{"id":16334,"date":"2019-07-17T21:33:57","date_gmt":"2019-07-17T21:33:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16334"},"modified":"2019-07-17T21:33:57","modified_gmt":"2019-07-17T21:33:57","slug":"le-mummie-di-firenze-e-il-viaggio-verso-limmortalita-reperti-e-oggetti-in-mostra-nel-museo-archeologico-nazionale-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/07\/17\/le-mummie-di-firenze-e-il-viaggio-verso-limmortalita-reperti-e-oggetti-in-mostra-nel-museo-archeologico-nazionale-di-firenze\/","title":{"rendered":"Le mummie di Firenze e il viaggio verso l\u2019immortalit\u00e0. Reperti e oggetti in mostra nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Sarcofago-di-Padimut_1069-656-a.C.-e1563398545732.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16335\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Sarcofago-di-Padimut_1069-656-a.C.-e1563398545732.jpg\" alt=\"Sarcofago di Padimut_1069-656 a.C.\" width=\"375\" height=\"652\" \/><\/a>Stefano Casciu, <em>Direttore del Polo museale della Toscana<\/em>, Maria Cristina Guidotti, <em>Curatrice della Sezione \u201cMuseo Egizio\u201d del Museo Archeologico Nazionale di Firenze<\/em>, e Eugenio Martera, CEO e Direttore Generale di Contemporanea progetti s.r.l., hanno inaugurato <strong>la mostra \u201c<em>Mummie. Viaggio ver<\/em><\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Mummia-di-donna-di-epoca-romana-I-II-sec.-d.C.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16336 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Mummia-di-donna-di-epoca-romana-I-II-sec.-d.C.jpg\" alt=\"Mummia di donna di epoca romana I-II sec. d.C\" width=\"173\" height=\"530\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Mummia-di-donna-di-epoca-romana-I-II-sec.-d.C.jpg 289w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Mummia-di-donna-di-epoca-romana-I-II-sec.-d.C-98x300.jpg 98w\" sizes=\"(max-width: 173px) 100vw, 173px\" \/><\/a><\/strong><strong><em>so l\u2019immortalit\u00e0<\/em>\u201d, realizzata da Contemporanea Progetti s.r.l., in esposizione negli spazi per mostre temporanee del Museo Archeologico Nazionale di Firenze fino al 2 febbraio 2020.\u00a0<\/strong>Il progetto della mostra \u00e8 nato nel 2000, da un\u2019idea di Maria Cristina Guidotti, che ne \u00e8 anche la curatrice scientifica, in occasione di uno studio sulle mummie della sezione \u201cMuseo Egizio\u201d del Museo Archeologico Nazionale di Firenze eseguito dall\u2019Universit\u00e0 di Pisa. La mostra, il cui allestimento \u00e8 stato curato da Contemporanea Progetti s.r.l., grazie all\u2019apporto di Expona-museum exibition network ha viaggiato a lungo in Europa, toccando la Germania, l\u2019Austria e la Finlandia, e poi, dal 2018, in Cina, nelle citt\u00e0 di Guiyang, Hefei, Ningbo, Xian e Jinan.<\/p>\n<p>Gli oltre cento oggetti esposti, appartenenti tutti alle collezioni della sezione \u201cMuseo Egizio\u201d di Firenze, tornano oggi nella loro sede, dove il pubblico potr\u00e0 ammirare i reperti che erano in gran parte conservati nei magazzini del museo. Le opere in mostra, selezionate e organizzate per illustrare sotto vari aspetti il rapporto degli antichi Egizi con l\u2019aldil\u00e0, annoverano dei pezzi di grande importanza. <strong>Tra di essi il sarcofago di Padimut, caratterizzato da una ricchissima decorazione che contraddistingue i sarcofagi della XXI e XXII dinastia (1069 &#8211; 656 a.C.), mai esposto e<\/strong> <strong>mai studiato prima della mostra, la statua del sacerdote Henat, uno dei pochi esempi di statua di un dignitario che indossa una veste persiana, testimonianza del periodo in cui l\u2019Egitto fu assoggettato al potente impero persiano (525 &#8211; 404 a.C.), e ancora la testa mummificata recentemente sottoposta a indagini radiografiche e TAC che hanno consentito la ricostruzione del volto del defunto \/656 \u2013 332 a.C.), e la cassetta per ushabti (piccole statue del corredo funebre) di Nekhtamontu (1550 \u2013 1070 a.C.) <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Papiro-funerario-di-Epoca-Tolemaica_332-30-a.C.1-e1563398753341.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-16338 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Papiro-funerario-di-Epoca-Tolemaica_332-30-a.C.1-e1563398753341.jpg\" alt=\"Papiro funerario di Epoca Tolemaica_332-30 a.C.\" width=\"468\" height=\"177\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Statua-del-sacerdote-Henat_525-404-a.C.-e1563398796391.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16339\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Statua-del-sacerdote-Henat_525-404-a.C.-e1563398796391.jpg\" alt=\"Statua del sacerdote Henat_525-404 a.C.\" width=\"300\" height=\"389\" \/><\/a>L\u2019esposizione illustra il concetto egizio della vita dell\u2019anima nell\u2019aldil\u00e0 e il significato di tutti quegli oggetti che nell\u2019antico Egitto venivano abitualmente deposti nelle tombe insieme al defunto. Per gli antichi egiziani, infatti, la morte non determinava la fine della vita, ma costituiva un momento di passaggio a un\u2019altra forma di esistenza, che continuava nell\u2019aldil\u00e0. L\u2019anima per\u00f2 per continuare a vivere aveva bisogno di tutta una serie di accorgimenti e di oggetti che dovevano magicamente consentirle la sopravvivenza oltre la morte e, soprattutto, doveva reincarnarsi nel prop<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Testa-di-mummia_656-332-a.C.-e1563398831541.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-16340 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Testa-di-mummia_656-332-a.C.-e1563398831541.jpg\" alt=\"Testa di mummia_656-332 a.C.\" width=\"300\" height=\"456\" \/><\/a>rio corpo che, per questo motivo, era conservato al meglio tramite pratiche di imbalsamazione del cadavere che diventava cos\u00ec una mummia. L\u2019argomento, di indubbio fascino, \u00e8 spesso trattato facendo leva sull\u2019idea di mistero e sugli aspetti pi\u00f9 macabri, diffondendo delle idee inesatte sulle mummie egizie: nella mostra invece si presenta il procedimento dell\u2019imbalsamazione dei corpi dal punto di vista scientifico, in maniera chiara e comprensibile ma non per questo meno interessante.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione \u00e8 org<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Cassetta-per-ushabti-di-Nekhtamontu_1550-1070-a.C.-e1563398867788.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16341\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Cassetta-per-ushabti-di-Nekhtamontu_1550-1070-a.C.-e1563398867788.jpg\" alt=\"Cassetta per ushabti di Nekhtamontu_1550-1070 a.C.\" width=\"376\" height=\"421\" \/><\/a><strong>anizzata in due parti: la prima dedicata al concetto di sopravvivenza dell\u2019anima e alla \u201cmummificazione\u201d del corpo del defunto, la seconda parte dedicata agli oggetti che accompagnavano il morto nella tomba. Quest\u2019ultima \u00e8 articolata in due sezioni, nelle quali si presentano gli oggetti del corredo che avevano esclusivamente una funzione funeraria (stele, ushabti, tavole d\u2019offerta), e gli oggetti di vita quotidiana che dovevano ricreare nella tomba la perduta esistenza del defunto (abbigliamento, gioielli, mobilio di va<\/strong><strong>rio tipo). <\/strong><\/p>\n<p><strong>La collezione del \u201cMuseo Egizio\u201d di Firenze \u00e8 la seconda in Italia dopo quella del Museo Egizio di Torino. Si \u00e8 formata soprattutto nel corso del XIX secolo, in seguito alla famosa spedizione franco-toscana di Ippolito Rosellini e di Jean Fran\u00e7ois Champollion. <\/strong><\/p>\n<p>Nel 1828 part\u00ec, infatti, per l\u2019Egitto la prima spedizione scientifica, il cui scopo principale era la documentazione dei monumenti egizi, e che <strong>riport\u00f2 un notevole quantitativo di reperti molto importante distribuiti tra il Louvre e il Museo di Firenze, cui spett\u00f2 in particolare il famoso carro rinvenuto in una tomba tebana della XVIII dinastia (1550-1291 a.C.), un esemplare unico al mondo appartenuto a un ricco privato, e i bassorilievi della tomba di Sety I, una delle pi\u00f9 belle e riccamente decorate della Valle dei Re. <\/strong><\/p>\n<p>Il Museo Egizio di Firenze nacque circa trent\u2019anni dopo, nel 1856, presso il convento delle Monache di Foligno, in via Faenza. Nel 1880 il Museo fu trasferito nella sede attuale, insieme al Museo Etrusco: l\u2019incarico del nuovo allestimento fu dato al giovane egittologo Ernesto Schiaparelli, che lo decor\u00f2 in stile egizio. Nel 1894 Schiaparelli fu trasferito al Museo Egizio di Torino e il Museo di Firenze non ebbe pi\u00f9 un direttore per molti anni. Nel 1939 il Museo ricevette in dono dall\u2019Istituto Papirologico di Firenze numerosi reperti provenienti dagli scavi nelle citt\u00e0 di El Hibeh (soprattutto sarcofagi) e di Antinoe (fra cui la importante collezione di tessuti copti). <strong>Attualmente le sue collezioni annoverano oltre 15.700 oggetti, che vanno dall\u2019epoca preistorica all\u2019epoca copta, e da 11 sale che sono state rinnovate quattro anni fa, quando a Firenze \u00e8 stato ospitato l\u2019XI Congresso Internazionale degli Egittologi. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0 Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Stefano Casciu, Direttore del Polo museale della Toscana, Maria Cristina Guidotti, Curatrice della Sezione \u201cMuseo Egizio\u201d del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, e Eugenio Martera, CEO e Direttore Generale di Contemporanea progetti s.r.l., hanno inaugurato la mostra \u201cMummie. Viaggio verso l\u2019immortalit\u00e0\u201d, realizzata da Contemporanea Progetti s.r.l., in esposizione negli spazi per mostre temporanee del Museo Archeologico Nazionale di Firenze fino al 2 febbraio 2020.\u00a0Il progetto della mostra \u00e8 nato nel 2000, da un\u2019idea di Maria Cristina Guidotti, che ne \u00e8 anche la curatrice scientifica, in occasione di uno studio sulle mummie della sezione \u201cMuseo Egizio\u201d del Museo Archeologico Nazionale di [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/07\/17\/le-mummie-di-firenze-e-il-viaggio-verso-limmortalita-reperti-e-oggetti-in-mostra-nel-museo-archeologico-nazionale-di-firenze\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,9894,180417,41640,35247,28386,44441,87,35185,17505,35188,28369,202271,51665,4625],"tags":[376753,376755,376754,376747,376752,376748,376750,376751,376749,376756],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16334"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16334"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16334\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16342,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16334\/revisions\/16342"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16334"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16334"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16334"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}