{"id":16509,"date":"2019-08-07T21:35:36","date_gmt":"2019-08-07T21:35:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16509"},"modified":"2019-08-08T19:09:37","modified_gmt":"2019-08-08T19:09:37","slug":"michele-mathison-artistain-residenza-in-mostra-nel-palazzo-sangiovanni-ad-alessano-lecce-sede-di-muse-salentine-evento-voluto-dal-mecenate-belga-charles-adriaenssen-proprietario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/08\/07\/michele-mathison-artistain-residenza-in-mostra-nel-palazzo-sangiovanni-ad-alessano-lecce-sede-di-muse-salentine-evento-voluto-dal-mecenate-belga-charles-adriaenssen-proprietario\/","title":{"rendered":"Michele Mathison artista\u201cin  residenza\u201d in mostra nel Palazzo Sangiovanni ad Alessano\/ Lecce, sede di Muse Salentine. Evento voluto dal mecenate belga  Charles Adriaenssen proprietario del palazzo cinquecentesco."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/blob-ttgqbj2iopgamrm09o78mbmx0.data_-e1565200895142.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16510\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/blob-ttgqbj2iopgamrm09o78mbmx0.data_-e1565200895142.jpg\" alt=\"blob-ttgqbj2iopgamrm09o78mbmx0.data\" width=\"468\" height=\"351\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Salento non \u00e8 propriamente luogo dove transita l\u2019arte contemporanea, quella beninteso di spessore e di spiccata lievitazione culturale, perch\u00e9 la popolazione di questa \u00a0estrema provincia -da finibus terrae- \u00e8 presa da mille problemi di varia natura\u00a0 e non ha la cultura artistica necessaria che non sia quella di una vetusta figuralit\u00e0 e immagine<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0286-Edit.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16511\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0286-Edit.jpg\" alt=\"Michele Mathison\" width=\"327\" height=\"490\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0286-Edit.jpg 393w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0286-Edit-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 327px) 100vw, 327px\" \/><\/a> Delle eccezioni per\u00f2 esistono, semi gettati qua e l\u00e0 che si disperdono come gira il vento. Ci provai io stesso qualche anno fa, esattamente nell\u2019estate 2011, \u00a0con l\u2019impiantare un progetto dal titolo \u201cNuovo Atlante delle Arti\u201d di artisti in residenza \u00a0a Borgo Cardigliano -tra Specchia e Ruffano- un paese agricolo costruito \u00a0dal Fascismo; \u00a0ebbene nel progetto di residenze, i nomi di \u00a0Chiara Silva (Apologia del Cielo), Marisa Settembrini (La cifra di ore e racconti), Fiamma Zagara (Lezione Italiana), Eugenio Galli (Bisbiglio di segnali), Giorgio Cutini (Tra liete apparenze), Bruno Chersicla e altri (Fratelli d\u2019Italia), Pasquale Petrucci (Alfabeti Visivi), Capolavori tra Novecento e Terzo Millennio (L\u2019Arte delle Meraviglie), ecc. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0006-Edit.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16513\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0006-Edit.jpg\" alt=\"Michele Mathison\" width=\"311\" height=\"466\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0006-Edit.jpg 549w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0006-Edit-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 311px) 100vw, 311px\" \/><\/a>\u00a0<strong>Ora \u00e8 arrivato in Alessano\/Lecce un nuovo progetto di \u201cresidenze\u201d estive, iniziato nel 2018 con l\u2019artista Augustine Delloy, mentre quest\u2019anno 2019 \u00e8 la volta del sudafricano Michele Mathison. Certo una \u201cnicchia\u201d per pochi, lasciatemelo dire, evento colto per pochissimi.<\/strong> <strong>Il 1 agosto 2019 l&#8217;artista ha inaugurato a Palazzo Sangiovanni\u00a0una mostra di installazioni ed opere che danno luce e rilievo alla bellezza del territorio salentino e alle sue materie prime, ancora ancestrali. L&#8217;es<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0138.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16515\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0138.jpg\" alt=\"Michele Mathison\" width=\"318\" height=\"531\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0138.jpg 416w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0138-180x300.jpg 180w\" sizes=\"(max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/a><strong>posizione di Michele Mathison vive sul risultato del lavoro creativo messo in atto a luglio, durante il suo mese di permanenza in Salento, nella residenza per artisti creata appositamente nella sede di Muse Salentine, ad Alessano nel Palazzo Sangiovanni in Piazza Castello 3.<\/strong> Qui, in questa terra di confine, estremo sud est, a contatto con la bellezza della luce e la tranquillit\u00e0 di un territorio, -una volta operosissimo mentre oggi si lascia vivere- trasformato in una sorta di laboratorio vulcanico, probabili giovani talenti traggono la giusta ispirazione per esprimere al meglio la propria creativit\u00e0.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0139.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16516 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0139.jpg\" alt=\"Michele Mathison\" width=\"261\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0139.jpg 492w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0139-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><\/a><strong>Beninteso tutto si svolge<\/strong> <strong>nel Palazzo Sangiovanni ad Alessano\/ Lecce, sede di Muse Salentine, il progetto voluto e messo in atto \u00a0dal mecenate belga\u00a0 Charles Adriaenssen proprietario del palazzo cinquecentesco.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Entriamo nello specifico della mostra di Michele Mathison, il giovane del Sudafrica attraverso una serie interessantissima di opere pittoriche e scultoree eseguite, \u00a0\u00a0si lascia leggere nell\u2019atteggiamento progettuale di Le Corbusier, che con le sue forme architettoniche, scultoree, produceva un servizio linguistico, effetto di una reazione poetica<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0178.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16517\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0178.jpg\" alt=\"Michele Mathison\" width=\"371\" height=\"555\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0178.jpg 564w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0178-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/a>Possiamo senz\u2019altro affermare che Mathison, proprio perch\u00e9 fino ad oggi in giro per il mondo si \u00e8 guardato attorno, possiede del manierismo il procedimento della simulazione, la capacit\u00e0 indiretta di celebrare o negare la realt\u00e0 mediante un\u2019immagine che nasconde il proprio senso interno attraverso l\u2019oggettivit\u00e0 splendente della forma. <strong>L\u2019uso di forme in ferro, assemblate nello spazio, pi\u00f9 geometriche, espressione di purezza ed equilibrio, od anche simulanti la replicazione di arbusti come il finocchio selvatico, o addirittura di tegole in cotto bianco cucite in forma speculare e aggettanti come fossero un\u00a0 totem, lasciano intendere le laboriose ricerche formali\u00a0 messe in atto dall\u2019artista nella sua\u00a0 operosissima esistenza.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0180.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16518 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0180.jpg\" alt=\"Michele Mathison\" width=\"325\" height=\"486\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0180.jpg 492w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0180-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a>Qui, in tutta la produzione scultorea vive una presa diretta dell\u2019arte minimalista; <strong>quando poi si muove verso installazioni a parete, il dato romantico viene catturato dalla materia, \u00e8 cos\u00ec il caso della ricostruzione perimetrale di un campo di terra rossa, che vive in un interno -opera a mio avviso di grande intensit\u00e0 costruttiva e carica di mitografia<\/strong>-; oppure l\u2019agglomerato di materiali vari (legni, pietre, terra, ferri, ecc.) \u00a0\u00a0disposto a sipario su una parete del giardino interno che contempla diverse esperienze del mondo. C&#8217;\u00e8\u00a0 persino un omaggio agli ulivi di Puglia oggi\u00a0 colpiti dalla peste del batterio Xilella; interi boschi distrutti, un territorio devastato, qui memorizzato in\u00a0 quella scultura tronco infilzata da oggetti ferrosi. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0028.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16519\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0028.jpg\" alt=\"Michele Mathison\" width=\"368\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0028.jpg 632w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/MicheleMathison_Kash_0028-300x208.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a>E\u2019 un linguaggio il suo che appare quasi ovvio nella sua validit\u00e0 universale, ma che \u00e8 una personalissima, lenta, dura conquista, raggiunta con esercizio faticoso e continuo. <strong>Il suo non \u00e8 stato un depotenziamento del reale, come \u00e8 avvenuto gi\u00e0 con le avanguardie, ma un processo di sublimazione e spostamento che ha arricchito il farsi dell\u2019arte contemporanea, il trasformare il mondo con il suo ordine formale. \u00a0Un passaggio questo che avviene in un momento storico di maturit\u00e0, in cui non esiste pi\u00f9 scontro tra modernit\u00e0 e post-modernismo, ma ricca convergenza e costruzione \u00a0di complessit\u00e0 formale. La grandezza di questo giovane artista sudafricano a mio avviso \u00e8 che utilizza intenzionalmente un superficialismo spaziale capace di celebrare la forma con molta profondit\u00e0 affettiva. Non \u00e8 poco certo, ma vale come documento del territorio in cui vivono le forme, ormai cariche di una tensione dialettica fuor dal comune. \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>N.B: <strong>Le foto delle opere di Michele Mathison a corredo dell&#8217;articolo sono del fotografo Kash Gabriele Torsello<\/strong><\/p>\n<p><strong>Michele Mathison<\/strong> nasce nel 1977 a Johannesburg, in Sud Africa, ed attualmente vive e lavora dividendosi tra i suoi luoghi d&#8217;origine e lo\u00a0Zimbabwe. Suo padre, l&#8217;italiano Alberto Tagliaferri,\u00a0ha esercitato\u00a0nel corso della vita\u00a0la professione di architetto e scultore.\u00a0Mathison consegue\u00a0nel 2000\u00a0la laurea in Belle Arti presso la Michaelis School of Fine Arts all&#8217;Universit\u00e0 di Citt\u00e0 del Capo e\u00a0nel 2013\u00a0rappresenta lo Zimbabwe alla 55esima Biennale di Venezia. Le sue mostre recenti comprendono Dissolution, presso la Tyburn Gallery, nel Regno Unito (2018), Frieze sculpture, a Londra (2018), State of Emergence, presso la Galleria Whatiftheworld, a Citt\u00e0 del Capo, ed a Johannesburg, in Sud Africa (2017), Uproot,\u00a0presso la Tyburn Gallery di Londra (2016); Harvest, presso lo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Zeitz MOCAA) e lo Scheryn Pavilion a Citt\u00e0 del Capo (2015); Manual, nella Galleria Whatiftheworld (2014), ed Exit\/Exile, Nirox Projects a Johannesburg (2011).\u00a0Mathison ha inoltre prodotto opere su commissione per il lungomare Victoria &amp; Alfred di Citt\u00e0 del Capo, come l&#8217;Angular Mass (2018), per Carvela, come Running in Circles (2012) e per Slow Lounge,\u00a0come Carto\/Graphic 1 (2011).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il Salento non \u00e8 propriamente luogo dove transita l\u2019arte contemporanea, quella beninteso di spessore e di spiccata lievitazione culturale, perch\u00e9 la popolazione di questa \u00a0estrema provincia -da finibus terrae- \u00e8 presa da mille problemi di varia natura\u00a0 e non ha la cultura artistica necessaria che non sia quella di una vetusta figuralit\u00e0 e immagine. Delle eccezioni per\u00f2 esistono, semi gettati qua e l\u00e0 che si disperdono come gira il vento. 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