{"id":16481,"date":"2019-08-04T22:36:19","date_gmt":"2019-08-04T22:36:19","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16481"},"modified":"2019-08-04T22:36:19","modified_gmt":"2019-08-04T22:36:19","slug":"nanda-vigo-animatrice-dellambiente-cronotopico-una-mostra-di-luci-e-geometrie-a-palazzo-reale-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/08\/04\/nanda-vigo-animatrice-dellambiente-cronotopico-una-mostra-di-luci-e-geometrie-a-palazzo-reale-a-milano\/","title":{"rendered":"Nanda Vigo, animatrice dell\u2019ambiente cronotopico. Una mostra di luci e geometrie a Palazzo Reale a Milano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/155050099-843b5769-07a3-4ec3-9abf-b6224096f69e.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16482\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/155050099-843b5769-07a3-4ec3-9abf-b6224096f69e.jpg\" alt=\"155050099-843b5769-07a3-4ec3-9abf-b6224096f69e\" width=\"506\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/155050099-843b5769-07a3-4ec3-9abf-b6224096f69e.jpg 737w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/155050099-843b5769-07a3-4ec3-9abf-b6224096f69e-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 506px) 100vw, 506px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al\u00a0 primo piano di\u00a0<strong>Palazzo Reale<\/strong>\u00a0a Milano, fino al 29 settembre 2019, aperta \u00a0al pubblico la mostra\u00a0<strong><em>Nanda Vigo. Light Project<\/em>.<\/strong>.<strong>Promossa dal Comune di Milano | Cultura, Palazzo Reale, in collaborazione con l\u2019Archivio Nanda Vigo e Donatella Volont\u00e9<\/strong>, la mostra si inserisce nel percorso con il quale Palazzo Reale, per il quarto anno consecutivo, esplora nella programmazione estiva l\u2019arte contemporanea, approfondendo e valorizzando il lavoro di maestri dell\u2019arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi e il rapporto che hanno avuto con la citt\u00e0 di Milano dove hanno vissuto, creato ed elaborato la propria ricerca, come nel caso specifico di Nanda Vigo.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/92557-2018_Mostra-_Sky-tracks_Trigger-of-the-Space_-installation-view_-Galleria-San-Fedele-Milano_-foto-Marco-Poma.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16483\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/92557-2018_Mostra-_Sky-tracks_Trigger-of-the-Space_-installation-view_-Galleria-San-Fedele-Milano_-foto-Marco-Poma.jpg\" alt=\"92557-2018_Mostra-_Sky-tracks_Trigger-of-the-Space_-installation-view_-Galleria-San-Fedele-Milano_-foto-Marco-Poma\" width=\"454\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/92557-2018_Mostra-_Sky-tracks_Trigger-of-the-Space_-installation-view_-Galleria-San-Fedele-Milano_-foto-Marco-Poma.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/92557-2018_Mostra-_Sky-tracks_Trigger-of-the-Space_-installation-view_-Galleria-San-Fedele-Milano_-foto-Marco-Poma-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><\/a><em>Light Project<\/em>\u00a0\u00e8 infatti la\u00a0<strong>prima retrospettiva antologica dedicata da un\u2019istituzione italiana a questa artista e architetto milanese che ha influenzato la scena artistica italiana ed europea degli ultimi cinquant\u2019anni<\/strong>: attraverso l\u2019esposizione di circa\u00a0<strong>ottanta opere &#8211; tra progetti, sculture e installazioni &#8211;<\/strong>\u00a0la mostra racconta l\u2019eccezionale percorso di ricerca di una figura di assoluto rilievo nel panorama europeo, dagli esordi alla fine degli anni Cinquanta sino alle esperienze pi\u00f9 attuali.<\/p>\n<p><strong>Protagonista del clima culturale milanese degli anni Sessanta, Nanda Vigo (Milano, 1936) inizia a realizzare i suoi\u00a0<em>Cronotopi<\/em>\u00a0dal 1962, in sintonia con lo spirito di ZERO, gruppo transnazionale di artisti tedeschi, olandesi, francesi, belgi, svizzeri e italiani al quale prese parte.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/nanda.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16484\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/nanda.jpeg\" alt=\"nanda\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/nanda.jpeg 640w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/nanda-300x200.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a>Partecipe delle avanguardie e dei gruppi dei primi anni Sessanta,\u00a0<strong>Nanda Vigo elabora una personale ricerca incentrata sulla luce, la trasparenza, l\u2019immaterialit\u00e0, che devono costituire l\u2019opera e lo stesso ambiente abitato dall\u2019essere umano<\/strong>, e di cui i \u201ccronotopi\u201d sono la concretizzazione artistica. Uno chassis metallico racchiude vetri industriali, talvolta illuminati da neon, attraverso i quali la luce penetra e si manifesta allo sguardo, metafora della leggerezza, della mutazione, dell\u2019immaterialit\u00e0 spirituale dell\u2019arte e della sua percezione. Presto prendono le forme di veri e propri ambienti (alcuni realizzati in collaborazione con Lucio Fontana) e di specchi inclinati e tagliati in modo da riflettere una impensata visione della realt\u00e0, mentre continua il lavoro di progettazione di design e di architettura (famosa la sua collaborazione con Gio Ponti per la Casa sotto la foglia, a Malo, del 1965, e la realizzazione del Museo Remo Brindisi a Lido di Spina del 1967).\u00a0 Gli anni Ottanta sono caratterizzati dall\u2019adesione ai concetti del Postmodernismo, mentre la produzione successiva torna alla seducente algidit\u00e0 del neon, delle luci radianti e diffuse, delle forme semplici e dinamiche.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/Nanda-Vigo-TeatroOutOff-2016.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16486\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/Nanda-Vigo-TeatroOutOff-2016.jpg\" alt=\"Nanda-Vigo-TeatroOutOff-2016\" width=\"760\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/Nanda-Vigo-TeatroOutOff-2016.jpg 760w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/Nanda-Vigo-TeatroOutOff-2016-300x197.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 760px) 100vw, 760px\" \/><\/a>In mostra \u00a0<strong>esposte opere e progetti che abbracciano l\u2019intero arco di produzione dell\u2019artista: fulcro del percorso espositivo \u00e8 \u00a0un affascinante ambiente cronotopico, che occupa l\u2019intera stanza degli specchi.<\/strong><br \/>\nQuesto ambiente, in particolare, esprime la quintessenza del modo di intendere l\u2019arte di Nanda Vigo: una situazione esistenziale che consenta di vivere esperienze trascendenti, andando oltre la materialit\u00e0 del quotidiano per riuscire a percepire fisicamente &#8211; per quanto possibile &#8211; una realt\u00e0 pi\u00f9 alta, una sintonia universale attraverso la contemplazione, la smaterializzazione, la comunione con il \u201ctutto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Nanda Vigo<\/strong> nasce a Milano nel 1936 e si laurea all\u2019Institute Polytechnique di Lausanne. Dal 1959 inizia ad esporre le sue opere in gallerie e musei in Europa e in Italia; prende parte al Gruppo Zero in un sodalizio ancora vivo e collabora con Gio Ponti e Lucio Fontana. Nel 1965 cura la leggendaria mostra <em>ZERO avantgarde<\/em> nello studio di Lucio Fontana a Milano. Nella sua attivit\u00e0 Vigo opera con un rapporto interdisciplinare tra arte, design, architettura, ambiente, \u00e8 impegnata in molteplici progetti sia nella sua veste di architetto che di designer che di artista. Quello che contraddistingue la sua vivace carriera \u00e8 la particolare attenzione e la costante ricerca di nuovi linguaggi, che la spingono ad aprire collaborazioni con i personaggi pi\u00f9 significativi del nostro tempo ed a intraprendere numerosi progetti volti alla valorizzazione dell\u2019Arte come la mostra <em>ITALIAN ZERO &amp; avantgarde 60\u2019s <\/em>al MAMM Museum di Mosca nel 2011. Nel 2014\/2015 espone al Guggenheim Museum di New York, al Martin-Gropius-Bau di Berlino e allo Stedelijk Museum di Amsterdam nelle retrospettive dedicate a ZERO. Tra il 2013 e l\u2019inizio del 2016 realizza diverse personali: <em>Nanda Vigo Lights Forever<\/em>, Galleria Allegra Ravizza, Lugano, <em>Affinit\u00e0 elette<\/em> al Centro San Fedele di Milano, <em>Zero in the mirror<\/em> alla Galleria Volker Diehl di Berlino, <em>Chronotopics<\/em> alla Mayor Gallery di Londra,oltre a quella pi\u00f9 recente <em>Nanda Vigo<\/em> alla galleria Sperone Westwater di New York. Ha partecipato alla <em>XXI Triennale (21st Century. Design After Design)<\/em> e nel 2016 ha presentato la sua prima opera monumentale, <em>Exoteric Gate<\/em>, nel cortile Ca\u2019 Granda dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano. Nel 2017 partecipa alla mostra <em>Fantasy access code<\/em> a Palazzo Reale di Milano e al K11 Museum di Shanghai in collaborazione con Alcantara, a <em>Socle du Monde<\/em>, Biennale 2017 all\u2019Heart Museum di Herning in Danimarca e alla mostra <em>Lucio Fontana. Ambienti\/ Environment<\/em> a Pirelli Hangar Bicocca, Milano. Nel 2018 realizza per il MAXXI di Roma in collaborazione con Alcantara la mostra <em>Arch\/arcology<\/em> e inaugura la mostra personale presso la Galleria San Fedele di Milano dal titolo <em>Sky Tracks<\/em> e <em>Global Chronotopic Experience<\/em> nello Spazio San Celso di Milano e le mostre collettive <em>Welt ohne Au\u00dfen &#8211; Immersive Spaces since the 1960s<\/em> al Martin-Gropius-Bau di Berlino, <em>Zero,<\/em> MONA Museum di Hobart in Tasmania, <em>Multiforms<\/em> a Palazzo Rocca Contarini Corf\u00f9 di Venezia, <em>Opere<\/em>\u200b\u200b<em> aperte &#8211; 1955-1975<\/em> alla Fundaci\u00f3 Catalunya La Pedrera di Barcellona e <em>100% Italia<\/em> al Museo Ettore Fico di Torino. Nel 2019 gli ambienti realizzati da Nanda Vigo e Lucio Fontana sono inclusi nella mostra <em>Lucio Fontana. On the Threshold<\/em> al The Met Breuer e The Met Fifth Avenue, New York, e sue opere sono presenti nella mostra <em>What was I?,<\/em> presso Prada Rong Zhai a Shanghai.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; Al\u00a0 primo piano di\u00a0Palazzo Reale\u00a0a Milano, fino al 29 settembre 2019, aperta \u00a0al pubblico la mostra\u00a0Nanda Vigo. 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