{"id":16777,"date":"2019-09-08T21:36:38","date_gmt":"2019-09-08T21:36:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16777"},"modified":"2019-09-08T21:36:38","modified_gmt":"2019-09-08T21:36:38","slug":"look-at-me-il-corpo-nellarte-dagli-anni-50-a-oggi-la-mostra-alla-fondazione-ghisla-di-locarnosvizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/09\/08\/look-at-me-il-corpo-nellarte-dagli-anni-50-a-oggi-la-mostra-alla-fondazione-ghisla-di-locarnosvizzera\/","title":{"rendered":"Look at me! Il Corpo nell\u2019Arte dagli anni \u201950 a oggi. La mostra alla Fondazione Ghisla di Locarno\/Svizzera."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/bg-2-e1567977799637.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16778\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/bg-2-e1567977799637.jpg\" alt=\"bg-2\" width=\"443\" height=\"295\" \/><\/a>La Fondazione Ghisla<\/strong>\u00a0Art Collection\u00a0 a Locarno in Svizzera, presenta\u00a0\u201c<em>Look at me! Il Corpo nell\u2019Arte dagli anni \u201950\u00a0a oggi\u201d<\/em>, una lettura traversale dell\u2019arte, dal dopoguerra a oggi, attraverso il tema del corpo in fotografia, nei lavori di artisti e fotografi internazionali.<br \/>\nUn\u2019immagine del grande americano\u00a0<strong>Irving Penn<\/strong>, datata 1949-1950, introduce la mostra, curata da\u00a0<strong>Angela Madesani<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Annamaria Maggi<\/strong>, che sar\u00e0 aperta al pubblico\u00a0<strong>fino\u00a0 al 5 gennaio 2020<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/93677-unnamed_1_-e1567977833472.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16779\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/93677-unnamed_1_-e1567977833472.jpg\" alt=\"93677-unnamed_1_\" width=\"451\" height=\"338\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Look at me!<\/em>\u00a0\u00e8 un\u2019articolata indagine attraverso il mezzo fotografico, che, dai lavori socialmente impegnati degli anni Sessanta e Settanta, porta ai grandi autori della fotografia degli anni Ottanta e giunge sino alla contemporaneit\u00e0.<br \/>\n\u00ab<em>La prospettiva dalla quale si \u00e8 partiti \u00e8 un\u2019indagine sulla relazione tra il corpo femminile e maschile e le ricerche di alcuni importanti artisti che hanno lavorato con il cinema, il video, la fotografia, l\u2019installazione. Una ricerca che esce dal riduttivo concetto di genere per porre in dialogo artisti e opere assai diversi fra loro<\/em>\u00bb, afferma la collega Angela Madesani.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/001-ritocco.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16780\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/001-ritocco.jpg\" alt=\"001-ritocco\" width=\"358\" height=\"352\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/001-ritocco.jpg 358w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/001-ritocco-300x295.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><\/a>\u201c<em>Il corpo\u00a0<\/em>\u2013 spiega Annamaria Maggi \u2013\u00a0<em>nella storia dell&#8217;arte \u00e8 il soggetto pi\u00f9 antico: sin dalle prime forme di rappresentazione, e per molti versi ancor oggi, il corpo umano \u00e8 il soggetto principe delle diverse pratiche artistiche. Senza il corpo non ci sarebbe l\u2019arte. In passato la figura umana \u00e8 stata l&#8217;imprescindibile strumento per comunicare storie e per dare forma visibile a sentimenti, credenze e concetti; ancor oggi, nonostante il moltiplicarsi di tendenze e prassi non figurative succedutesi nell\u2019ultimo secolo, il corpo rimane ancora il protagonista della ricerca di molti degli autori contemporanei pi\u00f9 radicali e interessanti: il corpo continua a venir chiamato dall&#8217;arte ad esser simbolo<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/bg2-e1567977918142.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16781\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/bg2-e1567977918142.jpg\" alt=\"bg2\" width=\"445\" height=\"207\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I lavori, cronologicamente collocati fra i Sessanta e i Settanta, sono quasi sempre testimonianza di azioni performative come nel caso di\u00a0<strong>Marina Abramovic<\/strong>, di\u00a0<strong>Vito Acconci<\/strong>, di\u00a0<strong>Urs L\u00fcthi<\/strong>, di\u00a0<strong>Ana Mendieta<\/strong>, di<strong>Fabio Mauri<\/strong>, di\u00a0<strong>Bruce Nauman<\/strong>, di\u00a0<strong>Denis Oppenheim<\/strong>\u00a0e di\u00a0<strong>Gina Pane<\/strong>.<br \/>\nVengono quindi proposte opere di grandi fotografi, che hanno posto il corpo, al centro delle loro ricerche, come\u00a0<strong>Robert Mapplethorpe\u00a0<\/strong>con le immagini di nudo maschile, in chiave perlopi\u00f9 sadomaso e omoerotica.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/Immagine-1-1024x400-e1567977966531.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16782\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/Immagine-1-1024x400-e1567977966531.jpg\" alt=\"Immagine-1-1024x400\" width=\"424\" height=\"166\" \/><\/a>Moda, pubblicit\u00e0, sono il fulcro del lavoro di uno dei pi\u00f9 irriverenti autori della fotografia degli ultimi trent\u2019anni,\u00a0<strong>David Lachapelle<\/strong>: le sue immagini dai colori molto forti presentano soggetti talvolta provocat\u00f2ri, come nell\u2019opera in mostra. Donne in pose inequivocabilmente erotiche sono ritratte dall\u2019artista-fotografo giapponese\u00a0<strong>Nobuyoshi Araki<\/strong>. Della stessa nazionalit\u00e0 \u00e8 anche\u00a0<strong>Izima Kaoru<\/strong>, che alle giovani modelle che fotografa, chiede in che circostanza desidererebbero morire e come vorrebbero essere vestite. Immagini di grande eleganza, in aperto contrasto\u00a0con quelle dure, esplicite dell\u2019americana\u00a0<strong>Nan Goldin<\/strong>.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/353-700x871-e1567978013709.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16783\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/353-700x871-e1567978013709.jpg\" alt=\"353-700x871\" width=\"400\" height=\"498\" \/><\/a>\u00a0<em>Eros e thanatos<\/em>\u00a0\u00e8 anche il soggetto delle immagini in mostra dell\u2019americano\u00a0<strong>Andres Serrano<\/strong>, in cui vecchiaia e giovinezza sono poste a confronto.<br \/>\nDelicati, struggenti sono gli autoritratti di\u00a0<strong>Francesca Woodman<\/strong>, suicida a poco pi\u00f9 di vent\u2019anni. Autoritratti sono anche quelli di\u00a0<strong>Cindy Sherman<\/strong>, che sin dai primi passi in ambito artistico, ha utilizzato il travestitismo e il trasformismo. Cos\u00ec come\u00a0<strong>Luigi Ontani<\/strong>, che dagli anni Settanta si autoritrae in diverse fogge.<br \/>\nL\u2019opera degli anni Novanta dell\u2019inglese\u00a0<strong>John Coplans<\/strong>\u00a0\u00e8 costituita da autoritratti dell\u2019artista da vecchio in cui sono posti in evidenza i segni del passare del tempo.<br \/>\nDonne, anche in declinazioni erotiche e voyeuristiche, sono i soggetti delle immagini della francese\u00a0<strong>Bettina Rheims<\/strong>.<\/p>\n<p>Soggetti delle fotografie di grandi dimensioni di\u00a0<strong>Spencer Tunick<\/strong>\u00a0sono gruppi di persone nude ritratti in contesti spiazzanti, come nel lavoro in mostra, che ha come sfondo il grande ghiacciaio dell\u2019Aletsch in Svizzera. In mostra anche un grande lavoro di\u00a0<strong>Vanessa\u00a0Beecroft<\/strong>, una delle pi\u00f9 importanti artiste del panorama contemporaneo italiano, ideatrice e regista da oltre vent\u2019anni di performance, in cui giovani donne danno vita a tableaux vivants di diversa natura. Il corpo, il suo, \u00e8 il fulcro dei lavori dell\u2019iraniana\u00a0<strong>Shirin Neshat<\/strong>, tesi a sottolineare la complessit\u00e0 delle condizioni esistenziali della donna nella cultura iraniana e del suo rapporto con i maschi.<br \/>\n\u00ab<em>Il mio corpo funge da barometro, diventa un ago che unisce gente di tempi e luoghi diversi<\/em>\u00bb, ha affermato l\u2019artista sudcoreana, newyorchese di adozione,\u00a0<strong>Kimsooja<\/strong>.<br \/>\nCollage costituiti da fotografie di membra umane sono il soggetto di\u00a0<em>Study for a portait\u00a0<\/em>di\u00a0<strong>Peter Welz<\/strong>, in cui il corpo assume una valenza del tutto diversa dalle altre opere in mostra. <em>Same Same But Different\u00a0<\/em>sono due foto molto grandi di\u00a0<strong>Stefano Scheda<\/strong>, allestite una di fronte all\u2019altra, in cui i corpi di due uomini nudi, uno bianco e uno nero spuntano dal mare e si salutano alzando il braccio. Un\u2019opera che invita a riflettere, ad andare oltre le apparenze, in un momento storico in cui la paura del diverso sembra diventata la parola d\u2019ordine.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondazione Ghisla\u00a0Art Collection\u00a0 a Locarno in Svizzera, presenta\u00a0\u201cLook at me! Il Corpo nell\u2019Arte dagli anni \u201950\u00a0a oggi\u201d, una lettura traversale dell\u2019arte, dal dopoguerra a oggi, attraverso il tema del corpo in fotografia, nei lavori di artisti e fotografi internazionali. Un\u2019immagine del grande americano\u00a0Irving Penn, datata 1949-1950, introduce la mostra, curata da\u00a0Angela Madesani\u00a0e\u00a0Annamaria Maggi, che sar\u00e0 aperta al pubblico\u00a0fino\u00a0 al 5 gennaio 2020. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Look at me!\u00a0\u00e8 un\u2019articolata indagine attraverso il mezzo fotografico, che, dai lavori socialmente impegnati degli anni Sessanta e Settanta, porta ai grandi autori della fotografia degli anni Ottanta e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/09\/08\/look-at-me-il-corpo-nellarte-dagli-anni-50-a-oggi-la-mostra-alla-fondazione-ghisla-di-locarnosvizzera\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,53889,53888,53709,53710,9894,10357,41640,44441,87,28340,17505,35188,28369,4625],"tags":[136787,376969,59310,59480,28341,77151,355338,28356,376966,125091,376967,376965,376964,376970,136880,35310,108108,17520,376968,149139,376972,51756,108291,229022],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16777"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16777"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16777\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16784,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16777\/revisions\/16784"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}