{"id":17544,"date":"2019-11-29T20:47:11","date_gmt":"2019-11-29T20:47:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=17544"},"modified":"2019-11-29T20:47:11","modified_gmt":"2019-11-29T20:47:11","slug":"wo-man-ray-e-le-seduzioni-della-fotografia-camera-centro-italiano-per-la-fotografia-espone-a-torino-il-mondo-femminile-del-primo-fotografo-surrealista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/29\/wo-man-ray-e-le-seduzioni-della-fotografia-camera-centro-italiano-per-la-fotografia-espone-a-torino-il-mondo-femminile-del-primo-fotografo-surrealista\/","title":{"rendered":"wo-MAN RAY e  le seduzioni della fotografia. Camera \/ Centro Italiano per la Fotografia  espone  a Torino il mondo femminile del primo fotografo surrealista."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Man-Ray.-The-Fifty-Faces-of-Juliet_2..jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17545\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Man-Ray.-The-Fifty-Faces-of-Juliet_2.-e1575059588274.jpg\" alt=\"Man-Ray.-The-Fifty-Faces-of-Juliet_2.\" width=\"318\" height=\"401\" \/><\/a>\u00a0<strong>\u201cSolo da Man Ray potevamo attenderci <\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/man-ray.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17546 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/man-ray.jpg\" alt=\"man-ray\" width=\"381\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/man-ray.jpg 496w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/man-ray-300x188.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a><strong>la Ballata delle donne del tempo presente\u201d, scriveva Andr\u00e9 Breton a proposito dei rit<\/strong><strong>ratti fem<\/strong><strong>minili del genio nato a Philadelphia nel 1890, sbarcato a Parigi nel 1921 e l\u00ec divenuto protagonista assoluto delle stagioni dadaista prima e surrealista poi.<\/strong> \u00a0CAMERA \u2013 Centro Italiano per la Fotografia rende fino al 19 gennaio 2020 \u00a0omaggio al grande maestro con la mostra \u201cwo\/MAN RAY. Le seduzioni della fotografia\u201d che racchiude circa duecento fotografie, realizzate a partire dagli anni Venti fino alla morte (avvenuta nel 1976), tutte dedicate a un preciso soggetto, la donna, fonte di ispirazione primaria dell\u2019intera sua poetica, proprio nella sua declinazione fotografica.<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Man-Ray.-The-Fifty-Faces-of-Juliet_1.-e1575059934787.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17547 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Man-Ray.-The-Fifty-Faces-of-Juliet_1.-e1575059934787.jpg\" alt=\"Man-Ray.-The-Fifty-Faces-of-Juliet_1.\" width=\"259\" height=\"382\" \/><\/a>In mostra alcune delle immagini che hanno fatto la storia della fotografia del XX secolo e che sono entrate nell\u2019immaginario collettivo grazie alla capacit\u00e0 di Man Ray di reinventare non solo il linguaggio fotografico, ma anche la rappresentazione del corpo e del volto, i generi stessi del nudo e del ritratto.<\/strong> Attraverso i suoi rayographs, le solarizzazioni, le doppie esposizioni, il corpo femminile \u00e8 sottoposto a una continua metamorfosi di forme e significati, divenendo di volta in volta forma astratta, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/s-l300.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17548\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/s-l300.png\" alt=\"s-l300\" width=\"300\" height=\"215\" \/><\/a>oggetto di seduzione, memoria classica, ritratto realista, in una straordinaria \u2013 giocosa e raffinatissima \u2013 riflessione sul tempo e sui modi della rappresentazione, fotografica e non solo. Assistenti, muse ispiratrici, complici in diversi passi di questa avventura di vita e intellettuale sono state figure come quelle di Lee Miller, Berenice Abbott, Dora Maar, con la costante, ineludibile presenza di Juliet, la compagna di una vita a cui \u00e8 dedicato lo strepitoso portfolio \u201cThe Fifty Faces of Juliet\u201d (1943-1944) dove si assiste alla sua straordinaria trasformazione in tante figure diverse, in un gioco di affetti e seduzioni, citazioni e provocazioni.<br \/>\n<strong>Ma queste donne sono state, a loro volta, grandi artiste, e la mostra si concentra anche su questo aspetto, <\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/03-653x367.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17549\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/03-653x367.jpg\" alt=\"03-653x367\" width=\"448\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/03-653x367.jpg 653w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/03-653x367-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/a><strong>presentando un corpus di opere, riferite in particolare agli anni Trenta e Quaranta, vale a dire que<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/4507584_6_06f6_la-priere-1930-photographie-sur-toile-de_85d7f8ae87598e9bde1e1dd3f5c5f4951.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17550 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/4507584_6_06f6_la-priere-1930-photographie-sur-toile-de_85d7f8ae87598e9bde1e1dd3f5c5f4951.jpg\" alt=\"4507584_6_06f6_la-priere-1930-photographie-sur-toile-de_85d7f8ae87598e9bde1e1dd3f5c5f4951\" width=\"301\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/4507584_6_06f6_la-priere-1930-photographie-sur-toile-de_85d7f8ae87598e9bde1e1dd3f5c5f4951.jpg 534w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/4507584_6_06f6_la-priere-1930-photographie-sur-toile-de_85d7f8ae87598e9bde1e1dd3f5c5f4951-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 301px) 100vw, 301px\" \/><\/a><strong>lli della loro pi\u00f9 diretta frequentazione con Man Ray e con l\u2019ambiente dell\u2019avanguardia dada e surrealista parigina<\/strong>. Ecco allora gli splendidi ritratti dei protagonisti di quella stagione di Berenice Abbott, le stranianti visioni della quotidianit\u00e0 di Lee Miller e di Dora Maar: figure, tutte, che oggi ottengono i meritati riconoscimenti al loro lavoro artistico, all\u2019interno di una generale revisione dei modi di narrazione della storia d<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/man-ray_-le-violin-de-ingres_-1924.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17551\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/man-ray_-le-violin-de-ingres_-1924.jpg\" alt=\"man-ray_-le-violin-de-ingres_-1924\" width=\"249\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/man-ray_-le-violin-de-ingres_-1924.jpg 605w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/man-ray_-le-violin-de-ingres_-1924-229x300.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><\/a>ell\u2019arte del Novecento. A rappresentare l\u2019opera di Berenice Abbott sono in mostra i ritratti scattati tra il 1926 e il 1938 a Parigi e a New York, capitali dell\u2019arte di avanguardia della prima met\u00e0 del XX secolo, come quello iconico a Eugene Atget o James Joyce.Dora Maar \u2013 alla quale nello stesso periodo della mostra Centre Pompidou e TATE Modern dedicheranno la prima grande ricognizione mondiale \u2013 sar\u00e0 presente con opere riconducibili ad un linguaggio di street photography e di paesaggio come in \u201cGamin aux Chaussures D\u00e9pareill\u00e9s\u201d (1933). L\u2019indagine del corpo femminile \u00e8 stato \u00a0il fulcro del lavoro di Lee Miller, con numerosi autoritratti e nudi di modelle e modelli che lavoravano con lei sia in ambito di ricerca che di fotografia di moda. Una mostra unica, dunque, sia per la qualit\u00e0 delle fotografie esposte, sia per il taglio innovativo nell\u2019accostamento insieme biografico e artistico dei protagonisti di queste vicende. Un grande repertorio di immagini a disposizione del pubblico reso possibile grazie alla collaborazione con numerose istituzioni e gallerie nazionali e internazionali dallo CSAC di Parma all\u2019ASAC di Venezia, dal Lee Miller Archive del Sussex al Mast di Bologna alla Fondazione Marconi di Milano. Realt\u00e0 che hanno contribuito, tanto con i prestiti quanto con le proprie competenze scientifiche, a rendere il pi\u00f9 esaustiva possibile tale ricognizione su uno dei periodi pi\u00f9 innovativi del Novecento, <strong>con autentici capolavori dell\u2019arte fotografica come i portfoli \u201cElectricit\u00e8\u201d (1931) e il rarissimo \u201cLes mannequins. R\u00e9surrection des mannequins\u201d (1938), testimonianza unica di uno degli eventi cruciali della storia del surrealismo e delle pratiche espositive del XX secolo, l\u2019Exposition Internationale du Surr\u00e9alisme di Parigi del 1938. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u201cSolo da Man Ray potevamo attenderci la Ballata delle donne del tempo presente\u201d, scriveva Andr\u00e9 Breton a proposito dei ritratti femminili del genio nato a Philadelphia nel 1890, sbarcato a Parigi nel 1921 e l\u00ec divenuto protagonista assoluto delle stagioni dadaista prima e surrealista poi. \u00a0CAMERA \u2013 Centro Italiano per la Fotografia rende fino al 19 gennaio 2020 \u00a0omaggio al grande maestro con la mostra \u201cwo\/MAN RAY. Le seduzioni della fotografia\u201d che racchiude circa duecento fotografie, realizzate a partire dagli anni Venti fino alla morte (avvenuta nel 1976), tutte dedicate a un preciso soggetto, la donna, fonte di ispirazione primaria [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/29\/wo-man-ray-e-le-seduzioni-della-fotografia-camera-centro-italiano-per-la-fotografia-espone-a-torino-il-mondo-femminile-del-primo-fotografo-surrealista\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[74779,66803,66558,9894,10357,44545,44441,87,28340,26,17505,35188],"tags":[57379,386444,59480,406693,41589,386445,59576,4821],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17544"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17544"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17544\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17552,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17544\/revisions\/17552"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}