{"id":16199,"date":"2019-07-06T17:38:28","date_gmt":"2019-07-06T17:38:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16199"},"modified":"2019-07-06T17:38:28","modified_gmt":"2019-07-06T17:38:28","slug":"mokhtar-jelassi-espone-al-plus-berlin-di-berlino-il-capitolo-della-sua-nuova-arte-che-e-folgorante-estetica-e-novella-babilonia-di-riflessioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/07\/06\/mokhtar-jelassi-espone-al-plus-berlin-di-berlino-il-capitolo-della-sua-nuova-arte-che-e-folgorante-estetica-e-novella-babilonia-di-riflessioni\/","title":{"rendered":"Mokhtar Jelassi  espone al Plus Berlin di Berlino  il capitolo della sua nuova arte che \u00e8 folgorante estetica e novella  babilonia di riflessioni."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_20_08_52_Pro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16200\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_20_08_52_Pro.jpg\" alt=\"WP_20190615_20_08_52_Pro\" width=\"508\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_20_08_52_Pro.jpg 710w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_20_08_52_Pro-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 508px) 100vw, 508px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nuovo capitolo artistico di Mokhtar Jelassi l\u2019a<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_17_22_Pro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16201 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_17_22_Pro.jpg\" alt=\"WP_20190615_12_17_22_Pro\" width=\"456\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_17_22_Pro.jpg 710w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_17_22_Pro-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 456px) 100vw, 456px\" \/><\/a><\/strong><strong>rtista italo-tunisino\u00a0 che si rivelato da qualche tempo un vero prodigio capace di raccontare nell\u2019arte contemporanea coincidenze e incid<\/strong><strong>enze pop nuove e aperte a una squillante babilonia di riflessioni.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il nuovo capitolo, la mostra che ha per titolo \u201cPagine di un atlante del contemporaneo\u201d, visitabile fino al 22 novembre 2019, \u00a0si inserisce in un progetto -da me voluto e portato avanti- che si tiene da qualche decennio a Berlino\u00a0 e ha per nome \u201cStrade d&#8217;Europa\u201d; progetto che <\/strong><strong>si campiona\u00a0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_18_31_Pro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16202\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_18_31_Pro.jpg\" alt=\"WP_20190615_12_18_31_Pro\" width=\"468\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_18_31_Pro.jpg 710w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_18_31_Pro-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 468px) 100vw, 468px\" \/><\/a>d\u2019essere, in una citt\u00e0 come Berlino, cuore d&#8217;Europa,<\/strong> <strong>lo specchio di un\u2019arte\u00a0 di frontiera,<\/strong> assolutamente in movimento, ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto e destino della comunicazione estetica. Il <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_17_52_Pro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16203 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_17_52_Pro.jpg\" alt=\"WP_20190615_12_17_52_Pro\" width=\"525\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_17_52_Pro.jpg 710w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_12_17_52_Pro-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><\/a>progetto \u00e8 locato in un edificio neogotico \u2013 gi\u00e0 nobile scuola di grafica &#8211; con cent&#8217;anni di storia alle spalle, a ridosso del pi\u00f9 lungo tratto superstite dell&#8217;ex Muro di Berlino, nel quartiere di Friedrichshain, la zona pi\u00f9 movimentata della citt\u00e0, ricca di art caf\u00e8, locali, negozi di abiti vintage, antiquariato, musica e altro. E dunque la mostra di Mokhtar Jelassi\u00a0 ha trovato qui a Berlino un consenso forte, creativo e generazionale, proponendosi nel clima\u00a0 che vuole \u00a0indicare e sorreggere l\u2019arte nuova. \u00a0Venti grandi opere, risultato di un intenso lavoro portato avanti da mesi,\u00a0 si leggono\u00a0 preziosamente in <strong>questo omaggio \u00a0dedicato all\u2019artista qui a Berlino al Ples Berlin nella Sala Hoffmann.<\/strong>\u00a0<strong>Opere certo che raccontano gli interrogativi del nostro tempo e della storia, ma il\u00a0 dato concettuale ed estetico si nutre, proprio perch\u00e9\u00a0 vive di new pop, di utilizzo di materiali in parte objets trouv\u00e8s e in parte di occasionali assemblaggi. Non dimentichiamo che artisti singolari prima di Mokhtar Jelassi avevano fatto uso di tali materiali giocosi e surreali, da certi futuristi fino Baj, ad Arman e ai nouveaux realistes.\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_20_08_35_Pro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16205\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_20_08_35_Pro.jpg\" alt=\"WP_20190615_20_08_35_Pro\" width=\"607\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_20_08_35_Pro.jpg 710w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/WP_20190615_20_08_35_Pro-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 607px) 100vw, 607px\" \/><\/a>Si va dai giocosi punti interrogativi che diventano volti \u00a0con tanto di naso e bocca che paiono simboli fallici, all\u2019ironia \u00a0che corre su gran parte della quadreria, ponendo lo spettatore terribilmente fuori gioco in uno spaesamento movimentato da un decorativismo che ha nella rosa e in altri elementi declinazioni\u00a0 filosofiche. Ora <strong>\u00a0<\/strong>dopo aver esposto a Milano e a Firenze,\u00a0 Mokhtar Jelassi \u00e8 \u00a0approdato a Berlino. Il nostro artista ha saccheggiato benevolmente nelle strade dell\u2019arte contemporanea, proprio per l\u2019uso imponente di scarti che articolano le sue icone aniconiche e danno una contrapposizione estrema di assenza e presenza degli oggetti che trovano una situazione spaziale di\u00a0 gran lunga aristocratica\u00a0 e per di pi\u00f9 costruiscono un flusso di cose\u00a0 che arrivano a formare un insieme visibile e invisibile, materiale e immateriale, tanto da racchiudersi spesso in una sigla che \u00e8 il punto interrogativo. Talvolta la sigla interrogativa si umanizza\u00a0 organizzandosi come un ambiente architettonico,\u00a0 e seppure in grande libert\u00e0, ne compone diverse\u00a0 ramificazioni, sicch\u00e8 gli oggetti perdono la loro funzione e si affermano come entit\u00e0 sempre riconoscibili, partecipi di una crescita e di forme che eruttano dalla sua testa creativa. <strong>E non meno interessanti le opere che giocano intanto sulla bifocalit\u00e0 del colore bianco-nero, ma divengono pagina naturale di lettura iconografica di segni, quasi a voler orecchiare la lezione di Arturo Vermi. <\/strong>\u00a0L\u2019effetto di miscellanea caotica e casuale che Mokhtar Jellassi getta sulle superfici da costruire comporta l\u2019immersione, la percezione di un nuovo modo di guardare cose e oggetti, come una costruzione che si fa monumento all\u2019effimero che ci ingloba e rende tutto ancor pi\u00f9 interrogativo. Ancora una volta senza retorica, ecco il trionfo del new-pop.<\/p>\n<p><strong>Mokhtar Jelassi<\/strong> \u00e8 nato a Tunisi nel 1964, figlio di un attach\u00e8 d\u2019Ambasciata, per ragioni di lavoro\u00a0 del padre si \u00e8 spostato nei diversi stati europei dove ha frequentato le scuole internazionali e imparato varie lingue. E\u2019 proprio nel 1984 che approda a Milano, si inserisce nell\u2019ambiente artistico frequentando Brera e il Bar Jamaica. In questi anni varie le sue discese in campo con mostre personali e collettive e l\u2019approdo in diverse case d\u2019asta fra cui la Casa d\u2019Aste Mecenate e la Casa d\u2019Aste Poleschi.Nel 2017 la sua mostra a Milano nell\u2019Ex Studio di Piero Manzoni in Via Fiori Chiari nello storico quartiere di Brera,vi ritorna ancora con due personali nel 2018 e nel 2019. <strong>\u00a0<\/strong>Nel 2018 \u00e8 invitato dall\u2019illustre Storico dell\u2019Arte Moderna e Contemporanea\u00a0 Prof. Carlo Franza a tenere una sua personale dal titolo \u201cModerno e Postmoderno\u201d nel Progetto \u201cScenari\u201d \u00a0al Plus Florence di Firenze. Ancora nel 2018 vince il Premium International Florence Seven Stars (Premio \u00a0dell\u2019Europa) per la pittura, assegnatogli sul Belvedere del Plus Florence di Firenze. Nel giugno 2019 \u00e8 nuuovamente l\u2019illustre Storico dell\u2019Arte Moderna e Contemporanea\u00a0 Prof. Carlo Franza ad invitarlo \u00a0a tenere una sua personale dal titolo \u201cPagine di un atlante del contemporaneo\u201d nel Progetto \u201cStrade d\u2019Europa\u201d\u00a0 al Plus Berlin\u00a0 di Berlino.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nuovo capitolo artistico di Mokhtar Jelassi l\u2019artista italo-tunisino\u00a0 che si rivelato da qualche tempo un vero prodigio capace di raccontare nell\u2019arte contemporanea coincidenze e incidenze pop nuove e aperte a una squillante babilonia di riflessioni.\u00a0 Il nuovo capitolo, la mostra che ha per titolo \u201cPagine di un atlante del contemporaneo\u201d, visitabile fino al 22 novembre 2019, \u00a0si inserisce in un progetto -da me voluto e portato avanti- che si tiene da qualche decennio a Berlino\u00a0 e ha per nome \u201cStrade d&#8217;Europa\u201d; progetto che si campiona\u00a0 d\u2019essere, in una citt\u00e0 come Berlino, cuore d&#8217;Europa, lo specchio di un\u2019arte\u00a0 di frontiera, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/07\/06\/mokhtar-jelassi-espone-al-plus-berlin-di-berlino-il-capitolo-della-sua-nuova-arte-che-e-folgorante-estetica-e-novella-babilonia-di-riflessioni\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,9894,202367,44441,87,35351,17505,35188,28405,28369],"tags":[11818,59480,263796,17520,406624,59665,376678],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16199"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16199"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16199\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16207,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16199\/revisions\/16207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}