{"id":16932,"date":"2019-09-25T20:38:27","date_gmt":"2019-09-25T20:38:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=16932"},"modified":"2019-09-25T20:39:55","modified_gmt":"2019-09-25T20:39:55","slug":"bertozzi-casoni-terra-il-duo-di-artisti-in-una-mostra-che-valorizza-cibo-rifiuti-e-pattumiere-al-marca-di-catanzaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/09\/25\/bertozzi-casoni-terra-il-duo-di-artisti-in-una-mostra-che-valorizza-cibo-rifiuti-e-pattumiere-al-marca-di-catanzaro\/","title":{"rendered":"Bertozzi &amp; Casoni. Terra! Il duo di artisti in una mostra  che valorizza cibo   rifiuti e pattumiere, al Marca di Catanzaro."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/94197-01_89.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-16933\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/94197-01_89.jpg\" alt=\"94197-01_89\" width=\"553\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/94197-01_89.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/94197-01_89-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 553px) 100vw, 553px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il MARCA &#8211; Museo delle Arti di Catanzaro<\/strong>, diretto da Rocco Guglielmo, ospita fino al 20 novembre 2019 \u00a0la\u00a0<strong>mostra\u00a0\u201c<\/strong><em><strong>Bertozzi &amp; Casoni. Terra!\u201d<\/strong><\/em>, che presenta\u00a0<strong>30 opere<\/strong>\u00a0di diversi formati, realizzate dai due tra i pi\u00f9 importanti e riconosciuti maestri della scultura ceramica contemporanea. La prima personale del duo in terra calabrese, organizzata dalla Fondazione Rocco Guglielmo e dall&#8217;Amministrazione Provinciale di Catanzaro, per la cura di Michele Bonuomo, affronta alcuni temi cari ai due artisti, primo fra tutti, quello del\u00a0<strong>cibo<\/strong>\u00a0in tutte le sue declinazioni &#8211; avanzi di banchetti, rifiuti, lattine, rimasugli, pattumiere -, oltre a\u00a0<strong>fiori, animali, ed elementi della vita quotidiana<\/strong>\u00a0che, sapientemente smembrati e riassemblati, compongono le insolite nature morte realizzate in ceramica policroma che li hanno resi celebri. Un ideale collegamento con il territorio \u00e8 dato dal fatto che esiste una tradizione di arte della ceramica in Calabria che affonda le proprie radici nella Magna Grecia, quell\u2019arte ceramica che <strong>Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni della <\/strong><strong>Bertozzi &amp; Casoni <\/strong>hanno saputo reinterpretare all\u2019interno del panorama dell\u2019arte contemporanea: la ceramica policroma, infatti, costituisce il loro medium privilegiato per garantire una riproduzione che il pi\u00f9 delle volte supera la realt\u00e0, mentre l\u2019immaginario pesca nel quotidiano, tra oggetti che vengono recuperati giusto nel momento in cui diventano scarti, rifiuti, con evidente riferimento alla societ\u00e0 dei consumi.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/10_52-1024x731-e1569443559575.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16934\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/10_52-1024x731-e1569443559575.jpg\" alt=\"10_52-1024x731\" width=\"424\" height=\"303\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come afferma il curatore nel suo saggio in catalogo:\u00a0<em>\u201cIn oltre trent\u2019anni di lavoro e sperimentazioni a tutto campo, nel loro \u201copificio\u201d imolese, hanno messo a punto una delle lezioni pi\u00f9 originali e complesse della scultura contemporanea\u201d\u2026 \u2026 \u201cuna maestria tecnica ed espressiva che, senza mai essere virtuosismo fine a se stesso, ha dello stupefacente: una magia esecutiva messa a disposizione della lingua della ceramica, troppo spesso e a torto considerata ancella di altre forme, chiss\u00e0 perch\u00e9, definite pi\u00f9 nobili\u201d.<\/em> Ne risultano opere costantemente in bilico tra surrealismo compositivo e iperrealismo formale, in cui la\u00a0<em>vanitas<\/em>\u00a0e la caducit\u00e0 del mondo organico si collegano a quei sentimenti di disgusto e orrore che proiettano il pubblico nel mondo dell\u2019usa e getta e della futilit\u00e0 del materialismo m<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/11_41-1024x1024-e1569443595557.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-16935 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/11_41-1024x1024-e1569443595557.jpg\" alt=\"11_41-1024x1024\" width=\"510\" height=\"510\" \/><\/a>oderno; ma attraverso la ceramica Bertozzi &amp; Casoni restituiscono agli oggetti nuova esistenza, donando loro una sorta di nuova vita \u201ceterna\u201d. Essi, infatti, sottratti alla deperibilit\u00e0, acquisiscono una nuova valenza che \u00e8 quella della godibilit\u00e0 estetica. La mostra \u00e8 accompagnata da un catalogo bilingue (italiano\/inglese) pubblicato da Silvana Editoriale.<\/p>\n<p><strong>Bertozzi &amp; Casoni<\/strong> \u00e8 una societ\u00e0 fondata nel 1980 a Imola da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e da Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961).<br \/>\nGi\u00e0 durante la prima formazione all&#8217;Istituto Statale d&#8217;Arte per la Ceramica di Faenza i loro interessi si indirizzano verso un dialogo con la grande tradizione dell&#8217;arte e coltivano u<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/08_56-1024x1024-e1569443646711.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-16936\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/08_56-1024x1024-e1569443646711.jpg\" alt=\"08_56-1024x1024\" width=\"424\" height=\"424\" \/><\/a>na originaria vocazione per la sperimentazione in campo scultoreo, vedendo nella ceramica una possibilit\u00e0 per una scultura dipinta. Bertozzi &amp; Casoni frequentano poi l&#8217;Accademia di Belle Arti di Bologna e partecipano alle manifestazioni che tentano di mettere a fuoco i protagonisti e le ragioni di una \u201cnuova ceramica\u201d cercando di superare il gap che ancora inscrive questo mezzo espressivo in un ambito minore e gregario rispetto ad altre forme artistiche.<br \/>\nLe loro prime creazioni sono di piccola dimensione e in sottile maiolica policroma. Collaborano dal 1985 al 1989 con la Cooperativa Ceramica di Imola come ricercatori nel Centro Sperimentazioni e Ricerche sulla Ceramica e, come corollario (1987-1988), instaurano vari rapporti con \u201cK International Ceramics Magazine\u201d di cui realizzano anche immagini di copertina. Quando il rapporto con la Cooperativa di Imola sta per concludersi realizzano due impegnative prove sponsorizzate dall&#8217;azienda: gli interventi a Tama New Town (Tokyo 1989-90) e il grande pannello \u201cDitelo con i fiori\u201d collocato su una parete esterna dell&#8217;Ospedale Civile di Imola.<br \/>\nTra il 1983 e il 1994 emergono tangenze con il mondo del design tramite un rapporto privilegiato con lo spazio Dilmos a Milano e la partecipazione a varie edizioni di Abitare il Tempo a Verona e della Triennale di Milano oltre alle manifestazioni nella ex chiesa di San Carpoforo, sempre a Milano. Per Dino Gavina progettano la \u201cPoltrona Ercolano\u201d.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/02_38-1024x962-e1569443681589.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-16937 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/09\/02_38-1024x962-e1569443681589.jpg\" alt=\"02_38-1024x962\" width=\"624\" height=\"586\" \/><\/a>Negli anni Novanta emerge nel loro lavoro un aspetto maggiormente concettuale e radicale, quasi a compensare ipertrofiche espressivit\u00e0 e inossidabili perfezioni esecutive che, tuttavia, proprio sul finire del secolo, con \u201cBosco sacro\u201d del 1993, \u201cEvergreen\u201d del 1995 e \u201cScegli il Paradiso\u201d del 1997, raggiungono apici dimensionali e realizzativi mai prima raggiunti. Con quest&#8217;ultima opera Bertozzi &amp; Casoni chiudono il capitolo della maiolica dipinta e aprono a sperimentazioni che prevedono l&#8217;utilizzo, quasi esclusivo, di materiali e di tecnologie di derivazione industriale. Un passaggio decisivo che permette alle loro opere di conquistare un superiore livello di fisica presenza. I virtuosismi pittorici vengono abbandonati a favore di una resa il pi\u00f9 possibile oggettiva dei soggetti prescelti. I prediletti temi iconografici, che trovano sostanza nelle grandi categorie artistiche della\u00a0<em>vanitas<\/em>\u00a0e del\u00a0<em>memento mori<\/em>, subiscono una trasfigurazione fantastica e la loro trascrizione formale assume quella forma oggettiva che attenua la presenza degli autori stessi e la condizionante percezione di un tempo particolare. \u00c8 la grande svolta: si apre il capitolo delle \u201ccontemplazioni del presente\u201d in cui, in una sorta di \u201cepopea del trash\u201d, l&#8217;attrazione per quanto \u00e8 caduco, transitorio, peribile e in disfacimento, diventa icona, internazionalmente riconosciuta, di una, non solo contemporanea, condizione umana.<br \/>\nLa critica, i musei e le pi\u00f9 importanti gallerie d&#8217;arte nazionali e internazionali si interessano al loro lavoro.<br \/>\nTra surrealismo compositivo e iperrealismo formale Bertozzi &amp; Casoni indagano da anni i rifiuti della societ\u00e0 contemporanea, non escludendo quelli culturali e artistici, in una messa in scena dai vivificanti rimbalzi senza fine in cui si alternano affondi nel degrado e rinvenimenti di superstiti o misconosciute bellezze, astrazione e figurazione, impermanenza ed eternit\u00e0, storia e contemporaneit\u00e0, immaginazione fantastica e precisa tecnica.<br \/>\nNel 2004 sono invitati ad esporre alla Tate Liverpool e alla XIV Quadriennale di Roma. Del 2007 \u00e8 la mostra personale a Ca&#8217; Pesaro, Galleria Internazionale d&#8217;Arte Moderna di Venezia (dove espongono tre grandi opere in concomitanza con la Biennale: \u201cComposizione in bianco\u201d, \u201cLe bugie dell&#8217;arte\u201d e \u201cComposizione Scomposizione\u201d) e del 2008 quella al Castello Sforzesco di Milano e al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Nel 2009 i loro lavori sono esposti al Padiglione Italia della Biennale di Venezia (\u201cComposizione non finita-infinita\u201d e \u201cRebus\u201d); nel 2010 a All Visual Arts di Londra, alla Sperone Westwater di New York, alla Galleria Sperone a Sent e alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. Nel 2011 espongono al Padiglione Italia della Biennale di Venezia (\u201cSedia elettrica con farfalle\u201d), alla FaMa Gallery di Verona, a La Maison Rouge di Parigi. Nel 2012 espongono alla Galleria Robilant+Voena di Londra, alla Sperone Westwater di Lugano e di New York. Dello stesso anno \u00e8 la personale a All Visual Arts di Londra dove viene esposta per la prima volta la grande opera \u201cRegeneration\u201d. Del 2013 sono le mostre personali al Museum Beelden aan Zee all&#8217;Aia, alla Galleria Beck &amp; Eggeling di D\u00fcsseldorf, alla Galleria Cardi di Pietrasanta e del 2014 quelle alla Sperone Westwater di Lugano e nelle sale monumentali di Palazzo Te a Mantova. Del 2015 le personali alla Galleria Tega di Milano, alla Galleria Poleschi di Lucca, alla Sperone Westwater di New York, al Mambo di Bologna e la partecipazione a Expo Milano 2015. Del 2016 le personali nelle sale di Palazzo Larderel a Firenze (presentata dalla Galleria Il Quadrifoglio di Milano in collaborazione con Gian Enzo Sperone), alla Galleria d\u2019Arte Moderna di Palermo, all\u2019Espace Grandjean di Vallauris, alla Galleria Verolino di Modena, al Macist di Biella e al Palazzo Ducale di Massa. Il 2017 apre con le personali al Museo di Palazzo Poggi di Bologna e alla Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno e prosegue con la collaborazione con Ca\u2019 del Bosco. Del 2018 le personali presso la Galleria Anna Marra di Roma e la Rossi &amp; Rossi Gallery di Hong Kong.<br \/>\nIl 16 dicembre 2017 si \u00e8 inaugurato il Museo Bertozzi &amp; Casoni presso la Cavallerizza Ducale di Sassuolo, uno spazio permanente che raccoglie una selezione delle opere pi\u00f9 significative della loro produzione artistica.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il MARCA &#8211; Museo delle Arti di Catanzaro, diretto da Rocco Guglielmo, ospita fino al 20 novembre 2019 \u00a0la\u00a0mostra\u00a0\u201cBertozzi &amp; Casoni. 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