{"id":17685,"date":"2019-12-12T22:45:41","date_gmt":"2019-12-12T22:45:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=17685"},"modified":"2019-12-13T22:06:20","modified_gmt":"2019-12-13T22:06:20","slug":"william-wegman-e-i-suoi-cani-weimaraner-in-mostra-al-masi-di-lugano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/12\/12\/william-wegman-e-i-suoi-cani-weimaraner-in-mostra-al-masi-di-lugano\/","title":{"rendered":"William Wegman e i suoi cani Weimaraner in mostra al Masi di Lugano."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/ww-cane-giallo-620x264.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17689\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/ww-cane-giallo-620x264.jpg\" alt=\"ww-cane-giallo-620x264\" width=\"460\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/ww-cane-giallo-620x264.jpg 620w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/ww-cane-giallo-620x264-300x128.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/a>Il\u00a0 MASI,\u00a0 <strong>Museo d\u2019arte della Svizzera italiana<\/strong> presenta, fino al 6 gennaio 2020, \u00a0l\u2019esposizione<strong> \u201cWilliam Wegman.<\/strong> <strong>Bein<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/36990_Casual_20020-788x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17691 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/36990_Casual_20020-788x1024.jpg\" alt=\"36990_Casual_20020-788x1024\" width=\"381\" height=\"495\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/36990_Casual_20020-788x1024.jpg 788w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/36990_Casual_20020-788x1024-231x300.jpg 231w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a><strong>g Human\u201d, ovvero \u00a0una selezione di circa cento immagini del celebre fotografo statunitense William Wegman che hanno come soggetto privilegiato i cani di razza Weimaraner.<\/strong> Mostra che ho appena finito di visitare,\u00a0 alla luce del bellissimo Weimaraner che <strong>ho anche io in casa, una femmina che si\u00a0 chiama Era,<\/strong> capace di sorprendere tutti giornalmente tanta l\u2019umanit\u00e0 che promana.<\/p>\n<p>Ebbene William Wegman, eclettico maestro dell\u2019arte contemporanea americana, \u00e8 un rinomato e versatile artista, capace <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/de2df791682f079f8397226a3ff38bc7_XL.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17692\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/de2df791682f079f8397226a3ff38bc7_XL.jpg\" alt=\"de2df791682f079f8397226a3ff38bc7_XL\" width=\"474\" height=\"316\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/de2df791682f079f8397226a3ff38bc7_XL.jpg 850w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/de2df791682f079f8397226a3ff38bc7_XL-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 474px) 100vw, 474px\" \/><\/a>di destreggiarsi abilmente tra pittura, disegno, fotografia, film, video, libri e performances. Wegman \u00e8 divenuto celebre nel panorama artistico mondiale per le serie di immagini con protagonisti i suoi cani. A partire dagli anni Settanta, dall\u2019incontro con il suo primo Weimaraner \u2013chiamato Man Ray \u2013, il fotografo ha fatto degli esemplari di ques<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/wegman_farm_boy_1996-755x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17693 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/wegman_farm_boy_1996-755x1024.jpg\" alt=\"wegman_farm_boy_1996-755x1024\" width=\"355\" height=\"481\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/wegman_farm_boy_1996-755x1024.jpg 755w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/wegman_farm_boy_1996-755x1024-221x300.jpg 221w\" sizes=\"(max-width: 355px) 100vw, 355px\" \/><\/a>ta razza il soggetto principale dei suoi scatti, rappresentando \u2013 attraverso queste muse sui generis \u2013personaggi, tendenze di moda e movime<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/8ff7c-39661_qey_2017.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17694\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/8ff7c-39661_qey_2017.jpg\" alt=\"8ff7c-39661_qey_2017\" width=\"195\" height=\"260\" \/><\/a>nti della storia dell\u2019arte con acume e ironia. <strong>Man Ray, Fay Ray, Penny, Bobbin, Chip, Chundo, Crooky e diverse generazioni dei loro cuccioli sono gli assoluti<\/strong> <strong>protagonisti di Polaroid di grande formato; <\/strong>\u00a0istantanee in un unico esemplare, non ritoccate, che esaltano tanto la spontaneit\u00e0 dei soggetti, quanto l\u2019abilit\u00e0 del fotografo e permettono di apprezzare l\u2019eccezionale sintonia fra l\u2019artista e i suoi cani.Ogni scatto si pu\u00f2 considerare il risultato di una collaborazione, prima ancora che la creazione di un unico artefice. Being Human ripercorre l\u2019evoluzione di questa singolare relazione artistica lunga trent\u2019anni, mettendo in scena una sorta di specchio della natura umana. \u201cSi tratta davvero di cani? Being Human \u2013 spiega il curatore dell\u2019esposizione William A. Ewing \u2013 suggerisce il contrario: questi soggetti siamo noi; noi siamo loro: la casalinga, l\u2019astronauta, l\u2019avvocato, il prete, il contadino, persino un\u2026dog-sitter! Alcuni posano con orgoglio e sicurezza, altri manifestano incertezza o vulnerabilit\u00e0: si tratta di esseri umani!\u201d<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/william-wegman-for-chanel-e1576190094177.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17695\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/william-wegman-for-chanel-e1576190094177.jpg\" alt=\"william-wegman-for-chanel\" width=\"380\" height=\"449\" \/><\/a>Il percorso espositivo si compone di novanta Polaroid e una decina di stampe ai pigmenti selezionate da William A. Ewing, curatore della mostra, in stret<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/01.-W.-Wegman_Wolf-1994-994x1317.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17696 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/01.-W.-Wegman_Wolf-1994-994x1317.jpg\" alt=\"01.-W.-Wegman_Wolf-1994-994x1317\" width=\"387\" height=\"513\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/01.-W.-Wegman_Wolf-1994-994x1317.jpg 994w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/01.-W.-Wegman_Wolf-1994-994x1317-226x300.jpg 226w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/01.-W.-Wegman_Wolf-1994-994x1317-773x1024.jpg 773w\" sizes=\"(max-width: 387px) 100vw, 387px\" \/><\/a><strong>ta collaborazione con l\u2019artista e si suddivide in capitoli, ognuno dei qu<\/strong><strong>ali raccoglie opere di soggetti affini o collegate da allusioni visive analoghe. La sezione People like us presenta ritratti di tipologie umane interpretate da cani quali il d<\/strong><strong>andy, il prete, l\u2019astronauta, la signora con la permanente.<\/strong> Le personalit\u00e0 sono cos\u00ec ben individuate che ci sembra di poter immaginare il passato e la psicologia di ognuno dei soggetti. Tales (letteralmente \u2018racconti\u2019 ma, per omofonia, anche \u2018code\u2019) raggruppa sia ritratti storici, calati in scenografie elaborate su fondali 2\/10\u00a0dipinti, sia ritratti contemporanei che spaziano dai rimandi letterari a quelli cinematografici.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/bracco-di-weimar-storia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17697 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/bracco-di-weimar-storia.jpg\" alt=\"Weimar Arm\" width=\"456\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/bracco-di-weimar-storia.jpg 1257w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/bracco-di-weimar-storia-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/bracco-di-weimar-storia-1024x680.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 456px) 100vw, 456px\" \/><\/a> Dalla metamorfosi del cane in uomo, si arriva ai travestimenti paradossali e grotteschi di Zoo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/70a2f0392847dc331972c7d3d3673ab9_S.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-17698 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/70a2f0392847dc331972c7d3d3673ab9_S.jpg\" alt=\"70a2f0392847dc331972c7d3d3673ab9_S\" width=\"300\" height=\"231\" \/><\/a>e\u00a0Masquerades: qui i Weimaraner, attraverso una maschera o un costume scenico, si adattano alle\u00a0sembianze di altri animali, siano essi Chow chow, gatti o lupi. <strong>La sezione Nudes<\/strong> raccoglie le fotografie in cui il corpo atletico e agile del cane diventa struttura materica per composizioni astratte, mentre in <strong>Hallucinations<\/strong> si passa alla dissolvenza completa del corpo e della sua forma: i soggetti vengono trasfigurati in presenze fantasmatiche. Le foto della serie <strong>Vogue<\/strong> ripercorrono decenni di storia della moda \u2013 dal casual alla haute couture \u2013interpretandoli con eleganza e aplomb canine. Si arriva al <strong>citazionismo<\/strong> artistico con la sezione intitolata <strong>Cubists dove i Weimaramer<\/strong> sono immortalati in equilibrio su cubi e parallelepipedi. In una delle opere della serie si vede uno di questi poggiare le zampe anteriori su un grande cubo nero, tenuto in equilibrio sullo spigolo da un cubo bianco pi\u00f9 piccolo: un Malevic con l\u2019intruso. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/z42000483500.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17699\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/z42000483500.jpg\" alt=\"z42000483500\" width=\"296\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/z42000483500.jpg 480w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/z42000483500-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a>In Color fields le intrusioni a quattro zampe hanno la funzione di turbare l\u2019ordine cromatico e, al contempo, di separare le differenti campiture di colori. Infine, il gioco di equilibri e geometrisimi viene ripreso nell\u2019ultima sezione Sit\/Stay, in cui si vedono cani, sdraiati o in<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/constructivism-william-wegman.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-17700 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/constructivism-william-wegman.jpg\" alt=\"constructivism-william-wegman\" width=\"401\" height=\"301\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/constructivism-william-wegman.jpg 1000w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/constructivism-william-wegman-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 401px) 100vw, 401px\" \/><\/a> piedi, tenere in equilibrio gli oggetti pi\u00f9 disparati: la tensione fra l\u2019immobilit\u00e0 del soggetto e le elaborate composizioni, poggiate sul muso o sul dorso del modello, rimandano alle regole di proporzione tanto amate nella storia dell\u2019arte. Completa il percorso espositivo una selezione di film girati da Wegman a partire dagli anni Settanta. Anch\u2019essi interpretati da Weimaraner, sfruttano l\u2019involontario talento comico dei cani per mimare ironicamente le performance filmate degli artisti concettuali o mettere in scena i luoghi comuni sull\u2019arte e gli artisti. <strong>L\u2019esposizione Being Human \u00e8 un progetto della Foundation for the Exhibition of Photography,<\/strong>Minneapolis\/ New York\/ Paris\/ Lausanne in collaborazione con il Museo d\u2019arte della Svizzera italiana, curata da William A. Ewing, curatore indipendente e gi\u00e0 direttore del Mus\u00e9e de l\u2019Elys\u00e9e di Losanna. L\u2019appuntamento luganese \u00e8 la prima tappa di un tour nei musei europei promosso dalla Fondazione.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/ERA.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-17702\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/ERA.jpg\" alt=\"ERA\" width=\"360\" height=\"403\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/ERA.jpg 720w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2019\/12\/ERA-268x300.jpg 268w\" sizes=\"(max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a><strong>William Wegman<\/strong> nasce nel 1943 a Holyoke, Massachusetts. Studia pittura e a partire dalla fine degli anni Sessanta intraprende una carriera di artista concettuale partecipando ad alcune fra le pi\u00f9 significative esposizioni di quegli anni come When Attitudes Become Form (1969) e Documenta V (1972). Trasferitosi in California nel 1971 acquista un cane di razza Weimaraner che battezza Man Ray. \u00c8 l\u2019inizio di una lunga e proficua collaborazione. Il cane diviene infatti una figura centrale nelle fotografie e nei film di Wegman. Dopo la morte di Man Ray \u00e8 il turno di Fay Ray e poi dei suoi discendenti. Dal rapporto di Wegman con questo cast di personaggi nasce una serie di libri per bambini (Cinderella, Little Red Riding Hood, ABC, Mother Goose, Farm Days, My Town, Surprise Party e Chip Wants a Dog) ma soprattutto di immagini fotografiche che dialogano con la storia dell\u2019arte e sono oggetto di numerose mostre, oltre ad essere documentate da diversi cataloghi. Fra le esposizioni monografiche dell\u2019opera di Wegman ricordiamo in particolare Wegman\u2019s World, Walker Art Center di Minneapolis, 1981; William Wegman: Paintings, Drawings, Photographs, Videotapes, Kunstmuseum Luzern, 1990 e successivamente Centre Pompidou, Parigi e Whitney Museum of American Art, New York; Funney\/Strange, Brooklyn Museum of Art, 2006 e Wexner Center for the Arts, Columbus, 2007; Hello Nature, Bowdoin Museum of Art, 2012 e successivamente Artipelag, Stoccolma. Nel 2017 viene pubblicato da Thames &amp; Hudson Being Human, a cura di William A. Ewing, che comprende 300 lavori e ripercorre oltre quarant\u2019anni di lavoro fotografico di Wegman. Il volume \u00e8 disponibile anche in edizione francese (Textuel) e tedesca (Schirmel). Nel corso degli anni Wegman ha realizzato video e film per Saturday Night Live e Nickelodeon e i suoi video per Sesame Street sono apparsi regolarmente a partire dal 1989. Nel 1995, il film The 3\/10 Hardly Boys \u00e8 stato proiettato al Sundance Film Festival. Ha realizzato molti altri progetti, tra cui una campagna di moda per Acne, il banner per il Metropolitan Opera e le copertine di numerose riviste tra cui The New Yorker e, pi\u00f9 recentemente, Wallpaper. \u00c8 apparso su The Tonight Show con Johnny Carson e con Jay Leno, al David Letterman Show e al Colbert Report. William Wegman vive a New York e nel Maine e continua a dipingere, disegnare, girare video e fotografare i suoi cani Flo e Topper.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il\u00a0 MASI,\u00a0 Museo d\u2019arte della Svizzera italiana presenta, fino al 6 gennaio 2020, \u00a0l\u2019esposizione \u201cWilliam Wegman. Being Human\u201d, ovvero \u00a0una selezione di circa cento immagini del celebre fotografo statunitense William Wegman che hanno come soggetto privilegiato i cani di razza Weimaraner. Mostra che ho appena finito di visitare,\u00a0 alla luce del bellissimo Weimaraner che ho anche io in casa, una femmina che si\u00a0 chiama Era, capace di sorprendere tutti giornalmente tanta l\u2019umanit\u00e0 che promana. Ebbene William Wegman, eclettico maestro dell\u2019arte contemporanea americana, \u00e8 un rinomato e versatile artista, capace di destreggiarsi abilmente tra pittura, disegno, fotografia, film, video, libri e [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2019\/12\/12\/william-wegman-e-i-suoi-cani-weimaraner-in-mostra-al-masi-di-lugano\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[41744,59281,9894,10357,44441,87,28340,17505,35188,28369,7576,51665,4625],"tags":[386545,386547,59480,386544,298555,298556,386548,386543,386546],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17685"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17685"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17685\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17703,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17685\/revisions\/17703"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}