{"id":16095,"date":"2019-06-26T19:32:55","date_gmt":"2019-06-26T19:32:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16095"},"modified":"2019-06-26T19:32:55","modified_gmt":"2019-06-26T19:32:55","slug":"tutti-i-colori-dellitalia-ebraica-narrata-con-larte-del-tessuto-in-mostra-alle-gallerie-degli-uffizi-sala-magliabechiana-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/06\/26\/tutti-i-colori-dellitalia-ebraica-narrata-con-larte-del-tessuto-in-mostra-alle-gallerie-degli-uffizi-sala-magliabechiana-a-firenze\/","title":{"rendered":"Tutti i colori dell\u2019Italia ebraica, narrata con l\u2019arte del tessuto, in mostra alle Gallerie degli Uffizi (Sala magliabechiana) a Firenze."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/Fig.-17-e1561576622984.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16096\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/Fig.-17-e1561576622984.jpg\" alt=\"Fig. 17\" width=\"401\" height=\"601\" \/><\/a>La storia degli ebrei italiani osservata da una prospettiva inedita e cromaticamente caleidoscopica, quella dell\u2019<strong>arte del tessuto; la mostra \u00e8\u00a0<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/IMG_6260-e1561576688477.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16097 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/IMG_6260-e1561576688477.jpg\" alt=\"IMG_6260\" width=\"305\" height=\"407\" \/><\/a>\u201c<strong><em>Tutti i colori dell\u2019Italia ebraica\u201d<\/em>,\u00a0 accolta\u00a0 fino\u00a0 al 27 ottobre\u00a0 2019 nell\u2019aula magliabechiana della Galleria degli Uffizi di Firenze. In una mostra inedita circa 140 opere, tra arazzi, stoffe, addobbi, merletti, abiti, dipinti ed altri oggetti di uso religioso e quotidiano, <\/strong>presentano per la prima volta la storia degli ebrei italiani attraverso una delle arti meno conosciute, ossia la tessitura, che nel mondo ebraico ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nell\u2019abbellimento di case, palazzi e luoghi di culto. Ne emerge un ebraismo attento alla tradizione, ma anche gioioso, colorato, ricco di simboli. Si riconosce inoltre il carattere interculturale e internazionale di questo popolo, soprattutto grazie all\u2019eccezionale variet\u00e0 dei motivi sui tessuti, dove il colore spesso predomina in maniera stupefacente.<\/p>\n<p>Si parte dai tempi antichi e si arriva fino alla moda del Novecento e all\u2019imprenditoria tessile moderna, affrontando temi chiave quali il ruolo della scrittura come motivo decorativo, l\u2019uso dei tessuti nelle sinagoghe, il ricamo come lavoro segreto, il ruolo della donna. Protagoniste gi\u00e0 nella Bibbia, anche nei secoli re<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/Fig.-16-e1561576945848.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-16102 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/Fig.-16-e1561576945848.jpg\" alt=\"Fig. 16\" width=\"500\" height=\"398\" \/><\/a><\/strong>centi le stoffe hanno la capacit\u00e0 di esprimere l\u2019anima del popolo ebraico attraverso capolavori assoluti, spesso provenienti dal vicino e dal pi\u00f9 lontano Oriente con cui gli ebrei italiani entravano in contatto per legami familiari e per commerci: si veda la spettacolare tenda (la <em>p<\/em><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/IMG_6231-e1561576897498.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16101\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/IMG_6231-e1561576897498.jpg\" alt=\"IMG_6231\" width=\"356\" height=\"474\" \/><\/a><\/strong><em>arokhet<\/em>), di manifattura ottomana del primo quarto del XVI secolo, prestata dal Museo della Padova Ebraica.<\/p>\n<p><strong>Le diverse comunit\u00e0 ebraiche italiane, in osmosi con la societ\u00e0 circostante con cui si confrontavano, finivano per acquisire linguaggi ed espressioni artistiche locali: nelle opere tessili provenienti da Livorno, Pisa, Genova e Venezia, ad esempio, \u00e8 manifesta l\u2019influenza del vicino Oriente, molto diversa da quanto vediamo in quelle romane, fiorentine o torinesi, che si confrontavano con il gusto de<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/IMG_6238-e1561576988978.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-16103 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/IMG_6238-e1561576988978.jpg\" alt=\"IMG_6238\" width=\"416\" height=\"312\" \/><\/a><strong>i poteri dominanti in Italia.<\/strong><\/p>\n<p>Nel percorso della mostra\u00a0\u00a0 \u00e8 possibile ammirare alcuni pezzi rarissimi, provenienti da musei e collezioni straniere, che conducono idealmente il visitatore attraverso le feste ebraiche: tra questi i frammenti ricamati provenienti dal Museum of Fine Arts di Cleveland, le due tende dal Jewish Museum di New York e dal Victoria and Albert Museum di Londra che insieme a quella di Firenze formano un trittico di arredi (per la prima volta riuniti insieme) simili per tecnica e simbologia.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/Fig.-20-e1561577512149.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16104\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/Fig.-20-e1561577512149.jpg\" alt=\"Fig. 20\" width=\"291\" height=\"545\" \/><\/a>Straordinario e unico \u00e8 un cofanetto a niello della fine del Quattrocento proveniente dall\u2019Israel Museum di Gerusalemme che, come una specie di computer ante litteram ad uso della padrona di casa, tiene il conto della biancheria che via via era consumata dai componenti della famiglia. Dagli abiti \u2013 in particolare quelli femminili \u2013 spesso si ricavavano le stoffe preziose per confezionare paramenti e arredi sinagogali, dove talvolta \u00e8 possibile individuare le linee delle vesti e il lor<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/Fig.-4-e1561577064983.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-16105 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/06\/Fig.-4-e1561577064983.jpg\" alt=\"19\/9 sinagoga 002\" width=\"425\" height=\"567\" \/><\/a><\/strong><strong>o uso originario. Nel <em>Ritratto del conte Giovanni Battista Vailetti<\/em> di Fra Galgario, del 1720 (un prestito eccezionale dalle Gallerie dell\u2019Accademia di Venezia) il personaggio indossa una splendida marsina in prezioso broccato e nell\u2019<em>Allegoria<\/em> <em>dei cinque sensi<\/em> di Sebastiano Ceccarini (1745), ad esempio, la veste della bambina \u00e8 dello stesso tessuto della <em>mapp\u00e0<\/em> Ambron realizzata a Roma nel 1791-92.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Splendidi i ricami, alcuni con \u2018stemmi parlanti\u2019 (gli ebrei non potevano ricevere un titolo nobiliare) entro fastose cornici barocche. Vere e proprie \u201cpitture ad ago\u201d che brillavano alle luci mobili delle candele e delle torce, in un trionfo di sete colorate, di fili d\u2019oro e d\u2019argento, sono opera delle abili mani delle donne che, pur rinchiuse tra le mura domestiche, esprimono una stupefacente inventiva e ampiezza di conoscenze.<\/strong><\/p>\n<p>Tra i tessuti pi\u00f9 antichi in mostra, databili al <strong>Quattrocento<\/strong>, sono una <strong>tenda per l\u2019armadio sacro<\/strong> proveniente dal <strong>Museo Ebraico di Roma<\/strong>, un\u2019altra proveniente dalla <strong>Sinagoga di Pisa<\/strong> e un telo del \u2018<strong>Parato della Badia Fiorentina<\/strong>\u2019 che in origine ricopriva per le feste solenni tutte le pareti della chiesa. Sono tutti eseguiti in un <strong>velluto cesellato e tramato di fili d\u2019oro nel motivo della \u2018griccia\u2019 \u2013 una melagrana su stelo ondulato \u2013 che \u00e8 forse il disegno tessile pi\u00f9 tipico del Rinascimento in Toscana<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Una scoperta sorprendente \u00e8 l\u2019<em>Aron Ha Qodesh<\/em>, un armadio sacro proveniente dalla pi\u00f9 antica sinagoga di Pisa. Le decorazioni dipinte e le dorature del mobile, ora riscoperto come originale del XVI secolo, sono riemerse sotto le innumerevoli mani di tinta bianca che l\u2019avevano deturpato.<\/strong> Le sezioni tematiche della mostra giungono ai giorni nostri, passando attraverso il collezionismo tessile dell\u2019Ottocento, di cui fu massimo esponente <strong>Giulio Franchetti<\/strong>, che ha donato la <strong>sua raccolta al Museo del Bargello<\/strong>, ma anche l\u2019imprenditoria &#8211; in particolare di quella pratese con la <strong>famiglia Forti-Bemporad <\/strong>&#8211; e la creativit\u00e0 di alcune famose stiliste. L\u2019esposizione termina con <strong>un capolavoro assoluto, il merletto lungo otto metri disegnato da Lele Luzzati per il transatlantico <em>Oceanic<\/em><\/strong>. \u00c8 un collage di pezzi antichi e moderni che riproduce <strong><em>I fasti e le immagini della Commedia dell\u2019Arte Italiana<\/em><\/strong>, in un medium inusitato, che unisce l\u2019antica manualit\u00e0 a un\u2019incredibile forza espressionista. Afferma il<strong> Direttore delle Gallerie degli Uffizi di Firenze Eike Schmidt: <\/strong><em>\u201c\u00e8 una rassegna di amplissimo respiro su un tema mai affrontato prima. Il visitatore rimarr\u00e0 sorpreso dalla variet\u00e0 e ricchezza degli oggetti esposti, che spaziano dai solenni parati liturgici ai doni diplomatici, dagli abiti ai ricami, dai ritratti al pr\u00eat-\u00e0-porter e molto altro: sono le fitte, preziose trame del popolo ebraico in Italia\u201d.<\/em> <strong>La presidente della fondazione per il Museo Ebraico di Roma Alessandra Di Castro<\/strong>, ha commentato: <em>\u201c<\/em><em>La produzione ebraica dei tessuti, come anche degli argenti e di altre tipologie di arti decorative, \u00e8 intimamente legata alla storia dell\u2019arte italiana in una dimensione pi\u00f9 generale; ha risentito nei secoli dei cambiamenti di gusto della civilt\u00e0 artistica italiana e a sua volta li ha determinati, influenzati. E per questa ragione la mostra riguarda tutti e accende le luci della ribalta su un patrimonio comune \u2013 incredibile per qualit\u00e0 e quantit\u00e0 \u2013 che va valorizzato, promosso, tutelato e soprattutto raccontato perch\u00e9 lo si conosca in tutta la sua ricchezza\u201d. <\/em><\/p>\n<p><strong><em>Carlo Franza <\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La storia degli ebrei italiani osservata da una prospettiva inedita e cromaticamente caleidoscopica, quella dell\u2019arte del tessuto; la mostra \u00e8\u00a0 \u201cTutti i colori dell\u2019Italia ebraica\u201d,\u00a0 accolta\u00a0 fino\u00a0 al 27 ottobre\u00a0 2019 nell\u2019aula magliabechiana della Galleria degli Uffizi di Firenze. In una mostra inedita circa 140 opere, tra arazzi, stoffe, addobbi, merletti, abiti, dipinti ed altri oggetti di uso religioso e quotidiano, presentano per la prima volta la storia degli ebrei italiani attraverso una delle arti meno conosciute, ossia la tessitura, che nel mondo ebraico ha sempre rivestito un ruolo fondamentale nell\u2019abbellimento di case, palazzi e luoghi di culto. 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