\" alt=\"51_7_CB-397\" width=\"463\" height=\"598\" \/><\/a>. Poco alla volta Basilico ne prende il posto, diventa l\u2019interlocutore di fiducia del titolare, che ne apprezza la competenza e la qualit\u00e0 del lavoro. Tale dimestichezza, diventata presto familiarit\u00e0, favor\u00ec la vicinanza e poi la frequentazione tra Irma, figlia di Pietro, e Carlo che la spos\u00f2 nel maggio del 1920, venendo in questo modo cooptato nelle vicende della ditta. Quando sei anni pi\u00f9 tardi, nel 1926, suo suocero mor\u00ec, Carlo Basilico, che vi lavorava ormai da quasi una decina d\u2019anni, divenne a tutti gli effetti responsabile di un\u2019impresa ben avviata e che contava diversi operari al suo servizio. Egli entra comunque a far parte della Societ\u00e0 ticinese per le Belle Arti, con cui espone in varie occasioni, anche al Kunsthaus di Zurigo; ci\u00f2 nonostante, scrive il nipote Rudy, \u201cper forza di cose, mio nonno non si considerava un pittore professionista [\u2026]. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/111_12_CB-263-e1559507736462.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15904\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/111_12_CB-263-e1559507742320.jpg\" alt=\"111_12_CB-263\" width=\"414\" height=\"545\" \/><\/a>Un giorno mi disse: \u2018Certo, se fossi vissuto a Parigi senza la responsabilit\u00e0 di dover pensare alla famiglia e alla ditta, avrei potuto dedicarmi esclusivamente alla pittura e mi sarei sviluppato altrimenti\u2019\u201d. Basilico nutriva inoltre numerosi interessi: dalla musica (oltre a suonare il corno nella banda cittadina, in privato suonava pure chitarra e mandolino) alla lettura, dall\u2019invenzione di scenografie, manifesti per ditte o enti al design e infine all\u2019architettura che coltiv\u00f2 soprattutto nell\u2019ultima parte della sua vita. A partire dal 1954, infatti, dal momento che il lavoro di decoratore di interni era fuori moda e non pi\u00f9 richiesto, Carlo Basilico inizia a collaborare attivamente con l\u2019industriale Luigi Giussani, per il quale nel 1944 aveva gi\u00e0 progettato e realizzato la tomba di famiglia a Chiasso. Tutti i giorni si reca in treno a Lugano e fa vita di ufficio e progettazione nell\u2019ambito dell\u2019architettura vera e propria, non solo collaborando o pianificando la ristrutturazione di diversi edifici,<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/96_10_CB-342-e1559507779772.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15905 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/96_10_CB-342-e1559507779772.jpg\" alt=\"96_10_CB-342\" width=\"347\" height=\"443\" \/><\/a> ma anche progettando ex novo case \u2013 di particolare interesse quelle operaie a Giornico, inserite in un complesso che garantisce a ciascuna la massima privacy \u2013, edifici privati o industriali, come il prospetto della fabbrica Monteforno e la Centrale Elettrica a Lostallo, opere di pregevole qualit\u00e0. Basilico mor\u00ec il 30 gennaio 1966 a Mendrisio, a causa di una malattia professionale dovuta ad avvelenamento da colori industriali. La salma fu tumulata presso il cimitero di Novazzano<strong>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>LA SCOPERTA DEL COLORE: TRA QUOTIDIANIT\u00c0 E PAESAGGI DOMESTICI.<\/strong> L\u2019approccio di un ornatista alla pittura \u00e8 diverso da quello di un artista: quest\u2019ultimo pensa prioritariamente all\u2019arte come espressione di s\u00e9, del proprio mondo interiore; l\u2019altro alla pittura in quanto creativit\u00e0 messa al servizio della funzione o del luogo cui \u00e8 destinata. I due aspetti sono ben avvertibili in Basilico fin dai suoi esordi. Se guardiamo infatti alle sue prime opere dalle intenzioni palesemente artistiche, constatiamo subito che egli non va solo alla ricerca di s\u00e9 stesso, ma compie presto anche rapidi progressi. All\u2019inizio, memore degli insegnamenti acquisiti a Torino, si concentr\u00f2 soprattutto sul ritratto, sull\u2019autoritratto, sullo studio del modello. Lavorava prevalentemente in bianco e nero, a matita e carboncino, rialzati qua e l\u00e0 da tocchi di luce o bianco; nel complesso vi si sente ancora ben presente l\u2019impronta della formazione accademica. Ma bastano pochi anni per veder emergere la sua anima pi\u00f9 vera e finora nascosta: quella del colorista che sciorina gamme di colori su paesaggi, angoli di casa e familiari. Il diapason stilistico di Basilico, nel corso del terzo decennio, si muove tra impressionismo e postimpressionismo, qualche volta fin quasi alle soglie dell\u2019espressionismo: sempre comunque guardando sostanzialmente pi\u00f9 a Nord che a Sud. \u00c8 solo verso la met\u00e0 degli anni trenta che egli sembra girare lo sguardo alle esperienze della vicina Italia. Dopo il quasi silenzio degli anni bellici e immediatamente seguenti \u2013 segnati anche da forti disturbi visivi a causa di un incidente sul lavoro con la calce viva che lo ferisce agli occhi \u2013 la sua pittura ritrova la luminosit\u00e0 e il gusto del colore screziato tipico dei suoi primi dipinti. Al di l\u00e0 della variet\u00e0 di soluzioni formali che le diverse tecniche suggerivano o implicavano, la pittura di Carlo Basilico si concentra sulla raffigurazione della sfera del privato \u2013 ritratti della madre, della moglie, della figlia, interni domestici. Con la sua arte, Carlo Basilico ci ha per\u00f2 anche lasciato uno sguardo molto sincero e sentito sul suo paese in quegli anni, sulla sua regione, il Mendrisiotto, con le sue colline, i suoi villaggi sparsi tra i pendii vignati, i suoi campi e le sue strade, la bellezza della Campagna Adorna resa con rapidi tocchi e variet\u00e0 di toni e colori. Ma andando decisamente oltre la descrizione: Basilico non \u00e8 un illustratore, quello che vuole \u00e8 cogliere al volo un\u2019emozione \u2013 un\u2019impressione, a volte le chiama cos\u00ec \u2013 da riportare a caldo sul foglio perch\u00e9 ridia il senso di un\u2019entit\u00e0 viva e reale.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Partendo dalla monografia appena uscita a cura di Claudio Guarda e con la partecipazione del poeta e scrittore Alberto Nessi, questa rassegna, realizzata vent\u2019anni dopo la prima antologica tenutasi a Chiasso, presenta la collezione di opere pittoriche di Carlo Basilico conservata dal nipote Rudy, custode affettuoso e devoto di quasi tutta la produzione pittorica del nonno, il quale esponeva e vendeva poco e dipingeva soprattutto per diletto, per rispondere a un bisogno personale: uno sfogo, una necessit\u00e0 intrinseca di fermare sulla carta o sulla tela, con i pennelli o con le matite, emozioni altrimenti percepite solo interiormente. Formatosi a Torino, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/06\/02\/carlo-basilico-il-diario-pittorico-e-intimo-di-un-artista-svizzero-in-mostra-alla-pinacoteca-cantonale-zuest-di-rancate-canton-ticino-svizzera-italiana\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,80688,74779,53709,66803,66558,9894,180472,44441,87,35351,35224,17505,35188,28369],"tags":[376539,59480,17520,376540],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15893"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15893"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15893\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15909,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15893\/revisions\/15909"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15893"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15893"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15893"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}