{"id":18357,"date":"2020-02-10T10:36:44","date_gmt":"2020-02-10T10:36:44","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=18357"},"modified":"2020-02-10T10:36:44","modified_gmt":"2020-02-10T10:36:44","slug":"achille-perilli-e-lo-sguardo-altrove-beyond-ritaglia-le-sue-spettacolari-e-liriche-geometrie-delluniverso-ora-in-mostra-a-bagnoregio-e-orvieto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/02\/10\/achille-perilli-e-lo-sguardo-altrove-beyond-ritaglia-le-sue-spettacolari-e-liriche-geometrie-delluniverso-ora-in-mostra-a-bagnoregio-e-orvieto\/","title":{"rendered":"Achille Perilli e lo sguardo altrove.  Beyond ritaglia le sue spettacolari e liriche  geometrie dell\u2019universo, ora in mostra a Bagnoregio e Orvieto."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/L-alba-del-tramonto-courtesy-of-Archivio-Achille-Perilli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18358\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/L-alba-del-tramonto-courtesy-of-Archivio-Achille-Perilli.jpg\" alt=\"L-alba-del-tramonto-courtesy-of-Archivio-Achille-Perilli\" width=\"419\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/L-alba-del-tramonto-courtesy-of-Archivio-Achille-Perilli.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/L-alba-del-tramonto-courtesy-of-Archivio-Achille-Perilli-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/L-alba-del-tramonto-courtesy-of-Archivio-Achille-Perilli-300x298.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 419px) 100vw, 419px\" \/><\/a>Il Comune di Bagnoregio e la Fondazione Luca e Katia Tomassini presen<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/perilli_5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18359 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/perilli_5.jpg\" alt=\"perilli_5\" width=\"400\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/perilli_5.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/perilli_5-300x257.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><strong>tano \u201c<\/strong><strong>Achille Perilli. Beyond<\/strong><strong>\u201d, l\u2019importante progetto espositivo dedicato a uno dei grandi protagonisti dell&#8217;astrazio<\/strong><strong>n<\/strong><strong>e i<\/strong><strong>n Italia, cura<\/strong><strong>to da <\/strong><strong>Davide Sarchioni<\/strong><strong> con la collaborazione di <\/strong><strong>Nadja Perilli<\/strong><strong>, che sar\u00e0 articolato in due sedi distinte,\u00a0 a Palazzo Petrangeli di Bagnoregio (VT) e\u00a0 al Vetrya Corporate Campus di Orvieto (TR). Achille Perilli (Roma, 1927)<\/strong> \u00e8 un maestro riconosciuto che ha contribuito a segnare profondamente le vicende dell&#8217;<strong>arte italiana e internazionale del Novecento<\/strong> a partire dal secondo dopoguerra quando, con le significative esperienze nell&#8217;ambito del gruppo \u201c<strong>Forma<\/strong>\u201d fondato nel 1947, sancisce la prima fase importante di una straordinaria avventura creativa condotta per oltre settant&#8217;anni con grande rigore, coerenza e lucidit\u00e0 intellettuale, sia sul piano artistico che su quello teorico, rispondendo con inusitata libert\u00e0 e destabilizzante capacit\u00e0 inventiva alle problematiche poste dalla cultura visivacontemporanea di ogni epoca che ha attraversato e che tutt&#8217;oggi risulta di sUno degli aspetti fondanti della sua ricerca \u00e8 l&#8217;interesse sulle questioni della \u201c<strong>forma<\/strong>\u201d in relazione allo \u201c<strong>spazio<\/strong>\u201d, affrontate in senso evolutivo attraverso i linguaggi dell&#8217;astrazione pittorica in ogni possibile declinazione e sperimentazione, studiando, assimilando e reinterpretando di volta in volta le istanze delle avanguardie non figurative (<strong>da Kandinskij a Mondrian, da Klee a Malevi\u010d<\/strong>) insieme a quelle a lui pi\u00f9 vicine e innovative, in Italia e in Europa, come nel resto del mondo. Mosso da una peculiare capacit\u00e0 di guard<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/inaugurazione_perilli3-73944.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18361 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/inaugurazione_perilli3-73944.jpg\" alt=\"inaugurazione_perilli3-73944\" width=\"541\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/inaugurazione_perilli3-73944.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/inaugurazione_perilli3-73944-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 541px) 100vw, 541px\" \/><\/a>are oltre, <strong>Perilli<\/strong> ha spinto la sua creativit\u00e0 in direzioni sempre pi\u00f9 poliedriche, spesso anticipando i tempi, inseguendo costantemente l&#8217;idea di associare con soluzioni sempre nuove e cariche di sensibilit\u00e0 poetica la razionalit\u00e0 con l&#8217;inconscio, la libera forma lirica con lo spazio rigido e geometrico, individuando proprio nella geometria l&#8217;ambito nel quale si manifesta l&#8217;emblematico incontro scontro tra due mondi contrapposti. La sua metodologia di lavoro riguarda la continua messa in discussione e l&#8217;analisi critica dello spazio razionale astratto e geometrico, con le sue implicazioni politiche, sociologiche e culturali, quale specifica rappresentazione del mondo proponendone l&#8217;incessante riformulazione, spingendosi oltre ogni regola e ordine costituito per indagare la percezione della realt\u00e0 e codificarne il senso pi\u00f9 vero e profondo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/perilli_mostra2-.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18360\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/perilli_mostra2-.jpg\" alt=\"perilli_mostra2-\" width=\"584\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/perilli_mostra2-.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/perilli_mostra2--300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 584px) 100vw, 584px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dopo i lavori degli anni Cinquanta, dopo i cosiddetti \u201cfumetti\u201d dei Sessanta, caratterizzati da un segno pittorico libero e quasi calligrafico, ma articolato in rigide inquadrature come sequenze di una narrazione,\u00a0<strong>Perilli<\/strong> approda alla definitiva svolta dell&#8217;\u201dIrrazionale geometrico\u201d dettata dalla necessit\u00e0 di sviluppare la ricerca di uno \u201cSpazio Immaginario\u201d, apparentemente illogico e irrazionale, descritto attraverso l&#8217;inesauribile formulazione di germinazioni geometriche in cui solidi e figure inverosimili sono articolati seguendo visioni e prospettive multiple, infinite combinazioni e possibilit\u00e0 di proliferazione per offrire punti di vista ambigui e contradditori tra forme aperte e chiuse, linee e volumi che travalicano i limiti della prospettiva tradizionale e compongono labirintiche strutture cromatiche in un gioco infinito di rimandi da quadro in quadro e di concatenazioni tra una forma e l&#8217;altra, tra dentro e fuori. L&#8217;artista ritorna alla geometria per trasgredirne le regole dall&#8217;interno e sovvertirne il senso distruggendo i suoi fondamenti e le sue certezze, costruendo tra la forma e il colore una dimensione di assoluta e \u201cfolle\u201d libert\u00e0 immaginativa. Dai primi anni Settanta a oggi, <strong>Perilli<\/strong> ha continuato imperterrito a sviluppare tale direzione di ricerca in un \u201ccontinuum\u201d di approdi sempre nuovi ed esaltanti, come nella selezione di lavori recenti degli anni 2000 che costituiscono il fulcro di questa mostra presentata in due atti, tra Bagnoregio e Orvieto, concepiti l&#8217;uno come prosecuzione dell&#8217;altro. <strong>Devo aggiungere che Achille Perilli l&#8217;ho coinvolto in importanti mostre\u00a0 -penso\u00a0 a &#8220;Le Geometrie dell&#8217;Universo&#8221;, e non solo- messe in piedi con lo Studio F 22 di Palazzolo Sull&#8217;Oglio di Franco Rossi negli anni Novanta, unitamente alla presentazione di mostre personali con grandi opere nella Galleria\u00a0 bresciana.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/perilli-4-300x225.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18362\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/02\/perilli-4-300x225.jpg\" alt=\"perilli-4-300x225\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>A <strong>Bagnoregio<\/strong>, nelle sale di <strong>Palazzo Petrangeli<\/strong>, si snoda un percorso assai variegato che affronta sinteticamente diversi e importanti momenti di ricerca, anche distanti nel tempo, ed esprime quella peculiare versatilit\u00e0 dell&#8217;artista individuabile nell&#8217;utilizzo di medium differenti, come la serie dei raffinatissimi lavori su carta degli anni Ottanta; alcune storiche sculture totemiche degli anni Sessanta, le cosiddette \u201dColonne\u201d ispirate a quelle romane antiche ma che, anzich\u00e9 essere celebrative, vi si snodano le sequenze graffite e immaginative dei \u201cfumetti\u201d; le ceramiche e le terrecotte degli anni Novanta con i \u201cBistorti\u201d, elementi di un vaso accumulati uno sull&#8217;altro in maniera sbilanciata e senza un centro, e le \u201cArgille\u201d, tegole con geometrie a rilievo frutto di un&#8217;affascinante immersione nella materia primigenia.<br \/>\nLe numerose tele pi\u00f9 recenti, ora dai cromatismi accesissimi e brillanti, ora giocate sulle tonalit\u00e0 terrose degli ocra e dei marroni, evidenziano l&#8217;utilizzo incondizionato del colore che prende il sopravvento sulla forma. La superficie del quadro \u00e8 determinata da una stesura cromatica compatta e pura dove alle \u201cgeometrie irrazionali\u201d si sostituisce la bidimensionalit\u00e0 di un \u201ctracciato topografico\u201d analogo allo svolgimento in piano di una forma tridimensionale che risponde alle esigenze del colore. Ad esse sono accostati alcuni dipinti associabili alle esperienze del gruppo \u201cForma\u201d, come \u201cPaesaggio astratto\u201d del 1947, recentemente esposto nella grande retrospettiva che il museo dell&#8217;Hermitage ha dedicato a Achille Perilli nel 2018, e \u201cA di grande spazio\u201d del 1951, insieme ad altre \u201cgeometrie\u201d dei primi Novanta. A <strong>Orvieto<\/strong>, negli spazi del <strong>Vetrya Corporate Campus<\/strong>, un insieme di 26 piccole e preziose composizioni, coloratissime e ironiche, fa da contrappunto all&#8217;atmosfera severa e rigorosa data dalla sequenza incombente dei 13 dipinti a fondo nero realizzati tra il 2008 e il 2015, in cui le articolazioni cromatiche strutturali delle forme sono accentuate dai contorni netti ritagliati da un nero compatto e si accendono vivacissime in contrasto con l&#8217;oscurit\u00e0 che le avvolge ponendole sfrontatamente alla ribalta senza nessuna modulazione o ripensamento, come una dichiarazione decisa ed estrema. Eseguite sulle tonalit\u00e0 degli azzurri e dei verdi, con improvvise accensioni del giallo o del\u00a0rosso, forme solide e compatte o aperte come piani sovrapposti sono articolate nella superficie del quadro innescando un sistema di rimandi tra una composizione e l&#8217;altra che tendono a dilatarsi fino a emergere nello spazio fisico. Si tratta di immaginifiche e proliferanti strutture avvolgenti che descrivono spazi virtuali analoghi a certe configurazioni digitali tridimensionali. <strong>Qui, pi\u00f9 che altrove, l&#8217;artista sembra guardare al futuro (\u201cIn viaggio verso il futuro\u201d, 2009), in sintonia con la nuova dimensione ubiquitaria offerta da internet e dai social network, attraverso formulazioni geometriche che conquistano spazi inesplorati, frutto del nostro inconscio e della nostra percezione. <\/strong>Con questi lavori, che propongono in maniera del tutto inedita la funzione del fondo nero rispetto alle note esperienze passate, Perilli si spinge di nuovo oltre, come se stesse gi\u00e0 traguardando nuove soluzioni che saranno verificate nell&#8217;opera successiva, ma rimanendo in attesa del dopo. \u201cIl desiderio del domani risiede anche nel riconoscere il frutto scaturito dal seme del quadro precedente\u201d scrisse Luciano Caprile.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il Comune di Bagnoregio e la Fondazione Luca e Katia Tomassini presentano \u201cAchille Perilli. Beyond\u201d, l\u2019importante progetto espositivo dedicato a uno dei grandi protagonisti dell&#8217;astrazione in Italia, curato da Davide Sarchioni con la collaborazione di Nadja Perilli, che sar\u00e0 articolato in due sedi distinte,\u00a0 a Palazzo Petrangeli di Bagnoregio (VT) e\u00a0 al Vetrya Corporate Campus di Orvieto (TR). Achille Perilli (Roma, 1927) \u00e8 un maestro riconosciuto che ha contribuito a segnare profondamente le vicende dell&#8217;arte italiana e internazionale del Novecento a partire dal secondo dopoguerra quando, con le significative esperienze nell&#8217;ambito del gruppo \u201cForma\u201d fondato nel 1947, sancisce la prima [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/02\/10\/achille-perilli-e-lo-sguardo-altrove-beyond-ritaglia-le-sue-spettacolari-e-liriche-geometrie-delluniverso-ora-in-mostra-a-bagnoregio-e-orvieto\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,59246,59281,53889,53888,53709,53710,9894,231285,44441,87,35351,17505,35188,64,28369,51665,4625],"tags":[149218,392130,392131,17524,392128,59480,376759,392129,376760],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18357"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18357"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18357\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18363,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18357\/revisions\/18363"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18357"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}