{"id":1842,"date":"2014-02-27T17:04:55","date_gmt":"2014-02-27T17:04:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=1842"},"modified":"2014-02-27T17:04:55","modified_gmt":"2014-02-27T17:04:55","slug":"un-faro-illumina-gianfranco-pardi-milano1933-2012-artista-strutturalista-e-concettuale-lucido-poeta-del-panorama-italiano-una-mostra-alla-fondazione-marconi-di-milano-da-luce-alle-sue-esper","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2014\/02\/27\/un-faro-illumina-gianfranco-pardi-milano1933-2012-artista-strutturalista-e-concettuale-lucido-poeta-del-panorama-italiano-una-mostra-alla-fondazione-marconi-di-milano-da-luce-alle-sue-esper\/","title":{"rendered":"Un faro illumina Gianfranco Pardi ( Milano,1933- 2012), artista strutturalista e concettuale, lucido  poeta del  panorama italiano. Una mostra  alla Fondazione Marconi di Milano d\u00e0 luce alle sue esperienze plastiche."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/19022014160403.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1843\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/19022014160403-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/19022014160403-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/19022014160403.jpg 709w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/6PA81abside.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1845\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/6PA81abside-300x179.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/6PA81abside-300x179.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/6PA81abside.jpg 675w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/011.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1847\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/011-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/011-300x194.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/011-1024x665.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/11PA88monk1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-1848\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/11PA88monk1-294x300.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/11PA88monk1-294x300.jpg 294w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/11PA88monk1.jpg 445w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/12PA93montagna.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1849\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/12PA93montagna-300x202.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/12PA93montagna-300x202.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2014\/02\/12PA93montagna.jpg 670w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ricordare un grande artista milanese come Gianfranco Pardi(Milano 1933-2012) \u00e8 cosa di significativa rilevanza storica e umana. Lo fa la Fondazione Marconi che presenta al pubblico una mostra dal titolo \u201cPoeticamente abita l&#8217;uomo\u201d incentrata su alcune opere degli anni Settanta, a due anni dalla sua scomparsa. <\/strong>L\u2019intera opera di Pardi, di ambito <em>strutturalista<\/em> e <em>concettuale<\/em>, si basa sullo studio dello spazio e sul rapporto tra astrazione e costruzione. La costante, che attraversa tutto il suo percorso artistico, \u00e8 l\u2019integrazione rigorosa di pittura, disegno e scultura. La riflessione dell\u2019artista sull\u2019architettura inizia gi\u00e0 a partire dalla fine degli anni Sessanta, con le prime raffigurazioni di interni ed esterni architettonici e successivamente con lavori chiamati, appunto, \u201carchitetture\u201d. Ha detto Pardi: \u201c<em>Quando lavoro attorno a un problema specifico che chiamo \u201carchitettura\u201d, so di non parlare della architettura e so che il mio lavoro non agisce nel senso di produrre una sorta di astratta architettura. Eppure tutto il mio lavoro, da tempo, si istituisce espressamente attorno al senso di questo problema\u201d.<\/em>Con \u201carchitettura\u201d Pardi vuole intendere una modalit\u00e0, <strong>un processo creativo, un mezzo attraverso il quale potersi concentrare sulle possibilit\u00e0 costruttive della forma, su esperienze plastiche, che evidentemente rimandano alle utopie dell\u2019avanguardia, al Suprematismo e al Costruttivismo russi e al Neoplasticismo olandese.<\/strong> La rilettura di Malevi\u010d, Tatlin, El Lisitzky e di altri protagonisti di quei movimenti, permette all\u2019artista di cogliere gli elementi ancora vitali di quelle esperienze artistiche, facendone uno dei protagonisti e interlocutori pi\u00f9 qualificati nelle vicende della pittura e scultura contemporanee. In quest\u2019ottica si collocano<strong> la serie di progetti-studi realizzati con tecnica mista su carta \u201c<\/strong><em><strong>Poeticamente abita l\u02bcuomo\u201d<\/strong><\/em><strong> e l\u2019installazione dallo stesso titolo, tratto da un verso del poeta tedesco Friedrich H\u00f6lderlin. Concepita da Pardi nel 1977, l\u2019installazione, esposta al primo piano della Fondazione,<\/strong> \u00e8 complessa per riferimenti ed elaborazioni ma di rigorosa semplicit\u00e0 formale. Presentata per la prima volta in una mostra personale allo Studio Marconi nel 1978, nasce da una riflessione sulla casa che il filosofo e ingegnere austriaco Ludwig Wittgenstein costru\u00ec a Vienna per la sorella nella seconda met\u00e0 degli anni Venti. Cos\u00ec ancoa Pardi: \u201c<em>Questo lavoro (il mio lavoro intorno a quel lavoro) proprio mentre pretende di avere afferrato un senso nel suo percorso, si apre improvvisamente a nuove ipotesi\u2026\u201d. <\/em>Qui \u201cPardi si applica alla decifrazione della misura delle tre porte che si aprono nel salone della casa Stonborough, con un furore decrittatorio che evoca altre analoghe ossessioni tematiche e poetiche di pittori come Monet, C\u00e9zanne e altri\u201d \u2013 scrive il collega Bruno Cor\u00e0 nel catalogo <em>Gianfranco Pardi Opere 1970\/77<\/em>, realizzando \u2013 \u201c\u2026una doppia proficua meditazione sulla struttura della forma e sul pensiero del filosofo viennese\u201d. Al secondo piano della Fondazione \u00e8 esposta una parte molto significativa della biografia artistica di Pardi, dedicata ad alcune \u201c<em>Architetture\u201d<\/em> che vanno dal 1972 al 1975. \u00c8 qui particolarmente evidente il connubio di pittura e scultura, cui si aggiungono e sovrappongono elementi come cavi e tensori. Tra queste citiamo \u201c<em>Architettura\u201d<\/em> del 1975 e \u201c<em>Sistema\u201d<\/em> del 1976. La prima, realizzata con una struttura di ferro, cavi d\u2019acciaio e segni di matita direttamente su muro, riesce a coniugare la smaterializzazione estrema dell\u2019oggetto a una sua presenza inequivocabile. Il ferro, sospeso nella leggerezza dei cavi e dei segni di matita sul muro, accade continuamente sotto il nostro sguardo, il suo esserci non sembra mai coagularsi in una stabilit\u00e0 definitiva. <em>\u201cSistema\u201d<\/em> invece, composto di pi\u00f9 elementi, \u00e8 un modello che si ripete uguale e differente, da cui traspare la consueta poesia che Pardi sa trarre da strutture in ferro e cavi d\u2019acciaio e che riafferma la duplicit\u00e0 della sua natura: fisica e fenomenica, ideale e mentale. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Ora, lasciatemelo dire, Gianfranco Pardi \u00e8 stato un grande intellettuale prima che artista, un intellettuale lucido che ha coniugato pensiero e fare, materia e spirito, vitale e mentale. Un pensatore che non si stancava mai di meditare e soprattutto di sviluppare poesia. <\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><strong>Gianfranco Pardi <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Helvetica, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">nasce nel 1933 a Milano. Sin dall\u2019inizio la sua ricerca \u00e8 impostata sullo spazio e sulla progettualit\u00e0 costruttiva che d\u00e0 vita ad opere di grande rigore formale, caratterizzate dall\u2019integrazione di disegno, pittura e scultura in una dimensione spaziale di respiro architettonico. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">Nel 1959 si tiene la sua prima personale a Brescia, alla Galleria Alberti, mentre l&#8217;anno seguente \u00e8 ospitato dalla Galleria Colonna di Milano. Durante gli anni Sessanta sviluppa uno stile che integra il disegno, la pittura, la scultura e l&#8217;architettura. Del 1965 \u00e8 la sua partecipazione alla mostra collettiva <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>La figuration narrative dans l&#8217;art contemporain<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"> a Parigi. Nel 1967 comincia la sua collaborazione con lo Studio Marconi di Milano e si dedica alla realizzazione di opere che sono una rilettura delle avanguardie storiche come l&#8217;Astrattismo, il Suprematismo, il Costruttivismo e il Neoplasticismo. Negli anni Settanta sviluppa nelle sue <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Architetture<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"> la volont\u00e0 di costruire e fondare uno spazio attraverso la pittura, poich\u00e9 ritiene che tale mezzo espressivo possa produrre immediatamente l&#8217;idea. Le sue opere si sviluppano attraverso segni e gestualit\u00e0 geometriche che, insieme a poche cromie, lo aiutano ad esprimere il concetto di costruttivit\u00e0. Nel 1974, e in seguito nel 1993, partecipa alla XXVII Biennale del Palazzo della Permanente a Milano. Nel 1981 \u00e8 all&#8217;interno di due importanti mostre collettive come <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Linee della ricerca artistica in Italia 1960\/1980<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Il luogo della forma<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">, al Museo di Castelvecchio di Verona. Nel 1984 l&#8217;Universit\u00e0 di Parma gli organizza una grande antologica e due anni pi\u00f9 tardi partecipa con una personale alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma. Tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta realizza le opere delle serie <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Cinema<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Monk<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"> e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Maschere<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">, concentrandosi sull&#8217;utilizzo di supporti in ferro. Successivamente la sua ricerca artistica si indirizza sul tema della \u201cMontagna-Sainte Victoire\u201d, ispirata alle opere di C\u00e9zanne, e ai cicli intitolati <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Nagjma<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">, ispirati alla luce e alla notte di Tangeri, e <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Box<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">, ovvero lavori realizzati con scatole di cartone. Nel 1998 Palazzo Reale a Milano ospita una sua personale. L&#8217;anno successivo vengono organizzate una serie di importanti mostre in Germania al Frankfurter Kunstverein di Francoforte, al Museo Bochum di Bochum e al Kulturhistorisches Museum di Stralsund, mentre nel 2000 si inaugura la personale dal titolo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Homeless<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"> alla Galleria Gi\u00f2 Marconi di Milano. \u00c8 del 2002 la retrospettiva <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Sheets<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"> tenuta alla Galleria Fumagalli di Bergamo, mentre nel 2003 espone di nuovo alla Galleria Gi\u00f2 Marconi con una serie di lavori dal titolo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Danza e Restauro<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">. Realizza nel corso della sua carriera numerose sculture per spazi pubblici e privati: 1988 Albergo Bellevue, Malcesine (Verona); 1995 Via XX Settembre, Roma; 1996 Nave Costa Vittoria, Genova; 1998 Casa Zanaria, Rue de Bi\u00e8vre, Parigi; 1999 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Soundtrack<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">, SNAM San Donato Milanese (Milano); 2001 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Box<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">, Cascina Mangiagruppa Zeme Lomellina (Pavia); 2002 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Sheet<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">, ACF Contact Brembate Sopra (Bergamo); 2006 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\"><em>Danza<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: x-small\">, Piazza Amendola, Milano. \u00c8 membro dell\u2019Accademia Nazionale di San Luca dal 2008. Muore a Milano il 2 febbraio del 2012. Nell\u2019ottobre 2013 si costituisce l\u2019Associazione Culturale Gianfranco Pardi in memoria dell\u2019artista con l\u2019intento di promuoverne e divulgarne la conoscenza e la figura.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"\" align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-family: Arial, sans-serif\"><span style=\"font-size: medium\"><strong>Carlo Franza<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"\" align=\"JUSTIFY\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ricordare un grande artista milanese come Gianfranco Pardi(Milano 1933-2012) \u00e8 cosa di significativa rilevanza storica e umana. Lo fa la Fondazione Marconi che presenta al pubblico una mostra dal titolo \u201cPoeticamente abita l&#8217;uomo\u201d incentrata su alcune opere degli anni Settanta, a due anni dalla sua scomparsa. L\u2019intera opera di Pardi, di ambito strutturalista e concettuale, si basa sullo studio dello spazio e sul rapporto tra astrazione e costruzione. 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