{"id":17393,"date":"2019-11-14T22:20:27","date_gmt":"2019-11-14T22:20:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=17393"},"modified":"2019-11-14T22:20:27","modified_gmt":"2019-11-14T22:20:27","slug":"lorgano-della-chiesa-di-san-marco-a-milano-torna-a-suonare-dopo-un-restauro-integrale-linaugurazione-sabato-16-novembre-alle-ore-21-con-un-concerto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/14\/lorgano-della-chiesa-di-san-marco-a-milano-torna-a-suonare-dopo-un-restauro-integrale-linaugurazione-sabato-16-novembre-alle-ore-21-con-un-concerto\/","title":{"rendered":"L\u2019Organo della Chiesa di San Marco a Milano torna a suonare dopo un restauro integrale. L\u2019inaugurazione sabato 16 novembre alle ore 21 con un concerto."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/225px-Chiesa_di_San_Marco_-_Milano.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17394\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/225px-Chiesa_di_San_Marco_-_Milano.jpg\" alt=\"225px-Chiesa_di_San_Marco_-_Milano\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a>Sabato 16 novembre 2019, le canne del pi\u00f9 antico organo di Lombardia, commissionato nel 1507 a Leonardo da Salisburgo, torneranno a risuonare nella chiesa di San Marco a Milano. Lo strumento, commissionato nel 1507 a Leonardo da Salisburgo per essere il pi\u00f9 grande della citt\u00e0, venne suonato da Wolfgang Amadeus Mozart durante il suo soggiorno milanese del 1770 e da Giuseppe Verdi, nel 1875, in occasione della prima esecuzione della <\/strong><em><strong>Messa da Requiem<\/strong><\/em><strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/8456_-_Milano_-_San_Marco_-_Organo_-_Foto_Giovanni_DallOrto_-_14-Apr-2007.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17395 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/8456_-_Milano_-_San_Marco_-_Organo_-_Foto_Giovanni_DallOrto_-_14-Apr-2007.jpg\" alt=\"8456_-_Milano_-_San_Marco_-_Organo_-_Foto_Giovanni_Dall'Orto_-_14-Apr-2007\" width=\"310\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/8456_-_Milano_-_San_Marco_-_Organo_-_Foto_Giovanni_DallOrto_-_14-Apr-2007.jpg 310w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/8456_-_Milano_-_San_Marco_-_Organo_-_Foto_Giovanni_DallOrto_-_14-Apr-2007-300x192.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019intervento, seguito dal Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali e per il turismo, ha riguardato sia la parte fonica che gli elementi di contenimento e corredo, cassa e cantoria, secondo le pi\u00f9 avanzate tecniche di conservazione e restauro.<\/p>\n<p>I lavori, durati pi\u00f9 di un anno e finanziati per oltre trecentomila euro dai contributi della C.E.I., della Fondazione Cariplo, di donatori privati e di molti parrocchiani, sono stati eseguiti per quanto attiene il comparto strettamente strumentale, dall\u2019organaro restauratore Daniele di Corte de\u2019 Frati, in provincia di Cremona, e hanno interessato le circa 2500 canne che compongono questo gioiello d\u2019arte e tecnologia, oltre che il complesso apparato di trasmissione meccanica e manticeria.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/11143561-kjiE-U3010262527050X5-1224x916@Corriere-Web-Milano-593x443.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17396\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/11143561-kjiE-U3010262527050X5-1224x916@Corriere-Web-Milano-593x443.jpg\" alt=\"11143561-kjiE-U3010262527050X5-1224x916@Corriere-Web-Milano-593x443\" width=\"407\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/11143561-kjiE-U3010262527050X5-1224x916@Corriere-Web-Milano-593x443.jpg 593w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/11143561-kjiE-U3010262527050X5-1224x916@Corriere-Web-Milano-593x443-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 407px) 100vw, 407px\" \/><\/a>L\u2019organo sar\u00e0 inaugurato, sabato 16 novembre alle ore 21.00, con il concerto del maestro Riccardo di Sanseverino (ingresso libero). <\/strong>Stante la peculiarit\u00e0 dell\u2019organo di San Marco, il repertorio del concerto di inaugurazione \u00e8 stato specificatamente scelto per valorizzarne a pieno le sonorit\u00e0 e i molti effetti speciali. Lo strumento infatti \u00e8 dotato anche di grancassa, piatti, campanelli, rulli di timpano, basso pizzicato e altro ancora.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/a9f9bba721c6a4cf82fd7ac34f267af3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17397 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/a9f9bba721c6a4cf82fd7ac34f267af3.jpg\" alt=\"Restaurato l'organo della chiesa di San Marco, lo suon\u00f2 Mozart\" width=\"457\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/a9f9bba721c6a4cf82fd7ac34f267af3.jpg 457w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/a9f9bba721c6a4cf82fd7ac34f267af3-300x188.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La cinquecentenaria storia dell\u2019organo di San Marco racconta di illustri musicisti e compositori che hanno posato le mani sulle sue tastiere. Nel 1770, fu <strong>Wolfgang Amadeus Mozart<\/strong>, ospite del convento agostiniano, a esercitarsi sull\u2019organo, da poco restaurato dall\u2019organaro comasco Antonio Somigliana, mentre, a fine Ottocento, fu il compositore cremonese <strong>Amilcare Ponchielli<\/strong>, allora professore al Conservatorio di Milano, a collaudare lo strumento, dopo il rifacimento di Natale Balbiani. Non ultimo, <strong>Giuseppe Verdi<\/strong> in occasione della prima esecuzione della Messa da Requiem, tenuta proprio a San Marco nel 1875, composta per celebrare Alessandro Manzoni, morto l\u2019anno precedente, che, come lo stesso compositore si era impegnato per l&#8217;Unit\u00e0 di Italia e condivideva i valori del Risorgimento. \u00c8 il momento storico in cui le arti, musica inclusa, si fanno interpreti dei nuovi ideali che, in nome di razionalit\u00e0 e libert\u00e0 derivanti dal retroterra risorgimentale, cercano nuova materia e forma per le proprie soluzioni. Il Requiem di Verdi era approdato nella basilica marciana non senza l\u2019apporto di <strong>Arrigo Boito<\/strong>, uno dei fondatori della Societ\u00e0 del Quartetto (1864) e del parroco don Michele Mongeri che era riuscito a ottenere il permesso vescovile per concedere alle donne velate di cantare durante l\u2019esecuzione nelle parti corali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/CroppedImage720439-pipe-organ-2297819-640.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17398\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/CroppedImage720439-pipe-organ-2297819-640.jpg\" alt=\"CroppedImage720439-pipe-organ-2297819-640\" width=\"556\" height=\"339\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/CroppedImage720439-pipe-organ-2297819-640.jpg 720w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/CroppedImage720439-pipe-organ-2297819-640-300x183.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/a>Dopo la morte di Leonardo d&#8217;Allemania, avvenuta proprio cinquecento anni fa nel 1519, Costanzo Antegnati, nel 1604 e nel 1611, restaur\u00f2 e ingrand\u00ec l\u2019organo conservando il materiale di Leonardo ove possibile. Nel ventennio a cavallo tra i secoli XVII e XVIII, la chiesa di San Marco fu interessata dalla ricostruzione delle volte della navata centrale quale oggi si ammira; in questa occasione (1711), per via delle grandi dimensioni dell&#8217;antico organo rispetto all&#8217;abbassamento della chiesa, lo strumento fu spostato dagli organari Brunelli, dal transetto meridionale all\u2019attuale sede nell\u2019ultimo intercolumnio di sinistra; la cassa cinquecentesca fu smontata da Antonio Ratti e impiegata nella costruzione di un imponente complesso scenografico comprendente due casse, le cantorie simmetriche e il pulpito. Dopo le soppressioni napoleoniche, durante le quali il Convento di San Marco fu requisito e adibito a stalla e caserma, il tempio venne riaperto al culto come chiesa parrocchiale e il primo pensiero dei Fabbricieri fu il restauro dell&#8217;organo. Nel 1806 Eugenio Biroldi riform\u00f2 radicalmente lo strumento adeguandolo ai nuovi gusti del tempo, ma conservando il prezioso materiale degli organari che lo precedettero; il contratto con relativo progetto, conservato nell&#8217;Archivio Parrocchiale, \u00e8 corredato da una copiosa serie di documenti che descrivono puntualmente <strong>le trentennali vicissitudini di questo lavoro che si conclusero felicemente nel 1836 con un concerto del celebre Padre Davide da Bergamo<\/strong>, ospite del vicino convento francescano di Sant&#8217;Angelo. Il successo fu tale che, <strong>a clamor di popolo, Padre Davide dovette suonare per tre giorni consecutivi<\/strong> davanti all&#8217;incessante concorso del pubblico milanese.<\/p>\n<p><strong>Nel 1874, l&#8217;anno della prima esecuzione della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, si comincia a pensare al grande rifacimento dell\u2019organo di San Marco a opera di Natale Balbiani. <\/strong>La larghezza di mezzi a disposizione gli consent\u00ec di porre in opera uno dei pi\u00f9 grandi strumenti realizzati, ricco di tutti i tagli di canne allora conosciuti, pi\u00f9 alcuni di sua invenzione che furono molto lodati dalle cronache del tempo. Il collaudo dello strumento, effettuato da Amilcare Ponchielli e Polibio Fumagalli, venne celebrato da entusiastici commenti delle gazzette milanesi. Anche il Balbiani conserv\u00f2 scrupolosamente il materiale fonico antico trovato nello strumento, restaurandolo con tutto il rispetto conosciuto ai suoi tempi e consegnando cos\u00ec al ventesimo secolo uno degli organi pi\u00f9 antichi del mondo. Nel 1915 vennero inopinatamente smobilitate la cassa e la cantoria di destra, giudicate troppo decorative per un secolo pervicacemente ostile ai fasti barocchi; fortunatamente, a fronte del molto materiale perduto, si conservano ancora nella chiesa le parti pi\u00f9 significative di quel complesso settecentesco, altres\u00ec documentato da varia iconografia storica.<\/p>\n<p>L&#8217;organo come \u00e8 pervenuto ai giorni nostri \u00e8 stato oggetto di un primo restauro integrale nel 1973 a opera della Ditta Tamburini di Crema, occasione in cui fu dichiarato Monumento Nazionale dal Ministero dei Beni Culturali per unicit\u00e0, vetust\u00e0 e importanza. Il restauro, effettuato con le migliori tecniche dell&#8217;epoca, fu curato da Oscar Mischiati e inaugurato da Luigi Ferdinando Tagliavini, Renato Fait e Gianfranco Spinelli.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sabato 16 novembre 2019, le canne del pi\u00f9 antico organo di Lombardia, commissionato nel 1507 a Leonardo da Salisburgo, torneranno a risuonare nella chiesa di San Marco a Milano. Lo strumento, commissionato nel 1507 a Leonardo da Salisburgo per essere il pi\u00f9 grande della citt\u00e0, venne suonato da Wolfgang Amadeus Mozart durante il suo soggiorno milanese del 1770 e da Giuseppe Verdi, nel 1875, in occasione della prima esecuzione della Messa da Requiem. L\u2019intervento, seguito dal Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali e per il turismo, ha riguardato sia la parte fonica che gli elementi di contenimento e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/14\/lorgano-della-chiesa-di-san-marco-a-milano-torna-a-suonare-dopo-un-restauro-integrale-linaugurazione-sabato-16-novembre-alle-ore-21-con-un-concerto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,9894,10357,53794,41640,51709,253825,44545,44441,87,26,35185,35188,28369,202271,51665,4625],"tags":[385614,385609,385615,59480,385616,385610,385619,101017,385613,385617,385618,385612],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17393"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17393"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17393\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17399,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17393\/revisions\/17399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}