{"id":17553,"date":"2019-11-30T18:06:46","date_gmt":"2019-11-30T18:06:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=17553"},"modified":"2019-11-30T18:06:46","modified_gmt":"2019-11-30T18:06:46","slug":"capolavori-svizzeri-la-prestigiosa-collezione-christoph-blocher-alla-fondation-pierre-giannada-di-martigny-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/30\/capolavori-svizzeri-la-prestigiosa-collezione-christoph-blocher-alla-fondation-pierre-giannada-di-martigny-svizzera\/","title":{"rendered":"Capolavori svizzeri. La prestigiosa  Collezione Christoph Blocher alla Fondation Pierre Giannada  di Martigny- Svizzera."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/01.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17554\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/01.jpg\" alt=\"0\" width=\"397\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/01.jpg 619w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/01-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 397px) 100vw, 397px\" \/><\/a>Dal prossimo 6 dicembre 2019 \u00a0la Fondation Pierre Gianadda cel<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/0.jpg77.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17555 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/0.jpg77.jpg\" alt=\"0.jpg77\" width=\"305\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/0.jpg77.jpg 874w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/0.jpg77-240x300.jpg 240w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/0.jpg77-818x1024.jpg 818w\" sizes=\"(max-width: 305px) 100vw, 305px\" \/><\/a><\/strong><strong>ebra la pittura svizzera e presenta un insieme eccezionale di capolavori provenienti dalla Collezione Christoph Blocher, una delle pi\u00f9 prestigiose raccolte di pittura svizzera. \u00a0<\/strong>La mostra \u201c<strong>Capolavori sv<\/strong><strong>izzeri. Collezione Christoph Blocher\u201d<\/strong>, aperta fino al 14 giugno 2020,\u00a0 curata dal collega \u00a0Matthias Frehner, storico dell\u2019arte, gi\u00e0 direttore del Kunstmuseum di Berna, comprende oltre 130 opere rappresentative degli anni eroici dell\u2019arte svizzera a partire dalla modernizzazione della Confederazione nel 1848 fino al giovane Alberto Giacometti. <strong>Accanto ai celebri dipinti di Albert Anker (1831-1910) e di Ferdinand Hodler (1853-1918), di cui Christoph Blocher \u00e8 indubbiamente il pi\u00f9 importante collezionista, sono presentate opere, fra gli altri, di Alexandre Calame (1810-1864), paesaggista dalle atmosfere serene o tormentate, del rappresentante del periodo romantico Giovanni Segantini (1858-1899) che propone l\u2019esistenza umana in armonia con la natura e anche di Edouard Castres (1838-1902), pittore di temi militari e di scene di genere, F\u00e9lix Vallotton (1865-1925), legato al movimento dei Nabis, Giovanni <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Ferdinand-Hodler-Le-Bucheron-FILEminimizer1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17556\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Ferdinand-Hodler-Le-Bucheron-FILEminimizer1.jpg\" alt=\"Ferdinand Hodler - Le Bucheron (FILEminimizer)(1)\" width=\"300\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Ferdinand-Hodler-Le-Bucheron-FILEminimizer1.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Ferdinand-Hodler-Le-Bucheron-FILEminimizer1-230x300.jpg 230w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Giacometti (1863-1933), padre del celebre scultore Alber<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/0.jpg66.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17557 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/0.jpg66.jpg\" alt=\"0.jpg66\" width=\"439\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/0.jpg66.jpg 702w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/0.jpg66-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><\/a><\/strong><strong>to (1901-1966),<\/strong> <strong>che descrive ambienti grandiosi delle montagne con effetti di luci e di colori intensi, Erne<\/strong><strong>st Bieler (1863-1948), che in uno stile simbolista e realista influenzato dall\u2019Art Nouveau si dedica a rappresentare il mondo contadino del Vallese, Cuno Amiet (1868-1961), colorista riconosciuto che annuncia la modernit\u00e0. Poi una delle versioni di <em>La Poste duGothard<\/em> di Rudolf Koller (1828-1905), dipinto che ha assunto lo statuto di opera emblematica dell\u2019arte svizzera indagando l\u2019immaginario. E ancora lavori di Augusto Giacometti (1877-1947), Adolf Dietrich (1877-1957), Max Buri (1<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Giovanni-Segantini-Repos-\u00e0-lombre-FILEminimizer1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17560 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Giovanni-Segantini-Repos-\u00e0-lombre-FILEminimizer1.jpg\" alt=\"Giovanni Segantini - Repos \u00e0 l'ombre (FILEminimizer)(1)\" width=\"406\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Giovanni-Segantini-Repos-\u00e0-lombre-FILEminimizer1.jpg 1600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Giovanni-Segantini-Repos-\u00e0-lombre-FILEminimizer1-300x234.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Giovanni-Segantini-Repos-\u00e0-lombre-FILEminimizer1-1024x798.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/a><strong>868-1915).<\/strong> <strong>L\u2019esposizione si dipana per sezioni che mettono in luce diversi temi e generi, paesaggi, ritratti, nature morte, iniziando con un insieme eccezionale di opere di Anker e di Hodler.<\/strong> Per Anker, pittore dal realismo minuzioso, l\u2019accento \u00e8 posto sui grandi fromati che raccontano la vita contemporanea della giovanissi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Albert-Anker-Nature-morte-caf\u00e9-et-pommes-de-terres-FILEminimizer-e1575136733345.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17561\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/11\/Albert-Anker-Nature-morte-caf\u00e9-et-pommes-de-terres-FILEminimizer-e1575136733345.jpg\" alt=\"Albert Anker - Nature morte caf\u00e9 et pommes de terres (FILEminimizer)\" width=\"320\" height=\"427\" \/><\/a>ma Confederazione svizzera: la <em>Wi<\/em><em>nzerfest<\/em>\/Festa dei vignaioli, la <em>Schulspaziergang <\/em>\/Passeggiata scolastica, la <em>Turnstunde<\/em>\/Lezione di ginnastica, il <em>Geltstag<\/em>\/Giorno di paga. Si rivela in essi la dote precipua di Anker nell\u2019osservazione attenta dei bambini nelle loro azioni quotidiane, resi con un naturalismo esemplare. Le sue nature morte, dove mostra l\u2019ammirazione per Chardin, mettono l\u2019accento con una tecnica pittorica ammirevole sui prodotti locali: pane, noci, patate o su prodotti pi\u00f9 sofisticati come il cognac o la \u201cmadeleine\u201d. Le opere esposte di Hodler, dominate dai paesaggi, permettono di seguire la sua evoluzione artistica, cominciando dal realismo degli inizi, passando da un simbolismo dove regna l\u2019unit\u00e0 fra uomo e natura fino al suo celebre \u201cparallelismo\u201d dove con la ripetizione delle forme crea un\u2019armonia ritmica che si impone con forza come in <em>Regardvers l&#8217;infini \/ <\/em>Sguardo verso l\u2019infinito. <strong>Le vedute dei laghi, delle cime, del cielo sono dipinte con giochi di luci dai colori d\u2019assoluto.Il <em>LacL\u00e9man vu de Chexbres \/ <\/em>Il Lago Lemano visto da Chexbres, il<em>Grammont vu de Caux<\/em>\/ Il Grammont visto da Caux, il<em>Lac de Thoune<\/em>\/ Il Lago di Thounee <em>La cha\u00eeneduStockhorn<\/em>\/ La catena dello Stockolm cos\u00ec come i monti con la sua triade preferita: l&#8217;Eiger, ilM\u00f6nch e la Jungfrau. Nei suoi ritratti Hodler non si preoccupa della somiglianza, ma cerca di lasciarvi una \u201cimpronta\u201dcome in quello di <em>Berthe Jacques<\/em>. La <em>Retraite de Marignan<\/em>\/ La ritirata di Marignan lo ricorda come pittore di storia, possente, e la resa energica della forza sorprendente del <em>B\u00fbcheron<\/em>\/ Boscaiolo lo propone come autore di scene di vita quotidiana. Tutte queste opere fanno parte del vasto panorama frutto di una ricca selezione della collezione unica di pittura svizzera di Christoph Blocher, che si propone come un raro gioiello dell\u2019arte figurativa.<\/strong> \u00a0L\u2019ampio catalogo che accompagna la rassegna comprende schede scientifiche di \u00a0vari specialisti e una importante intervista con Christoph Blocher. L\u2019esposizione si avvale del patrocinio di Ueli Maurer, presidente della Confederazione Svizzera.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal prossimo 6 dicembre 2019 \u00a0la Fondation Pierre Gianadda celebra la pittura svizzera e presenta un insieme eccezionale di capolavori provenienti dalla Collezione Christoph Blocher, una delle pi\u00f9 prestigiose raccolte di pittura svizzera. \u00a0La mostra \u201cCapolavori svizzeri. Collezione Christoph Blocher\u201d, aperta fino al 14 giugno 2020,\u00a0 curata dal collega \u00a0Matthias Frehner, storico dell\u2019arte, gi\u00e0 direttore del Kunstmuseum di Berna, comprende oltre 130 opere rappresentative degli anni eroici dell\u2019arte svizzera a partire dalla modernizzazione della Confederazione nel 1848 fino al giovane Alberto Giacometti. Accanto ai celebri dipinti di Albert Anker (1831-1910) e di Ferdinand Hodler (1853-1918), di cui Christoph Blocher \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/11\/30\/capolavori-svizzeri-la-prestigiosa-collezione-christoph-blocher-alla-fondation-pierre-giannada-di-martigny-svizzera\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,41640,28386,44545,44441,87,35351,17505,35188,53939,34308,51708,44805,4625],"tags":[386451,386457,386447,386453,59480,386448,386455,386450,386454,386449,386458,386456,386446,66788,386452],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17553"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17553"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17553\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17562,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17553\/revisions\/17562"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}