{"id":17383,"date":"2019-11-13T21:03:00","date_gmt":"2019-11-13T21:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=17383"},"modified":"2019-11-13T21:04:14","modified_gmt":"2019-11-13T21:04:14","slug":"primo-levi-scrittore-e-scultore-una-mostra-alla-gam-di-torino-lo-celebra-e-lo-ricorda-nel-centenario-della-nascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/13\/primo-levi-scrittore-e-scultore-una-mostra-alla-gam-di-torino-lo-celebra-e-lo-ricorda-nel-centenario-della-nascita\/","title":{"rendered":"Primo Levi scrittore e scultore. Una mostra alla GAM di Torino  lo celebra e lo ricorda nel centenario della nascita."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Primo_Levi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17384\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Primo_Levi.jpg\" alt=\"Primo_Levi\" width=\"300\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Primo_Levi.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Primo_Levi-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>In occasione del centenario della nascita di Primo Levi(1919-2019), <\/strong>\u00a0<strong>testimone della Shoah,<\/strong><strong> la GAM di Torino presenta con una mostra un aspetto poco conosciuto dello scrittore, quello di sensibile scultore. <\/strong>\u00a0Testimone nel senso pi\u00f9 profondo del term<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/263px-Arbeit_macht_frei_sign_main_gate_of_the_Auschwitz_I_concentration_camp_Poland_-_20051127.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17385 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/263px-Arbeit_macht_frei_sign_main_gate_of_the_Auschwitz_I_concentration_camp_Poland_-_20051127.jpg\" alt=\"263px-Arbeit_macht_frei_sign,_main_gate_of_the_Auschwitz_I_concentration_camp,_Poland_-_20051127\" width=\"401\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/263px-Arbeit_macht_frei_sign_main_gate_of_the_Auschwitz_I_concentration_camp_Poland_-_20051127.jpg 401w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/263px-Arbeit_macht_frei_sign_main_gate_of_the_Auschwitz_I_concentration_camp_Poland_-_20051127-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 401px) 100vw, 401px\" \/><\/a>ine, perch\u00e9 fu realmente capace di raccontare e di farlo in modo coinvolgente. Perci\u00f2 opere come <em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em> (1947) e <em>I sommersi e i salvati<\/em> (1986) sono da considerarsi imprescindibili nelle biblioteche e nelle nostre coscienze contemporanee<strong>.<\/strong> Al centro c\u2019\u00e8 sempre l\u2019idea che la cultura, intesa in senso coinvolgente, che ha a che fare tanto con la sensibilit\u00e0 della poesia che con la razionalit\u00e0 del pensiero libero, sia il primo antidoto al male in ogni sua forma, politica e non. Le testimonianze di Primo Levi. Primo Levi non fu solo testimone della Shoah, bens\u00ec anche scrittore e narratore di altri temi. Ma anche quando parla della sua passione per la chimica, della sua simpatia per la patafisica di Ionesco e Jarry, dei giochi matematici e di intelligenza, quell\u2019idea di cultura e di primato dell\u2019intelletto e dell\u2019interiorit\u00e0, la capacit\u00e0 di osservazione e di ascolto, non vengono mai a mancare. Il rapporto di Levi con i materiali, con la chimica, appunto, e la matematica, a<strong>veva infatti un personalissimo tono poetico<\/strong>, una visione quasi fiabesca del mondo e della conoscenza che, pur rispettandone sempre l\u2019intrinseca razionalit\u00e0 scientifica, gli permise di trattare quelle materie come spunti e stimoli per la propria produzione di scrittore e narratore.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/324px-Roth_e_Levi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17386\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/324px-Roth_e_Levi.jpg\" alt=\"324px-Roth_e_Levi\" width=\"454\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/324px-Roth_e_Levi.jpg 454w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/324px-Roth_e_Levi-300x198.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><\/a><\/p>\n<h4>Alla GAM, un aspetto poco conosciuto di Primo Levi<\/h4>\n<p>Ma, oltre alla chimica e alla scrittura, Levi aveva anche<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-1068x601-e1573678359290.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17387 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-1068x601-e1573678359290.jpg\" alt=\"primo-levi-gam-torino-1068x601\" width=\"368\" height=\"207\" \/><\/a> un\u2019altra passione, di queste, a suo modo, sorella, ossia \u00a0costruiva <strong>piccole sculture con fili di rame<\/strong> e sono queste a popolare la mostra allestita presso la <strong>Wunderkammer<\/strong> della Gam di Torino. La mostra, \u00a0visitabile fino al prossimo 26 gennaio 2020, \u00e8 curata da <strong>Fabio Levi<\/strong> e <strong>Guido Gaglio<\/strong> ed \u00e8 stata realizzata in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi, che ha sede a Torino.<\/p>\n<p>In esposizione, maschere, figure animali, racconti e bozzetti autografi e altro materiale. Le sculture sono delicatissime, minimali ma dall\u2019intensa qualit\u00e0 poetica. Coccodrilli, rinoceronti, millepiedi e altri animali, anche fantastici, prendono forma dalla materia del rame e sono associate dai curatori a brevi frasi tratte dai testi di Levi e dai suoi racconti. Parole e figure narrano dell\u2019<strong>amore per la natura e per la vita<\/strong> che caratterizz\u00f2 sempre e in ogni forma l\u2019opera di Primo Levi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-2-696x484.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17388\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-2-696x484.jpg\" alt=\"primo-levi-gam-torino-2-696x484\" width=\"378\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-2-696x484.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-2-696x484-300x209.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><\/a>Primo Levi, scrittore e testimone delle deportazioni naziste, nonch\u00e8 sopravvissuto ai lager hitleriani, nasce il 31 luglio 1919 a Torino. \u00a0Di origini ebraiche, ha descritto in alcuni suoi libri le pratiche e le tradizioni tipiche del suo popolo e ha rievocato alcuni episodi che vedono al centro la sua famiglia. Nel 1921 nasce la sorella Anna Maria, cui rester\u00e0 legatissimo per tutta la vita. Cagionevole di salute, fragile e sensibile, la sua infanzia \u00e8 contrassegnata da una certa solitudine a cui mancano i tipici giochi condotti dai coetanei.\u00a0 Nel 1934 Primo Levi si iscrive al Ginnasio &#8211; Liceo D\u2019Azeglio di Torino, istituto noto per aver ospitato docenti illustri e oppositori del fascismo come Augusto Monti, Franco Antonicelli, Umberto Cosmo, Zini Zini, Norberto Bobbio e molti altri. Si dimostra un eccellente studente, uno dei migliori, grazie alla sua<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-3-696x463.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17389 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-3-696x463.jpg\" alt=\"primo-levi-gam-torino-3-696x463\" width=\"488\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-3-696x463.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-3-696x463-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 488px) 100vw, 488px\" \/><\/a> mente lucida ed estremamente razionale. A questo si aggiunga, come poi dimostreranno i suoi libri, una fantasia fervida e una grande capacit\u00e0 immaginativa, tutte doti che gli permettono di brillare sia nella materie scientifiche che letterarie.<\/p>\n<p><strong>In prima Liceo, fra l&#8217;altro, ha per qualche mese come professore d&#8217;italiano nientemeno che Cesare Pavese<\/strong>. E&#8217; comunque gi\u00e0 evidente in Levi la predilezione per la chimica e la biologia, le materie del suo futuro professionale. Dopo il Liceo si iscrive alla Facolt\u00e0 di Scienze alla locale Universit\u00e0 (dove stringer\u00e0 amicizie che dureranno tutta la vita); si laurea con lode nel 1941.<\/p>\n<p>Un piccolo particolare macchia per\u00f2 quell&#8217;attestato, esso infatti riporta la dicitura &#8220;Primo Levi, di razza ebraica&#8221;. Levi al proposito commenta: &#8220;[&#8230;]<em>le leggi razziali furono provvidenziali per me, ma anche per gli altri: costituirono la dimostrazione per assurdo della stupidit\u00e0 del fascismo. Si era ormai dimenticato il volto criminale del fascismo (quello del delitto Matteotti per intenderci); rimaneva da vederne quello sciocco<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17390\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-4.jpg\" alt=\"primo-levi-gam-torino-4\" width=\"489\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-4.jpg 992w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/primo-levi-gam-torino-4-300x253.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 489px) 100vw, 489px\" \/><\/a>Nel 1942, per ragioni di lavoro, \u00e8 costretto a trasferirsi a Milano. La guerra impazza in tutta Europa ma non solo: i nazisti hanno anche occupato il suolo italico. Inevitabile la reazione della popolazione italiana. Lo stesso Levi ne \u00e8 coinvolto. Nel 1943 si rifugia sulle montagne sopra Aosta, unendosi ad altri partigiani, venendo per\u00f2 quasi subito catturato dalla milizia fascista. Un anno dopo si ritrova internato nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente deportato ad Auschwitz.<\/p>\n<p>Questa orribile esperienza \u00e8 raccontata con dovizia di particolari, ma anche con un grandissimo senso di umanit\u00e0 e di altezza morale, nonch\u00e9 di piena dignit\u00e0, nel romanzo-testimonianza, &#8220;Se questo \u00e8 un uomo\u201d pubblicato nel 1947, imperituro documento delle violenze naziste, scritto da un uomo di limpida e cristallina personalit\u00e0. \u00a0In un&#8217;intervista concessa poco dopo la pubblicazione (e spesso integrata al romanzo), Primo Levi afferma di essere disposto a perdonare i suoi aguzzini e di non provare rancore nei confronti dei nazisti. Ci\u00f2 che gli importa, dice, \u00e8 solo rendere una testimonianza diretta, allo scopo di fornire un contributo personale affinch\u00e8 si eviti il ripetersi di tali e tanti orrori. \u00a0Viene liberato il 27 gennaio 1945 in occasione dell&#8217;arrivo dei Russi al campo di Buna-Monowitz, anche se il suo rimpatrio avverr\u00e0 solo nell&#8217;ottobre successivo.<\/p>\n<p>Nel 1963 Levi pubblica il suo secondo libro &#8220;La tregua&#8221;, cronache del ritorno a casa dopo la liberazione (il seguito del capolavoro \u201c Se questo \u00e8 un uomo\u201d, per il quale gli viene assegnato il premio Campiello. Altre opere da lui composte sono: una raccolta di racconti dal titolo &#8220;Storie naturali&#8221;, con il quale gli viene conferito il Premio Bagutta; una seconda raccolta di racconti, &#8220;Vizio di forma&#8221;, una nuova raccolta &#8220;Il sistema periodico&#8221;, con cui gli viene assegnato il Premio Prato per la Resistenza; una raccolta di poesie &#8220;L&#8217;osteria di Brema&#8221; e altri libri come &#8220;La chiave a stella&#8221;, &#8220;La ricerca delle radici&#8221;, &#8220;Antologia personale&#8221; e &#8220;Se non ora quando&#8221;, con il quale vince per la seconda volta il Premio Campiello. \u00a0Infine scrive nel 1986 un altro testo assai ispirato dall&#8217;emblematico titolo &#8220;I Sommersi e i Salvati&#8221;. \u00a0Primo Levi muore suicida l&#8217;11 aprile 1987, probabilmente lacerato dalle strazianti esperienze vissute e dal quel sottile senso di colpa che talvolta, assurdamente, si ingenera negli ebrei scampati all&#8217;Olocausto: di essere cio\u00e8 &#8220;colpevoli&#8221; di essere sopravvissuti.<\/p>\n<h4>Bibliografia essenziale di Primo Levi<\/h4>\n<ul>\n<li>La tregua<\/li>\n<li>Se questo \u00e8 un uomo<\/li>\n<li>Il fabbricante di specchi. Racconti e saggi<\/li>\n<li>Conversazioni e interviste 1963-1987<\/li>\n<li>Racconti: Storie naturali-Vizio di forma-Lilit<\/li>\n<li>Sistema periodico<\/li>\n<li>Se non ora, quando?<\/li>\n<li>I sommersi e i salvati<\/li>\n<li>La chiave a stella<\/li>\n<li>Ad ora incerta<\/li>\n<li>Vizio di forma<\/li>\n<li>L&#8217;altrui mestiere<\/li>\n<li>Lilit e altri racconti<\/li>\n<li>Storie naturali<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In occasione del centenario della nascita di Primo Levi(1919-2019), \u00a0testimone della Shoah, la GAM di Torino presenta con una mostra un aspetto poco conosciuto dello scrittore, quello di sensibile scultore. \u00a0Testimone nel senso pi\u00f9 profondo del termine, perch\u00e9 fu realmente capace di raccontare e di farlo in modo coinvolgente. Perci\u00f2 opere come Se questo \u00e8 un uomo (1947) e I sommersi e i salvati (1986) sono da considerarsi imprescindibili nelle biblioteche e nelle nostre coscienze contemporanee. Al centro c\u2019\u00e8 sempre l\u2019idea che la cultura, intesa in senso coinvolgente, che ha a che fare tanto con la sensibilit\u00e0 della poesia che [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/13\/primo-levi-scrittore-e-scultore-una-mostra-alla-gam-di-torino-lo-celebra-e-lo-ricorda-nel-centenario-della-nascita\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[53888,74779,53709,53710,66803,66558,10357,44441,87,17493,17505,35188,64,28369,17494,51665,4625],"tags":[385603,59480,385607,385606,385605,385604,211440,211693,385608],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17383"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17383"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17392,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17383\/revisions\/17392"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17383"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17383"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}