{"id":16880,"date":"2019-09-20T22:09:16","date_gmt":"2019-09-20T22:09:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16880"},"modified":"2019-09-20T22:11:46","modified_gmt":"2019-09-20T22:11:46","slug":"marc-chagall-tra-sogno-e-magia-in-una-poetica-e-straordinaria-mostra-a-palazzo-albergati-a-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/09\/20\/marc-chagall-tra-sogno-e-magia-in-una-poetica-e-straordinaria-mostra-a-palazzo-albergati-a-bologna\/","title":{"rendered":"Marc  Chagall tra sogno e magia, in una  poetica  e straordinaria mostra a Palazzo Albergati a Bologna."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/12_Russian_village-16695-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16881\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/12_Russian_village-16695-800-600-80.jpg\" alt=\"12_Russian_village-16695-800-600-80\" width=\"546\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/12_Russian_village-16695-800-600-80.jpg 753w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/12_Russian_village-16695-800-600-80-300x239.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><\/a>Dal<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>20 settembre<\/strong>, a\u00a0<strong>Palazzo Albergati<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Bologna<\/strong>, <strong>una mostra dedicata al grande artista russo, &#8220;<strong><em>Chagall. Sogno e Magia&#8221; <\/em><\/strong><\/strong>:\u00a0<strong>160 opere<\/strong><strong>\u00a0che raccontano, attraverso il filo conduttore della sensibilit\u00e0 poetica e magica, l\u2019originalissima lingua poetica di\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/02_Les_amoreaux_a_l_ane_bleu_-16685-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16882 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/02_Les_amoreaux_a_l_ane_bleu_-16685-800-600-80.jpg\" alt=\"02_Les_amoreaux_a_l_ane_bleu_-16685-800-600-80\" width=\"380\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/02_Les_amoreaux_a_l_ane_bleu_-16685-800-600-80.jpg 545w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/02_Les_amoreaux_a_l_ane_bleu_-16685-800-600-80-273x300.jpg 273w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a><strong><em>Marc Chagall<\/em>\u00a0(1887-1985).<br \/>\n<\/strong>La cultura ebraica, la cultura russa e quella occidentale, il suo amore per la letteratura, il suo profondo credo religioso, il puro concetto di Amore e quello di tradizione, il sentimento per la sua sempre amatissima moglie Bella, in 160 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni. Un nucleo di opere rare e straordinarie, provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico. La mostra\u00a0<strong><em>Chagall. Sogno e Magia<\/em><\/strong>\u00a0vede il patrocinio del\u00a0<strong>Comune di Bologna<\/strong>\u00a0ed \u00e8 prodotta e organizzata dal\u00a0<strong>Gruppo Arthemisia<\/strong>. Curata da\u00a0<strong>Dolores Dur\u00e0n Ucar<\/strong>, la mostra racconta il mondo intriso di stupore e meraviglia dell\u2019artista. Nelle opere coesistono ricordi d\u2019infanzia, fiabe, poesia, religione ed esodo, un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi popolati da personaggi, reali o immaginari, che si affollano nella fantasia dell\u2019artista.<br \/>\nOpere che riproducono un immaginario onirico in cui \u00e8 difficile discernere il confine tra realt\u00e0 e sogno.<\/p>\n<p>La mostra, che rester\u00e0 aperta\u00a0<strong>fino al 1 marzo 2020<\/strong>, si divide<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/09_La_cruche_aux_fleurs___69.8_x_49.5_cm___Oil_on_canvas-16692-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16884 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/09_La_cruche_aux_fleurs___69.8_x_49.5_cm___Oil_on_canvas-16692-800-600-80.jpg\" alt=\"09_La_cruche_aux_fleurs___69.8_x_49.5_cm___Oil_on_canvas-16692-800-600-80\" width=\"319\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/09_La_cruche_aux_fleurs___69.8_x_49.5_cm___Oil_on_canvas-16692-800-600-80.jpg 421w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/09_La_cruche_aux_fleurs___69.8_x_49.5_cm___Oil_on_canvas-16692-800-600-80-211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 319px) 100vw, 319px\" \/><\/a> in\u00a0<strong>cinque sezioni<\/strong>\u00a0in cui sono riassunti tutti i temi cari a Chagall: la tradizione russa legata alla sua infanzia, dalla quale non si allontan\u00f2 mai; il senso del sacro e la profonda religiosit\u00e0 che si riflettono nelle creazioni ispirate alla Bibbia; il rapporto con i letterati e i poeti; l\u2019interesse per la natura e gli animali e le riflessioni sul comportamento umano che trovarono espressione nelle acqueforti delle\u00a0<em>Favole<\/em>; il mondo del circo, che lo affascinava sin dall\u2019infanzia per la sua atmosfera boh\u00e9mienne e la sua sete di libert\u00e0; e, ovviamente, l\u2019amore, che domina le sue opere e d\u00e0 senso all\u2019arte e alla vita.<br \/>\nNovit\u00e0 della mostra bolognese una\u00a0<strong>proiezione olografica<\/strong>\u00a0ideata da\u00a0<strong>Display Expert<\/strong>\u00a0che con Arthemisia ha applicato la tecnica olografica in ambito espositivo per offrire al visitatore un\u2019esperienza artistica originale ed immersiva e far sperimentare nuove prospettive sull\u2019opera, cercando di simulare l\u2019idea multidimensionale dell\u2019artista durante la creazione.<br \/>\nAttraverso questa infatti saranno create immagini ad altissima definizione permettendo la visualizzazione di soggetti e oggetti in 3D fluttuanti nello spazio circostante. La proiezione olografica esce dagli schemi della rappresentazione bidimensionale per coinvolgere l\u2019interlocutore in visualizzazioni realistiche tridimensionali.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/07_Portrait_de_Vava_-16690-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16883\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/07_Portrait_de_Vava_-16690-800-600-80.jpg\" alt=\"07_Portrait_de_Vava_-16690-800-600-80\" width=\"338\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/07_Portrait_de_Vava_-16690-800-600-80.jpg 486w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/07_Portrait_de_Vava_-16690-800-600-80-243x300.jpg 243w\" sizes=\"(max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><\/a><br \/>\n<strong><em>Chagall. Sogno e Magia<\/em><\/strong> rappresenta una straordinaria opportunit\u00e0 per ammirare pi\u00f9 di centosessanta opere di Marc Chagall e ripercorrere la traiettoria artistica del pittore dal 1925 fino alla morte. Un percorso originale che, andando oltre la presentazione cronologica, propone una lettura nuova delle opere, consentendo al visitatore di addentrarsi nei temi principali della produzione dell\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>PERCORSO DI MOSTRA<\/strong>. La mostra racconta l\u2019universo completamente nuovo e unico creato da Chagall: un mondo poetico, fantastico o sognato, in cui tutto \u00e8 possibile e in cui mescola i ricordi della sua giovinezza e il suo innato senso del colore con la geometria e la decomposizione delle forme delle avanguardie. Tra elementi del cubismo, del fauvismo e dell\u2019orfismo, non riconducibile a nessun dei movimenti d\u2019avanguardia, crea il suo stile personale difficile da classificare. L\u2019originalissima lingua poetica di Chagall nasce infatti dall\u2019unione delle tre culture cui appartiene: la cultura ebraica (dalla cui tradizione visiva dei manoscritti ornati egli trae gli elementi espressivi, non prospettici a volte mistici della sua opera); la cultura russa (cui attinge sia attraverso le immagini popolari dei luboki che attraverso quelle religiose delle icone); l<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/01_Bouquet_de_fleurs_sur_fond_rouge-16684-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16886 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/01_Bouquet_de_fleurs_sur_fond_rouge-16684-800-600-80.jpg\" alt=\"01_Bouquet_de_fleurs_sur_fond_rouge-16684-800-600-80\" width=\"320\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/01_Bouquet_de_fleurs_sur_fond_rouge-16684-800-600-80.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/01_Bouquet_de_fleurs_sur_fond_rouge-16684-800-600-80-250x300.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>a cultura occidentale (in cui assimila grandi pittori della tradizione, da Rembrandt agli artisti delle avanguardie che frequenta con assiduit\u00e0).<\/p>\n<p><strong>Prima sezione<\/strong>. Marc Chagall &#8211; \u201cil poeta con le ali di un pittore&#8221; come Henry Miller lo aveva definito \u2013 amava la letteratura, sua altra grande passione. Nel corso della sua vita, illustra numerosi testi e matura una stretta amicizia con scrittori e poeti, come Jean Girardoux, An<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/10_Mariage_sous_le_baldaquin-16693-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16888 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/10_Mariage_sous_le_baldaquin-16693-800-600-80.jpg\" alt=\"10_Mariage_sous_le_baldaquin-16693-800-600-80\" width=\"348\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/10_Mariage_sous_le_baldaquin-16693-800-600-80.jpg 486w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/10_Mariage_sous_le_baldaquin-16693-800-600-80-243x300.jpg 243w\" sizes=\"(max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/><\/a>dr\u00e9 Salmon, Max Jacob, Guillaume Apollinaire, Louis Aragon e Andr\u00e9 Malraux tra gli altri. Nel 1941, come molti letterati e pittori, Chagall, dovette fuggire negli Stati Uniti per la minaccia dell&#8217;invasione nazista e durante questo esilio perde l\u2019amata Bella. Dopo un periodo di profonda apatia, nel 1948 Chagall ritorna in Francia con la nuova compagna, Virginia McNeil. Sedotto dai paesaggi di Vence, il pittore acquista la villa La Colline. Una nuova luce, quella del sud della Francia, restituisce vitalit\u00e0 e armonia all\u2019artista. Chagall trova il suo nuovo paradiso. I mazzi di fiori, sempre accompagnati da una coppia di innamorati (Mazzo di fiori su sfondo rosso, Grande bouquet rosso), sono esplosioni di colori. Chagall torna ai temi biblici, attinge alla sua profonda spiritualit\u00e0 e ricorda l\u2019Esodo. Clown e acrobati si riaffacciano sulle tele, che rimandano ai giorni del circo a Vitebsk, quando tra musica e giocolieri Chagall sognava una vita da artista boh\u00e9mien. O gli spettacoli del parigino Cirque d\u2019hiver in cui l\u2019artista, accompagnato da Ambroise Vollard, si godeva quel magico mondo di animali, trapezisti, luci e lustrini. In quelle occasioni, seduto tra il pubblico, Chagall disegnava incessantemente, come dimostra la scena ra<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/08_Le_Coq_Violet-16691-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16885 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/08_Le_Coq_Violet-16691-800-600-80.jpg\" alt=\"08_Le_Coq_Violet-16691-800-600-80\" width=\"355\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/08_Le_Coq_Violet-16691-800-600-80.jpg 526w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/08_Le_Coq_Violet-16691-800-600-80-263x300.jpg 263w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><\/a>ffigurata nella gouache Il pittore e l\u2019acrobata, presente in mostra. La musica, l\u2019atmosfera boh\u00e9mienne, i colori e la vivacit\u00e0 del circo affascinavano Chagall che in quello spettacolo vedeva una metafora della vita. Nella gouache del 1967 intitolata Le clown (Il pagliaccio) sono raffigurati diversi animali e personaggi, tra cui spicca appunto un pagliaccio, una figura che suscitava una tenerezza particolare in Chagall per il ruolo comico che interpretava a dispetto di qu<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/04_La_carrette_sur_la_Ville-16687-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16887\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/04_La_carrette_sur_la_Ville-16687-800-600-80.jpg\" alt=\"04_La_carrette_sur_la_Ville-16687-800-600-80\" width=\"377\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/04_La_carrette_sur_la_Ville-16687-800-600-80.jpg 476w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/04_La_carrette_sur_la_Ville-16687-800-600-80-238x300.jpg 238w\" sizes=\"(max-width: 377px) 100vw, 377px\" \/><\/a>ella che l\u2019artista immaginava fosse una vita tragica. Nell\u2019opera in questione il clown tiene in mano un mazzo di fiori: \u00e8 innamorato. Per citare le parole dell\u2019artista: \u201cPer me il circo \u00e8 uno spettacolo magico che passa e scompare come un mondo\u201d. Le opere riproducono un universo onirico in cui \u00e8 difficile discernere il confine tra la realt\u00e0 e il sogno, lo stesso mondo che Chagall raffigura nei suoi libri di incisioni. Ma Chagall non si limit\u00f2 a illustrare le opere altrui e si ciment\u00f2 con la scrittura traducendo in parole il complesso universo dei suoi dipinti. Pubblicher\u00e0 due libri, il primo dei quali \u2013 Ma vie [La mia vita], scritto in russo e tradotto dalla moglie Bella \u2013 sar\u00e0 presentato a Parigi nel 1931. L\u2019artista vi racconta gli anni dell\u2019infanzia, dell\u2019adolescenza e quelli della formazione, accompagnando il testo con semplici disegni. Nel 1975, a Ginevra, uscir\u00e0 il suo secondo libro, Po\u00e8mes, una raccolta delle liriche composte dal pittore tra il 1909 e il 1965. L\u2019editore \u00e8 G\u00e9rald Cramer, l\u2019amico che gi\u00e0 nel 1968 aveva dato alle stampe una serie d&#8217;incisioni dell\u2019artista intitolata anch\u2019essa Po\u00e8mes: 24 xilografie raffiguranti un mondo onirico, pervaso dai ricordi e dalle ossessioni di Chagall, il poeta pittore.<\/p>\n<p><strong>Seconda sezione<\/strong>. La<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/632f693242357a86b25344e2670af303_L.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16889 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/632f693242357a86b25344e2670af303_L.jpg\" alt=\"632f693242357a86b25344e2670af303_L\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/632f693242357a86b25344e2670af303_L.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/632f693242357a86b25344e2670af303_L-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a> pittura di Chagall celebra il ritorno dell\u2019artista a Parigi nel 1922; per la seconda volta, dopo il periodo di formazione nella \u201ccitt\u00e0 delle avanguardie\u201d tra il 1911 e il 1914. I nuovi incontri con i vecchi amici sono commoventi ed emozionanti. Nei soggiorni a L\u2019Isle-Adam come nei viaggi in Bretagna e Normandia riconquista la luce e <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/05_Double_profil_bleu_et_a__ne_rouge-16688-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16890 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/05_Double_profil_bleu_et_a__ne_rouge-16688-800-600-80.jpg\" alt=\"05_Double_profil_bleu_et_a__ne_rouge-16688-800-600-80\" width=\"340\" height=\"488\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/05_Double_profil_bleu_et_a__ne_rouge-16688-800-600-80.jpg 418w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/05_Double_profil_bleu_et_a__ne_rouge-16688-800-600-80-209x300.jpg 209w\" sizes=\"(max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a>la natura. A Montchauvet riscopre i paesaggi e la luminosit\u00e0 della campagna francese. Un mondo puro e armonioso, popolato di fragranti mazzi di fiori colorati e venato di sogni. In questo periodo conosce il mercante d\u2019arte e editore Ambroise Vollard con il quale inizia una intensa collaborazione che si traduce nelle illustrazioni di diversi libri. Nel 1927 Vollard gli commissiona le illustrazioni di Le anime morte di Nikolaj Gogol\u2019. Compiaciuto del successo del progetto precedente, gli commissiona poi l\u2019illustrazione delle Favole di La Fontaine, opera presente in questa mostra. La Fontaine, vissuto nel Seicento, \u00e8 ritenuto uno dei pi\u00f9 importanti autori di questo genere e le sue Favole sono considerate un capolavoro della letteratura francese. Nell\u2019illustrare le favole, Chagall si rif\u00e0 alla tradizione russa, alle icone e ai lubki, le colorate stampe popolari accompagnate da una semplice didascalia, tradizionalmente usate per istruire e informare il popolino e gli analfabeti. Chagall era inoltre affascinato dal mondo animale. Cresciuto in un piccolo villaggio, gli animali facevano parte della sua infanzia e della sua vita. Vitelli, maiali, rane, volpi, galli, formiche creano un immaginario magico che lo avvicina impeccabilmente alla fantasia e all&#8217;ironia di La Fontaine. I due infatti avevano in comune il gusto per le tradizioni popolari, la riflessione sul comportamento umano ed una fervida immaginazione.<\/p>\n<p><strong>Terza sezione<\/strong>. Il successivo progetto che vede coinvolti l\u2019editore e il pittore \u00e8 quello riguardante la Bibbia. Prima di dedicarsi al nuovo lavoro, Chagall, accompagnato dalla famiglia, intraprende un viaggio in Palestina. Il pellegrinaggio in Terra Santa include la visita ai luoghi che fanno parte della storia del popolo eletto. L\u2019eterno esiliato, l\u2019ebreo errante, riscopre le sue radici, la sua terra d\u2019origine. Le incisioni della Bibbia riflettono la fede e la vitalit\u00e0 dell\u2019artista, la luce intensa della Palestina e la forza spirituale trasmessagli dall\u2019esperienza del viaggio. L\u2019opera si svilupp\u00f2 in due fasi: la prima composta da sessantasei stampe realizzate tra il 1931 e il 1939 e interrotta dalla morte improvvisa di Ambroise Vollard; la seconda caratterizzata dall\u2019intervento dell\u2019editore greco T\u00e9riade che si fa carico del progetto, portandolo a compimento con la pubblicazione di due volumi di centocinque incisioni, avvenuta a Parigi nel 1956. La Bibbia, tuttavia, rappresenta una fonte d\u2019ispirazione costante per Chagall, un tema a cui ritorna pi\u00f9 volte nel corso della carriera. A dimostrazione di ci\u00f2, la mostra propone non solo una serie di incisioni colorate a mano, ma anche due gouache intitolate En route, l\u2019\u00e2ne rouge (In cammino, l\u2019asino rosso) e David et Goliath (Davide e Golia) realizzati tra gli anni 70 e 80. In connessione con l&#8217;antico Testamento, Chagall illustra anche nel 1966 La storia dell&#8217;Esodo per l&#8217;editore Le\u00f3n Amiel. Gran parte di incisioni di questa serie, sono riprodotte o sono direttamente ispirate alle tempere che Chagall compie sull&#8217;esodo nel 1931. La vita di Marc Chagall \u00e8 segnata dalla guerra e sradicamento. L&#8217;artista rappresenta l&#8217;esodo biblico come un&#8217;allegoria della persecuzione a cui gli eb<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/06__Poe__mesXII-16689-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16893 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/06__Poe__mesXII-16689-800-600-80.jpg\" alt=\"06__Poe__mesXII-16689-800-600-80\" width=\"352\" height=\"461\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/06__Poe__mesXII-16689-800-600-80.jpg 458w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/06__Poe__mesXII-16689-800-600-80-229x300.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 352px) 100vw, 352px\" \/><\/a>rei sono sottoposti con l&#8217;invasione nazista durante la seconda guerra mondiale. Chagall, attraverso ventiquattro scene, interpreta l&#8217;atto del popo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/11_David_and_Goliath-16694-800-600-80.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16891\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/11_David_and_Goliath-16694-800-600-80.jpg\" alt=\"11_David_and_Goliath-16694-800-600-80\" width=\"322\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/11_David_and_Goliath-16694-800-600-80.jpg 479w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/11_David_and_Goliath-16694-800-600-80-240x300.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 322px) 100vw, 322px\" \/><\/a>lo ebraico, che con l&#8217;aiuto del loro Dio e guidato da Mos\u00e8, fugge dalla schiavit\u00f9 a cui \u00e8 stato sottoposto in Egitto, per raggiungere finalmente la terra promessa. Liberi dall&#8217;oppressione diventano un gruppo con identit\u00e0, liberi e governati dalle proprie leggi. In questa serie di litografie Chagall diventa ancora una volta maestro di composizione e di colore. I testi sacri mettono in connessione Chagall con le sue radici pi\u00f9 profonde, con l\u2019infanzia trascorsa nella comunit\u00e0 ebraica di Vitebsk, con i sentimenti dell\u2019amore e della fratellanza.<\/p>\n<p><strong>Quarta sezione<\/strong>. Marc Chagall nacque a Vitebsk, in Bielorussia, nel 1887. L\u2019infanzia ebbe un ruolo determinante nella suo opera, come testimonia l\u2019autobiografia La mia vita, che l\u2019artista scrisse originariamente in russo e fu pubblicata a Parigi nel 1931, nella traduzione della moglie Bella Chagall. Il libro, illustrato dall\u2019artista stesso, \u00e8 ricco di ricordi infantili: aneddoti familiari, i primi giorni di scuola, le estati trascorse a L\u00ebzna e le visite settimanali alla sinagoga, durante le quali cantava e sognava di diventare un violinista ma \u00e8 soprattutto in questo periodo che nasce in lui la necessit\u00e0 di esprimere il suo voler essere pittore. Grazie all\u2019impegno della madre che frequenta la scuola russa della sua citt\u00e0 &#8211; riservata agli ebrei &#8211; e qui rafforza il suo amore per l\u2019arte che si concretizza con le lezioni nello studio dell\u2019artista Pen e pi\u00f9 tardi a San Pietroburgo. La sua prima formazione, i musei che visita da giovane e l\u2019arte popolare, lo legano fortemente alla tradizione russa. Questa sua infanzia viene evocata anche in diverse tele, tra cui Villaggio Russo, esposta in mostra. Realizzato in Francia nel 1929, il dipinto raffigura una scena di Vitebsk, la cittadina a cui l\u2019artista tornava continuamente con il pensiero ed \u00e8 presente in molte sue creazioni. Il primo piano della tela \u00e8 occupato da due tipiche costruzioni in legno, una dipinta di rosso e l\u2019altra d\u2019azzurro, separate da una strada in salita interamente coperta di neve, come i tetti. Sullo sfondo si ergono le torri di una chiesa, identificata come la cattedrale dell\u2019Assunzione. E visto che nei quadri di Chagall tutto \u00e8 possibile, una slitta trainata da un vitello sorvola sulle case. Il cielo plumbeo contribuisce all\u2019atmosfera misteriosa dell\u2019opera.<\/p>\n<p><strong>Quinta sezione<\/strong>. Contemplare i dipinti di Chagall e della moglie Bella ci riporta alla mente le sensazioni che si provano quando ci si innamora, quando ci sembra di fluttuare nell\u2019aria. Quelle tele sono una vivida evocazione dell\u2019intensa esperienza emotiva dell\u2019essere innamorati. Nelle tele di Chagall si scorgono innamorati che si baciano dolcemente all\u2019ombra di un mazzo di fiori rigogliosi e variopinti in una calda giornata di sole, come in Le R\u00eave (Il sogno). In Les amoureux \u00e0 l\u2019\u00e2ne bleu (Gli innamorati con l\u2019asino blu), una coppia di amanti si accarezza al chiaro di luna: lui vestito, lei con i seni nudi, abbandonata tra le braccia dell\u2019amato ed entrambi protetti dall\u2019asino blu. In Le Coq violet (Il gallo viola) compare nuovamente il circo con i saltimbanchi, nella scena in cui la sposa galoppa attorno alla pista su un agile destriero verde mentre l\u2019arlecchino le offre dei fiori, sotto lo sguardo attento di un gallo viola che nella tradizione simboleggiava la forza del sole e del fuoco. Amore e fiori, sempre insieme nelle immagini che evocano il paradiso. E ovviamente il matrimonio come frutto dell\u2019amore, unione spirituale di due anime, un tema fondamentale nel lavoro di Chagall che troviamo rappresentato in Les mari\u00e9s et l\u2019ange (Gli sposi e l\u2019angelo).<\/p>\n<p><strong>DREAM ROOM<\/strong> . Durante il percorso di mostra il visitatore si trover\u00e0 all\u2019interno di una Dream Room: una video installazione &#8211; che vede l\u2019ideazione e la regia di Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi &#8211; che permetter\u00e0 al visitatore di immergersi in immagini svincolate dal reale che si frammentano come percezioni illogiche ed emozioni dell&#8217;inconscio. In Dream Room le opere di Chagall si liberano nello spazio della stanza dando vita a un&#8217;opera ambientale onirica, una realt\u00e0 superiore come fosse una sub-realt\u00e0. La realizzazione \u00e8 di Art Media Studio di Firenze.<\/p>\n<p><strong>Marc Chagal<\/strong>l, (V\u00edtebsk, Russia, 1887 &#8211; Saint-Paul-de-Vence, Francia, 1985) dalla vita quasi centenaria, segnata da tutti i grandi eventi storici della prima met\u00e0 del XX secolo, nasce nel quartiere ebraico di Vitebsk, in Russia ma raggiunge la perfezione plastica a Parigi, dove viene riconosciuto dai pi\u00f9 grandi poeti e artisti surrealisti come uno di loro. Nel 1914 torna in Russia per rivedere Bella, la sua ragazza, il suo grande amore, la sua musa. Sebbene la sua intenzione fosse quella di ritornare a Parigi dopo una breve permanenza, lo scoppio della prima guerra mondiale, prima, e la rivoluzione bolscevica, in seguito, lo costringono a rimanere nel suo paese fino al 1922 dove lavora per la Rivoluzione, fondando un\u2019Accademia d\u2019Arte e dipinge per un periodo per il Teatro ebraico di Mosca. Torna presto a Parigi, dove la sua fama di pittore e illustratore ha inizio. Durante la seconda guerra mondiale, si rifugia negli Stati Uniti, dove si trasferisce dal 1941 al 1948, per evitare di essere deportato dai nazisti. Nel 1944 Bella muore inaspettatamente e Chagall smette di dipingere per qualche tempo. Nel 1948 torna in Francia, questa volta a Nizza e Saint-Paul-de-Vence, dove muore nel 1985.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal\u00a020 settembre, a\u00a0Palazzo Albergati\u00a0di\u00a0Bologna, una mostra dedicata al grande artista russo, &#8220;Chagall. Sogno e Magia&#8221; :\u00a0160 opere\u00a0che raccontano, attraverso il filo conduttore della sensibilit\u00e0 poetica e magica, l\u2019originalissima lingua poetica di\u00a0Marc Chagall\u00a0(1887-1985). La cultura ebraica, la cultura russa e quella occidentale, il suo amore per la letteratura, il suo profondo credo religioso, il puro concetto di Amore e quello di tradizione, il sentimento per la sua sempre amatissima moglie Bella, in 160 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni. Un nucleo di opere rare e straordinarie, provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico. La [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/09\/20\/marc-chagall-tra-sogno-e-magia-in-una-poetica-e-straordinaria-mostra-a-palazzo-albergati-a-bologna\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[80688,53888,74779,53709,53710,66803,66558,9894,10357,41640,28386,44441,87,35351,17505,35188],"tags":[14748,59480,377043,377045,377044,376995,17520,377042],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16880"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16896,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16880\/revisions\/16896"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}