{"id":16808,"date":"2019-09-12T21:50:03","date_gmt":"2019-09-12T21:50:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16808"},"modified":"2019-09-12T21:50:03","modified_gmt":"2019-09-12T21:50:03","slug":"carosello-pubblicita-e-televisione-1957-1977-una-spettacolare-mostra-che-racconta-la-fiabesca-rivoluzione-dellitalia-e-dei-suoi-consumi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/09\/12\/carosello-pubblicita-e-televisione-1957-1977-una-spettacolare-mostra-che-racconta-la-fiabesca-rivoluzione-dellitalia-e-dei-suoi-consumi\/","title":{"rendered":"Carosello. Pubblicit\u00e0 e Televisione 1957 \u20131977. Una spettacolare mostra che racconta la fiabesca rivoluzione dell\u2019Italia e dei suoi consumi."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/3.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16809\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/3.png\" alt=\"3\" width=\"283\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/3.png 439w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/3-213x300.png 213w\" sizes=\"(max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/a>Alla Fondazione Magnani-Rocca si apre un nuovo capitolo nell\u2019indagine della storia della Pubblicit\u00e0 in Italia.<br \/>\nLa mostra \u201cCarosello. Pubblicit\u00e0 e Televisione 1957-1977\u201d \u2013 allestita alla Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo presso Parma fino all\u20198 dicembre 2019 <\/strong>\u2013 segue infatti dopo due anni la prima esposizione dedicata alla storia della pubblicit\u00e0 dal 1890 al 1957, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/1.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16810 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/1.png\" alt=\"1\" width=\"282\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/1.png 439w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/1-216x300.png 216w\" sizes=\"(max-width: 282px) 100vw, 282px\" \/><\/a>che fu l\u2019occasione per ripercorrere la nascita e l\u2019evoluzione della comunicazione pubblicitaria e in particolare del manifesto, permettendo al visitatore di comprenderne la genesi, dai primi schizzi ai bozzetti, fino al manifesto stampato. Se in quella prima tappa della storia della pubblicit\u00e0 fu possibile ammirare le creazioni di cartellonisti come Leonetto Cappiello, Sepo, Marcello Dudovich o Plinio Codognato \u2013 per citarne alcuni tra i principali \u2013 questa nuova <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/93765-immagine-sito.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16811\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/93765-immagine-sito.jpg\" alt=\"93765-immagine-sito\" width=\"441\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/93765-immagine-sito.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/93765-immagine-sito-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><\/a>occasione espositiva permette di continuare a seguire l\u2019evoluzione della storia della grafica pubblicitaria e del manifesto con grandi designer come Armando Testa, Erberto Carboni, Raymond Savignac, Giancarlo Iliprandi, Pino <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/Produzione-Pagot-Calimero-pubblicit\u00e0-per-Ava-Mira-Lanza-1965-vetrofania_-Collezione-Galleria-LIMAGE-Alassio-SV-697x1024.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16812\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/Produzione-Pagot-Calimero-pubblicit\u00e0-per-Ava-Mira-Lanza-1965-vetrofania_-Collezione-Galleria-LIMAGE-Alassio-SV-697x1024.png\" alt=\"Produzione-Pagot-Calimero-pubblicit\u00e0-per-Ava-Mira-Lanza-1965-vetrofania_-Collezione-Galleria-LIMAGE-Alassio-SV-697x1024\" width=\"300\" height=\"441\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/Produzione-Pagot-Calimero-pubblicit\u00e0-per-Ava-Mira-Lanza-1965-vetrofania_-Collezione-Galleria-LIMAGE-Alassio-SV-697x1024.png 697w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/Produzione-Pagot-Calimero-pubblicit\u00e0-per-Ava-Mira-Lanza-1965-vetrofania_-Collezione-Galleria-LIMAGE-Alassio-SV-697x1024-204x300.png 204w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Tovaglia, affiancandola a un nuovo media \u2013 la televisione \u2013 che con Carosello mosse i primi passi nel mondo della pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>Il visitatore quindi trover\u00e0 tantissimi, celebri manifesti di quel periodo, affiancati ai bozzetti e agli schizzi, e insieme avr\u00e0 la possibilit\u00e0, grazie a una serie di schermi distribuiti nelle sale espositive, di ripercorre l\u2019unicit\u00e0 e l\u2019innovazione degli inserti pubblicitari di Carosello, vincolati al tempo a rigide regole di novit\u00e0 e lunghezza. Si scoprir\u00e0 cos\u00ec l\u2019universo dei <strong>personaggi animati che sono nati con la televisione, come La Linea di Osvaldo Cavandoli, Re Art\u00f9 di Marco Biassoni, Calimero di Pagot o Angelino di Paul Campani, fino alla moltitudine di personaggi nati dalla matita di Gino Gavioli.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/imagesUDMIIRCI.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16813\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/imagesUDMIIRCI.jpg\" alt=\"imagesUDMIIRCI\" width=\"286\" height=\"176\" \/><\/a>Bozzetti, schizzi, rodovetri, storyboard sono gli elementi a complemento della serie di cartoni animati presentati in mostra a cui si aggiungono <strong>gli inserti pubblicitari in cui sono protagonisti i pi\u00f9 importanti cantanti dell\u2019epoca da Mina (Barilla) a Frank Sinatra, da Patty Pravo a Ornella Vanoni e Gianni Morandi o grandi attori come Tot\u00f2, Alberto Sordi, Virna Lisi, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/crop-e1568324472755.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16814\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/crop-e1568324472755.jpg\" alt=\"crop\" width=\"400\" height=\"218\" \/><\/a>Vittorio Gassman e grandi registi come Luciano Emmer, Mauro Bolognini, Ettore Scola, i fratelli Taviani, oltre a personaggi tv popolarissimi come Mike Bongiorno, Pippo Baudo, Raffella Carr\u00e0, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>La cultura di massa<\/strong> \u2013 Una selezione dei pi\u00f9 importanti oggetti promozionali dell\u2019epoca come <strong>l\u2019ippopotamo Pippo, o i gonfiabili di Camillo il Coccodrillo, della Mucca Carolina, di Susanna tutta Panna <\/strong>completano la presentazione della <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/carosello-e1568324632152.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16816\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/carosello-e1568324632152.jpg\" alt=\"carosello\" width=\"424\" height=\"330\" \/><\/a>pubblicit\u00e0 dei primi trenta anni della seconda met\u00e0 del Novecento. Carosello, infatti, ebbe successo anche perch\u00e9 cre\u00f2 e impose i suoi caratteristici personaggi. Umberto Eco all\u2019epoca sosteneva, nel saggio \u201cCi\u00f2 che non sappiamo della pubblicit\u00e0 televisiva\u201d, che si trattava di personaggi ambigui ed esili, di personaggi cio\u00e8 che, a differenza degli eroi e dei personaggi mitologici tradizionali, non erano \u00abportatori di un\u2019idea\u00bb e avevano perso \u00abla nozione di ci\u00f2 che dovevano simboleggiare\u00bb. Eppure, forse proprio grazie a questa loro apparente debolezza comunicativa, tali personaggi hanno saputo integrarsi efficacemente con la cultura di massa della societ\u00e0 italiana. Hanno saputo cio\u00e8 diventare vere e proprie \u201cicone\u201d, esseri senza profondit\u00e0, spesso, come ha sottolineato lo stesso Eco, anche indipendentemente dai prodotti da cui erano nati.<\/p>\n<p><strong>La fiabesca rivoluzione dei consumi<\/strong> \u2013 La pubblicit\u00e0 di quel periodo \u2013 dal 1957 al 1977, non solo televisiva \u2013 introdusse una vera e propria rivoluzione nel patrimonio culturale e visivo di tutti. Carosello era trasmesso in bianco e nero, ma per gli italiani era ricco di colori. Aveva infatti i colori del consumo, i colori di un nuovo mondo di beni luccicanti che si presentavano per la prima volta sulla scena sociale: lavatrici, frigoriferi, automobili, alimenti in scatola, etc.<\/p>\n<p><strong>Carosello non era semplicemente pubblicit\u00e0, ma un paesaggio fiabesco dove regnavano la felicit\u00e0 e il benessere,<\/strong> un paesaggio estremamente affascinante per una popolazione come quella italiana che proveniva da un lungo periodo di disagi e povert\u00e0. Un paesaggio onirico che esercitava un effetto particolare nei piccoli paesi, nelle campagne e nelle regioni pi\u00f9 arretrate, dove rendeva legittimo l\u2019abbandono di quell\u2019etica della rinuncia che apparteneva alla vecchia cultura contadina, in favore dell\u2019opulenza della citt\u00e0 e dei suoi beni di consumo. Carosello, dunque, ha insegnato a vivere la modernit\u00e0 del mondo dell\u2019industria, ha insegnato cio\u00e8 che esistevano dei nuovi beni senza i quali non ci si poteva sentire parte a pieno diritto del nuovo modello sociale urbano, industriale e moderno. E ha insegnato anche come tali beni andavano impiegati e collocati all\u2019interno del modo di vita di ciascuno. Seppure vincolato dalle rigide norme imposte dalla Rai puritana dell\u2019epoca, ha comunque potuto mostrare le gratificazioni e le diverse fonti di piacere che erano contenute nei nuovi beni di consumo. Forse non \u00e8 un caso che a Carosello lavorassero insieme i migliori creativi e le migliori intelligenze del teatro e del cinema italiano dell\u2019epoca.<\/p>\n<p><strong>Le collaborazioni<\/strong> \u2013 L\u2019esposizione, fra gli altri contributi, si avvale della collaborazione col prestito di un importante numero di bozzetti originali e manifesti di Carboni, Iliprandi, Testa, Tovaglia del Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC) dell\u2019Universit\u00e0 di Parma, e di manifesti d\u2019epoca del Museo nazionale Collezione Salce di Treviso e della Collezione Alessandro Bellenda \u2013 Galleria L\u2019IMAGE, Alassio (SV), di archivi aziendali e di importanti collezioni private. Per tutta la parte filmica si avvale del contributo dell\u2019Archivio Generale Audiovisivo della Pubblicit\u00e0 Italiana e del personale apporto del suo Fondatore e Direttore, lo storico della pubblicit\u00e0 Emmanuel Grossi.<\/p>\n<p>La mostra \u2013 a cura di Dario Cimorelli, cultore di storia della pubblicit\u00e0, e Stefano Roffi, direttore scientifico della Fondazione, come il precedente capitolo dedicato alla pubblicit\u00e0 del periodo 1890-1957 \u2013 \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, dove, oltre ai saggi dei curatori e alla riproduzione di tutte le opere esposte, vengono ripubblicati testi fondamentali di Omar Calabrese, a cui vengono affiancati nuovi testi di Stefano Bulgarelli, Emmanuel Grossi, Roberto Lacarbonara, a completare la disamina sulle diverse tematiche relative a Carosello.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Alla Fondazione Magnani-Rocca si apre un nuovo capitolo nell\u2019indagine della storia della Pubblicit\u00e0 in Italia. La mostra \u201cCarosello. Pubblicit\u00e0 e Televisione 1957-1977\u201d \u2013 allestita alla Villa dei Capolavori, sede della Fondazione a Mamiano di Traversetolo presso Parma fino all\u20198 dicembre 2019 \u2013 segue infatti dopo due anni la prima esposizione dedicata alla storia della pubblicit\u00e0 dal 1890 al 1957, che fu l\u2019occasione per ripercorrere la nascita e l\u2019evoluzione della comunicazione pubblicitaria e in particolare del manifesto, permettendo al visitatore di comprenderne la genesi, dai primi schizzi ai bozzetti, fino al manifesto stampato. 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