{"id":18757,"date":"2020-03-27T20:25:24","date_gmt":"2020-03-27T20:25:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=18757"},"modified":"2020-03-27T20:25:24","modified_gmt":"2020-03-27T20:25:24","slug":"scultura-in-terracotta-del-rinascimento-da-donatello-a-riccio-una-ricca-e-straordinaria-mostra-nelle-gallerie-del-palazzo-vescovile-museo-diocesano-di-padova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/03\/27\/scultura-in-terracotta-del-rinascimento-da-donatello-a-riccio-una-ricca-e-straordinaria-mostra-nelle-gallerie-del-palazzo-vescovile-museo-diocesano-di-padova\/","title":{"rendered":"Scultura in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio. Una ricca e straordinaria mostra nelle Gallerie del Palazzo Vescovile-  Museo Diocesano- di Padova."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/unnamed6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18758\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/unnamed6.jpg\" alt=\"unnamed\" width=\"368\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/unnamed6.jpg 368w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/unnamed6-216x300.jpg 216w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/a>Dopo il \u201cblocco forzato\u201d per l\u2019emergenza Coronavirus riapre la mostra al M<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/a-nostra-immagine-scultura-in-terracotta-del-rinascimento-da-donatello-a-riccio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18759 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/a-nostra-immagine-scultura-in-terracotta-del-rinascimento-da-donatello-a-riccio.jpg\" alt=\"a-nostra-immagine-scultura-in-terracotta-del-rinascimento-da-donatello-a-riccio\" width=\"491\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/a-nostra-immagine-scultura-in-terracotta-del-rinascimento-da-donatello-a-riccio.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/a-nostra-immagine-scultura-in-terracotta-del-rinascimento-da-donatello-a-riccio-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 491px) 100vw, 491px\" \/><\/a><\/strong><strong>useo Diocesano di Padova. Tra le novit\u00e0 scientifiche emerse dalla campagna di ricerca, l\u2019importanza di Giovanni de <\/strong><strong>Fondulis, artista cremasco che a Padova, nella seconda met\u00e0 del Quattrocento, diede vita a una straordinaria bottega d\u2019arte.\u00a0<\/strong>Anche la mostra <em>A nostra immagine. Scultura in terracotta del Rinascimento da Donatello a Riccio<\/em>, temporaneamente chiusa per le ordinanze ministeriali dovute all\u2019emergenza Coronavirus (Covid-19), riapre al pubblico da \u00a0marzo 2020 e visitabile fino al 2 giugno 2020, \u00a0seguendo le disposizioni contenute nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 1\u00b0 marzo 2020, che prevede di evitare gli assembramenti, garantendo alle persone <em>la possibilit\u00e0 di \u00abrispettare la distanza tra loro di almeno un metro\u00bb.<\/em> <em>A nostra immagine. Scultura in terracotta del Rinascimento da Donatello a Riccio<\/em>, aperta lo scorso 15 febbraio, ha fin da subito riscosso un ampio consenso di pubblico e interesse da parte dei cultori e studiosi dell\u2019arte, sia per la particolarit\u00e0 delle sculture esposte sia per la significativa e seria campagna di ricerca, studio e restauro di alcune opere, che l\u2019ha preceduta e che ha portato interessanti novit\u00e0. In particolare \u00e8 emerso con evidenza il <strong>ruolo centrale di un plasticatore di origine cremasca, Giovanni de Fondulis<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/Andrea-Riccio_Campiglia-dei-Berici.-e1585338455503.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18760 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/Andrea-Riccio_Campiglia-dei-Berici.-e1585338455503.jpg\" alt=\"Andrea-Riccio_Campiglia-dei-Berici.\" width=\"321\" height=\"428\" \/><\/a>, a cui sono state attribuite definitivamente alcune terrecotte del territorio diocesano, e la vivacit\u00e0 della sua bottega padovana. Come evidenzia, infatti, Carlo Cavalli, conservatore del Museo Diocesano di Padova: \u201cNegli ultimi anni gli studi sulla scultura padovana del Rinascimento hanno progressivamente messo a fuoco la figura di Giovanni de Fondulis, artista cremasco che giunge a Padova alla fine degli anni sessanta del Quattrocento ed \u00e8 a capo di una bottega operosa per oltre un ventennio. A lui Davide <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/unnamed.jpgbb_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18761\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/unnamed.jpgbb_.jpg\" alt=\"unnamed.jpgbb\" width=\"365\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/unnamed.jpgbb_.jpg 429w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/unnamed.jpgbb_-251x300.jpg 251w\" sizes=\"(max-width: 365px) 100vw, 365px\" \/><\/a>Civettini, giovane studioso dell\u2019Universit\u00e0 di Trento, ha attribuito sulla rivista specialistica <em>Arte Veneta<\/em> la <em>Madonna <\/em>di Pozzonovo, esposta in mostra e oggetto di restauro nell\u2019ambito di <em>Mi sta a cuore<\/em>: l\u2019intervento, liberando la scultura dalle ridipinture pi\u00f9 tarde, ha confermato l\u2019attribuzione a de Fondulis. Sullo stesso numero di <em>Arte Veneta<\/em> Marco Scansani, dottorato alla Normale di Pisa con una tesi proprio su Giovanni de Fondulis, ha attribuito all\u2019artista cremasco il <em>San Pietro martire<\/em> di Calvene (Vi) e la <em>Piet\u00e0<\/em> di Prozzolo (Pd), esposta in mostra. Queste sono attribuzioni recenti, che i restauri confermano e la mostra valorizza consentendo un\u2019osservazione ravvicinata delle opere\u201d. \u201cDurante la lunga preparazione della mostra \u2013 continua il dottor Cavalli \u2013 nuove scoperte si sono aggiunte: la <em>Madonna <\/em>del monastero della Visitazione, dopo la rimozione delle integrazioni ottocentesche e delle pesanti ridipinture, si \u00e8 rivelata un capolavoro della tarda attivit\u00e0 di Giovanni de Fondulis, come pure la <em>Madonna col Bambino in trono<\/em> dell\u2019Istituto delle Suore Maestre Dorotee in Padova, e un\u2019altra <em>Madonna<\/em> in un oratorio privato a San Giorgio delle Pertiche. Le prime due sono esposte in mostra, a conferma del ruolo di assoluto prim\u2019ordine giocato dal plasticatore cremasco nel panorama della scultura in terracotta padovana del Rinascimento.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/b54e282acf446a0aa00f7db9035cadcd.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18762 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/b54e282acf446a0aa00f7db9035cadcd.jpg\" alt=\"b54e282acf446a0aa00f7db9035cadcd\" width=\"339\" height=\"464\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/b54e282acf446a0aa00f7db9035cadcd.jpg 901w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/b54e282acf446a0aa00f7db9035cadcd-219x300.jpg 219w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/b54e282acf446a0aa00f7db9035cadcd-748x1024.jpg 748w\" sizes=\"(max-width: 339px) 100vw, 339px\" \/><\/a> Scoperta quasi dell\u2019ultimo momento, il <em>San Rocco<\/em> del capitello di via Augusta a Cadoneghe \u00e8 uscito sempre dalla bottega di Giovanni de Fondulis: lo abbiamo voluto esporre anche se visibilmente ridipinto, auspicando che un restauro possa restituirne la raffinata descrizione dei lineamenti, della barba e delle vesti.Ad Antonio Antico, artista di cui si sa ancora poco, ma imparentato con Giovanni de Fondulis e probabilmente attivo inizialmente nella sua bottega, \u00e8 stato attribuito il busto di <em>San Bellino<\/em> della chiesa di San Pietro, esposto in mostra: opera di grande qualit\u00e0 ritrattistica, in origine una figura intera collocata sopra uno degli altari della chiesa, fu poi vittima delle pesan<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/bellano.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18763 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/bellano.jpg\" alt=\"bellano\" width=\"523\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/bellano.jpg 974w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/bellano-300x204.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/a>ti trasformazioni ottocentesche.<br \/>\nContrariamente a quel che si pu\u00f2 pensare, non tutto \u00e8 andato distrutto: le nostre chiese conservano ancora immagini antiche, sotto la coltre protettiva di una secolare devozione (e abbondanti strati di ridipintura). Ad esempio a Vigonovo, dove la <em>Vergine col Bambino<\/em> sopra uno degli altari laterali \u00e8 probabile opera di Giovanni de Fondulis, o la Madonna col Bambino in trono di Vigodarzere, vicina alle opere che sono state attribuite alla giovinezza di Andrea Briosco, detto il Riccio. E altre ancora ve ne sono nel territorio, specialmente nella campagna a nord di Padova e tra Padova e Vicenza, di qualit\u00e0 meno alta ma comunque testimonianza di un momento straordinario dell\u2019arte padovana e della storia delle nostre comunit\u00e0, che attraverso la mostra abbiamo voluto raccontare\u201d. Un altro interessante risultato del lavoro di studio e ricerca che ha accompagnato la mostra e che ha visto la partecipazione di studiosi di calibro internazionale, \u00e8 la nuova attribuzione a Pietro Lombardo, da parte di Francesco Caglioti, della <em>Madonna<\/em> proveniente dal Museo del Bargello, precedentemente attribuita a Antonio di Chellino. Scoperte ma anche restauri, finanziati in modo originale, partecipativo, come ricorda il direttore del Museo Diocesano Andrea Nante: \u201cLa mostra \u00e8 il momento conclusivo di un progetto durato oltre due anni, durante il quale, con il sostegno della campagna<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/madonnadonat-e1585338670557.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18764\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/madonnadonat-e1585338670557.jpg\" alt=\"madonnadonat\" width=\"400\" height=\"261\" \/><\/a><em>Mi sta a cuore<\/em>, sono state restaurate quattro opere del territorio diocesano, ora inserite nel percorso espositivo (escluso il <em>Compianto<\/em> di San Pietro, che sar\u00e0 possibile visitare in loco, negli orari che presto saranno comunicati). Oltre che operazioni di recupero e valorizzazione, i restauri sono importante occasione di studio e conoscenza delle opere, uno studio che durante tutto il periodo del progetto si \u00e8 allargato, per quanto possibile, all\u2019intero patrimonio diocesano di terrecotte rinascimentali, con l\u2019apporto fondamentale del lavoro di specialisti<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/Donatello_Louvre.-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18766 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/Donatello_Louvre.-2.jpg\" alt=\"Donatello_Louvre. (2)\" width=\"349\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/Donatello_Louvre.-2.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/Donatello_Louvre.-2-229x300.jpg 229w\" sizes=\"(max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><\/a> e di giovani studiosi. Il catalogo scientifico raccoglie gli esiti di questa ricerca storico artistica, e la mostra li rende visibili, facendo parlare direttamente le opere\u201d. Un omaggio a una materia povera e fragile, la terracotta; un omaggio alla grande tradizione di plasticatori che hanno operato nel territorio diocesano (che tocca le province di Padova, Venezia, Vicenza, Treviso e Belluno), popolando chiese, sacelli, capitelli, conventi, abbazie, monasteri e dimore private di sculture delicatissime ma di grande pregio e segno di una devozione diffusa; un omaggio alla grande eredit\u00e0 di Donatello che ha favorito nuovi slanci e originali esiti artistici al Rinascimento padovano. Ventuno sculture in terracotta raccontano un\u2019epoca, fanno respirare il clima delle botteghe artistiche padovane tra fine Quattrocento e primo Cinquecento, disegnano il panorama di una devozione popolare che si soffermava a meditare e pregare di fronte a manufatti che racchiudevano i grandi misteri della fede: dalla tenerezza materna di Maria, nelle numerose e diffuse\u00a0<em>Madonne con Bambino<\/em>\u00a0alla sofferenza della\u00a0<em>Piet\u00e0<\/em>\u00a0o del\u00a0<em>Com<\/em><em>pianto sul Cristo morto<\/em>. La dolcezza di Maria che tiene in braccio il bimbo e il gioco di sguardi si scontra con il grido di dolore delle dolenti e con la tragica ma composta sofferenza di Maria che sostiene il Cristo morto, in un percorso che va dalla vita alla morte, dalla gioia al dolore, ma che racchiude il senso dell\u2019umano e del divino che c\u2019\u00e8 nell\u2019uomo:\u00a0<em>A nostra immagine<\/em>, appunto. Come \u00e8 tradizione, infatti, nella storia del Museo diocesano di Padova \u2013\u00a0<strong>che<\/strong>\u00a0<strong>durante questa esposizione celebra i suoi 20 anni di attivit\u00e0 (2000-2020)<\/strong>\u00a0\u2013 le mostre tematiche rappresentano spesso l\u2019esito di importanti campagne di restauro e di studio, avviate insieme all\u2019Ufficio diocesano Beni culturali, volte a recuperare un patrimonio artistico ricco e diff<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/bellino2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18768\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/bellino2.jpg\" alt=\"bellino2\" width=\"354\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/bellino2.jpg 354w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/bellino2-236x300.jpg 236w\" sizes=\"(max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a>uso, e sostenute dal progetto \u201cMi sta a cuore\u201d che sensibilizza anche il privato e la societ\u00e0 civile nella cura di questi capolavori.<\/p>\n<p>In questo particolare caso, ben\u00a0<strong>quattro opere in terracotta policroma<\/strong>\u00a0sono state oggetto di recupero, studio e restauro, con approccio multidisciplinare. Una convenzione firmata nel 2018 \u2013 tra Diocesi di Padova, Centro interdipartimentale\u00a0Ricerca, Studio e Conservazione dei Beni Archeologici, Architettonici e Storico-Artistici dell\u2019Universit\u00e0 di Padova e\u00a0Soprintendenza Archeologia, Belle Ar<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/Giovanni-de-Fondulis_Prozzolo.-e1585340117172.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18769 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/03\/Giovanni-de-Fondulis_Prozzolo.-e1585340117172.jpg\" alt=\"Giovanni-de-Fondulis_Prozzolo.\" width=\"300\" height=\"401\" \/><\/a>ti e Paesaggio per l\u2019area metropolitana di Venezia e le Province di Belluno, Padova e Treviso \u2013 ha, infatti, favorito l\u2019utilizzo di nuove e avanzate tecnologie che hanno permesso di stabilire il numero delle ridipinture subite nel tempo dalle opere, il periodo storico dei diversi interventi, la tecnica adottata per le finiture, i pigmenti e i leganti utilizzati e ancora le tipologie di impasto, la tessitura e la composizione del materiale, offrendo quindi utili e fondamentali elementi per determinare provenienza e in taluni casi attribuzione.Il valore aggiunto della mostra\u00a0<em><strong>A nostra immagine<\/strong><\/em>\u00a0sta proprio nelle parole del direttore del Museo diocesano e curatore\u00a0<strong>Andrea Nante<\/strong>:\u00a0<em>\u201cA Padova ha lavorato per anni Donatello, la sua bottega era proprio a ridosso della Basilica di Sant\u2019Antonio, Donatello ha fatto scuola in citt\u00e0 e dopo di lui altri artisti \u2013 Bellano, Giovanni De Fondulis, Andrea Riccio \u2013 arrivarono e diedero vita a capolavori in pietra, marmo, bronzo e terracotta. Lavorare a questa mostra ci ha permesso di recuperare storie che non conoscevamo, alcune ricche di aneddoti, altre che ancora ci incuriosiscono; di portare letteralmente alla luce alcuni \u201cinediti\u201d, una fra tutte la \u201cMadonna del monastero della Visitazione\u201d, la cui destinazione originaria \u00e8 ancora avvolta nel mistero. E grazie alle ricerche avviate la mostra ci ha permesso, con l\u2019aiuto di qualificati studiosi, di confermare alcune attribuzioni e anche di darne di nuove, come \u00e8 il ca<\/em><em>so della Madonna che proviene dal Museo del Bargello di Firenze, finora ritenuta di Antonio di Chellino, che Francesco Caglioti attribuisce ora a Pietro Lombardo\u00bb.<\/em> La mostra presenta esempi della produzione artistica in terracotta, sviluppatasi particolarmente nell\u2019area padana proprio per la facilit\u00e0 di recupero della materia prima, accanto ad alcune sculture in terracotta provenienti dal\u00a0<strong>Museo del Louvre<\/strong>\u00a0(una\u00a0<em>Madonna con Bambino<\/em>\u00a0di Donatello), dal\u00a0<strong>Museo del Bargello<\/strong>\u00a0e da\u00a0<strong>collezioni private<\/strong>. Presente anche la copia in gesso dipinto della cosiddetta\u00a0<em>Madonna Borromeo<\/em>, il cui originale, attribuito recentemente a Giovanni da Pisa, allievo di Donatello a Padova, dalla chiesa parrocchiale di Lissaro (Pd) \u00e8 giunto dopo una serie di peripezie al Kimbell Museum di Forth Worth, in Texas. Nell\u2019occasione della mostra il pubblico ecco vedere ricomposto il\u00a0<em>Compianto<\/em>\u00a0di Andrea Riccio, oggi diviso tra la chiesa padovana di San Canziano e i Musei Civici di Padova. Esposti anche alcuni inediti, tra cui una\u00a0<em>Madonna con il Bambino,<\/em>\u00a0salvata da una clarissa dopo la soppressione del Convento padovano di Santa Chiara in et\u00e0 napoleonica, custodita fino a poco tempo fa nella clausura del Monastero della Visitazione in Padova, e ora restituita al suo aspetto originario dopo un importante restauro. Per la prima volta vengono presentati, in una suggestiva installazione, i frammenti superstiti di una\u00a0<em>Deposizione<\/em>, gravemente danneggiata nel bombardamento della chiesa di San Benedetto a Padova dell\u201911 marzo 1944. La Madonna scolpita dal Riccio \u00e8 elegantissima, con la corona in testa sui capelli chiari, la veste rossa e un mantello azzurrissimo con borchie e fiori dorati. Il suo bambino Ges\u00f9 non ne vuole proprio sapere di stare fermo sulle sue ginocchia, e fa una smorfia insofferente e capricciosa. La scultura del <strong>Riccio<\/strong> \u2013 soprannome dell\u2019artista Andrea Briosco \u2013 \u00e8 una delle molte opere della mostra al Museo Diocesano di Padova, riaperto in questi giorni al pubblico dopo una settimana di chiusura dovuta all\u2019emergenza sanitaria che ha colpito il Paese. In mostra, <strong>ventuno sculture in terracotta<\/strong> raccontano un\u2019epoca, fanno respirare<strong> il clima delle botteghe artistiche padovane tra fine Quattrocento e primo Cinquecento<\/strong>; disegnano il panorama di <strong>una devozione popolare diffusa<\/strong> che si soffermava a mani giunte di fronte a questi delicati e poetici manufatti, nelle chiese, sui capitelli, al chiuso di conventi, monasteri e luoghi privati.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo il \u201cblocco forzato\u201d per l\u2019emergenza Coronavirus riapre la mostra al Museo Diocesano di Padova. Tra le novit\u00e0 scientifiche emerse dalla campagna di ricerca, l\u2019importanza di Giovanni de Fondulis, artista cremasco che a Padova, nella seconda met\u00e0 del Quattrocento, diede vita a una straordinaria bottega d\u2019arte.\u00a0Anche la mostra A nostra immagine. Scultura in terracotta del Rinascimento da Donatello a Riccio, temporaneamente chiusa per le ordinanze ministeriali dovute all\u2019emergenza Coronavirus (Covid-19), riapre al pubblico da \u00a0marzo 2020 e visitabile fino al 2 giugno 2020, \u00a0seguendo le disposizioni contenute nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 1\u00b0 marzo 2020, che [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/03\/27\/scultura-in-terracotta-del-rinascimento-da-donatello-a-riccio-una-ricca-e-straordinaria-mostra-nelle-gallerie-del-palazzo-vescovile-museo-diocesano-di-padova\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,44662,9894,80492,53747,53794,41640,51709,44759,44441,87,17505,35188,28369,17494,51665,4625],"tags":[392378,392379,59480,392383,392376,392382,392374,392381,392375,392380,392377],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18757"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18757"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18757\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18770,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18757\/revisions\/18770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}