{"id":17526,"date":"2019-11-28T22:25:05","date_gmt":"2019-11-28T22:25:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=17526"},"modified":"2019-11-28T22:25:05","modified_gmt":"2019-11-28T22:25:05","slug":"agli-uffizi-a-firenze-la-mostra-con-cento-opere-su-pietro-aretino-il-grande-regista-del-rinascimento-anticipatore-della-storia-e-della-critica-darte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/28\/agli-uffizi-a-firenze-la-mostra-con-cento-opere-su-pietro-aretino-il-grande-regista-del-rinascimento-anticipatore-della-storia-e-della-critica-darte\/","title":{"rendered":"Agli Uffizi a Firenze la mostra  con cento opere su  Pietro Aretino, il grande regista del Rinascimento. Anticipatore della storia e della critica d\u2019arte."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17527\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-2.jpg\" alt=\"????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????\" width=\"300\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-2.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-2-223x300.jpg 223w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nell\u2019aula magliabechiana della Galleria la prima mostra in assoluto dedicata al poliedrico intellettuale del Cinquecento:<\/strong> <strong>in esposizione oltre 100 opere tra dipinti, sculture, scritti,<\/strong> <strong>oggetti preziosi.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17528 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-4.jpg\" alt=\"???????????????????????????????????????????????????????\" width=\"300\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-4.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-4-229x300.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u201cMi dicono ch&#8217;io sia figlio di cortigiana; ci\u00f2 non mi torna male; ma tuttavia ho l&#8217;anima di un re. Io vivo libero, mi diverto, e perci\u00f2 posso chiamarmi felice. &#8211; Le mie medaglie sono composte d&#8217;ogni metallo e di ogni composizione. La mia effigie \u00e8 posta in fronte a&#8217; palagi. Si scolpisce la mia testa sopra i pettini, sopra i tondi, sulle cornici degli specchi, come quella di Alessandro, di Cesare, di Scipione. Alcuni vetri di cristallo si chiamano vasi aretini. Una razza di cavalli ha preso questo nome, perch\u00e9 Papa Clemente me ne ha donato uno di quella specie. Il ruscello che bagna una parte della mia casa \u00e8 denominato l&#8217;Aretino. Le mie donne vogliono esser chiamate Aretine. Infine si dice stile aretino. I pedanti possono morir di rabbia prima di giungere a tanto onore\u201d . <\/em><\/strong><strong><em>\u201cIo non son cieco ne la pittura, anzi molte volte e Rafaello, e fra<\/em><\/strong> <strong><em>Bastiano [del Piombo], e Tiziano si sono attenuti al giudizio mio.<\/em><\/strong> <strong><em>Perch\u00e9 io conosco parte de gli andari antichi e moderni\u201d \u201cDivino in venust\u00e0 fu Raffaello, E Michel Agnol, pi\u00f9 divin che umano, Nel disegno stupendo; e Tiziano, Il senso de le cose ha nel pennello. Forma paesi in rilievo s\u00ed bello Che ne stupisce il d\u2019apresso e il lontano, Fa vivi e pronti la sua dotta mano Ogni animale, ogni pesce, ogni uccello. Le linee poi nei lor propri giri S\u00ed ben tondeggia che il dose [=doge] dipinto Par che parli, che pensi e che respiri\u201d<\/em><\/strong><strong>.<\/strong> <strong>Dalle <em>Lettere<\/em> di Pietro Aretino. <\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17530\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-6.jpg\" alt=\"Fig. 6\" width=\"470\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-6.jpg 470w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-6-300x191.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-7-a.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17529 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-7-a.jpg\" alt=\"Fig. 7 a\" width=\"384\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-7-a.jpg 384w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-7-a-300x234.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Fu poeta, commediografo, drammaturgo, sferzante penna satirica, consigliere di potenti, talent scout di grandi artisti: <strong>Pietro Aretino<\/strong> (Arezzo, 1492 &#8211; Venezia, 1556), oggi noto principalmente per i suoi celeberrimi quanto scandalosi <strong>Sonetti lussuriosi<\/strong>, \u00e8 stato, nei fatti, una delle voci<strong> culturali pi\u00f9 autorevoli del Cinquecento<\/strong>, un intellettuale assai temuto da signori e alti prelati, <strong>amico del condottiero Giovanni dalle Bande Nere, del cardinale Giulio de\u2019 Medici<\/strong>, che lo port\u00f2 a Roma alla corte di Papa Leone X, <strong>e di maestri come Tiziano, Raffaello, Parmigianino<\/strong>, che lo ritrassero nelle loro opere e con i quali int<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-9.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17532\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-9.jpg\" alt=\"???????????\" width=\"300\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-9.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-9-221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>ratteneva fitte e appassionate corrispondenze epistolari. \u00a0<strong>Alla poliedrica figura di Aretino, anticipatore (per stessa ammissione di Giorgio Vasari) d<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17531 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-8.jpg\" alt=\"Fig. 8\" width=\"300\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-8.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-8-260x300.jpg 260w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><strong>ella storia e critica dell\u2019arte come disciplina autonoma, gli Uffizi dedicano ora,<\/strong> <strong>per la prima volta in assoluto<\/strong>, una <strong>grande mostra arricchita da importanti prestiti di musei internazionali<\/strong>. Il percorso espositivo raccoglie <strong>oltre cento opere tra pittura, grafica, libri a stampa, scultura, arti decorative<\/strong>, che raccontano la vita e lo spirito di Aretino nei luoghi simbolo del Rinascimento, dove egli visse ed esercit\u00f2 la sua grande influenza sul fervido mondo culturale della prima met\u00e0 del Cinquecento: la Roma dei papi Medici, la Mantova dei Gonzaga, la Venezia del doge Gritti, la Firenze dei duchi Alessandro e Cosimo I, ma anche Urbino, Perugia, Arezzo, Milano. Ad aprire la mostra \u00a0visitabile fino al 1 marzo 2020, \u00e8 il <strong><em>Ritratto di Pietro Aretino<\/em><\/strong>, <strong>uno dei capolavori<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>Tiziano,<\/strong> conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, si trova a Firenze dal 1545, anno in cui fu donato dallo stesso letterato al duca Cosimo de\u2019 Medici. Opere celeberrime testimoniano alcuni tra i principali momenti della vita di Pietro, dagli esordi tra Arezzo e Perugia, all\u2019approdo alla corte pontificia a Roma, dove entra in contatto con Raffaello (in esposizione il <em>Ritratto femminile<\/em> prestato dal Museo di Strasburgo e un arazzo dei Musei Vaticani), fino al trasferimento nel nord Italia, a Mantova prima, infine a Venezia, rappresentata soprattutto da altre opere di Tiziano, tra le quali lo <strong><em>Stendardo della Resurrezione<\/em>, prestito speciale della Galleria delle Marche di Urbino<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17533\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-12.jpg\" alt=\"Fig. 12\" width=\"300\" height=\"433\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-12.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-12-208x300.jpg 208w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Da segnalare <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-13.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17534 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-13.jpg\" alt=\"Fig. 13\" width=\"300\" height=\"444\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-13.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-13-203x300.jpg 203w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>poi la rassegna dei ritratti dei potenti con i quali Aretino fu in contatto (tra questi, anche un<strong> <em>busto in bronzo di Carlo V<\/em> opera di Leone Leoni dal Louvre<\/strong>), e la sezione finale della mostra, intitolata \u201cImago Petri\u201d e focalizzata sulla efficace promozione visiva che Aretino seppe fare della sua figura, con una attenta strategia di marketing comunicativo: dipinti, medaglie, stampe, libri\u00a0 oggetti di uso \u2018griffati\u2019 con il suo nome ed il suo volto, quasi una sorta di \u2018linea\u2019, grazie alla quale il sagace intellettuale toscano riusc\u00ec far conoscere se stesso e la propria immagine. Protagonista di questa parte dell\u2019esposizione \u00e8 <strong>il ritratto del Kunstmuseum di Basilea recentemente attribuito a Tiziano<\/strong>, in cui Aretino appare assai giovane, con in testa un copricapo allora assai di moda, lo \u2018scuffiotto\u2019. Di origini umili (era figlio di un calzolaio e di una cortigiana) Aretino ebbe a Perugia una formazione artistica e, per qualche tempo, coltiv\u00f2 velleit\u00e0 di carriera nell\u2019ambito della pittura. Il suo vero, grande talento naturale fu per\u00f2 la scrittura, che pratic\u00f2 in varie forme a partire dai poemetti satirici (le Pasquinate), fino a comporre, nel 1526, i <strong><em>Sonetti lussuriosi<\/em><\/strong>, caratterizzati contenuti esplicitamente pornografici che lo resero immediatamente famoso tra i suoi contemporanei. In mostra si possono ammirare le pagine dell\u2019<strong>edizione originale (illustrata a Venezia su ispirazione dei disegni eseguiti dall\u2019allievo pi\u00f9 talentuoso e versatile di Raffaello Sanzio, Giulio Romano)<\/strong>, miracolosamente scampata ai roghi di successive messe all\u2019indice da parte della censura e <strong>poi appartenuta anche al figlio del compositore e musicista Arturo Toscanini<\/strong>. Una ricca selezione epistolare testimonia poi l\u2019altra grande novit\u00e0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-14.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17535\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-14.jpg\" alt=\"???????????\" width=\"300\" height=\"415\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-14.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-14-217x300.jpg 217w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>della produzione di Aretino, costituita dall\u2019immenso corpus di oltre 4000 lettere a<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-15.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17536 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-15.jpg\" alt=\"Fig. 15\" width=\"527\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-15.jpg 702w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-15-300x128.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 527px) 100vw, 527px\" \/><\/a>ttraverso le quali l\u2019intellettuale toscano ebbe modo di parlare e condividere le proprie idee con i principali protagonisti della sua epoca. Nella loro caratteristica di storia in presa diretta, le <em>Lettere<\/em><strong> &#8211; <\/strong>per la prima volta redatte per essere pubblicate e diffuse a una crescente platea di lettori &#8211; sono un colossale giornale ante litteram, in cui i pensieri dell\u2019Aretino sulle arti assumono l\u2019aspetto di vere e proprie recensioni, ponendosi dunque alle basi della nascita della moderna storia e critica dell\u2019arte. Pietro infatti fu amico e corrispondente di al<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17537 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-21.jpg\" alt=\"????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????\" width=\"300\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-21.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-21-223x300.jpg 223w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>cuni tra i maggiori artisti del tempo, come <strong>Raffaello, Michelangelo<\/strong>, <strong>Parmigianino,<\/strong> <strong>Sebastiano del Piombo, Tiziano, Tintoretto, e Jacopo Sansovino<\/strong>. Il costante confronto con questi personaggi gli forn\u00ec gli strumenti necessari per comprenderne i segreti, raccontarli al suo pubblico e sviscerarne vari aspetti, stili e caratteristiche. Fu cos\u00ec che pot\u00e9 intuire, come un vero e proprio <em>talent scout<\/em>, le capacit\u00e0 dei giovani pi\u00f9 dotati sulla piazza, quali <strong>Leone Leoni, Tintoretto, Danese Cattaneo<\/strong> e di promuoverli sulla scena internazionale grazie alla autorevolezza della sua parola. La mostra include anche un <strong>\u2018cameo\u2019 cinematografico<\/strong>: per rendere omaggio alla profonda amicizia tra Aretino e Giov<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17538\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-1.jpg\" alt=\"???????????????????????????????????????????????????????\" width=\"427\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-1.jpg 427w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-1-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/a>anni dalle Bande Nere, vengono proiettati<strong> segmenti del \u2018Mestiere delle armi\u2019, film di Ermanno Olmi <\/strong>dedicato alla figura del grande condottiero mediceo, nel quale l\u2019intellettuale, interpretato dall\u2019attore Sasa Vulicevic, svolge il ruolo di voce narrante e compare in numerose scene. \u2018Pietro Aretino e l\u2019arte del Rinascimento\u2019 si inserisce nell\u2019ampia serie di eventi organizzati dalle Gallerie degli Uffizi e dalla citt\u00e0 di Firenze nell\u2019anno 2019 per il <strong>cinquecentenario della nascita di<\/strong> <strong>Cosimo I <\/strong>ed anticipa, al tempo stesso, le celebrazioni per<strong> l\u2019anno di Raffaello<\/strong>, tra pochi mesi.\u00a0 <em>\u201cQuesta mostra sofisticata e composita &#8211; commenta il dir<\/em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17539 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-11.jpg\" alt=\"Fig. 11\" width=\"344\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-11.jpg 344w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-11-300x262.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 344px) 100vw, 344px\" \/><\/a><em>ettore delle<\/em><strong> Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt<\/strong> <em>\u2013 \u00e8 un\u2019avvincente narrazione \u201cper immagini\u201d dell\u2019Italia del Cinquecento attraverso la vita di una delle figure pi\u00f9 emblematiche di quel tempo. Il concetto narrativo che presiede alle varie sezioni, con capolavori prestati da collezioni s<\/em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-7-b.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17540\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-7-b.jpg\" alt=\"Fig. 7 b\" width=\"382\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-7-b.jpg 382w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-7-b-300x236.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><\/a><em>parse in tutto il mondo, pare ispirato dall\u2019animo stesso di questo grande intellettuale dalla facondissima penna. Ne risulta che il lavoro di raccolta delle opere e il profondo, informatissimo studio da parte dei curatori, finisce per rispecchiare il carattere degli scritti stessi di Pietro Aretino, appassionati e rivolti a lettori d\u2019ogni estrazione: lo studioso e il profano, il letterato, l\u2019artista, l\u2019ascoltatore occasionale e divertito<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Pietro Aretino nasce nel 1492 ad Arezzo. Alla sua formazione letteraria e pittorica tra Perugia e Siena segue l\u2019ingresso sulla scena della Roma medicea di papa Leone X al seguito del banchiere e mecenate Agostino Chigi. Sono anni in cui Aretino usa la penna mordace per dare voce alla statua \u201cparlante\u201d di Pasquino, in un peculiare <em>m\u00e9lange<\/em> di profetismo e satira politica a tutto campo. Dopo i soggiorni padani tra il campo di Giovanni delle Bande Nere e la corte mantovana di Federico II Gonzaga, nei primi anni \u201920, Aretino si trasferisce definitivamente a Venezia. In favore di questa scelta gioca certamente la rocambolesca vicenda dei <em>Sonetti lussuriosi<\/em> e la rottura dei rapporti con la Curia di papa Clemente VII, il cui esito drammatico va letto nell\u2019attentato sub\u00ecto dallo scrittore il 28 luglio 1525. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17541\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-3.jpg\" alt=\"??????????\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-3.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Fig.-3-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Dopo il Sacco di Roma del 1527, quando era gi\u00e0 stabile in Laguna, egli riesce a integrarsi alla perfezione in un sistema politico e propagandistico che lo vede collaborare con Tiziano e Sansovino alla <em>renovatio urbis<\/em> del Doge Andrea Gritti. D\u2019altro canto, intuendo le potenzialit\u00e0 offerte dall\u2019industria tipografica veneziana, cambia radicalmente la sua singolare carriera di letterato, a questo punto caratterizzata da un rapporto diretto con l\u2019universo delle arti figurative nei panni di accreditato mediatore fra botteghe e committenti. Cos\u00ec negli anni \u201930, forte dell\u2019alleanza con l\u2019editore Francesco Marcolini, Aretino riesce a crearsi un profilo di \u201csegretario del mondo\u201d tributato e temuto ovunque, dai piccoli e dai grandi. Il dominio di un eloquio volgare di incomparabile incisivit\u00e0 si vuole ora esteso a tutti i generi letterari che pratica simultaneamente con totale disinvoltura: escono cos\u00ec a stretto giro le commedie (l\u2019edizione della <em>Cortigiana<\/em> \u00e8 del 1534), i dialoghi pornografici (<em>Ragionamento<\/em> e <em>Dialogo<\/em> escono tra il 1534 e il 1536), le <em>Lettere<\/em> (il primo libro \u00e8 del 1538), le parafrasi bibliche e le riscritture agiografiche (pubblicate tra il 1534 e il 1543). Nel 1536 entra definitivamente nell\u2019orbita imperiale diventando pensionato di Carlo V e coltivando un complesso rapporto di <em>patronage<\/em> con Alfonso d\u2019Avalos, governatore di Milano. Ma \u00e8 a partire dal 1539, con la nomina cardinalizia di Pietro Bembo nel nuovo clima del pontificato di Paolo III Farnese, che Aretino arricchisce la costruzione del proprio personaggio di un nuovo tassello, alimentando per anni il sogno di pervenire anch\u2019egli alla porpora e rientrare cos\u00ec nei ranghi della Curia romana. Un\u2019ambizione non del tutto priva di fondamento destinata, tuttavia, a fallire definitivamente al principio degli anni \u201950, proprio nel momento in cui pi\u00f9 forti erano le speranze sotto il quasi conterraneo papa Giulio III Del Monte. La morte lo coglie improvvisa a Venezia il 21 ottobre 1556, con uno strascico di infamie che arriv\u00f2, nel tempo, a gonfiare addirittura la favola di un trapasso dovuto a un accesso di risate. Nel 1559, sotto Paolo IV Carafa, tutta la sua opera viene messa all\u2019Indice, pur continuando in realt\u00e0 a circolare clandestinamente e sotto lo pseudonimo di Partenio Etiro. Ci vorranno secoli per sfatare una leggenda nera che solo di recente la critica \u00e8 riuscita a dissipare, con la piena restituzione agli studi di un protagonista di punta del nostro Rinascimento.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nell\u2019aula magliabechiana della Galleria la prima mostra in assoluto dedicata al poliedrico intellettuale del Cinquecento: in esposizione oltre 100 opere tra dipinti, sculture, scritti, oggetti preziosi. \u201cMi dicono ch&#8217;io sia figlio di cortigiana; ci\u00f2 non mi torna male; ma tuttavia ho l&#8217;anima di un re. Io vivo libero, mi diverto, e perci\u00f2 posso chiamarmi felice. &#8211; Le mie medaglie sono composte d&#8217;ogni metallo e di ogni composizione. La mia effigie \u00e8 posta in fronte a&#8217; palagi. Si scolpisce la mia testa sopra i pettini, sopra i tondi, sulle cornici degli specchi, come quella di Alessandro, di Cesare, di Scipione. 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