{"id":18091,"date":"2020-01-14T20:44:00","date_gmt":"2020-01-14T20:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=18091"},"modified":"2020-01-14T20:44:00","modified_gmt":"2020-01-14T20:44:00","slug":"sei-artisti-europei-in-mostra-al-mvsa-di-sondrio-brillano-i-nomi-di-ioan-sbarciu-romania-markus-lupertz-dusseldorf-e-guido-pertusi-milano-che-movimentano-larte-del-terzo-millennio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/01\/14\/sei-artisti-europei-in-mostra-al-mvsa-di-sondrio-brillano-i-nomi-di-ioan-sbarciu-romania-markus-lupertz-dusseldorf-e-guido-pertusi-milano-che-movimentano-larte-del-terzo-millennio\/","title":{"rendered":"Sei Artisti Europei in mostra al MVSA di Sondrio. Brillano i nomi di Ioan Sb\u00e2rciu (Romania), Markus L\u00fcpertz (Dusseldorf) e Guido Pertusi (Milano) che movimentano l\u2019arte del terzo millennio."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.29.27.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18092 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.29.27.png\" alt=\"Schermata 2020-01-12 a 23.29.27\" width=\"462\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.29.27.png 462w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.29.27-300x195.png 300w\" sizes=\"(max-width: 462px) 100vw, 462px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.29.54.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18093\" 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mosse a sostegno del nostro tempo.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.01.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18094\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.01.png\" alt=\"Schermata 2020-01-12 a 23.30.01\" width=\"447\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.01.png 447w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.01-300x201.png 300w\" sizes=\"(max-width: 447px) 100vw, 447px\" \/><\/a>Tre artisti, <strong>Ioan Sb\u00e2rciu<\/strong>, <strong>Markus L\u00fcpertz e Guido Pertusi<\/strong>, tutti docenti in presti<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.09.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18095 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.09.png\" alt=\"Schermata 2020-01-12 a 23.30.09\" width=\"430\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.09.png 430w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.09-300x209.png 300w\" sizes=\"(max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/a><\/strong>giose Universit\u00e0 di Arte e Design europee si propongono affiancati a tre artisti di pi\u00f9 giovane et\u00e0, <strong>Olimpia Bera, Ramona Raus <\/strong>e <strong>Anna Mottarella<\/strong>, cercando un componinento dialogico non solo generazionale ma come processo generativo di nuovi linguaggi artistici<strong>.\u00a0<\/strong>La mostra pure nata da un\u2019idea della Professoressa Tiziana Valzelli (Accademia di Brera- Milano )\u00a0 e da me curata e presentata ufficialmente nel salone di Palazzo Sertoli a Sondrio lascia vivere l\u2019arte in un itinerario multiculturale, in quanto la ricchezza del rapporto tra Nazioni quali l\u2019Italia, la Romania e la Germania, si sviscera attraverso il confronto delle esperienze nel campo artistico e in quello delle loro scuole. <strong>Tutto ha origine dall\u2019esperienza nella \u201cscuola di Cluj\u201d(Romania),<\/strong> per sua vocazione aperta e interdisciplinare, dove sotto la guida di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.17.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18096\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.17.png\" alt=\"Schermata 2020-01-12 a 23.30.17\" width=\"436\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.17.png 436w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.17-300x206.png 300w\" sizes=\"(max-width: 436px) 100vw, 436px\" \/><\/a><strong>Ioan Sb\u00e2rciu <\/strong>si sono incontrati vari artisti e si \u00e8 elaborata la volont\u00e0 di un dibattito generazionale sul tema dell\u2019arte. Un confronto che nell\u2019insegnamento come evoluzione dell\u2019esistenza umana<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.49.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18097 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.49.png\" alt=\"Schermata 2020-01-12 a 23.30.49\" width=\"457\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.49.png 457w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.30.49-300x197.png 300w\" sizes=\"(max-width: 457px) 100vw, 457px\" \/><\/a> ne vede la ragione e gli scopi in una libert\u00e0 di pensiero e di vita, dove i luoghi dell\u2019arte nelle singole opere, infrangono i confini di qualsiasi geografia. <strong>Ed entriamo nel merito di questo mostra vitale e singolare, dal titolo \u201cSguardi sublimi\u201d, visitabile fino al 31 gennaio 2020\u00a0 e capace finalmente di farsi traino di\u00a0 un\u2019Europa in movimento che proprio dall\u2019arte pu\u00f2 trarre linfa e speranza. \u00a0<em>Lo stesso\u00a0 titolo lo raccolgo in questa frase di <\/em>G. A. Becquer:<em> \u201cL\u2019anima pu\u00f2 parlare con gli occhi e baciare con lo sguardo\u201d<\/em><\/strong>. Ecco quanto ho scritto nel catalogo della mostra:\u00a0 \u201cL\u2019arte viene dalle profondit\u00e0 misteriose del mondo e del tempo, portando con s\u00e9 quanto laggi\u00f9 \u00e8 sospeso\u00a0 e indefinito. E lo fa negandosi a una modernit\u00e0 che tutto dissimula. Nel suo realizzarsi, l\u2019arte richiede lo sconvolgimento del finito. Reclama di portarsi verso ci\u00f2 che non \u00e8 ancora formato, ovvero verso quello spazio aperto che preme dalle profondit\u00e0 dell\u2019altrove. Ogni discesa nell\u2019interiorit\u00e0 -dice Novalis- \u00e8 anche \u201cascesa, viaggio al cielo-sguardo volto al davvero esteriore\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.31.54.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18098\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.31.54.png\" alt=\"Schermata 2020-01-12 a 23.31.54\" width=\"430\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.31.54.png 430w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2020-01-12-a-23.31.54-300x209.png 300w\" sizes=\"(max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/a> Ora, ordinare e mettere a punto una mostra sul <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2019-10-22-a-15.05.31.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18099 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2019-10-22-a-15.05.31.png\" alt=\"Schermata 2019-10-22 a 15.05.31\" width=\"300\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2019-10-22-a-15.05.31.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/Schermata-2019-10-22-a-15.05.31-252x300.png 252w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>contemporaneo, presuppone sapere che fin dagli anni Cinquanta del secondo dopoguerra, alla categoria del bello \u00e8 stata sostituita quella di interessante. Ogni percorso artistico e ogni singola opera derivano essenzialmente da uno scenario che l\u2019artista proietta sulla cultura, considerata a sua volta come cornice narrativa che produce nuovi possibili scenari in un movimento senza fine. Stante ci\u00f2, l\u2019opera contemporanea non \u00e8 pi\u00f9 il punto finale del \u201cprocesso creativo\u201d ma un sito di partenza, di navigazione, penserei addirittura a un portale, a una sorta di generatore di attivit\u00e0. Riscrivere la modernit\u00e0 \u00e8 il compito storico di questo inizio del XXI secolo, non ripartire da zero, n\u00e9 ritrovarsi spaesati dinanzi all\u2019archivio della storia, ma inventare e selezionare. La fondazione di un discorso ipermodernista e transmodernista parte proprio dagli scritti teorici di Clement Greemberg secondo il quale la storia dell\u2019arte \u00e8 una narrativa lineare, teologica, una logica all\u2019interno della quale ogni opera del passato si definisce grazie alle relazioni con quelle che la precedono. Per Greember la storia dell\u2019arte moderna e contemporanea \u00e8 una progressiva purificazione della pittura e della scultura, questa storia deve avere pi\u00f9 di un senso e questi sensi devono essere organizzati in una narrativa lineare. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/IMG_20191101_180124.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18100\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/IMG_20191101_180124.jpg\" alt=\"IMG_20191101_180124\" width=\"371\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/IMG_20191101_180124.jpg 626w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/01\/IMG_20191101_180124-233x300.jpg 233w\" sizes=\"(max-width: 371px) 100vw, 371px\" \/><\/a>La modernit\u00e0 si \u00e8 aperta con una serie di teorie destabilizzanti che hanno contribuito a corrodere nel tempo le nostre convinzioni e le nostre certezze. Tutto ci\u00f2 ha avuto delle conseguenze anche nella storia dell\u2019arte che \u00e8 diventata sempre meno certa dei suoi momenti fondamentali. Ed \u00e8 proprio alla luce di questi evocanti presupposti di base che nasce questa mostra riflessa attorno a traiettorie misteriose, a \u201c<strong>sguardi plurimi<\/strong>\u201d-come titola l\u2019esposizione-, entro i limiti spazio-temporali di <strong>un\u2019arte europea, in un clima di scambi e di confronti tra generazioni, tra tre aree (Italia &#8211; Romania &#8211; Germania) cui appartengono\u00a0 i tre artisti tutti docenti in prestigiose Universit\u00e0 di Arte\u00a0 e Design Europee, e cio\u00e8<\/strong> <strong>Ioan Sb\u00e2rciu (Universit\u00e0 Arte e Design di Cluj-Napoca),<\/strong> <strong>Markus L\u00fcpertz (Accademia di Belle Arti di D\u00fcsseldorf),<\/strong> <strong>Guido Pertusi (Accademia di Belle Arti di Brera);<\/strong> a questi tre illustri maestri di chiara fama si affiancano tre artiste assistenti, nello stesso ordine dei tre elencati, quindi <strong>Olimpia Bera, Ramona Raus, Anna Mottarella<\/strong>. Il recente lavoro di <strong>Markus L\u00fcpertz <\/strong>procede ancora, come aveva gi\u00e0 fatto in precedenza negli anni \u201880 divenendo uno dei pi\u00f9 formidabili dei pittori neoespressionisti tedeschi, mettendo in cortocircuito due punti focali, ovvero l\u2019inquadramento rigido della cultura museale &#8211; gli echi picassiani e classici- combinato a quella vaga cortina che circonda la cultura popolare.<\/p>\n<p>E certamente i motivi tedeschi della sua arte, e via via tutto lo snodo espressionista e transavanguardista, esplorano i limiti del non-artistico in una direzione talvolta insensata in quanto fronteggia la cultura nel profondo, il suo idealismo formale, ma anche ogni volont\u00e0 individualistica di salvezza. Basti osservare lo scontornamento delle sue immagini e dei dipinti, che ci pare proprio una delle strategie pi\u00f9 importanti della cultura contemporanea, l\u2019inclusione dell\u2019iconografia popolare nel sistema della grande arte, lo spaesamento di opere classiche e canoniche verso contesti banali. E in questo elogio della suo fare si concentra il dramma della coscienza in balia delle proprie ombre, affascinata e insieme terrificata dall\u2019oscura presenza della vita, dalle inquietudine del corpo e dai turbamenti dell\u2019eros. <strong>Ioan Sb\u00e2rciu <\/strong>vive oggi una pittura che attraversa in pieno la cultura europea, in quanto i dipinti di grandi dimensioni lasciano leggere pi\u00f9 orizzonti, macchie di colore il cui pigmento assume andamenti nebulosi o luminosit\u00e0 vibranti. Il colore di Sb\u00e2rciu allineato a quanto fece brillantemente Rothko, accenna alla ricerca di quantit\u00e0 della luce, di una luce che infine \u00e8 materia, sia pure la pi\u00f9 rarefatta. Spazi, paesaggi che suggeriscono elementi primordiali, dall\u2019acqua all\u2019aria, alla luce e al buio. Sb\u00e2rciu sembra farci sentire e vivere la contemplazione di silenziose profondit\u00e0, e in questa alchimia sottilissima che l\u2019artista ci offre, quasi a rimanere sospesi nella sua atmosfera d\u2019altri mondi, ci fa avvertire la profondit\u00e0 di un messaggio quasi biblico. Il lavoro di <strong>Guido Pertusi <\/strong>lascia leggere opere che non sono solo pura forma e immagine, ma per via dell\u2019impressione di spazialit\u00e0 aprospettica indotta dai segni-colore, esse assumono anche una consistenza oggettuale, di realt\u00e0 plastica aggettante. E se protagonista \u00e8 il segno-colore, spesso anche monocromo, che si connota come presenza, manifestazione, risultato di un\u2019energia interiore, questo segno \u00e8 l\u2019elemento alfabetico essenziale del suo lessico visivo. Di forte impatto anche le forme plastiche dove Pertusi sperimenta l\u2019assenza del limite, in quanto amplia i confini della percezione che si estendono ad infinitum. In mostra, dicevamo, <strong>si affiancano ai tre maestri, tre giovani assistenti, <\/strong>tre artiste che appartengono a giovani generazioni, e che hanno e stanno interpretando lo spirito dei miti del nostro tempo. <strong>Olimpia Bera <\/strong>lascia leggere nei suoi dipinti i temi del mito, dell\u2019inconscio e della natura; lo fa catturando e manifestando i simboli eterni che motivano ed esprimono le idee psicologiche fondamentali, ma anche le passioni primordiali nutrite di un gusto romantico e altalenante in una dialettica che poggia nel buio e nella luce. Ecco che i suoi dipinti astratto-informali si avvolgono in un linguaggio plastico ispirato da una volont\u00e0 ritualistica orientata verso una saggezza metafisica. <strong>Ramona Raus <\/strong>fa leggere l\u2019attualit\u00e0 del suo dipingere nella cornice dell\u2019espressionismo astratto con tutta la sua tradizione di colore, spazio e immagine. E con il suo modernissimo linguaggio, svela la sua potenza creativa e l\u2019eccezionale consapevolezza matura della forma che gli permette il gesto assolutamente nuovo e altalenante tra sciabolate di colore che deborda fra altezze e larghezze. Apre cos\u00ec la sua pittura a mondi scompaginati\u00a0 che danno luogo ad una spontaneit\u00e0 di fioriture, di spaccature, di cancellazioni, di gocciolamenti, di aggregazioni; in sostanza i dipinti comunicano direttamente le scosse emotive dell\u2019artista. Il linguaggio informale di <strong>Anna Mottarella <\/strong>svela ampiamente il senso delle sue ricerche volte a reinventare l\u2019articolazione primaria dello spazio e delle forme, sia come stimolo di sorpresa percettiva, sia come scoperte di sintesi formali del nostro tempo. Anche qui, la natura svolge un supporto stringente, da cui muove un\u2019energia in letargo, l\u2019esaltazione della grandezza dei vuoti e dei pieni, di lacerti e macchie di colore, intense, chiare e potenti; nei dipinti la spazialit\u00e0 diventa materiale in tensione, struttura che si disloca nello spazio, dove la totalit\u00e0 assoluta \u00e8 ridotta a una parte, a un frammento del mondo, al torso di un simbolo. La Mottarella esempla l\u2019eternit\u00e0 del tramonto, non come dato naturalistico ma certamente concettuale, descrivendo una sorta di lacerazione del mondo, un profondo che vive oltre ogni superficie. <strong>E per finire aggiungo che il mio vedere \u00e8 un raccogliere. Il mio sguardo sulle cose, sugli esseri, sulle opere di questi artisti riuniti in mostra, -lo svelamento dei loro sguardi plurimi- mi porta a dire che le loro immagini sono configurazioni e ci\u00f2 che fu originariamente avvistato \u00e8 ormai trascorso, rammemorato nell\u2019artista, sublimato nell\u2019immagine. Ora un cerchio \u00e8 tracciato, perch\u00e9 attraversando le immagini, le opere, oltre queste vi \u00e8 una meta, la bellezza della contemplazione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il MVSA di Sondrio vive in questi primi giorni del 2020 un evento culturale di piano internazionale, e proprio in quanto citt\u00e0 di frontiera bene accoglie una mostra dal titolo \u201cSguardi plurimi\u201d che movimenta \u00a0il lavoro di ben sei artisti internazionali, capaci di farsi bandiere e indicatori della movimentazione artistica nel terzo millennio. \u00a0E se taluni \u00a0vogliono farsi un\u2019idea di come l\u2019arte oggi si vada configurando deve fare visita a questa mostra in cui teleri \u00a0e sculture raccontano la vita, il mondo e le poetiche mosse a sostegno del nostro tempo. 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