{"id":15916,"date":"2019-06-04T21:09:15","date_gmt":"2019-06-04T21:09:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=15916"},"modified":"2019-06-04T21:10:36","modified_gmt":"2019-06-04T21:10:36","slug":"omaggio-a-pinuccio-sciola-ascoltando-le-pietre-il-ricordo-in-un-concerto-allorto-botanico-di-brera-giovedi-6-giugno-2019-per-il-festival-suono-e-arte-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/06\/04\/omaggio-a-pinuccio-sciola-ascoltando-le-pietre-il-ricordo-in-un-concerto-allorto-botanico-di-brera-giovedi-6-giugno-2019-per-il-festival-suono-e-arte-2019\/","title":{"rendered":"Omaggio a Pinuccio Sciola. Ascoltando le pietre. Il ricordo in un concerto all\u2019Orto Botanico di Brera giovedi 6 giugno 2019, per il Festival Suono e Arte 2019 ."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/sciola-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15917\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/sciola-2.jpg\" alt=\"sciola 2\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a>SUONO <\/strong>\u00a0<strong>E ARTE 2019\u00a0 &#8211; 11 CONCERTI TRA CLASSICA E CONTEMPORANEA <\/strong><\/p>\n<p><strong>XXI Stagione dell\u2019Associazione Gli Amici di Musica\/Realt\u00e0 fondata da Luigi Pestalozza <\/strong><\/p>\n<p><strong>ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA &#8211; Via Brera 28, Milano <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/image.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-15918 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/image.jpg\" alt=\"image\" width=\"456\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/image.jpg 558w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/image-300x190.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 456px) 100vw, 456px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>PRESSO L\u2019ORTO BOTANICO DI BRERA <\/strong><\/p>\n<p><strong>GIOVED\u00cc 6 GIUGNO 2019, ORE 15,30 <\/strong><\/p>\n<p>A cura del Corso di Storia della Musica e del Teatro Musicale, Prof. Roberto Favaro<\/p>\n<p>Ingresso libero fino a esaurimento dei posti &#8211; <strong>IN COLLABORAZIONE CON L\u2019ORTO BOTANICO DI BRERA<\/strong><\/p>\n<p><strong>ASCOLTANDO LA PIETRA. Omaggio a Pinuccio Sciola <\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Concerto per Pietre sonore, fiati, percussioni ed elettronica <\/strong><\/p>\n<p><strong>ANTONIO DORO <\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Postludium a \u201cContra Guerra Sonos\u201d <\/em><\/strong><strong>(2019) <\/strong><\/p>\n<p>Per percussioni intorno a pietre sonore di Sciola, flauto, clarinetto in sib, sintesi elettroacustica e suoni concreti. Voce-testimonianza di Luigi Pestalozza<\/p>\n<p><strong>FABRIZIO CASTI <em>Resonances <\/em><\/strong>(2019)<\/p>\n<p>Per flauto, suoni elettronici e pietre sonore ad libitum<\/p>\n<p><strong>MARCELLO PUSCEDDU <em>Pin <\/em><\/strong>(2019)<\/p>\n<p>Per flauto in sol, clarinetto in sib e pietre sonore<\/p>\n<p><strong>Concerto a cura di ICARUS ENSEMBLE: Giovanni Mareggini, flauto; Martina Di Falco, clarinetto; Gabriele Genta, percussioni; Francesco Pedrazzini, percussioni; Matteo Rovatti, percussioni<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0407.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15919\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0407-e1559681412446.jpg\" alt=\"SciolaStone 0407\" width=\"358\" height=\"544\" \/><\/a>\u201cC\u2019\u00e8 un patto tra Pinuccio Sciola e le pietre in Sardegna, tant\u2019\u00e8 vero che assomigliano l\u2019uno alle altre come due gocce d\u2019acqua. Deve essere la ragione per cui le<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0285-e1559681481604.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15920 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0285-e1559681481604.jpg\" alt=\"Sciola Stone\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><\/strong><strong> pietre si lasciano fare di tutto da lui: tagliare, perforare, frammentare. Riesce perfino a farle suonare\u201d<\/strong>(<strong>Renzo Piano). Utilizzo questa frase di Renzo Piano per\u00a0 dire che finalmente si parla di un grande e illustre artista italiano che io conobbi nei primi anni Settanta, e lo fa l\u2019Accademia di Brera con questo concerto in suo onore, visto che faceva parlare le pietre con suoni inconfondibili.\u00a0 Se ne parla oggi come\u00a0 anche dell\u2019altra artista sarda che \u00e8 stata Maria Lai, due figure del nostro tempo e dell\u2019arte contemporanea. \u00a0<\/strong><strong>Pinuccio Sciola oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ma il paese-museo del cagliaritano, San Sperate, attira curiosi, turisti e artisti. Qui, in vita, \u00a0il maestro continuava \u00a0la sua produzione artistica, incentrata sulla realizzazione di pietre sonore e\u00a0del\u00a0 giardino-museo \u00a0che\u00a0esiste da quarant\u2019anni e da due \u00e8 fruibile, con tanto di guide ed eventi, ai curiosi e agli appassionati. E\u2019 in questo giardino che \u00a0si ammira uno spettacolo unico al mondo,\u00a0specialmente\u00a0al tramonto, quando si accende il fuoco tra le sculture sonore e gli alberi di arancio.<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0179-e1559681561474.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15922 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0179-e1559681561474.jpg\" alt=\"Sciola Stone\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 stato proprio il celebre architetto genovese, suo\u00a0amico, ad accostare alle pietre di\u00a0Sciola un termine che \u00e8 solo apparentemente bizzarro: <\/strong><strong>immaterialit\u00e0<\/strong><strong>. \u201cSai cosa sto facendo? \u2013 chiedeva \u00a0mentre sfregava \u00a0le mani davanti a una pietra levigata \u2013 Sto accordando le mani e sto facendo una preghiera. Credo sia la cosa pi\u00f9 naturale del mondo, pregare per il sole e per le pietre, le due energie che<\/strong> <strong>giustificano la presenza di questo pianeta nell\u2019universo. Ascolta il perch\u00e9\u2026\u201d.Il maestro, \u00a0\u00a0mentre rifletteva \u00a0a voce alta e lavorava : \u201cCi\u00a0hanno sempre venduto la pietra dur<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0207-e1559681528107.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15921\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0207-e1559681528107.jpg\" alt=\"Sciola Stone\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><\/strong><strong>a, rigida, muta.\u00a0Mi sapete dare una definizione di pietra? Per cosa \u00e8 usata oggi? Eppure <\/strong><strong>la tecnologia informatica nasce dalla pietra<\/strong><strong>. Essa \u00e8 elastica, ha un suono in s\u00e9. Io mi limito ad accarezzarla.\u00a0Questi suoni, insiti dentro la materia, sono liquidi semplicemente perch\u00e9 \u00e8 una pietra calcarea, cio\u00e8 acqua fossilizzata, per questo a suonare \u00e8 la memoria.\u00a0La pietra non \u00e8 materia morta, \u00e8 vivissima\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il calcare usato da Sciola \u00a0arrivava \u00a0da Orosei. Per un importante festival nel nord Italia, Sciola port\u00f2 ugualmente le pietre dalla Sardegna: \u00abNelle Dolomiti non avevo trovato quelle che mi servivano, perch\u00e9 tutta la catena delle Alpi \u00e8\u00a0tra le pi\u00f9 giovani d\u2019Europa. Discorso diverso per la\u00a0Sardegna, che \u00e8 una terra emersa. Un detto del Sud America recita cos\u00ec: \u201cQuando \u00e8 nata la luce, la pietra gi\u00e0 esisteva\u201d.\u00a0La mia attivit\u00e0 non \u00e8 nient\u2019altro che la <\/strong><strong>continuit\u00e0 della cultura della pietra che c\u2019\u00e8 stata in Sardegna\u201d<\/strong><strong>. E\u2019 cos\u00ec che la pietra diveniva \u00a0trasparente,\u00a0si spostava \u00a0per centimetri, era \u00a0elastica, cambiava \u00a0colore a seconda dell\u2019esposizione della luce. Sciola la accarezzava, ne faceva \u00a0suonare la memoria, la faceva \u00a0cantare.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco un testo poetico dello scultore sardo: \u201cQuando non ero e non era il tempo \u2013\u00a0Quando il caos dominava l\u2019universo \u2013 Quando il magma incan<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0111-e1559681599884.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15923\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0111-e1559681599884.jpg\" alt=\"Sciola Stone\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><\/strong><strong>descente celava il mistero della mia formazione \u2013 Da allora il tempo \u00e8 rinchiuso da una crosta durissima \u2013 Porto con emozione i segni della civilt\u00e0 dell\u2019uomo \u2013 Il mio tempo non ha tempo\u201d. E ancora Sciola a<\/strong> dire: <strong>\u201cMi son chiesto:\u00a0se la pietra ha un potenziale mnemonico, perch\u00e9 non pu\u00f2 avere un suono? Quando la sfioro, con la coda dell\u2019occhio vedi che molti si rimboccano le maniche, a volte piangono. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0076-e1559681632381.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15924 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/SciolaStone-0076-e1559681632381.jpg\" alt=\"Sciola Stone\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a>Qua si stanno ribaltando molti concetti acquisiti da tempo.\u00a0Io so di avere una missione \u2013 confidava lo scultore \u2013 quella di <\/strong><strong>ricreare<\/strong> <strong>un nuovo rapporto con la natura<\/strong><strong>. E so che chiunque, una volta che esce fuori dal portone di casa, avr\u00e0 un nuovo rapporto con la natura\u201d. Non aggiungo di pi\u00f9, perch\u00e9 oggi ricordarlo ci \u00e8 caro, e questo concerto a Milano ad opera dell\u2019Accademia di Brera e del talentuoso musicologo che \u00e8 Roberto Favaro, sottolinea come la grande arte, la si ritrova gi\u00e0 in natura, e la pietra che parla ci riporta indietro nei millenni\u00a0 e nell\u2019antica storia dell\u2019umanit\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p><strong>PASSIAMO All&#8217; EVENTO.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec si \u00e8 espresso il collega Roberto Favaro, musicologo e illustre docente dell\u2019Accademia di Belle Arti di Brera<\/strong>: \u201c Le <em>Pietre sonore <\/em>di Pinuccio Sciola appaiono come straordinarie opere d\u2019arte in costante e irrisolvibile oscillazione tra scultura, architettura e musica. Irrisolvibile \u00e8 la domanda che viene da porsi, sempre, di fronte a questi lavori: sculture o strumenti? oggetti da vedere o manufatti da ascoltare? Le Pietre sonore di Pinuccio Sciola condensano in realt\u00e0, fin dal titolo, la duplice natura di elementi spaziali votati al suono e, al tempo stesso, di materia acustica che dichiara esplicitamente la propria fonte, la propria origine spaziale, materica, rocciosa. Dunque pietre che suonano, ma anche, specularmente, suoni pietrosi, suoni fatti di pietra, dalla pietra. La risposta al quesito \u00e8 gi\u00e0 perci\u00f2 bell\u2019e pronta nella titolazione stessa di queste meravigliose invenzioni di Sciola, risposta offerta alla deliberazione del fruitore comune, del musicista o dello studioso che in modo del tutto autonomo scelgono a quale dei due termini affidare la propria esperienza artistica e recettiva.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1493.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15925\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1493.jpg\" alt=\"_DSC1493\" width=\"451\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1493.jpg 451w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1493-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><\/a>Resta il fatto che le Pietre sonore sono sculture che suonano, che producono concretamente e secondo diverse modalit\u00e0 esecutive una viva e ben udibile materia sonora; e al tempo stesso non c\u2019\u00e8 dubbio che sono \u201cmachine da son\u00e0r\u201d, come le chiamerebbe Luigi Nono, veri e propri strumenti musicali dotati di una meravigliosa qualit\u00e0 estetica, architettonica e plastico-scultorea. Adottando le parole di John Cage, con queste Pietre l\u2019artista scopre \u201cmezzi con cui i suoni possano essere se stessi invece che veicoli per le teorie create dall\u2019uomo oppure espressioni di sentimenti umani\u201d. Scopre mezzi, insomma, che consentano \u201cdi lasciar andare i suoni l\u00e0 dove essi vanno e di lasciarli essere ci\u00f2 che essi sono\u201d. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1484.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15926 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1484.jpg\" alt=\"_DSC1484\" width=\"451\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1484.jpg 451w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1484-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><\/a>Perch\u00e9, al fondo di tutto il progetto (scultoreo e musicale) di Sciola, c\u2019\u00e8 la poetica della liberazione: del suono, innanzitutto, imprigionato da milioni di anni in questa materia dura, maldisposta a farsi ascoltare, gelosa della propria voce pietrificata al tempo della formazione stessa della roccia basaltica o calcarea; e liberazione dell\u2019ascolto, portato a riconoscere e tutelare nella realt\u00e0 l\u2019esistere libero e incondizionato di quegli stessi suoni finalmente emancipati. Ma liberazione anche dell\u2019opera, della massa rocciosa che dopo l\u2019intervento transitorio di Sciola, dopo il suo contributo dato al lavoro inesausto della natura e del tempo, ritorna nella disponibilit\u00e0 piena del mondo e di chi lo abita.<\/p>\n<p>Verrebbe gi\u00e0 da dire che queste opere sono dunque insieme sculture e strumenti, anzi, che sono sculture cos\u00ec costruite (visivamente e plasticamente) proprio per concedere al mondo il dono di quella voce cos\u00ec speciale, e che quella voce \u00e8 cos\u00ec speciale perch\u00e9 l\u2019opera scultorea, specialissima anch\u2019essa, ne condiziona e costituisce l\u2019esclusiva identit\u00e0 vocale. Quelle forme determinano il suono, anzi, quel suono. E quei suoni inducono la materia pietrosa ad assumere quella particolare forma, quel rapporto tra pieno e vuoto, tra presenza dell\u2019opera e assenza definita dall\u2019intorno vuoto del fuori di s\u00e9, dell&#8217;oltre da s\u00e9. Pi\u00f9 precisamente, la forma del solido incide sulla fisica del suono. Quest\u2019ultima restituisce la cortesia, indirizzando la scienza della costruzione a dirimere le proprie strategie architettoniche. Forse poche volte come nell\u2019opera di Sciola vale l\u2019assunto di Goethe secondo il quale l\u2019architettura \u00e8 \u201cmusica pietrificata\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1478.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15927\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1478.jpg\" alt=\"_DSC1478\" width=\"300\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1478.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1478-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Questa disposizione dell\u2019arte di Sciola a stimolare variegate modalit\u00e0 di ricezione polisensoriali, si innesta d\u2019altra parte in uno dei percorsi pi\u00f9 attraenti e stimolanti delle vicende artistiche, estetiche e musicali degli ultimi cento e oltre anni, almeno da quando, sull\u2019onda della problematica e dirompente proposta wagneriana di un\u2019opera d\u2019arte totale, le prime avanguardie letterarie, poetiche, visive e sonore a cavallo tra \u2018800 e \u2018900 hanno iniziato a esplorare i territori di intersezione tra i linguaggi artistici e a indicare l\u2019opportunit\u00e0 di una inter-penetrazione o reciproca sollecitazione tra parola, segno, suono, spazio, colore, luce. Ma anche in questo pur ricco panorama di nobili e affascinanti precedenti, l\u2019opera di Sciola mostra tutta la propria originale unicit\u00e0 fondata sull\u2019incrocio e sul riflesso tra mondi artistici diversi, sull\u2019attrazione reciproca tra forme di espressione umana anche distanti, sull\u2019attivazione di reazioni e orizzonti nuovi, altri: sculture che si suonano; oggetti sonanti che si lasciano guardare come sculture; strumenti musicali che definiscono spazi inediti di architettura sonora; sculture-case-strumenti che le persone possono infine vivere, abitare, eseguire nella pienezza di un rapporto intenso, carezzevole, anche drammatico ed espressivo; superfici audio-tattili, in cui il piacere di accarezzare (o percuotere, sfregare, pizzicare) accende il dispositivo acustico naturale della pietra, liberando il suono imprigionato dentro di essa.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1474.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-15928 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1474.jpg\" alt=\"_DSC1474\" width=\"300\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1474.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1474-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non vi \u00e8 dubbio che le Pietre sonore implicano una visione aperta e moderna dell\u2019idea di musica, un orizzonte esteso, grandangolare, arieggiato, proteso a guardare non solo in avanti, verso il futuro dell\u2019arte sonora, ma anche intorno a s\u00e9, in territori altri, nei luoghi dell\u2019altrove musicale e culturale. E anche all\u2019indietro, verso le massime lontananze della storia umana e delle sue forme di comunicazione sonora. O ancora pi\u00f9 indietro, fino ai suoni primordiali del mondo quando non era ancora mondo. Chi ascolta i fantastici suoni delle Pietre sonore, d\u2019altra parte, non pu\u00f2 non recepire immediatamente la singolare, emozionante coesistenza di tre universi di tempo e di storia tra loro distantissimi: la contemporaneit\u00e0, con il suo slancio inventivo spinto verso il futuro musicale; la preistoria, con le modalit\u00e0 archetipiche e antropologiche di significare e comunicare attraverso il suono; il tempo pre-culturale della natura sonante, accolta qui nelle sue dimensioni ancestrali del tempo quasi incalcolabile delle origini del mondo. Sulla linea del moderno, la concezione musicale cui fa pensare l\u2019arte di Sciola rinvia \u2013 oltre che alle ramificate tesi sulla sinestesia di cui si \u00e8 gi\u00e0 detto (dopo Wagner, Mallarm\u00e9, Baudelaire, Kandinskij, d\u2019Annunzio, ecc.) \u2013 almeno ai primordi delle avanguardie storiche dove si vanno gettando le basi di un pensiero e di una visione della composizione musicale aperti ai materiali e agli spazi extra-musicali, al rumore, al coinvolgimento del paesaggio sonoro, alla dimensione degli ambienti aperti, en plein air, all\u2019abbraccio con la natura sonante. Claude Debussy pensa a \u201cun\u2019arte libera, zampillante, un\u2019arte d\u2019aria aperta, un\u2019arte a misura degli elementi, del vento, del cielo, del mare\u201d, tanto che ogni musicista non dovrebbe \u201cascoltare i consigli di nessuno se non del vento che passa e ci racconta la storia del mondo\u201d. L\u2019arte musicale di Pinuccio Sciola, veicolata dalla sua creazione scultorea, si insinua in questo solco \u2013 lontano cronologicamente, ormai, ma ancora assai presente e avanzato \u2013 di pensiero e di pratica musicale, agganciando lungo il suo corso anche altre idee e altre visioni spazio-sonore. Del Futurismo, per esempio, o di John Cage. Non si pu\u00f2 evitare di pensare infatti, guardando e ascoltando le Pietre sonore, alle parole del musicista americano, l\u00e0 dove, auspicando la scoperta di \u201cmezzi con cui i suoni pos-sano essere se stessi\u201d, e ricordando che \u201cle emozioni degli esseri umani sono smosse di continuo dagli in-contri con la natura\u201d, indica nel 1939 la musica percussiva come la via rivoluzionaria per la nuova musica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1499.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-15929\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1499.jpg\" alt=\"_DSC1499\" width=\"300\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1499.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/DSC1499-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le pietre sono spazi sonori che ci invitano ad ascoltare meglio e di pi\u00f9, ad allargare l\u2019orizzonte, a tendere l\u2019orecchio, a vivere lo spazio che abitiamo anche per gli indizi sonori che ci racconta, per i consigli che ci d\u00e0, per le storie che ci tramanda. Queste opere sono, infine, pietre-orecchio, sono il nostro orecchio, una sua protesi rocciosa, e ci insegnano ad ascoltare il mondo, ad ascoltare noi stessi e gli altri. Ci insegnano a essere ascoltati.\u201d<\/p>\n<p><strong>ANTONIO DORO <em>Postludium a \u201cContra Guerra Sonos\u201d <\/em><\/strong>(2019), per 5 set di percussioni intorno a pietre sonore di Sciola (3 esecutori), suoni risonanze di flauto e clarinetto in sib, sintesi elettroacustica per campi relazionali e suoni concreti. Voce-testimonianza di Luigi Pestalozza<\/p>\n<p>Questa musica nasce su invito di Roberto Favaro e dell\u2019Icarus Ensemble. Per le circostanze in cui nacque e la presenza di Luigi Pestalozza che scrisse e lesse dal vivo una sua toccante testimonianza contro la guerra, alla prima esecuzione, Contra Guerra Sonos, azione-ascolto in una forma-tempo discontinua, era giusto che trovasse qui, a Milano, in questa occasione, una sua continuazione, un postludium. Grazie a Pestalozza, che accolse la mia idea con entusiasmo, le pietre sonore di Sciola suonarono per la prima volta a Milano, per La Scala, in Luigi Nono gewidmet. La peculiare impostazione della partitura soggiace, come per quasi tutti i miei lavori, a forti limiti di discontinuit\u00e0 temporale e di bassa correlazione lineare delle catene di suoni. Pi\u00f9 propriamente, dall\u2019impiego del testo alla sua unione con i suoni strumentali e alla loro distribuzione nello spazio, tutto dipende dalla nozione teorica di campo relazionale, per sua natura connessa all\u2019idea di un tempo non assoluto, ma legato al microtempo delle relazioni strutturali minime. I suoni elettroacustici sono in larga parte generati come uno studio sulle influenze paraquantistiche del tempo estremamente piccolo sulla natura del suono stesso. \u201cLa guerra \u00e8 un\u2019invenzione dei dominanti, fin dall\u2019inizio dell\u2019uomo. Da quando anche dalla loro parte ci furono i sottomessi, gli uomini costretti a farla. Cos\u00ec la guerra annulla l\u2019idea e la prassi dell\u2019uomo che vive prima di morire. Riguarda la morte prima della vita. E io infatti ho capito da partigiano perch\u00e9 la guerra non va fatta, non perch\u00e9 in guerra si nuore ma perch\u00e9 in guerra si uccide\u201d (Luigi Pestalozza).<\/p>\n<p><strong>Antonio Doro<\/strong>. Nato a Sassari nel 1958. Studi di composizione con Franco Oppo al Conservatorio di Cagliari. Musica elettronica con Alvise Vidolin al Conservatorio di Venezia. Brevi periodi di formazione a Darmstadt nel 1982 e presso il CSC dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, nel 1983 e nel 1987. Ha scritto musica da camera, elettronica, per orchestra e per il teatro musicale. Dal 1983 le sue musiche sono presenti in varie rassegne nazionali e internazionali (Antidogma, Torino; Spaziomusica, Cagliari; The Gallery Series Bucknell University, Lewisburg; Internationale Ferienkurse f\u00fcr Neue Musik, Darmstadt; Musica Presente-Musica in Europa e Metafonie, Musica\/Realt\u00e0-Teatro alla Scala, Milano; e ancora Madrid, Lyon, Montreal, Bourges, Parigi, ecc.). Su proposta dell\u2019etnomusicologo Pietro Sassu ha collaborato in diverse circostanze con Pinuccio Sciola: Luigi Nono gewidmet, fu eseguita al teatro alla Scala nel 1999. Si \u00e8 largamente occupato di teoria e metodologia della composizione e del problema dei fondamenti nelle teorie della musica classiche e contemporanee, pubblicando articoli e saggi su riviste di studi musicali, su volumi collettivi e agli atti di convegni. \u00c8 stato fra i fondatori del CERM (Centro Ricerche Musica e Sperimentazione Acustica) di Sassari e suo direttore, ed \u00e8 fra i fondatori di Archivi Sassu, in cui coordina il SeLM (Segmento di Logica e Metodologia dei Sistemi Compositivi). Negli anni \u201890 il CERM si \u00e8 affermato per la originalit\u00e0 dell\u2019impostazione. Dagli anni 90, su invito di Luigi Pestalozza, fa parte del Comitato di Redazione di Musica\/ Realt\u00e0. \u00c8 stato per molti anni titolare di Teoria dell\u2019Armonia e Analisi al Conservatorio di Sassari, in cui ha fortemente contribuito alla ideazione e realizzazione di iniziative di studio e di esecuzione per la musica contemporanea. Dal 2018 \u00e8 docente al Conservatorio di Musica di Palermo in cui svolge vari insegnamenti teorici e analitici.<\/p>\n<p><strong>FABRIZIO CASTI <em>Resonances <\/em><\/strong>(2019), per flauto, suoni elettronici e pietre sonore ad libitum<\/p>\n<p><em>Resonances <\/em>\u00e8 un progetto che indaga i due paradigmi compositivi oggi disponibili: astratto (strumenti acustici, interpreti, compositore, partitura); concreto (tecnologie di registrazione, riproduzione, manipolazione e montaggio del suono su supporto) nell\u2019intento di realizzare un\u2019opera che contempli, per la sua realizzazione, la loro compresenza paritaria. Questo sonoro \u00e8 poi perturbato da suoni situati altrove, come i suoni materici delle pietre di Sciola che nel loro sonoro accolgono il rumore oggettivo del mondo &#8211; il rumore assordante delle emozioni; i percorsi invisibili dei pensieri; espressione di un nuovo ordine; punti di vista e atteggiamenti verso la vita. Il progetto \u00e8 stato realizzato in stretta collaborazione con Elio Martusciello.<\/p>\n<p><strong>Fabrizio Casti<\/strong>. Nato a Guspini (CA) nel 1960. Il suo lavoro musicale deriva essenzialmente dalla compo-sizione con gli strumenti acustici ma lavora anche con strumenti e live electronics nell&#8217;improvvisazione. Ha partecipato con commissioni, inviti e performance a Festivals e Rassegne nazionali e internazionale. Ha studiato composizione a Cagliari con Franco Oppo e musica elettronica a Venezia con Alvise Vidolin. \u00c8 Direttore Artistico della Associazione Spaziomusica che con le sue attivit\u00e0 si occupa di produzione, promozione e diffusione della musica e delle arti performative contemporanee. Sue musiche sono pubblicate da RaiTrade, dalla Ricordi e da Ut Orpheus e incise da ECM, da Die Schachtel, da Stradivarius, da Nuova Fonit-Cetra, da Spaziomusica, da LIMEN, da Nuova Era e da Warsaw Automn. \u00c8 docente presso il Conservatorio Statale di Musica di Cagliari ed insegna Elementi di Composizione e analisi musicale nel Corso di Didattica della Musica, Analisi delle forme compositive nel Corso di Musica Elettronica.<\/p>\n<p><strong>MARCELLO PUSCEDDU Pin <\/strong>(2019), per flauto in sol, clarinetto in sib e pietre sonore.<\/p>\n<p><strong>Marcello Pusceddu<\/strong>, nato nel 1956 ha studiato composizione con Franco Oppo nel Conservatorio della sua citt\u00e0. I suoi lavori sono stati eseguiti in numerosi festival internazionali di musica contemporanea. Nel 1991 con \u201cCuncordia\u201d ispirata alla tradizione vocale della Sardegna, in seguito incisa con l\u2019Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, ha vinto il concorso di composizione Ennio Porrino. Nel 1999\/2000 \u00e8 stato consulente musicale per il progetto transnazionale SIMETNICA organizzato dai GAL del Montiferru (Sardegna), Salento (Puglia), Irlanda e Bretagna. Su commissione ha scritto nel 2000 per l\u2019 Archaeus Ensemble di Bucarest, \u201cTokau\u201d che elabora elementi ritmici della ritualit\u00e0 bizantina-ortodossa; nel 2004 \u201cMissa Eulalie\u201d dove antiche tecniche vocali e compositive si fondono con l\u2019elettronica dal vivo; nel 2007 \u201cJubilate Deo\u201d per soprano e doppio coro di sassofoni per l\u2019inaugurazione della cattedrale di Noto restaurata; nel 2010 \u201cGenesis\u201d per coro femminile, 2 pianoforti e percussioni su testo in lingua sarda. Ha tenuto conferenze sulla musica contemporanea e il suo rapporto con le tradizioni popolari in Irlanda, Bretagna, Argentina, Messico e Giappone. I suoi ultimi lavori cameristici sono pubblicati da Sconfinarte. E\u2019 membro dell\u2019Unione Compositori e Musicologi della Repubblica Moldava. Insegna Storia ed Estetica musicale al Conservatorio di Musica G. Pierluigi da Palestrina di Cagliari. E\u2019 Presidente dell\u2019Associazione Spaziomusica e direttore musicale dell\u2019Ensemble multimediale Dark Project che recentemente ha effettuato concerti nella penisola, in Sicilia, Finlandia e Tunisia.<\/p>\n<p><strong>Icarus Ensemble <\/strong>nasce nel 1994. Ensemble di livello internazionale \u00e8 stato pi\u00f9 volte presente nelle Americhe (Messico, Argentina, Stati Uniti), Asia (Giappone, Indonesia), Africa (Egitto) e naturalmente Europa (Olanda, Belgio; Inghilterra, Svizzera, Croazia, Francia, Germania, Azerbaijan, Lituana, Irlanda, Romania, Moldavia, Russia. In Italia ha suonato per quasi tutte le maggiori istituzioni e festival. I loro concerti sono stati trasmessi dalle reti nazionali italiane, giapponesi, messicane, argentine, olandesi, francesi, svizzere, rumene e azerbaigiane. Hanno inciso per Ricordi, Stradivarius, Bottega Discantica, Sincronie, Ariston, Spaziomusica.<\/p>\n<p><strong>Con il sostegno di SIAE \u2013 CLASSICI DI OGGI 2018-19<\/strong><\/p>\n<p><strong>Biografia di Pinuccio Sciola (1942-2016<\/strong>) \u00e8 stato uno dei maggiori artefici della scultura contemporanea, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. A Firenze, nel 1964, frequenta il Magistero d&#8217;arte e a Salisburgo l&#8217;Accademia Internazionale (Sommerakademie), dove segue corsi di Kokoschka, Minguzzi, Vedova e seminari di Marcuse. Viaggiando per l&#8217;Europa conosce vari artisti fra cui Aligi Sassu, Giacomo Manz\u00f9, Fritz Wotruba e Henry Moore. Nel 1967 frequenta l&#8217;Universit\u00e0 di Moncloa a Madrid; in questo periodo studia le pitture rupestri delle Grotte di Altamira. Nel 1973 \u00e8 invitato dall\u2019Unesco a recarsi in Messico. Qui incontra il maestro muralista David Alfaro Siqueiros, ne apprende i segreti e collabora ai grandi murales nel popoloso quartiere Tepito. Nel 1976 partecipa alla Biennale di Venezia. Nel 1983 viene invitato al Festival dei Due Mondi di Spoleto. \u00c8 presente con le sue opere alla Quadriennale di Roma, a Barcellona, Parigi, Vienna ecc. e tra l&#8217;86 e l&#8217;87 nei musei d&#8217;arte moderna di varie citt\u00e0 della Germania. Vicino a Stoccarda, nel centro storico di Kirchheim Unter Teck, una sua scultura viene posata come prima pietra del Parlamento Europeo. Nel 1996 la sua ricerca personale sulle pietre e la loro natura intrinseca, e le tecniche di incisione sperimentate lo portano verso una musicalit\u00e0 della pietra. Le pietre sonore, presentate per la prima volta nel 1997 a Berchidda (il paese natale del musicista Paolo Fresu), in Sardegna, sono state poi esposte nel 1998 alla Biennale europea di Niederlausitz presso Cottbus in Germania, nel 2000 all&#8217;Expo Internazionale di Hannover e a L&#8217;Avana. Due anni dopo il M\u00fcv\u00e8szet-Malom Szentendre di Budapest gli dedica una grande mostra antologica. Nel 2003, a seguito della sua collaborazione con l&#8217;architetto Renzo Piano, una sua gigantesca Pietra Sonora viene scelta per la Citt\u00e0 della Musica a Roma; altre sue opere vengono esposte nella Piazza della Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi e nell&#8217;Arsenale di Venezia. Le Pietre sonore di Pinuccio Sciola vengono esposte in tutto il mondo. Vengono organizzati concerti in cui queste sculture sono veri e propri strumenti musicali; esse sono fonte di ispirazione per artisti, musicisti e compositori.<\/p>\n<p><strong>L\u2019evento \u201cOmaggio a Pinuccio Sciola\u201d ne sottolinea intanto l\u2019intreccio delle arti,\u00a0 ed \u00e8 poi un inconfondibile modo di leggere la storia, il tempo, l\u2019arte e la vita dell\u2019uomo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>SUONO \u00a0E ARTE 2019\u00a0 &#8211; 11 CONCERTI TRA CLASSICA E CONTEMPORANEA XXI Stagione dell\u2019Associazione Gli Amici di Musica\/Realt\u00e0 fondata da Luigi Pestalozza ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA &#8211; Via Brera 28, Milano PRESSO L\u2019ORTO BOTANICO DI BRERA GIOVED\u00cc 6 GIUGNO 2019, ORE 15,30 A cura del Corso di Storia della Musica e del Teatro Musicale, Prof. Roberto Favaro Ingresso libero fino a esaurimento dei posti &#8211; IN COLLABORAZIONE CON L\u2019ORTO BOTANICO DI BRERA ASCOLTANDO LA PIETRA. Omaggio a Pinuccio Sciola . Concerto per Pietre sonore, fiati, percussioni ed elettronica ANTONIO DORO Postludium a \u201cContra Guerra Sonos\u201d (2019) Per percussioni [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/06\/04\/omaggio-a-pinuccio-sciola-ascoltando-le-pietre-il-ricordo-in-un-concerto-allorto-botanico-di-brera-giovedi-6-giugno-2019-per-il-festival-suono-e-arte-2019\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53889,53888,53709,53710,9894,10357,44441,87,53833,34308,41714,53852,28369,4625],"tags":[44576,376549,376546,376547,376510,355195,355522,376544,211693,376545],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15916"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15916"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15916\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15930,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15916\/revisions\/15930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15916"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15916"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15916"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}