{"id":1648,"date":"2014-02-03T22:55:50","date_gmt":"2014-02-03T22:55:50","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=1648"},"modified":"2014-02-03T22:55:50","modified_gmt":"2014-02-03T22:55:50","slug":"le-macchine-a-spalla-delle-processioni-italiane-sono-diventate-patrimonio-dellumanita-viterbo-nel-lazio-nola-in-campania-sassari-in-sardegna-e-palmi-in-calabria-vantano-antiche-tradizioni-con-s","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/02\/03\/le-macchine-a-spalla-delle-processioni-italiane-sono-diventate-patrimonio-dellumanita-viterbo-nel-lazio-nola-in-campania-sassari-in-sardegna-e-palmi-in-calabria-vantano-antiche-tradizioni-con-s\/","title":{"rendered":"Le macchine a spalla delle processioni  italiane sono diventate patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0. Viterbo nel Lazio, Nola in Campania, Sassari in Sardegna  e Palmi in Calabria vantano antiche tradizioni con sculture religiose. Beni culturali che legano passato e presente."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/macchina-di-santa-rosa-viterbo-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1649\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/macchina-di-santa-rosa-viterbo-4-300x215.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/macchina-di-santa-rosa-viterbo-4-300x215.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/macchina-di-santa-rosa-viterbo-4.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/1234101_10200915223136316_325347563_n-761691.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1653\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/1234101_10200915223136316_325347563_n-761691-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/1234101_10200915223136316_325347563_n-761691-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/1234101_10200915223136316_325347563_n-761691.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/sassari2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1654\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/sassari2-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/sassari2-224x300.jpg 224w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/sassari2.jpg 398w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/Gigli4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1655\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/Gigli4-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/Gigli4-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/Gigli4.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: medium\"><strong>lista Unesco dei Beni immateriali dell\u2019Umanit\u00e0<\/strong><\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"><strong> si \u00e8 arricchita di \u201cquattro storiche tradizioni italiane\u201d.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> A stabilirlo \u00e8 stato l\u2019ottavo Comitato Intergovernativo dell&#8217;Unesco riunito in Azerbaigian a Baku. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Premiate le macchine da processione, alte fino a trenta metri, portate a spalla da decine di volontari durante le tradizionali processioni annuali di agosto e settembre. <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Intanto quella di \u201c<\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: medium\"><strong>Santa Rosa a Viterbo\u201d, la quale consiste in una torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, realizzata con una infrastruttura interna in metallo e materiali moderni quali ad esempio la vetroresina, alta circa trenta metri e pesante cinque tonnellate, che la sera del 3 settembre di ogni anno viene sollevata e portata a spalla da un centinaio di robusti uomini detti &#8220;Facchini&#8221; lungo un percorso di poco pi\u00f9 di un chilometro<\/strong><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\">, <\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\">lungo le vie,talvolta molto strette, e le piazze del centro cittadino, tra ali di folla in delirio con l&#8217;animo sospeso tra emozione, gioia e anche un certo timore.<\/span><span style=\"font-size: medium\">Le origini della Macchina viterbese risalgono agli anni successivi al 1258, quando per ricordare la traslazione del corpo di Santa Rosa dalla Chiesa di S. Maria del Poggio al Santuario a lei dedicato, avvenuta il 4 settembre per volere del Papa Alessandro IV, si volle ripetere quella processione trasportando un&#8217;immagine o una statua della Santa illuminata su un baldacchino,che assunse nei secoli dimensioni sempre pi\u00f9 colossali. Il modello attuale, dal 2009, si chiama \u201cFiore del Cielo\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">Di grande interesso storico e artistico <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>la magnifica macchina con giganteschi ceri lignei di <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">Sassari detta <\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\">\u201c<\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">Faradda di li candareri\u201d<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\">. Di antica importazione pisana, la \u201cFaradda di li Candareri\u201d \u00e8 festa sentita dai sassaresi che non a caso la definiscono \u201cFestha Manna\u201d (grande festa). Oggetto di numerose innovazioni, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>la Discesa dei Candelieri \u00e8 stata in grado di mantenere inalterato il proprio nucleo originale. Si presenta ancora oggi come celebrazione in onore della Vergine Assunta che liber\u00f2 a pi\u00f9 riprese <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: medium\"><strong>Sassari <\/strong><\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\"><strong>dalla peste. Il 14 agosto di ogni anno, in ricordo dell\u2019antico voto, la processione danzante si ripete e<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>i candelieri, grandi colonne di legno, vengono portati in sfilata lungo le vie cittadine. Le fasi della giornata di festa sono scandite in maniera rigorosa: durante le prime ore della mattina i dieci gremi vestono i ceri votivi in un tripudio di colori e antico simbolismo.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Nel primo pomeriggio ci si incontra nella Piazza Castello e qualche ora pi\u00f9 tardi, impregnata di spirito religioso e goliardico, prende avvio la \u201cFaradda\u201d; al ritmo incalzante dei tamburi e del piffero i candelieri percorrono il Corso Vittorio Emanuele, concludendo la propria discesa all\u2019interno della Chiesa dui Santa Maria di Betlem. Sono le spettacolari evoluzioni che i pesanti ceri votivi compiono durante il tragitto a rendere tanto sorprendente la sfilata. Tradizione vuole che pi\u00f9 i candelieri saranno ballerini, pi\u00f9 l\u2019annata sar\u00e0 prospera.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Per i \u201c<\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: medium\"><strong>Gigli di Nola\u201d la tradizione ci riporta a Papa Gregorio I il quale <\/strong><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\"><strong>riferisce del sacrificio personale del vescovo Paolino<\/strong><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\"> che don\u00f2 i suoi averi e s\u00e9 stesso ai Visigoti in cambio della liberazione dei nolani resi schiavi a seguito delle invasioni di Alarico I del 410. La storia vuole che nel 431 la citt\u00e0 abbia accolto il vescovo al suo rientro con dei fiori, dei gigli per l&#8217;esattezza, e che i fedeli lo abbiano scortato fino alla sede vescovile alla testa dei gonfaloni e delle corporazioni delle arti e dei mestieri. In memoria di quell&#8217;avvenimento <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\"><strong>Nola ha tributato nei secoli la sua devozione a San Paolino portando in processione ceri addobbati posti prima su strutture rudimentali, poi su cataletti e divenuti infine torri piramidali di legno. Tali costruzioni lignee, denominate poi &#8220;gigli&#8221;, hanno assunto nell&#8217; 800 l&#8217;attuale altezza di 25 metri con base cubica di circa tre metri per lato, per un peso complessivo di oltre venticinque quintali. <\/strong><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\">L&#8217;elemento portante \u00e8 la &#8220;borda&#8221;, un&#8217;asse centrale su cui si articola l&#8217;intera struttura. Le &#8220;barre&#8221; e le &#8220;barrette&#8221; (in napoletano <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\"><em>varre<\/em><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\"> e <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\"><em>varretielli<\/em><\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium\">) sono le assi di legno attraverso cui il Giglio viene sollevato e manovrato a spalla. <\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\">I Gigli vengono addobbati dagli artigiani locali con decorazioni in cartapesta, stucchi o altri materiali secondo temi religiosi, storici o d&#8217;attualit\u00e0. Essi rinnovano una tradizione chiaramente individuabile sin dagli ultimi decenni dell&#8217; 800, che amplia le radici storiche individuabili nelle decorazioni architettoniche barocche leccesi e rappresentano quindi una forma di macchina votiva a spalla. Gli addetti al trasporto dei Gigli assumono il nome di &#8220;cullatori&#8221; (in napoletano <\/span><span style=\"font-size: medium\"><em>cullature<\/em><\/span><span style=\"font-size: medium\">), nome che deriva probabilmente dal movimento oscillante, simile all&#8217;atto del cullare. L&#8217;insieme dei cullatori, di norma 120, prende il nome di \u201cparanza\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"font-size: medium\">La Macchina de \u201cLa Varia di Palmi\u201d<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\">, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>\u00e8 una gigantesca \u201cpiramide umana&#8221; del peso, una volta rifinita di tutte le sue ricche parti decorative, di 20 tonnellate. Ha un&#8217;altezza di 16 metri , \u00e8 composta di parti mobili e rotanti e rappresenta l&#8217;ascensione di Maria Vergine al cielo; ha l&#8217;aspetto di una nuvola argentea cosparsa di stelle multicolori.<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\"> Tutta la costruzione \u00e8 trascinata dallo sforzo immane delle braccia di 200 giovani, &#8220;<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>i mbuttaturi <\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">&#8221; (cos\u00ec vengono chiamati i portatori), divisi nelle cinque antiche corporazioni cittadine (<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>marinai, contadini, artigiani, bovari, carrettieri<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">) disposti sotto le lunghe e grosse travi della base (u Cippu) mentre, altri giovani volontari, tirando le funi, contribuiscono pure a trascinare la pesante costruzione. I portatori indossano un tradizionale costume bianco con una fascia rossa legata attorno alla vita ed un fazzoletto di colore al collo (i colori delle corporazioni). Ogni corporazione ha un proprio stendardo di appartenenza. Sul basamento, &#8220;<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>u Cippu<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">&#8220;, prendono posto 12 giovinetti che rappresentano gli <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Apostoli<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">, un sacerdote e due chierichetti e tutt&#8217;intorno sulla &#8220;nuvola meccanica&#8221; sono sistemate 30 bambine scelte tra le pi\u00f9 belle, che rappresentano altrettanti angioletti <\/span><span style=\"font-size: medium\">che agitano delle bandierine durante la corsa del trionfo (12 sistemate sulla ruota persiana). Al vertice, sotto il globo che raffigura il cosmo, vi sono da un lato il disco argenteo della <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Luna<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">, dall&#8217;altro quello dorato del <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>Sole<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">che roteano durante il percorso che la Varia compie. Ancora pi\u00f9 in alto, su un seggiolino di ferro che oscilla durante la corsa, prende posto &#8220;<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>l&#8217;Animeddha<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">&#8221; una bambina di 10 anni che impersona la Madonna benedicente, e, pi\u00f9 in basso, ai piedi della fanciulla, si trova &#8220;<\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>u Patraternu<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">&#8220;, un giovane popolano che rappresenta il Padreterno, e che ha il compito di assistere e rincuorare l&#8217;Animella durante la corsa della Varia. Questo Macchine sono \u00abBeni immateriali da proteggere\u00bb e fanno parte da ora in poi dei tesori culturali tutelati a livello mondiale. <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>L\u2019elenco dei <\/strong><\/span><strong><span style=\"font-size: medium\">Patrimoni culturali intangibili, creato dall\u2019Unesco nel 2008<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium\">, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><strong>ha incluso fino a oggi un centinaio di tradizioni in tutto il mondo, per \u00ab<\/strong><\/span><em><span style=\"font-size: medium\"><strong>aiutare a dimostrare le diversit\u00e0 e aumentare la consapevolezza della loro importanza<\/strong><\/span><\/em><span style=\"font-size: medium\"><strong>\u00bb<\/strong><\/span><span style=\"font-size: medium\">, come si legge nelle motivazioni redatte per l&#8217;inserimento nella lista d&#8217;onore, capace di salvare un passato ancora presente.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La lista Unesco dei Beni immateriali dell\u2019Umanit\u00e0 si \u00e8 arricchita di \u201cquattro storiche tradizioni italiane\u201d. A stabilirlo \u00e8 stato l\u2019ottavo Comitato Intergovernativo dell&#8217;Unesco riunito in Azerbaigian a Baku. Premiate le macchine da processione, alte fino a trenta metri, portate a spalla da decine di volontari durante le tradizionali processioni annuali di agosto e settembre. 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