{"id":16607,"date":"2019-08-19T18:20:18","date_gmt":"2019-08-19T18:20:18","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16607"},"modified":"2019-08-19T18:20:18","modified_gmt":"2019-08-19T18:20:18","slug":"arshile-gorky1904-1948-lastrattista-figura-chiave-dellarte-americana-del-xx-secolo-in-mostra-a-ca-pesaro-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/08\/19\/arshile-gorky1904-1948-lastrattista-figura-chiave-dellarte-americana-del-xx-secolo-in-mostra-a-ca-pesaro-a-venezia\/","title":{"rendered":"Arshile Gorky(1904-1948) l\u2019astrattista, figura chiave dell\u2019arte americana del XX secolo, in mostra a  C\u00e0 Pesaro a Venezia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/EP11_Foundation_m-e1566237866480.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16608\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/EP11_Foundation_m-e1566237866480.jpg\" alt=\"EP11_Foundation_m\" width=\"381\" height=\"292\" \/><\/a>Da maggio 2019 -e fino al 22 settembre 2019- \u00a0la Fondazione Musei Civici di Venezia presenta \u00a0una importante mostra dedicata a Arshile Gorky negli spazi di Ca&#8217;\u2019 Pesaro. Si tratta della prima retrospettiva italiana su questo artista considerato una delle figure chiave dell\u2019arte americana del XX secolo.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa mostra prende in considerazione le tappe della straordinaria carriera di Gorky dai primi lavori degli anni Venti, in cui il suo approccio alla pittura \u00e8 fortemente connotato dal rapporto con le composizioni di C\u00e9zanne, passando per i punti pi\u00f9 alti del suo studio da autodidatta dei maestri e dei movimenti moderni, fino ad arrivare alla fase in cui tutti questi stimoli confluiscono in una potente e singolarissima visione.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/GORKY82540.-150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16609\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/GORKY82540.-150x150.jpg\" alt=\"GORKY82540.-150x150\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>Arshile Gorky: 1904-1948<\/em><\/strong>\u00a0si propone di evidenziare come, sin dalle fasi precoci della sua carriera, quando \u00e8 apparentemente soggiogato dal lavoro dei grandi maestri del passato, la voce artistica di Gorky sia gi\u00e0 presente, e vada rafforzandosi mano a mano che il suo lavoro progredisce. La sezione finale della rassegna mostra con quale forza l\u2019energia pittorica e l\u2019immaginazione di Gorky si uniscano ad un rinnovato incontro con la natura, nei paesaggi della Virginia e del Connecticut, durante le estati del 1942-45. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/85119-unnamed-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16610\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/85119-unnamed-5.jpg\" alt=\"85119-unnamed-5\" width=\"461\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/85119-unnamed-5.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/85119-unnamed-5-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 461px) 100vw, 461px\" \/><\/a>Una selezione di questi capolavori maturi, con la loro gamma di surreale, di astratto, di figurativo, rivela un artista al culmine del suo straordinario potere creativo. La qualit\u00e0 inimitabile delle ultime opere fu riconosciuta dal poeta surrealista Andr\u00e9 Breton che, nella prefazione al catalogo di una mostra di Gorky del 1945, la descrisse come un \u201cibrido\u201d, riconoscendo la complessit\u00e0 con cui Gorky evocava il mondo naturale, unendolo a una moltitudine di memorie personali e influenze diverse.<br \/>\nSin dal suo interrogarsi, negli anni \u201920, sui maestri moderni fino ai suoi ultimi dipinti degli anni \u201940, nell\u2019opera di Gorky \u00e8 sempre presente una particolare visione che lo contraddistingue come una delle figure cardine dell\u2019arte americana del XX secolo, a fianco di Willem de Kooning, Jackson Pollock e Mark Rothko. La retrospettiva veneziana viene realizzata in stretta collaborazione con The Arshile Gorky Foundation e con i membri della famiglia, pertanto consentir\u00e0 di ammirare anche opere che sono state raramente esposte in pubblico. Il percorso di mostra conta inoltre su prestigiosi prestiti museali: National Gallery of Art di Washington; Tate Modern di Londra; Centre Pompidou di Parigi; Whitney Museum of American Art, New York; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, Albright-Knox Art Gallery di Buffalo; Calouste Gulbenkian Foundation, di Lisbona; Diocesi della Chiesa Armena Americana a New York.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/GORKY82535-hires.-e1566237955499.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16611\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/GORKY82535-hires.-e1566237955499.jpg\" alt=\"GORKY82535-hires.\" width=\"467\" height=\"349\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Gabriella Belli afferma: \u201cla straordinaria personalit\u00e0 di Gorky, per la prima volta in Italia con una mostra monografica, illuminer\u00e0 zone ancora in ombra della storia dell\u2019arte del nostro Paese, facendoci esplorare in profondit\u00e0 l\u2019osmosi della pittura europea con quella americana, di cui Gorky fu senza dubbio uno dei pi\u00f9 importanti innovatori\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cLe opere pi\u00f9 importanti della car<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/59813691_592963724542215_2225962029166886912_n-590x590.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16613\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/59813691_592963724542215_2225962029166886912_n-590x590.jpg\" alt=\"59813691_592963724542215_2225962029166886912_n-590x590\" width=\"456\" height=\"456\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/59813691_592963724542215_2225962029166886912_n-590x590.jpg 590w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/59813691_592963724542215_2225962029166886912_n-590x590-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/59813691_592963724542215_2225962029166886912_n-590x590-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 456px) 100vw, 456px\" \/><\/a><strong>riera di Gorky \u2013 prosegue Edith Devaney \u2013 sono riunite in una mostra che permette di riaffermarne il valore della sua esperienza all\u2019interno dello sviluppo e definizione dell\u2019Arte Americana del XX secolo, evidenziando come la sua influenza prosegua tuttora\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/GORKY79829.-e1566238010112.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16612\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/GORKY79829.-e1566238010112.jpg\" alt=\"GORKY79829.\" width=\"455\" height=\"589\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cCirca un secolo fa il giovane Arshile Gorky \u2013 spiega Saskia Spender \u2013 arriv\u00f2 tanto vicino a Venezia quanto mai lo era stato di persona, quando la nave che lo avrebbe condotto in America fece scalo a Napoli. A dire il vero non fu mai lontano, almeno spiritualmente, dall\u2019arte di Pompei, Paolo Uccello e di De Chirico, tra i suoi predecessori preferiti. Gli piaceva lavorare in maniera veloce come notoriamente faceva il Tintoretto perch\u00e9, come disse una volta, \u201cquando siamo in sintonia con il nostro tempo facciamo le cose con maggiore facilit\u00e0\u201d. Ci auguriamo \u2013 prosegue Spender \u2013 che questa mostra faccia apprezzare ai visitatori il valore della particolare posizione di Gorky e anche la sua energia prolifica, si aggiunga che per la prima volta in Italia si potr\u00e0 vedere la sua opera con tale ampiezza. Gorky \u00e8 stato un uomo che ha rifiutato confini ed etichette di ogni tipo, dal suo stesso nome sino alle categorie storiche dell\u2019arte. La mostra di Venezia non potr\u00e0 che confermare che una tale espressione individuale poteva emergere solo nella New York della met\u00e0 del secolo\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/59845543_885034865176423_2760766305983266816_n-590x443.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16614\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/59845543_885034865176423_2760766305983266816_n-590x443.jpg\" alt=\"59845543_885034865176423_2760766305983266816_n-590x443\" width=\"465\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/59845543_885034865176423_2760766305983266816_n-590x443.jpg 590w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/59845543_885034865176423_2760766305983266816_n-590x443-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 465px) 100vw, 465px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Accanto ai dipinti, la mostra include una selezione di lavori su carta che dimostrano la mano incredibile di Gorky.\u00a0I lavori esposti sono giunti da collezioni internazionali sia istituzionali che private: tra queste la Tate di Londra, la National Gallery of Art di Washington DC, il Whitney Museum of American Art di New York, il Centre Pompidou di Parigi, Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, l\u2019Israel Museum di Gerusalemme. In tutto saranno esposte circa 80 opere. <strong>La mostra prende inizio dalla prima ritrattistica dell\u2019artista, a questo periodo infatti risalgono i molti incontri con gli artisti avant garde emergenti di New York, tra questi Stuart Davis, John Graham e David Smith, un ambiente creativo di cui lo stesso Gorky fu figura di spicco. Un\u2019opera centrale \u00e8 \u201cSelf-Portrait\u201d (ca.1937), che fa riferimento ai ritratti neoclassici di Picasso degli anni \u201920. La ritrattistica di Gorky non era solo una modalit\u00e0 per esplorare il presente \u2013 ritratti di famiglia, amici stretti e dei suoi pari \u2013 ma anche un modo per rendere omaggio alla famiglia che aveva perso. <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/gorky-3-590x371.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16615\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/gorky-3-590x371.jpg\" alt=\"gorky-3-590x371\" width=\"467\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/gorky-3-590x371.jpg 590w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/08\/gorky-3-590x371-300x189.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 467px) 100vw, 467px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gorky ha proseguito sintetizzando le problematiche e la struttura cubista con i contenuti e le tecniche surrealiste, in particolare isolando ed elaborando forme biomorfiche nei suoi paesaggi e nelle nature morte degli anni \u201930. La serie di disegni conosciuti come \u201cNighttime, Enigma and Nostalgia\u201d rappresenta un momento cruciale nello sviluppo dell\u2019astrazione dell\u2019artista, il suo vocabolario risulta perfezionato da motivi scaturiti dal suo interrogarsi sul Cubismo e il Surrealismo. Il disegno ha svolto un ruolo fondamentale nella pratica di Gorky, formando le sue idee e precedendo quasi ogni dipinto. La creativit\u00e0 di Gorky viene approfondita in mostra attraverso l\u2019esposizione di opere su carta che documentano tutto il corso della sua carriera.<br \/>\nNegli anni \u201940 Gorky entra in contatto con i surrealisti, tra cui Andr\u00e9 Breton, Wifredo Lam, Max Ernst e Roberto Matta. Queste nuove frequentazioni avrebbero contribuito allo sviluppo dell\u2019automatismo e del subconscio nei suoi dipinti. Opere come \u201cApple Orchard\u201d (ca.1943 \u2013 1946) danno conto non solo della sua abilit\u00e0 e di una nuova linea precisa e fluida, ma anche di un mutato approccio. Il lavoro di Gorky era stato ulteriormente rivitalizzato da una riconnessione con la natura, cementata nelle estati del 1942-1945 trascorse in Connecticut e alla Crooked Run Farm in Virginia. Questa periodo trascorso \u201cen plein air\u201d e non immerso nel suo studio o nei musei di New York, gli ha permesso di estrarre simboli e motivi universali fondati sull\u2019osservazione. Gorky esamin\u00f2 da vicino le forme botaniche e biologiche e tradusse le metafore visive che vedeva in natura in nuove forme metamorfiche, capaci di esprimere la sua psiche pi\u00f9 intima.<br \/>\nL\u2019ultimo capitolo di \u201cArshile Gorky: 1904 \u2013 1948\u2033 si concentra sugli ultimi capolavori come \u201d The Liver is the Cock\u2019s Comb\u201d(1944), \u201cOne Year the Milkweed\u201d (1944) e \u201cDark Green Painting\u201d (1948 circa). In questi lavori, i simboli istintivi di Gorky si trasformano in un personale vocabolario di forme fantastiche ricorrenti che danno esito, ha osservato Clement Greenberg nel 1947 \u201cad alcuni dei migliori dipinti moderni mai realizzati da un americano\u201d. L\u2019artista ha intriso queste opere evocative di ricordi d\u2019infanzia, della sua profonda affinit\u00e0 con la natura e delle complessit\u00e0 e contraddizioni che sentiva nella sua stessa esistenza. Il lessico cos\u00ec particolare di Gorky \u2013 un mix di energia propria e di empatia, subconscio e immaginario astratto \u2013 ne fanno un precursore dell\u2019Espressionismo Astratto in America. Gorky ha vissuto un\u2019epoca straordinaria per sconvolgimenti storici e culturali, caratterizzato da un movimento di persone senza precedenti durante le due guerre mondiali, cui ha fatto seguito l\u2019ascesa di New York a capitale artistica su Parigi. Questo contesto storico, viene documentato in mostra attraverso il materiale d\u2019archivio prestato dalla Arshile Gorky Foundation, e delinea non solo la cronologia della vita di Gorky ma anche eventi del periodo che hanno avuto un profondo impatto sulla sua vita. Il lavoro dell\u2019artista ha avuto una influenza permanente sulle generazioni, in particolare artisti come Willem de Kooning, Cy Twombly, Helen Frankenthaler e Jack Whitten. La mostra presenta anche un film diretto da Cosima Spender, nipote dell\u2019artista, che riunisce alcune voci artistiche contemporanee per riflettere sulla vita, il lavoro e l\u2019eredit\u00e0 di Gorky, insieme a filmati inediti dell\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>Arshile Gorky Lago Van, Anatolia Ottomana (attuale Turchia), 15 aprile 1904 \u2013 Sherman, Connecticut (Stati Uniti), 12 Luglio 1948.<\/strong> Nato Vostanik Manoug Adoian, Arshile Gorky si rifugi\u00f2 negli Stati Uniti insieme alla sorella a 15 anni, per sfuggire al genocidio armeno. Due anni dopo si iscrisse alla New School of Design di Boston, Massachusetts, dove studi\u00f2 sino al 1924. In quello stesso anno si spost\u00f2 a New York per insegnare a tempo pieno alla School of Painting and Drawing presso la Grand Central School of Art. Gorky fu uno dei primi artisti a partecipare al <em>Federal Art Project<\/em> lanciato dal governo americano nel 1935, per il quale dipinse diverse serie di murali al Floyd Bennett Field a Brooklyn e all\u2019aeroporto di Newark. Nel 1935 firm\u00f2 anche un contratto di tre anni con la Guild Art gallery di New York. La sua prima retrospettiva museale apr\u00ec al San Francisco Museum of Modern Art nel 1941. A met\u00e0 degli anni Quaranta attravers\u00f2 un periodo produttivo ricco di soddisfazioni personali e artistiche, segnato dalla nascita delle due figlie e dal rapporto felice con la natura.\u00a0<strong> Nel 1948, a seguito di un periodo di turbamento personale e problemi di salute, Gorky si impicc\u00f2 in un capanno vicino alla sua casa.<\/strong>\u00a0 Oltre ad aver dato vita ad un corpus di opere di grande importanza e di immediata riconoscibilit\u00e0, Gorky ha lasciato in eredit\u00e0 anche una visione unica che lo colloca tra i principali protagonisti nello sviluppo del movimento dell\u2019&#8217;Espressionismo Astratto. La singolare capacit\u00e0 di Gorky di comprendere e assimilare i diversi movimenti del Novecento lo distinse come figura centrale, tale da influenzare molti altri artisti, a partire da Willem de Kooning, che lo riconobbe come forza trainante tra i pittori del suo tempo, fino a Cy Twombly, Helen Frankenthaler, Jack Whitten.<\/p>\n<p><strong>Ca&#8217;\u2019 Pesaro \u2013 Galleria Internazionale d\u2019Arte Moderna di Venezia<\/strong>. La Galleria Internazionale d&#8217;\u2019Arte Moderna di Venezia ha sede nel magnifico palazzo di Ca&#8217;\u2019 Pesaro, sorto nella seconda met\u00e0 del XVII secolo per volont\u00e0 della famiglia Pesaro, su progetto del massimo architetto del barocco veneziano, Baldassarre Longhena.\u00a0 Il Palazzo viene donato nel 1898 alla citt\u00e0 dalla sua ultima proprietaria, la Duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, al fine di creare il primo centro di produzione ed esposizione dell\u2019&#8217;arte moderna a Venezia. Nata nel 1902 per volont\u00e0 del Comune, la Galleria Internazionale d&#8217;\u2019Arte Moderna accoglie le opere acquisite alle Biennali di Venezia e, tra il 1908 e il 1924, le storiche Mostre Bevilacqua La Masa, che favoriscono una giovane generazione di artisti tra cui Umberto Boccioni, Felice Casorati, Gino Rossi, Arturo Martini. La collezione si arricchisce nel tempo attraverso acquisti e donazioni e conta oggi pi\u00f9 di 5.000 opere tra pittura, grafica e scultura.\u00a0 Fin dagli anni settanta Ca&#8217;\u2019 Pesaro ha ospitato significative rassegne monografiche su autori italiani e stranieri, tra cui Mark Rothko nel 1970 e Robert Rauschenberg nel 1975, e negli anni pi\u00f9 recenti ha organizzato numerose esposizioni dedicate ai maestri del \u2018900 o a temi interdisciplinari di grande attualit\u00e0, tra cui <em>Cy Twombly. Paradise<\/em> (2015), <em>Culture Chanel. La donna che legge<\/em> (2016), <em>William Merritt Chase. Un pittore tra New York e Venezia<\/em> (2017), <em>David Hockney. 82 Ritratti e 1 natura morta<\/em> (2017), <em>Epoca Fiorucci<\/em> (2018).<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da maggio 2019 -e fino al 22 settembre 2019- \u00a0la Fondazione Musei Civici di Venezia presenta \u00a0una importante mostra dedicata a Arshile Gorky negli spazi di Ca&#8217;\u2019 Pesaro. Si tratta della prima retrospettiva italiana su questo artista considerato una delle figure chiave dell\u2019arte americana del XX secolo. 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