{"id":17642,"date":"2019-12-08T18:05:57","date_gmt":"2019-12-08T18:05:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=17642"},"modified":"2019-12-08T20:43:47","modified_gmt":"2019-12-08T20:43:47","slug":"arturo-ferrarin-un-grande-della-nostra-aeronautica-militare-a-palazzo-giustiniani-a-roma-si-celebra-levento-del-centenario-del-raid-roma-tokio-1920-2020-con-lintervento-dell","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/12\/08\/arturo-ferrarin-un-grande-della-nostra-aeronautica-militare-a-palazzo-giustiniani-a-roma-si-celebra-levento-del-centenario-del-raid-roma-tokio-1920-2020-con-lintervento-dell\/","title":{"rendered":"Arturo Ferrarin  un  grande della nostra Aeronautica militare. A Palazzo Giustiniani a Roma   si celebra l\u2019evento del Centenario del Raid Roma-Tokio (1920-2020), con l\u2019intervento dell\u2019 Ambasciatore Umberto Vattani Presidente della Fondazione Italia-Giappone."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/04_Senato-Repubblica_01-1024x660-800x420.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17643\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/04_Senato-Repubblica_01-1024x660-800x420.jpg\" alt=\"04_Senato-Repubblica_01-1024x660-800x420\" width=\"529\" height=\"278\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/04_Senato-Repubblica_01-1024x660-800x420.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/04_Senato-Repubblica_01-1024x660-800x420-300x158.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 529px) 100vw, 529px\" \/><\/a>Non tutti sanno chi \u00e8 Arturo Ferrarin. Ma noi iniziamo col dire che \u00e8 fra gli italiani che hanno fatto grande l\u2019Italia<\/strong>. Ne \u00a0conoscono bene \u00a0la figura gli appassionati di aeronautica e gli\u00a0 studenti la cui scuola \u00e8 intitolata a lui.\u00a0 Il grande pubblico\u00a0 sa poco o nulla di questo grande aviatore. Eppure Arturo Ferrarin \u00e8 s<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/sala-Zuccari-Palazzo-Giustiniani.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17644 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/sala-Zuccari-Palazzo-Giustiniani.jpg\" alt=\"sala-Zuccari-Palazzo-Giustiniani\" width=\"192\" height=\"263\" \/><\/a><\/strong>tato un mito dell\u2019aeronautica italiana durante gli anni del fascismo. <strong>Domani 9 dicembre 2019 alle ore 17,30 a Palazzo Giustiniani-Sala Zuccari a Roma, su iniziativa del Presidente Senatore Pier Ferdinando Casini (Presidente del Gruppo Italiano\u00a0 dell\u2019Unione Interparlamentare) in collaborazione con la Fondazione Italia-Giappone e del suo Presidente Ambasciatore Umberto Vattani<\/strong>, <strong>si celebra la ricorrenza del Centenario\u00a0 Raid Roma-Tokio(1920-2020). Intervengono il Senatore Pier Ferdinando Casini; il Deputato Eugenio Zoffili presidente della sezione bilaterale di amicizia Italia-Giappone; l\u2019illustre Am<\/strong><strong>basciatore Umberto Vattani presidente Fondazione Italia-Giappone; Valentina Ferrarin; Satoshi<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/4c_Locandina-FERRARIN_Lunedi-9-dicembre-19.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17645\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/4c_Locandina-FERRARIN_Lunedi-9-dicembre-19.jpg\" alt=\"4c_Locandina FERRARIN_Lunedi 9 dicembre '19\" width=\"408\" height=\"577\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/4c_Locandina-FERRARIN_Lunedi-9-dicembre-19.jpg 906w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/4c_Locandina-FERRARIN_Lunedi-9-dicembre-19-212x300.jpg 212w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/4c_Locandina-FERRARIN_Lunedi-9-dicembre-19-725x1024.jpg 725w\" sizes=\"(max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><\/a><strong> Dobara Vice presidente del Roma-Tokio Hangar Museum; Domenico Braccialarghe Direttore Fondazione Ansaldo. \u00a0\u00a0\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0Ed allora ecco qualche notizia su Arturo Ferrarin. Nato a Thiene (Vicenza)\u00a0 nel 1895, partecip\u00f2 alla prima guerra mondiale diventando pilota. <strong>Nel 1920 il suo primo grande successo mondiale, il raid Roma-Tokio.<\/strong> <strong>La trasvolata fu fatta a bordo di uno S.V.A.9 (la sigla sta per Savoja, Verduzio e\u00a0 Ansaldo, i nomi dei progettisti e dell\u2019Azienda costruttrice). <\/strong>\u00a0In quegli an<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/Ferrarin-300x273.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17646 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/Ferrarin-300x273.jpg\" alt=\"Ferrarin-300x273\" width=\"300\" height=\"273\" \/><\/a><\/strong>ni \u00a0non esisteva ancora la\u00a0 Regia Aeronautica, che \u00a0al momento si chiamava Comando Supremo d\u2019 Aeronautica. Erano i primi aerei, fatti di legno e tela, e dunque cvolare era un\u2019avventura.\u00a0 <strong>Alla famiglia degli SVA apparteneva anche l\u2019aereo con il quale D\u2019Annunzio fece il famoso volo su Vienna il 9 agosto 1918. Lo stesso D\u2019Annunzio era stato l\u2019ideatore di questo raid che si spingeva verso l\u2019Oriente, perch\u00e9 nel 1919 mentre Ferrarin si trovava a Parigi fu raggiunto dalla notizia \u00a0che il vate Gabriele D\u2019Annunzio , insieme al poeta giapponese Shimoi, aveva intenzione di effettuare un volo a tappe da compiersi\u00a0 con pi\u00f9 veivoli da Roma a Tokio, il cosiddetto \u201cRaid Roma-Tokio\u201d. D\u2019Annunzio sarebbe stato\u00a0 a capo di una formazione di cinque cacciabombardieri ricognitori SVA-9 e da quattro bombardieri Caproni pilotati \u00a0da valorosi aviatori della Grande Guerra tra cui i tenenti\u00a0 Ancillotto e Locatelli. Inizialmente\u00a0 escluso dall\u2019impresa, Ferrarin\u00a0 chiese e ottenne dalla Direzione\u00a0 Aeronautica di parteciparvi insieme al suo inseprabile amico, il tenente Guido Masiero \u00a0ed ai motoristi\u00a0 Cappannini e Maretto. L\u2019itinerario del Raid fu suddiviso in 25 tappe e a questa grande trasvolata\u00a0 parteciparono diversi piloti. <\/strong>Partecip\u00f2 con due velivoli con funzioni di staffette, in modo da precedere la formazione \u00a0per dare informazioni sul percorso, controllare le localit\u00e0 di atterraggio, predisporre i rifornimenti e mantenere i contatti con le autorit\u00e0 locali in caso di necessit\u00e0. <strong>I due aviatori decollarono il 14 febbraio 1920 dall&#8217;aeroporto di Roma Centocelle alla volta del Giappone<\/strong> con diversi problemi tecnici e organizzativi. Intanto, durante i primi giorni del raid, tutti i nove velivoli partecipanti furono costretti al ritiro, alcuni a causa di incidenti, altri per problemi meccanici. Cos\u00ec, ironia della sorte, gli unici a proseguire il volo, a bordo di velivoli in legno e tela privi di cabina chiusa, <strong>furono Ferrarin e Masiero i quali riuscirono incredibilmente a compiere l&#8217;impresa raggiungendo Tokio il 31 maggio 1920<\/strong>, <strong>dopo aver percorso oltre 18.000 km, in 109 ore di volo,<\/strong> &#8216;toccando&#8217; territori selvaggi e inospitali, che per la prima volta videro il passaggio di un aeroplano. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/1203FerrarinTokyo-302x227-300x225.gif\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17647\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/1203FerrarinTokyo-302x227-300x225.gif\" alt=\"1203FerrarinTokyo-302x227-300x225\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>Durante la spedizione, Ferrarin fece tappa in Cina dall&#8217;India. Facendo scalo a Canton (21 aprile) con la citt\u00e0 allagata per la pioggia, a Fuzhou (28 aprile) dove fu ospite della famiglia Theodoli, il 2 maggio arriv\u00f2 a Shanghai, atterrando all&#8217;ippodromo. Rest\u00f2 nella citt\u00e0 per una settimana densa di festeggiamenti e ripart\u00ec quindi per Pechino dove ricevette l&#8217;onorificenza dell&#8217;ordine della Tigre. <strong>I giapponesi rimasero \u00a0letteralmente stupiti da tale impresa e, bench\u00e9 fosse \u00a0una giornata piovosa, accorsero \u00a0in circa 200.000 al campo di atterraggio. Il Governo decret\u00f2 una serie di festeggiamenti ed ottenne \u00a0l\u2019aereo di Ferrarin per esporlo in permanenza al museo imperiale delle arti di Tokio.<\/strong><\/p>\n<p>Il pilota e il suo motorista\u00a0 vennero \u00a0ricevuti dall\u2019Imperatrice in persona. Il Ministro della guerra consegn\u00f2 \u00a0ai due trasvolatori\u00a0 una grande spada da samurai. Al Ferrarin vennero \u00a0consegnati dei disegni realizzati da alcuni bambini\u00a0 giapponesi perch\u00e9 fossero \u00a0donati alla Regina Elena di Savoia. La suggestione di tale impresa colp\u00ec anche i cinesi, che decisero \u00a0di collocare l\u2019immagine di Ferrarin all\u2019interno di un tempio di Canton, vicino al busto di Marco Polo. Terminata l\u2019impresa, Ferrarin trov\u00f2 un\u2019occupazione civile presso l\u2019Ansaldo. <strong>Il raid si era svolto dal 14 febbraio\u00a0 al 31 maggio 1920. <\/strong>Ma il nome di Ferrarin \u00e8 \u00a0rimasto legato, oltre ad altri successi in competizioni aeronautiche, come il primato di volo in circuito chiuso, insieme a Carlo Del Prete, soprattutto alla famosa trasvolata verso il Brasile che lo avrebbe portato, sempre insieme al capitano\u00a0 Del Prete, a stabilire il record mondiale di distanza in linea retta senza scalo. I due piloti, infatti, decollarono il 3 luglio 1928 da Guidonia-Montecelio, percorsero in 49 h e 19 m 7.188 km, atterrando il 5 luglio a Porto Natal. L\u2019atterraggio fu d\u2019emergenza, perch\u00e9 invece di atterrare su Bahia i due piloti scesero sulla spiaggia di Port Natal. Nel serbatoio erano rimasti pochi litri di carburante. \u00a0 Il successo fu enorme. Ritornato in patria a Ferrarin venne concessa la medaglia d\u2019oro al valore aeronautico. Il mito di Ferrarin era ormai realt\u00e0. E questo faceva ombra al potente sottosegretario dell\u2019Aeronautica Italo Balbo che, nel 1930, diventato ormai Maresciallo dell\u2019Aria,\u00a0 riusc\u00ec a farlo porre in congedo. Per\u00f2, dopo quella burrasca, nel giugno del 1931 Balbo partecip\u00f2 al matrimonio di Ferrarin con Adelaide Castiglioni, segnando la riappacificazione. Ferrarin continu\u00f2 cos\u00ec la sua carriera di pilota e <strong>fu lo stesso Mussolini a chiedere di essere portato in volo da Ferrarin per inaugurare il Monumento ai Caduti della Prima Guerra mondiale a Redipuglia<\/strong>. La carriera militare di Ferrarin prosegu\u00ec ottenendo nel 1935 la promozione a tenente colonnello ma, lo stesso 1935 fu un anno funestato da un grave incidente. Il 14 luglio del 1935, pilotando l\u2019aereo di Giovanni Agnelli, un Savoia Marchetti S 80, Ferrarin and\u00f2 a sbattere contro un tronco galleggiante nella fase di ammaraggio all\u2019idroscalo di Genova causando la morte del suo passeggero, Edoardo Agnelli, di soli 43 anni, figlio del senatore Giovanni Agnelli,\u00a0 erede della dinastia. Ferrarin rimase indenne ma la sua storia di pilota collaudatore ebbe una grave battuta d\u2019arresto. Allo scoppio del secondo conflitto mondiale Ferrarin riprese i suoi voli come collaudatore ma, il 18 luglio 1941, cadde con il SIAI 107\u00b0 a Guidonia e vi trov\u00f2 la morte, aveva solo 46 anni. Arturo Ferrarin \u00e8 stato un grande pilota, un asso dell\u2019aviazione italiana, che ha fatto grande la nostra aeronautica.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non tutti sanno chi \u00e8 Arturo Ferrarin. Ma noi iniziamo col dire che \u00e8 fra gli italiani che hanno fatto grande l\u2019Italia. Ne \u00a0conoscono bene \u00a0la figura gli appassionati di aeronautica e gli\u00a0 studenti la cui scuola \u00e8 intitolata a lui.\u00a0 Il grande pubblico\u00a0 sa poco o nulla di questo grande aviatore. Eppure Arturo Ferrarin \u00e8 stato un mito dell\u2019aeronautica italiana durante gli anni del fascismo. 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