{"id":17439,"date":"2019-11-18T17:58:07","date_gmt":"2019-11-18T17:58:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=17439"},"modified":"2019-11-18T17:58:07","modified_gmt":"2019-11-18T17:58:07","slug":"narrazioni-ovvero-le-nuove-tendenze-le-espressioni-e-i-linguaggi-dellarte-contemporanea-una-mostra-storica-al-liceo-di-brera-di-milano-ne-esempla-figure-e-protagonisti-dellogg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/18\/narrazioni-ovvero-le-nuove-tendenze-le-espressioni-e-i-linguaggi-dellarte-contemporanea-una-mostra-storica-al-liceo-di-brera-di-milano-ne-esempla-figure-e-protagonisti-dellogg\/","title":{"rendered":"Narrazioni, ovvero le nuove tendenze, le espressioni e i linguaggi  dell\u2019arte contemporanea. Una mostra storica al Liceo di Brera  di Milano  ne esempla figure  e protagonisti dell\u2019oggi."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Gaetano-GrilloPaolopolimaterico-su-legnocm.258x178x520131.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17441\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Gaetano-GrilloPaolopolimaterico-su-legnocm.258x178x520131.jpg\" alt=\"Gaetano Grillo,Paolo,polimaterico su legno,cm.25,8x178x5,2013\" width=\"597\" height=\"116\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Gaetano-GrilloPaolopolimaterico-su-legnocm.258x178x520131.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Gaetano-GrilloPaolopolimaterico-su-legnocm.258x178x520131-300x58.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 597px) 100vw, 597px\" \/><\/a>Lo Spazio Hajech dello Storico\u00a0 Liceo Artistico Statale di Brera \u00a0a Milano \u00a0vivacizza e incornicia la sua mostra storica\u00a0 -a cadenza annuale-\u00a0 all\u2019interno di uno sguardo a tutto campo\u00a0 sulla contemporaneit\u00e0 e sulle narrazioni che gli artisti del presente sviluppano, tenendo conto\u00a0 sia del legame naturale con la didattica\u00a0 dell\u2019insegnamento\u00a0 che\u00a0 la conoscenza e la messa a fuoco di\u00a0 tendenze, espressioni e figure che caratterizzano la realt\u00e0 contemporanea, l\u2019arte dell\u2019oggi e degli ultimi decenni.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Bruno-MangiaterraBosco-Polisolio-su-carta-intelata-e-foglia-orocm.100x802018.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17442 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Bruno-MangiaterraBosco-Polisolio-su-carta-intelata-e-foglia-orocm.100x802018.jpg\" alt=\"Bruno Mangiaterra,Bosco-Polis,olio su carta intelata e foglia oro,cm.100x80,2018\" width=\"341\" height=\"422\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Bruno-MangiaterraBosco-Polisolio-su-carta-intelata-e-foglia-orocm.100x802018.jpg 565w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Bruno-MangiaterraBosco-Polisolio-su-carta-intelata-e-foglia-orocm.100x802018-242x300.jpg 242w\" sizes=\"(max-width: 341px) 100vw, 341px\" \/><\/a><\/p>\n<p>E\u2019 la volta di <strong>\u201cNarrazioni<\/strong>. <strong>\u00a0Tendenze, espressioni\u00a0 e linguaggi dell\u2019arte oggi\u201d,\u00a0 <\/strong>una mostra che campiona artisti che hanno caratterizzato il loro lavoro all\u2019interno di movimenti, tecniche e metodologie significative come l\u2019archeologia del postmodern\u00a0 di <strong>Gianni Cella<\/strong>, le strutture primarie\u00a0 e le tendenze parafilosofiche di <strong>Nicola Salvatore<\/strong>, la narrazione concettuale \u00a0di <strong>Bruno Mangiaterra<\/strong>, il post-informale \u00a0di <strong>\u00a0Pepe Morales<\/strong>, \u00a0il nuovo fantastico di <strong>Carlo Cecchi<\/strong>, l\u2019e<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Nicola-Salvatore-balena-su-velluto-cm.110x110-2019.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17444\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Nicola-Salvatore-balena-su-velluto-cm.110x110-2019.jpg\" alt=\"Nicola Salvatore,   balena su velluto,  cm.110x110 ,2019\" width=\"449\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Nicola-Salvatore-balena-su-velluto-cm.110x110-2019.jpg 449w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Nicola-Salvatore-balena-su-velluto-cm.110x110-2019-300x286.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/><\/a><\/strong>pigrammatica minimal art di <strong>Marisa Zattini,<\/strong> l\u2019arte estroflessa di <strong>\u00a0Goca Moreno<\/strong>, la poesia visuale \u00a0e il nomadismo\u00a0 di <strong>\u00a0Gaetano Grillo<\/strong>, la clonart e <strong>\u00a0<\/strong>la cracker\u2019art di <strong>Giuliano Grittini<\/strong>, il new e l\u2019estremo pop di <strong>\u00a0Stefano<\/strong> <strong>Pizzi<\/strong>, l\u2019astrazione lirica\u00a0 e le geometrie di <strong>Albano Morandi<\/strong>. E\u2019 un nuovo atlante\u00a0 della geografia e dell\u2019estetica dell\u2019arte contemporanea, sicuramente non totale, ma abbastanza\u00a0 ampio per\u00a0 declinare poetiche multidirezionali\u00a0 e protagonisti dell\u2019oggi, tendenze ed espressioni forti capaci porgere i risultati\u00a0 di una fervorosa\u00a0 ricerca europea e internazionale. E tutto ci\u00f2 mira a offrire \u00a0occasioni\u00a0 artistiche e\u00a0 culturali ad ampio raggio non solo\u00a0 ad alunni e professori dell\u2019istituzione del Liceo Statale di Brera \u00a0in cui vive\u00a0 questa mostra dichiaratamente storica, ma lo \u00e8 anche per la citt\u00e0 di Milano\u00a0 in cui \u00a0ormai si concentrano le fibrillazioni della nuova creativit\u00e0\u00a0 che apre a decenni di post-produzione. <strong>Ecco, dunque, le<\/strong> <strong>nuove tendenze, espressioni e linguaggi\u00a0 dell\u2019arte contemporanea.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Marisa-ZattiniEMET2019.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17445 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Marisa-ZattiniEMET2019.jpg\" alt=\"Marisa Zattini,EMET,2019\" width=\"510\" height=\"340\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Marisa-ZattiniEMET2019.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Marisa-ZattiniEMET2019-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 510px) 100vw, 510px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019avvento della modernit\u00e0, il mondo occidentale \u00e8 stato percorso da diverse trasformazioni e avvenimenti che hanno avuto delle importanti conseguenze anche in campo socio-culturale. Per quanto riguarda quello artistico, a partire dalle prime avanguardie storiche, il linguaggio dell\u2019arte ha subito una forte scossa e alcune regole della tradizione classica sono state modificate e altre completamente eliminate. A partire dal secon<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Stefano-PizziRitratto-di-cittadino-milanesecm.100x802013.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17446\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Stefano-PizziRitratto-di-cittadino-milanesecm.100x802013.jpg\" alt=\"Stefano Pizzi,Ritratto di cittadino milanese,cm.100x80,2013\" width=\"396\" height=\"492\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Stefano-PizziRitratto-di-cittadino-milanesecm.100x802013.jpg 563w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Stefano-PizziRitratto-di-cittadino-milanesecm.100x802013-241x300.jpg 241w\" sizes=\"(max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/><\/a>do dopoguerra il tentativo da parte degli artisti \u00e8 cambiato nuovamente ed \u00e8 finalizzato a riallacciare i rapporti con l\u2019osservatore rendendolo partecipe della riuscita dell\u2019opera stessa. Alla categoria del bello viene cos\u00ec sostituita quella di interessante, concetto che aggiunge al precedente una componente intellettuale: un\u2019opera non viene pi\u00f9 percepita per la sua bellezza, ma per la sua capacit\u00e0 di stimolare sia i sensi sia il pensiero. Ogni opera deriva da uno scenario\u00a0 che l\u2019artista proietta sulla cultura, considerata\u00a0 a sua volta come cornice narrativa\u00a0 che produce nuovi possibili scenari in un movimento senza fine. E\u2019 cos\u00ec che l\u2019opera contemportanea non \u00e8 pi\u00f9 il punto finale del \u201cprocesso creativo\u201d ma un sito di navigazione, un portale, un generatore di attivit\u00e0.\u00a0<strong>Riscrivere la modernit\u00e0\u00a0 \u00e8 il compito storico di questo inizio del XXI secolo, non ripartire da zero, n\u00e9 ritrovarsi spaesati dinanzi all\u2019archivio della storia<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Carlo-CecchiSentinella-cobaltoolio-su-telacm.70x1002019.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17447 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Carlo-CecchiSentinella-cobaltoolio-su-telacm.70x1002019.jpg\" alt=\"Carlo Cecchi,Sentinella cobalto,olio su tela,cm.70x100,2019\" width=\"530\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Carlo-CecchiSentinella-cobaltoolio-su-telacm.70x1002019.jpg 700w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Carlo-CecchiSentinella-cobaltoolio-su-telacm.70x1002019-300x210.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 530px) 100vw, 530px\" \/><\/a><strong>, ma inventare e selezionare, scaricare dal computer per utilizzare i dati. <\/strong>Davanti poi a un\u2019economia fantasma\u00a0 -certo arma del potere tecno-mercantile- gli artisti\u00a0\u00a0\u00a0 spesso riattivano forme abitandole, piratando propriet\u00e0 private e copyright, marche e loro prodotti, firme d\u2019autore e forme museali. La fondazione di un discorso modernista parte proprio dagli scritti teorici di Clement Greemberg\u00a0 secondo il quale la storia dell\u2019arte\u00a0 \u00e8 una narrativa lineare, teologica, una logica all\u2019interno della quale ogni opera del passato\u00a0 si definisce grazie alle relazioni con quelle che la precedono. Per Greember la storia dell\u2019arte moderna e contemporanea \u00e8 una progressiva purificazione della pittura e della scultura, questa storia deve avere un senso e questo senso dev\u2019essere organizzato in una narrativa lineare.<\/p>\n<p>La modernit\u00e0 si \u00e8 aperta <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Moreno-GocaGobboestroflessione-su-telacm.18x24x32005.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17448\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Moreno-GocaGobboestroflessione-su-telacm.18x24x32005.jpg\" alt=\"Moreno Goca,Gobbo,estroflessione su tela,cm.18x24x3,2005\" width=\"332\" height=\"440\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Moreno-GocaGobboestroflessione-su-telacm.18x24x32005.jpg 432w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Moreno-GocaGobboestroflessione-su-telacm.18x24x32005-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/a>con una serie di teorie destabilizzanti che hanno contribuito a corrodere nel tempo le nostre convinzioni e le nostre certezze. Tutto ci\u00f2 ha avuto delle conseguenze anche nella storia dell\u2019arte che \u00e8 diventata sempre meno certa dei suoi momenti fondamentali. \u00c8 comprensibile quindi, come osserva Angela Vettese (Si fa tutto, Il linguaggio dell\u2019arte contemporanea, Laterza 2010) che \u201cmolti artisti abbiano espresso la tentazione di ridurre l\u2019opera d\u2019arte a un quasi-zero: nel 1918 Kazimir Malevic esegu\u00ec il primo monocromo completamente bianco della storia dell\u2019arte, un\u2019icona che si svuota di ogni significato devozionale e si fa omaggio del pensiero; nel 1952 Robert Rauschemberg ha realizzato monocromi bianchi che concepiva come vuoti, proprio mentre John Cage elaborava, come vedremo, una musica senza suoni. Nel 1958 Yves Klein ha esposto il nulla; allo stesso tempo Piero Manzoni ha inventato monocromi senza colore; nel 1968 Daniel Buren espose come sua opera la fine delle attivit\u00e0 della Galleria Apollinaire di Milano; nel 1973 Michael Asher si accontent\u00f2 di sabbiare i muri della Galleria Toselli, sempre a Milano, come a sottolinearne il vuoto. Bas Jan Ader, nel 1975, decise di fabbricarsi una barchetta e sparire, del tutto premeditatamente, nel nulla dell\u2019oceano. Eppure, in tutti questi e in altri casi simili, siamo di fronte a tentativi di reazione\u201d. L\u2019opera oggi s\u00e8guita a esistere non pi\u00f9 come oggetto, ma come azione; non pi\u00f9 eterna, ma precaria; non pi\u00f9 fatta di una sola materia, ma con diversi e variegati materiali; non pi\u00f9 realizzata attraverso le tecniche tradizionali, ma con maniere nuove o miste. Il crollo delle verit\u00e0 con cui si \u00e8 aperto il Novecento si \u00e8 tradotto nella dissoluzione delle norme anche nel campo dell\u2019arte e ha prodotto una svolta nel e del suo linguaggio. A partire da questo momento l\u2019arte viene realizzata con qualsiasi materiale e non appartiene pi\u00f9 soltanto alla pittura o alla scultura: a queste tecniche tradizionali si sono affiancate<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Pepe-Morales587tecnica-mista-su-telacm.61x502017.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17449 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Pepe-Morales587tecnica-mista-su-telacm.61x502017.jpg\" alt=\"Pepe Morales,587,tecnica mista su tela,cm.61x50,2017\" width=\"504\" height=\"617\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Pepe-Morales587tecnica-mista-su-telacm.61x502017.jpg 504w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Pepe-Morales587tecnica-mista-su-telacm.61x502017-245x300.jpg 245w\" sizes=\"(max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/><\/a> nuove grammatiche visive cui non si \u00e8 ancora abituati: l\u2019arte comincia a farsi con tutto. Il contemporaneo, traendo spunto da un\u2019idea del semiologo Jean-Marie Floch, viene definito un <em>bricolage<\/em>, \u201cun dispositivo aperto, capace nella storia dell\u2019arte di dilatarsi fino a includere non solo l\u2019<em>assemblage <\/em>ma anche l\u2019arte ambientale, l\u2019arte di comportamento, l\u2019arte centrata, appunto, sulla partecipazione dello spettatore\u201d. Il bricolage mette insieme cose diverse: cos\u00ec come la vita \u00e8 fatta di pezzi messi assieme, allo stesso modo l\u2019arte si compone di pezzi. Il bricolage ha una natura fragile e poco votata al permanere, \u00e8 un veicolo elastico e sempre mutevole. L\u2019idea di realizzare un\u2019arte indipendente, autonoma e autoreferenziale, perfetta sul piano logico e distante dalla realt\u00e0, \u00e8 caratteristica di pochi autori, e anche nelle opere di questi torna l\u2019uso del bricolage. Il <em>bricolage<\/em>, dice Rosalind Krauss, ritorna con la sua capacit\u00e0 di introdurre \u201cnel frutto il verme della realt\u00e0 \u2013 la realt\u00e0 considerata illimitata e arbitraria, che costringe necessariamente ogni rappresentazione a non essere altro che una collezione di frammenti\u201d. E il filosofo francese Jacques Ranci\u00e8re ha scritto a proposito della\u00a0 pura dedizione all\u2019arte\u00a0\u00a0 e della\u00a0 ricaduta politica\u00a0 di essa\u00a0 che non ha senso oggi puntare su nessuna contrapposizione di tali concetti\u00a0\u00a0 perch\u00e8 \u201cil proprio dell\u2019arte\u00a0 consiste nel ritagliare in maniera nuova lo spazio materiale e simbolico. E\u2019 in questo senso\u00a0 che l\u2019arte fa politica\u201d.<\/p>\n<p>Gli artisti del Novecento, hanno per lo pi\u00f9 peccato di vanagloria, pensando d\u2019essere\u00a0 maggiormente evoluti rispetto ad altri secoli per essersi allontanati dalla materia, dal dato artigianale, e pensando per lo pi\u00f9 di essere\u00a0 intellettuali\u00a0 tout court. E dunque, tutta una serie di movimenti, dal futurismo allo spazialismo, dal concettuale alla land art, dalla poesia visiva e visuale al\u00a0\u00a0 hanno tenuto in conto lo spauracchio duchampiano del \u201cb\u00e8te comme un peintre\u201d\u00a0 che sta \u201cper stupido come un pittore\u201d. <strong>Il mondo \u00e8 saturo di oggetti, di opere,\u00a0 diceva Douglas Huebleer gi\u00e0 negli anni Sessanta. Se la proliferazione caotica\u00a0 della produzione port\u00f2 gli artisti concettuali\u00a0 alla dematerializzazione dell\u2019opera, ne<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/63495f51-1e0e-4b63-9aad-6e12f8b78315.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17450\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/63495f51-1e0e-4b63-9aad-6e12f8b78315.jpg\" alt=\"63495f51-1e0e-4b63-9aad-6e12f8b78315\" width=\"368\" height=\"504\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/63495f51-1e0e-4b63-9aad-6e12f8b78315.jpg 511w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/63495f51-1e0e-4b63-9aad-6e12f8b78315-219x300.jpg 219w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a><\/strong><strong>l caso degli artisti della postproduzione\u00a0 li spinge a mixare e combinare i prodotti. Partiamo dal titolo della nostra mostra \u201cNarrazioni\u201d.<\/strong> Le opere di\u00a0 questi\u00a0 artisti<strong>\u00a0 <\/strong>come di tanti altri ancora, si intrecciano con la loro vita e la loro visione del vivere, dimostrando la\u00a0 capacit\u00e0\u00a0 di far convivere influenze e generi diversi. Ogni artista dimostra \u00a0un\u2019attitudine al racconto, il quale\u00a0 pi\u00f9 che illustrazione\u00a0 o descrizione \u00e8 allusivit\u00e0 a implicazioni intellettuali non mai disgiunte da un pensiero poetico. Sono artisti della postproduzione, inventano nuovi usi per le loro opere, operano un editing delle narrative storiche e ideologiche, inserendo gli elementi che le compongono in scenari alternativi. Cos\u00ec l\u2019opera contemporanea non \u00e8 pi\u00f9 il punto finale del \u201cprocesso creativo\u201d, non quindi un prodotto finito da contemplare, ma un sito di navigazione, un portale da esplorare, un generatore di attivit\u00e0 da manipolare, in quanto ad iniziare dalla produzione,\u00a0 si naviga in un network di segni, dove ogni artista inserisce a sua volta forme su narrazioni esistenti. Ed allora con questa nuova forma culturale, o meglio con questa cultura d\u2019attivit\u00e0, l\u2019opera d\u2019arte \u00e8 la terminazione di una rete di elementi\u00a0 interconnesi,\u00a0 come narrativa che si allarga a reinterpretare le narrative che l\u2019hanno preceduta. E\u2019 pur vero che ogni mostra racchiude un\u2019altra mostra, ogni opera \u00e8 congeniale a scenari diversi in quanto momento di una catena di progetti.<strong>\u00a0\u00a0 <\/strong>Ad esemplare queste narrazioni abbiamo scelto una serie di nomi che raccontano questi scenari, tutti lavorano per rappresentare il luogo della negoziazione tra realt\u00e0 e finzione, tra narrativa e critica. Gli artisti sono\u00a0 \u00a0Carlo Cecchi, Gianni Cella, Gaetano Grillo, Giuliano Grittini,\u00a0 Bruno Mangiaterra, Albano Morandi, Pepe Morales,\u00a0 Goca Moreno, Stefano Pizzi,\u00a0 Nicola Salvatore \u00a0e\u00a0\u00a0 Marisa Zattini.<\/p>\n<p><strong>Carlo Cecchi<\/strong> ricostruisce il racconto della sua vita a un livello inconscio materializzando l\u2019atto della memoria in termini estetici; <strong>Gianni Cella<\/strong> movimenta narrative fittizie reintroducendo l\u2019imprevedibilit\u00e0, l\u2019incertezza, lo stupore, il gioco di questa archeologia del modernismo; <strong>Gaetano Grillo <\/strong>fa vivere il lessico di una pratica \u00a0che combina tavole di documentazione, linguaggi e\u00a0 alfabeti, cartografie,\u00a0 codici postproduttori,\u00a0 che obbediscono a un programma ciclico, sapiente, controllato e immutabile; <strong>Giuliano Grittini<\/strong> smonta e rimonta le componenti iconiche\u00a0\u00a0 del nostro universo visivo quotidiano\u00a0 sulle tracce dell\u2019operato degli\u00a0 affichistes\u00a0 che fanno rivivere la cartografia mobile imbevuta di scorie;\u00a0 <strong>Bruno Mangiaterra<\/strong> interroga il reale e lo filtra attraverso la grande metafora organica,\u00a0 la costruzione di uno scenario, la frontalit\u00e0 di una narrativa concettuale; <strong>Albano Morandi<\/strong>\u00a0 espone le reliquie della natura\u00a0 ricondotte a un fenomeno astratto portandosi talvolta verso geometrie\u00a0 cariche di intima necessit\u00e0; <strong>Pepe Morales<\/strong>\u00a0 lascia vivere simulacri di oggetti\u00a0 nomadici, forme\u00a0 e colori\u00a0\u00a0 che enfatizzano il nostro universo mentale; <strong>Goca Moreno <\/strong>con la sua arte\u00a0 tende a dare forma e peso ai processi pi\u00f9 invisibili portandosi a quella semplificazione secca e riduttiva con cui lo connota la modernit\u00e0; \u00a0<strong>Stefano Pizzi<\/strong> mostra ampiamente il riciclaggio di forme e immagini \u00a0che forniscono le fondamenta di un\u2019etica pop; \u00a0<strong>Nicola Salvatore <\/strong>circonda le forme che insidiano la nostra percezione capovolgendole radicalmente sicch\u00e8\u00a0 diventano statuto accessorio e scenografico; <strong>Marisa Zattini <\/strong>rimaterializza\u00a0 il mondo e\u00a0 la tradizione letteraria e artistica dell\u2019umanit\u00e0, attraverso un\u2019estetica\u00a0 relazionale, portandosi ad abitare stili e forme minimaliste, \u00a0dando senso a questi frammenti e \u00a0restituendo ad essi\u00a0 spazio fisico e storico.<\/p>\n<p>Oggi il visitatore di una mostra di arte contemporanea spesso si sente come disarmato perch\u00e9 avverte un linguaggio troppo astratto e, pur subendo una certa fascinazione, non si ritiene in possesso delle lenti giuste per leggere le opere esposte.\u00a0 Si \u00e8 verificato un passaggio con l\u2019avvento dell\u2019arte contemporanea: un\u2019opera non si apprezza pi\u00f9 per la bellezza che la caratterizza, ma per il messaggio che esprime e per capirlo occorre prima conoscere il vocabolario usato dall\u2019artista. Chi apprezza l\u2019arte contemporanea cerca di guardarla in toto e dentro e quindi prova a smontarla. L\u2019arte contemporanea non sempre \u00e8 un\u2019arte che parla di se stessa, ma si tratta di un nuovo modo di trovare ed esprimere relazioni con i problemi che caratterizzano l\u2019esistere dell\u2019uomo. Perch\u00e9 l\u2019arte \u00e8 un\u2019attivit\u00e0\u00a0 che consiste nel produrre rapporti con il mondo\u00a0 e materializzare, attraverso pi\u00f9 forme, le sue relazioni con lo spazio e il tempo. Agli artisti, dunque, procedere con narrazioni.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo Spazio Hajech dello Storico\u00a0 Liceo Artistico Statale di Brera \u00a0a Milano \u00a0vivacizza e incornicia la sua mostra storica\u00a0 -a cadenza annuale-\u00a0 all\u2019interno di uno sguardo a tutto campo\u00a0 sulla contemporaneit\u00e0 e sulle narrazioni che gli artisti del presente sviluppano, tenendo conto\u00a0 sia del legame naturale con la didattica\u00a0 dell\u2019insegnamento\u00a0 che\u00a0 la conoscenza e la messa a fuoco di\u00a0 tendenze, espressioni e figure che caratterizzano la realt\u00e0 contemporanea, l\u2019arte dell\u2019oggi e degli ultimi decenni. E\u2019 la volta di \u201cNarrazioni. \u00a0Tendenze, espressioni\u00a0 e linguaggi dell\u2019arte oggi\u201d,\u00a0 una mostra che campiona artisti che hanno caratterizzato il loro lavoro all\u2019interno di movimenti, tecniche [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/18\/narrazioni-ovvero-le-nuove-tendenze-le-espressioni-e-i-linguaggi-dellarte-contemporanea-una-mostra-storica-al-liceo-di-brera-di-milano-ne-esempla-figure-e-protagonisti-dellogg\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59281,53888,53709,53710,9894,10357,44545,44441,87,35351,35224,17030,28308,26,47,35319,17505,35188,28369,17494,4625,44754],"tags":[385644,35174,385641,59480,385646,35339,376446,35431,385642,385648,385645,17520,385647,376443,385643,317811],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17439"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17439"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17439\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17452,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17439\/revisions\/17452"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}