{"id":16452,"date":"2019-07-31T16:39:25","date_gmt":"2019-07-31T16:39:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16452"},"modified":"2019-07-31T16:39:25","modified_gmt":"2019-07-31T16:39:25","slug":"eve-arnold-tutto-sulle-donne-gli-straordinari-scatti-della-fotografa-americana-nella-casa-museo-villa-bassi-ad-abano-terme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/07\/31\/eve-arnold-tutto-sulle-donne-gli-straordinari-scatti-della-fotografa-americana-nella-casa-museo-villa-bassi-ad-abano-terme\/","title":{"rendered":"Eve Arnold. Tutto sulle donne. Gli straordinari scatti della fotografa americana  nella Casa-Museo Villa Bassi  ad Abano Terme."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/eve-arnold-mostra-Marlene-Dietrich-at-Columbia-records-studios-New-York-USA-1952\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos.-737x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16453\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/eve-arnold-mostra-Marlene-Dietrich-at-Columbia-records-studios-New-York-USA-1952\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos.-737x1024.jpg\" alt=\"ARE1952002W00013-XX\" width=\"476\" height=\"661\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/eve-arnold-mostra-Marlene-Dietrich-at-Columbia-records-studios-New-York-USA-1952\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos.-737x1024.jpg 737w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/eve-arnold-mostra-Marlene-Dietrich-at-Columbia-records-studios-New-York-USA-1952\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos.-737x1024-216x300.jpg 216w\" sizes=\"(max-width: 476px) 100vw, 476px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che si tratti delle donne afroamericane del <strong>ghetto di Harlem<\/strong>, dell\u2019iconica <strong>Marilyn Monroe<\/strong>, di <strong>Marlene Dietrich<\/strong> o delle <strong>donne nell\u2019Afghanistan del 1969<\/strong>, poco cambia. L\u2019intensit\u00e0 e la potenza espressiva degli scatti di Eve Arnold raggiungono sempre livelli di straordinariet\u00e0. La fotografa americana ha sempre messo la sua <strong>sensibilit\u00e0 femminile<\/strong> al servizio di un mestiere troppo a lungo precluso alle donne e al quale ha saputo dare un valore aggiunto del tutto personale.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Marilyn-Monroe-Hollywood-USA-1960-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos.-701x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16454\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Marilyn-Monroe-Hollywood-USA-1960-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos.-701x1024.jpg\" alt=\"ARE1960020W00199-13\" width=\"479\" height=\"699\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Marilyn-Monroe-Hollywood-USA-1960-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos.-701x1024.jpg 701w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/07\/Marilyn-Monroe-Hollywood-USA-1960-\u00a9-Eve-Arnold-Magnum-Photos.-701x1024-205x300.jpg 205w\" sizes=\"(max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><\/a><strong>A questa intensa interprete dell\u2019arte della fotografia, la Casa-Museo Villa Bassi, nel cuore di Abano Terme, dedica un\u2019ampia retrospettiva, aperta fino all\u20198 dicembre 2019, \u00a0interamente centrata sui suoi celebri ed originali ritratti femminili<\/strong>. Quella proposta in Villa Bassi, dal Comune di Abano Terme \u2013 Assessorato alla cultura, da Suasez e da Magnum Photos, con la curatela di Marco Minuz, \u00e8 la prima retrospettiva italiana su questo tema dedicata alla grande fotografa statunitense.<strong> \u201cParadossalmente penso che il fotografo debba essere un dilettante nel cuore, qualcuno che ama il mestiere. Deve avere una costituzione sana, uno stomaco forte, una volont\u00e0 distinta, riflessi pronti e un senso di avventura. Ed essere pronto a correre dei rischi\u201d<\/strong>. Cos\u00ec Eve Arnold definisce la figura del fotografo. Bench\u00e9 il suo lavoro sia testimonianza di una lotta per uscire dalla definizione limitante di \u201cfotografa donna\u201d, la sua fortuna fu proprio quella capacit\u00e0 di farsi interprete della femminilit\u00e0, come \u201cdonna fra le donne\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>Eve Arnold<\/strong>, nata Cohen, figlia di un rabbino emigrato dalla Russia in America, contende ad Inge Morath il primato di prima fotografa donna ad essere entrata a far <strong>parte della Magnum<\/strong>. Furono infatti loro due le prime fotografe ad essere ammesse a pieno titolo nell\u2019agenzia parigina fondata da Robert Capa nel 1947. Un\u2019agenzia prima di loro, riservata solo ai grandi fotografi uomini come Henri Cartier \u2013 Bresson o Werner Bischof.<br \/>\nEd \u00e8 un caso fortunato che le due prime donne di Magnum siano protagoniste di altrettante retrospettive parallele in Italia entrambe promosse per iniziativa di Suazes: la Morath a Treviso, in Casa dei Carraresi, e ora la Arnold ad Abano Terme in questa mostra.<br \/>\nA chiamare Eve Arnold in Magnum fu, <strong>nel 1951<\/strong>, Henri Cartier -Bresson, colpito dagli scatti newyorkesi della fotografa. Erano le immagini di sfilate nel quartiere afroamericano di Harlem, a New York. Quelle stesse immagini, rifiutate in America per essere troppo \u201cscandalose\u201d, vennero pubblicate dalla rivista inglese Picture Post.\u00a0 Nel <strong>1952<\/strong> insieme alla famiglia Eve Arnold si trasferisce a Long Island, dove realizza uno dei reportage pi\u00f9 toccanti della sua carriera: \u201cA baby\u2019s first five minutes\u201d, raccontando i primi cinque minuti di vita dei piccoli nati al Mother Hospital di Port Jefferson. Nel 1956 si reca con un\u2019amica psicologa ad Haiti per documentare i segreti delle pratiche Voodoo. Chiamata a sostituire il fotografo Ernst Haas per un reportage su Marlene Dietrich, inizia la frequentazione con le celebrities di Hollywood e con lo star system americano. Nel 1950 l\u2019incontro con Marilyn Monroe, inizio di un profondo sodalizio che fu interrotto solo dalla morte dell\u2019attrice. Per il suo obiettivo Joan Crawford svela i segreti della sua magica bellezza. Nel 1960 documenta le riprese del celebre film \u201dThe Misfits\u201d, \u201cGli spostati\u201d, con Marilyn Monroe e Clark Gable, alla regia John Houston e alla sceneggiatura il marito dell\u2019epoca di Marilyn, Arthur Miller.<br \/>\nTrasferitasi a Londra nel 1962, Eve Arnold continua a lavorare con e per le stelle del cinema, ma si dedica anche ai <strong>reportage di viaggio<\/strong>: in molti Paesi del Medio ed Estremo Oriente tra cui Afghanistan, Cina e Mongolia.<br \/>\nFra il 1969 e il 1971 realizza il progetto \u201cDietro al velo\u201d, che diventa anche un documentario, testimonianza della condizione della donna in Medio Oriente.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Che si tratti delle donne afroamericane del ghetto di Harlem, dell\u2019iconica Marilyn Monroe, di Marlene Dietrich o delle donne nell\u2019Afghanistan del 1969, poco cambia. 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