{"id":16355,"date":"2019-07-19T18:06:16","date_gmt":"2019-07-19T18:06:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16355"},"modified":"2019-07-19T20:45:04","modified_gmt":"2019-07-19T20:45:04","slug":"rodin-giacometti-tra-mitologia-ed-eternita-la-mostra-alla-fondazione-pierre-giannada-a-martigny","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/07\/19\/rodin-giacometti-tra-mitologia-ed-eternita-la-mostra-alla-fondazione-pierre-giannada-a-martigny\/","title":{"rendered":"Rodin &#8211; Giacometti tra mitologia ed eternit\u00e0. La mostra alla Fondazione Pierre Giannada a Martigny."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/92435-rodin-giacometti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16356\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/92435-rodin-giacometti.jpg\" alt=\"92435-rodin-giacometti\" width=\"477\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/92435-rodin-giacometti.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/92435-rodin-giacometti-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 477px) 100vw, 477px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; la mostra dell&#8217;estate, viva, vitale, storica, esplosiva,\u00a0 su due grandi nomi dell&#8217;arte del Novecento. Due grandissimi scultori.\u00a0 Creata in partenariato tra il Mus\u00e9e Rodin e la Fonda<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/RGv3.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-16357 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/RGv3.png\" alt=\"RGv3\" width=\"337\" height=\"423\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/RGv3.png 337w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/RGv3-239x300.png 239w\" sizes=\"(max-width: 337px) 100vw, 337px\" \/><\/a><\/strong><strong>tion Giacometti di Parigi, partendo dalle loro importanti collezioni, la mostra \u00abRodin-Giacometti\u00bb proposta alla Fondation Pierre Gianadda di Martigny ed aperta fino al 24\u00a0 novembre\u00a0 2019 \u00e8 la prima a sottolineare, sondare e studiare i parallelismi, gli echi e le possibili derivazioni tra le opere dei due artisti, attraverso oltre 130 lavori selezionati con grande attenzione.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1984 la Fondation Gianadda espose Rodin. I bronzi pi\u00f9 spettacolari, i marmi i disegni e gli acquarelli che incantarono un pubblico molto vasto. L\u2019omaggio sorprendente al genio di Rodin rappresent\u00f2 il primo grande exploit della Fondazione e di quello slancio che si sarebbe prolungato fino ad oggi. Due anni pi\u00f9 tardi, nel 1986, per commemorare i vent\u2019anni dalla scomparsa di Alberto Giacometti e la nascita della Fondazione a lui dedicata, a Martigny fu proposta una significativa retrospettiva di questo immenso scultore del XX secolo, originario dei Grigioni.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/FGianaddaIsottaF-02.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16359\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/FGianaddaIsottaF-02.jpg\" alt=\"FGianaddaIsottaF-02\" width=\"440\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/FGianaddaIsottaF-02.jpg 960w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/FGianaddaIsottaF-02-300x208.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a>Ora, nel 2019, la Fondation Pierre Gianadda riunisce le opere di questi due geni: quelle del precursore Rodin (1840-1917) con i suoi riferimenti all\u2019arte antica, all<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/rodingiacometti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16358 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/rodingiacometti.jpg\" alt=\"rodingiacometti\" width=\"501\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/rodingiacometti.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/rodingiacometti-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 501px) 100vw, 501px\" \/><\/a>a mitologia, ma segnate dal rifiuto deall\u2019accademismo, e quelle di Giacometti (1901-1966) con quelle figure che tengono a distanza, ieratiche, assolute, come scolpite nell\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giacometti sulle tracce di Rodin<\/strong><\/p>\n<p>Quando Giacometti arriva a Parigi nel 1922, Rodin \u00e8 scomparso da cinque anni. A partire dal 1890 e soprattutto dopo la sua mostra alPavillon de l\u2019Alma a Parigi, Rodin \u00e8 considerato un grande scultore, espressione della scultura moderna. Giacometti segue alla Grande Chaumi\u00e8rei corsi di Bourdelle, studente e assistente di Rodin. Nel luglio 1939, l\u2019inaugurazione pubblica postuma del Monument \u00e0 Balzac di Rodin riafferma, quarant\u2019anni dopo il completamento dell\u2019opera, l\u2019importanza dell\u2019artista. Gia<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/1132223464b.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16361\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/1132223464b.jpg\" alt=\"1132223464b\" width=\"398\" height=\"606\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/1132223464b.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/1132223464b-197x300.jpg 197w\" sizes=\"(max-width: 398px) 100vw, 398px\" \/><\/a>cometti assiste all\u2019evento enella sua giovent\u00f9legge numerosi testi riguardanti Rodin. In occasione di una visita al fonditore Rudier, che si occup\u00f2 delle fusioni di Rodin, all\u2019inizio degli anni Cinquanta,Giacometti sottolinea il suo interesse per il pr<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/61952472_681813785604398_8790435626728194552_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16362 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/61952472_681813785604398_8790435626728194552_n.jpg\" alt=\"61952472_681813785604398_8790435626728194552_n\" width=\"389\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/61952472_681813785604398_8790435626728194552_n.jpg 480w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/61952472_681813785604398_8790435626728194552_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/61952472_681813785604398_8790435626728194552_n-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/a>ocesso creativo del maestro. Dopo la guerra, Giacometti torna a lavorare da modello e insiste sempre pi\u00f9 sulla modellazione delle sculture come Rodin. Un giorno d\u2019autunno del 1950, Giacometti, trovandosi nel parco di Eug\u00e8ne Rudier a V\u00e9sinet, non pu\u00f2 fare a meno di andare a porsi sotto lo sguardo di Eustache de Saint Pierre, uno dei valorosi <em>Bourgeois de Calais<\/em>, portando una nota di leggerezza e di umore latino in mezzo a questo gruppo di eroi della storia francese. Questa incursione dello scultore svizzero in una delle opere pi\u00f9 emblematiche di Rodin Mostra una volta ancora la sia ammirazione per questo genio.<\/p>\n<p><strong>I temi della mostra. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Modellato e materia<\/strong>. Il modellato di Rodin \u00e8 energico, ancora vivo sotto il bronzo, lasciando intravvedere il lavoro della creta. Dopo la guerra il modellato diventa caratteristico nelle figure stirate e filiformi di Giacometti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019uso dell\u2019incidente.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019uso innovativo e creativo dell\u2019incidente si rivela come uno dei maggiori contributi di Rodin alla scultura moderna, come il bronzo <em>L\u2019hommeaunezcass\u00e9<\/em>, 1875. I frammenti, gli incidenti non sono mai associati a un danno ma integrati da Rodin per aprire un nuovo percorso alla scultura. Le figure rotte conservate nell\u2019atelier testimoniano l&#8217;accordo di Giacometti con questa concezione euristica dell&#8217;arte scultorea.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/20190627153746520.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16363\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/20190627153746520.jpg\" alt=\"20190627153746520\" width=\"572\" height=\"429\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/20190627153746520.jpg 572w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/20190627153746520-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>I gruppi. \u00a0<\/strong>Calais ordina a Rodin un monumento che ricordi un episodio drammatico della storia della citt\u00e0. Rodin rompe con la tradizione non eseguendo un solo eroe, ma un insieme di sei personaggi \u00ab\u2026 che rappresenta una concezione eroica e l\u2019insieme di sei personaggi che si sacrificano volontariamente a un potere di emozione collettiva\u00bb. Ogni individuo \u00e8 autonomo all\u2019interno del gruppo. I loro gesti e le loro espressioni illustrano l\u2019eroismo di questui martiri che camminano verso un tragico destino. Negli anni 1948-1950 Giacometti realizza un insieme di composizioni di gruppi figurativi in bronzo in configurazioni spaziali diverse<em>: Troishommes qui marchent<\/em>, 1948, <em>La Clairi\u00e8re<\/em>, 1950, <em>Quatre femmes sursocle<\/em>, 1950.<\/p>\n<p><strong>Deformazione<\/strong>. La ricerca dell\u2019espressione per Rodin si caratterizza nell\u2019attenzione ai tratti del viso, a volte al limite della caricatura. La deformazione, accentuata dalla lavorazione del modellato e dell\u2019assemblaggio, porta a una espressivit\u00e0 molto forte. Quando le sue sculture si assottigliano, si restringono e si allungano Giacometti precisa che, secondo la sua prospettiva, le deformazioni non sono n\u00e9 volontarie n\u00e9 espressive, ma una conseguenza della sua volont\u00e0 di elaborare la figura secondo la sua visione. Certe deformazioni sono portatrici a volte di una carica espressiva come <em>Le Nez<\/em>, 1947-1950.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/D-FJb95XUAYt4D8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-16366 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/D-FJb95XUAYt4D8-e1563558915475.jpg\" alt=\"D-FJb95XUAYt4D8\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Di fronte all\u2019arte antica<\/strong>. La relazione di Rodin con l\u2019arte antica risale al suo apprendistato all\u2019Ecole Imp\u00e9riale de dessin, alle sue visite al Louvre dove realizza copie dai maestri. Cosi come un viaggio in Italia nel 1875 e soprattutto il suo passaggio a Firenze, con l\u2019universo di Michelangelo e a Roma con la scoperta della statuaria antica. Allo stesso modo Giacometti gi\u00e0 nel 1912-1913 comincia a copiare D\u00fcrer, Rembrandt, Van Eyck, illustrazioni trovati nei libri di suo padre. Egli continua questa attivit\u00e0 pi\u00f9 tardi al Louvre dove la copia degli Egiziani, soprattutto, lo impegna molto. I viaggi in Italia, in particolare con il padre a Venezia nel 1920, dove Bellini, Tintoretto e i mosaici di San Marco lo incantano, a Padova dove Giotto lo \u00absconvolge\u00bb. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/rodin4-tt-width-1200-height-675-fill-1-crop-0-bgcolor-333333.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16364\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/rodin4-tt-width-1200-height-675-fill-1-crop-0-bgcolor-333333-e1563558665875.jpg\" alt=\"rodin4-tt-width-1200-height-675-fill-1-crop-0-bgcolor-333333\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a>Al Mus\u00e9e de l\u2019Homme\u00e8 confrontato all\u2019arte africana, oceanica e cicladica. Alla fine tutte queste differenti influenze sono integrate nelle sue opere. Egli evoca questa fusione dichiarando: \u00abtutta l\u2019arte del passato, di tutti i periodi, di tutte le civilt\u00e0, si erge improvvisamente davanti a me, tutto \u00e8 simultaneo, come se il tempo sostituisse lo spazio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il problema del basamento<\/strong>. Una scultura \u00e8 appoggiata su una base. Il basamento si presenta come un elemento aggiunto che \u00e8 partecipe dell\u2019autonomia della scultura. Rodin si interroga sul ruolo del basamento, ne studia ogni volta le possibilit\u00e0 e le diverse tipologie. I basamenti di Rodin sono differenti, in continuit\u00e0 con la scultura per farne un unico insieme. Per Giacometti, il basamento non \u00e8 semplicemente un oggetto che serve a isolare la figura e a produrre una distanza rispetto all\u2019osservatore. Pi\u00f9 o meno distinto dalla figura nella quale a volte si fonde, pi\u00f9 o meno voluminoso, il basamento attiva per lui dei rapporti complessi e vari con la figura.<\/p>\n<p><strong>Serie<\/strong>. Nel processo creativo sia di Rodin che di Giacometti, la ripetizione di uno stesso motivo \u00e8 caratteristico del loro approccio al modello e la testimonianza di una stessa ricerca insaziabile del risultato pi\u00f9 opportuno. Per i suoi ritratti di Balzac, Hugo oCl\u00e9menceau, Rodin moltiplica gli studi. I ritratti per Giacometti sono pure la conseguenza di unlavoro in serie. Soprattutto dopo la guerra, Giacometti realizza delle serie importanti di ritratti dal vero o di memoria. Diego posa quotidianamente per Alberto. Quanti amici passano delle ore su uno sgabello! Un gesto positivo e poi uno distruttivo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/schermata-2018-11-08-alle-11.15.47.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16367\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/schermata-2018-11-08-alle-11.15.47.png\" alt=\"schermata-2018-11-08-alle-11.15.47\" width=\"556\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/schermata-2018-11-08-alle-11.15.47.png 556w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/schermata-2018-11-08-alle-11.15.47-300x187.png 300w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019uomo che cammina<\/strong>. Le grandi versioni de <em>L\u2019homme qui marche<\/em> realizzate da Rodin nel 1907 e da Giacometti nel 1960 risultano tra le sculture iconiche dei due artisti. Questa silhouette universale le avvicina in maniera evidente. <em>L\u2019homme qui marche<\/em> di Rodin \u00e8\u00a0 tratto da San Giovanni Battista. Un corpo privo di testa e di braccia, di grande naturalismo; Rodin non racconta nulla ma insiste su una azione dinamica. La versione di Giacometti \u00e8 pure spogliata da dettagli anatomici. Sorta dal nulla questa sagoma filiforme, allungata al massimo, marcia verso l&#8217;ignoto, forse verso l&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Auguste Rodin<\/strong>. Nato a Parigi nel 1840 entra alla scuola speciale del disegno a 14 anni e un anno dopo scopre la scultura. Dopo aver lavorato presso numerosi decoratori, Rodin collabora con Carrier-Belleuse e crea motivi decorativi per diversi ornamentalisti. A 24 anni, incontra Rose Beuret, sua compagna di tutta una vita. Nel 1871 raggiunge Carrier-Belleusein Belgio, dove rester\u00e0 per 4 anni, e realizza diversi lavori di decorazione architetturale. Un viaggio in Italia gli svela l\u2019universo plastico di Michelangelo la cui influenza diretta si ritrova ne <em>L\u2019Age d\u2019Airain<\/em>. Dopo aver operato a Marsiglia, a Nizza, alla Manufacture di S\u00e8vres e a Strasburgo, a 40 anni apre il suo primo atelier, rue de l\u2019Universit\u00e9 a Parigi, e comincia a lavorare a <em>La Porte de l\u2019Enfer<\/em>, opera titanica che lo impegner\u00e0 fino alla fine dei suoi giorni. Nel 1883, incontra Camille Claudel, allora diciannovenne, che diventa sua modella e allieva. Una relazione ardente che si concluder\u00e0 quindici anni dopo. La sua prima mostra personale nel 1889 con Monet alla galleria Georges Petit lo consacra definitivamente come scultore. Le commissioni si alternano a incarichi ufficiali. Nel 1916, l&#8217;Assemblea nazionale vota l&#8217;istituzione del Museo Rodin presso l&#8217;Hotel Biron, dove vengono accolte le donazioni che Rodin fa allo Stato. Il 29 gennaio 1917 sposa Rose Beuret che muore il 14 febbraio. Rodin muore il 17 novembre dello stesso anno.<\/p>\n<p><strong>Alberto Giacometti<\/strong>. Nasce in Svizzera a Borgonovo, presso Stampa, Canton Grigioni. Fin dall\u2019infanzia vive tra i pittori: suo padre Giovanni, un postimpressionista affermato, il cugino di suo padre Augusto, che ha rasentato le avanguardie, e il suo padrino Cuno Amiet, un fauve particolarmente famoso.Incoraggiato dal padre, Alberto disegna, dipinge e scolpisce molto presto. Entra nel 1919 all\u2019\u00c9cole des Arts et M\u00e9tiers di Ginevra per apprendere la scultura. In occasione di un viaggio in Italia scopre l\u2019arte barocca e l\u2019antichit\u00e0 egizia e classica. Arriva a parigi nel gennaio del 1922 e frequenta l\u2019atelier dello scultore Antoine Bourdellealla Grande Chaumi\u00e8re. Comincia a creare delle sculture personali sulle orme di Brancusi, Lipchitz e Laurens. Nel dicembre del 1926 si installa nell\u2019atelier di rue Hippolyte-Maindron, dove lavorer\u00e0 fino alla morte.Si appassiona all\u2019arte africana, oceanica e cicladica al Mus\u00e9e de l\u2019hommee nel 1930 aderisce al surrealismo, movimento che abbandoner\u00e0 nel 1935. Segue un lungo periodo di ricerche sulla rappresentazione del corpo umano. Dal 1942 al 1944 soggiorna a Ginevra e vi incontra la futura moglie, Annette Arm. Di ritorno a Parigi, ritrova il suo atelier, custodito dal fratello Augusto. Le sue figure Le sue figure diventano pi\u00f9 sottili e lunghe, ancorate su grandi basamenti. Nei suoi dipinti e\u00a0 nelle sue sculture, cerca febbrilmente la realt\u00e0 cos\u00ec come la vede lui. Dopo il 1955, le mostre si susseguono in Europa e negli Stati Uniti. Si spegne all\u2019Ospedale cantonale di Coira in Svizzera l\u201911 gennaio 1966.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E&#8217; la mostra dell&#8217;estate, viva, vitale, storica, esplosiva,\u00a0 su due grandi nomi dell&#8217;arte del Novecento. Due grandissimi scultori.\u00a0 Creata in partenariato tra il Mus\u00e9e Rodin e la Fondation Giacometti di Parigi, partendo dalle loro importanti collezioni, la mostra \u00abRodin-Giacometti\u00bb proposta alla Fondation Pierre Gianadda di Martigny ed aperta fino al 24\u00a0 novembre\u00a0 2019 \u00e8 la prima a sottolineare, sondare e studiare i parallelismi, gli echi e le possibili derivazioni tra le opere dei due artisti, attraverso oltre 130 lavori selezionati con grande attenzione.\u00a0 Nel 1984 la Fondation Gianadda espose Rodin. I bronzi pi\u00f9 spettacolari, i marmi i disegni e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/07\/19\/rodin-giacometti-tra-mitologia-ed-eternita-la-mostra-alla-fondazione-pierre-giannada-a-martigny\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,10357,41640,44441,87,17505,35188,17494],"tags":[44712,41666,59480,376763,376764,202452,17520,376762,376761],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16355"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16355"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16355\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16374,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16355\/revisions\/16374"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}