{"id":18863,"date":"2020-04-09T18:04:23","date_gmt":"2020-04-09T18:04:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=18863"},"modified":"2020-04-09T18:04:23","modified_gmt":"2020-04-09T18:04:23","slug":"lultima-cena-di-leonardo-nel-cenacolo-vinciano-a-milano-il-capolavoro-memoria-del-giovedi-santo-e-il-commiato-di-cristo-dagli-apostoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/04\/09\/lultima-cena-di-leonardo-nel-cenacolo-vinciano-a-milano-il-capolavoro-memoria-del-giovedi-santo-e-il-commiato-di-cristo-dagli-apostoli\/","title":{"rendered":"L\u2019Ultima  Cena di Leonardo nel Cenacolo Vinciano a Milano. Il capolavoro, memoria del Gioved\u00ec Santo, \u00e8  il commiato di Cristo  dagli Apostoli."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/25305-Leonardo_da_Vinci_-_The_Last_Supper_high_res.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18864\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/25305-Leonardo_da_Vinci_-_The_Last_Supper_high_res.jpg\" alt=\"25305-Leonardo_da_Vinci_-_The_Last_Supper_high_res\" width=\"535\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/25305-Leonardo_da_Vinci_-_The_Last_Supper_high_res.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/25305-Leonardo_da_Vinci_-_The_Last_Supper_high_res-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 535px) 100vw, 535px\" \/><\/a>Oggi, 9 aprile 2020, \u00a0\u00e8 il\u00a0 Giovedi\u00a0 Santo\u00a0 per i Cristiani e per la Chiesa Orante, si ricorda il\u00a0 commiato di Cristo\u00a0 prima di salire al Calvario, prima di portarsi alla Passione e alla Crocifissione. E\u2019 bene ricordarlo in questi giorni drammatici, perch\u00e9 \u00a0la Pandemia\u00a0 del 2020 nel mondo ha fatto vittime e portato dolore. Stasera \u00a0anche nella\u00a0 Basilica \u00a0Cattedrale di San Pietro che si el\u00e8va \u00a0sulla Tomba di Pietro primo Apostolo, il Papa terr\u00e0 in mondovisione -nonostante\u00a0 senza\u00a0 fedeli- \u00a0la cerimonia\u00a0 In\u00a0 Coena Domi<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Leonarda_da_vinci_last_supper_01-e1586454846234.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18865 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Leonarda_da_vinci_last_supper_01-e1586454846234.jpg\" alt=\"Leonarda_da_vinci,_last_supper_01\" width=\"480\" height=\"371\" \/><\/a>ni.<\/p>\n<p><strong>Ora,\u00a0 tra tutte le\u00a0 raffigurazioni dell\u2019Ultima Cena di Cristo, quel<\/strong><strong>la di Leonardo, un affresco \u00a0per il Cenacolo di Milano nel Refettorio di\u00a0 Santa Maria\u00a0 delle Grazie, rappresenta il capolavoro eccelso. Impresa maestosa,\u00a0 cui <\/strong>\u00a0<strong>dovette pensare Leonardo quando, negli anni del suo soggiorno milanese, Ludovico il Moro gli chiese di affrescare una parete del refettorio di Santa Maria delle Grazie con un dipinto che avrebbe dovuto riprodurre l&#8217;ultima cena di Ges\u00f9 tra gli apostoli,<\/strong> uno degli episodi <strong>pi\u00f9 importanti del <em>Nuovo Testamento<\/em>.<\/strong>Sebbene molti artisti avessero affrontato questo soggetto, il maestro volle tentare un approccio nuovo, rivoluzionario, realizzando la pi\u00f9 celebre rappresentazione dell&#8217;<em>Ultima Cena<\/em><strong>.<\/strong> <strong>L&#8217;opera, datata tra il 1494 e il 1498, avrebbe dovuto immortalare il momento pi\u00f9 intenso del dramma, l\u2019Ultima Cena, il commiato, \u00a0quando Cristo annuncia il tradimento da parte di uno dei suoi discepoli, Giuda Iscariota.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Jes\u00fas_en_La_\u00daltima_Cena_de_Leonardo_da_Vinci.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18866\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Jes\u00fas_en_La_\u00daltima_Cena_de_Leonardo_da_Vinci.jpg\" alt=\"Jes\u00fas_en_La_\u00daltima_Cena,_de_Leonardo_da_Vinci\" width=\"464\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Jes\u00fas_en_La_\u00daltima_Cena_de_Leonardo_da_Vinci.jpg 817w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Jes\u00fas_en_La_\u00daltima_Cena_de_Leonardo_da_Vinci-300x270.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/><\/a>Per questo sarebbe stato necessario ritrarre le espressioni dei singoli attori, in particolare quelle di Giuda e di Cristo, fermandole nell&#8217;esatto istante. Per fare questo, Leonardo volle rintracciare i modelli pi\u00f9 adatti tra la gente comune, per poi schizzarli sui suoi taccuini e proiettarli sulla parete da dipingere.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Ultima_Cena_nomi.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18867 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Ultima_Cena_nomi.png\" alt=\"Ultima_Cena_(nomi)\" width=\"533\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Ultima_Cena_nomi.png 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Ultima_Cena_nomi-300x163.png 300w\" sizes=\"(max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><\/a> L&#8217;opera dipinto parietale ottenuto con una tecnica mista a secco su intonaco ( formato 460 x 880) avrebbe comportato non pochi ritocchi, interventi successivi, ripensamenti, azioni impossibili da realizzare con la tecnica dell&#8217;affresco, dal momento che, una volta asciugatosi, l&#8217;intonaco non avrebbe consentito di apportare eventuali correzioni. Il maestro invent\u00f2 pertanto una nuova tecnica: ovvero dipingere direttamente con la tempera sul muro adeguatamente trattato. Leonardo, dopo aver steso un intonaco piuttosto ruvido, soprattutto nella parte centrale, e steso le linee principali della composizione con una specie di sinopia, avrebbe lavorato al dipinto ricorrendo a una tecnica tipica della pittura su tavola. La preparazione era composta da una mistura di carbonato di calcio e magnesio uniti da un legante proteico. Prima di stendere i colori Leonardo interponeva un sottile strato di biacca (bianco di piombo), che avrebbe dovuto far risaltare gli effetti luminosi. Seguiva la stesura dei colori a secco, composti da una tempera grassa realizzata probabilmente emulsionando all&#8217;uovo oli fluidificanti. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Obr3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18868 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Obr3.jpg\" alt=\"Obr3\" width=\"500\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Obr3.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/Obr3-300x158.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/800px-Leonardo_ultima_cena_restored_04.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18869\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/800px-Leonardo_ultima_cena_restored_04.jpg\" alt=\"800px-Leonardo,_ultima_cena_(restored)_04\" width=\"383\" height=\"484\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/800px-Leonardo_ultima_cena_restored_04.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/800px-Leonardo_ultima_cena_restored_04-237x300.jpg 237w\" sizes=\"(max-width: 383px) 100vw, 383px\" \/><\/a>L&#8217;opera era gi\u00e0 terminata nel 1498, visto che Luca Pacioli il 4 febbraio di quello stesso anno la ricord\u00f2 come compiuta. Purtroppo, alcuni cedimenti verificatisi appena una ventina di anni dopo, mostrarono il fallimento della tecnica leonardiana, a contatto con l&#8217;umida parete retrostante. I danni erano talmente gravi che Giorgio Vasari, che vide il Cenacolo nel maggio del 1566, scrisse: <em>&#8220;non si scorge pi\u00f9 se non una macchia abbagliata&#8221;.\u00a0 <\/em>Eppure il capolavoro ha resistito, salvandosi persino dal bombardamento dell&#8217;agosto del 1943. Si pensi inoltre che all&#8217;inizio del XIX secolo le truppe napoleoniche trasformarono il refettorio in bivacco e stalla.\u00a0 L&#8217;opera sub\u00ec numerosi tentativi di restauro nel tempo, che cercarono di porre rimedio ai danni, stabilizzando le cadute e, spesso, provvedendo a vere e proprie ridipinture. Quello del 1977 mobilit\u00f2 scienziati, critici d&#8217;arte e restauratori di tutto il mondo. La superficie del Cenacolo era ormai ovunque scrostata e lesionata; in milioni di interstizi microscopici si era infilata la polvere, trattenendo l&#8217;umidit\u00e0 delle pareti, e creando cos\u00ec le condizioni per la graduale e inesorabile scomparsa del dipinto. Nel lavoro di ripulitura si ebbe modo di constatare che il Cenacolo era stato parzialmente spalmato di cera per essere predisposto a un distacco che non fu mai eseguito.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/800px-Leonardo_da_Vinci_006.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18870 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/800px-Leonardo_da_Vinci_006.jpg\" alt=\"800px-Leonardo_da_Vinci_006\" width=\"361\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/800px-Leonardo_da_Vinci_006.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/800px-Leonardo_da_Vinci_006-245x300.jpg 245w\" sizes=\"(max-width: 361px) 100vw, 361px\" \/><\/a><br \/>\nIl miscuglio di colle, resine, polvere, solventi e vernici, sovrapposte nei secoli in maniera disomogenea, avevano peggiorato le condizioni della pellicola pittorica. Solo una meticolosa opera di restauro, sostenuta da rilievi ed esami tecnologici approfonditi, ha permesso di restituire all&#8217;umanit\u00e0 uno dei capolavori pi\u00f9 travagliati della storia dell&#8217;arte. Durante il restauro fu scoperto anche il buco di un chiodo piantato nella testa del Cristo: qui Leonardo aveva appeso i fili per disegnare l&#8217;andamento di tutta la prospettiva (punto di fuga). E furono riscoperti anche i piedi degli apostoli sotto il tavolo, ma non quelli di Cristo: questa parte fu infatti distrutta nel XVII secolo in seguito all&#8217;apertura di una porta che serviva ai frati per collegare il refettorio con la cucina. Altre parti apparvero purtroppo irrecuperabili, come la parte inferiore del viso di Giovanni. Nel 1980 il capolavoro \u00e8 stato dichiarato patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0 dall&#8217;Unesco, assieme alla chiesa e al convento domenicano limitrofo. Dentro la scatola prospettica della stanza, illuminata da tre finestre sul retro e con l&#8217;illuminazione frontale da sinistra che corrispondeva all&#8217;antica finestra reale del refettorio, Leonardo ambient\u00f2 in primo piano la lunga tavola della cena. Al centro, la figura isolata di Cristo, con le braccia distese, il capo reclinato, gli occhi socchiusi e la bocca appena discostata, come se avesse appena finito di pronunciare la fatidica frase <strong>(\u201cIn verit\u00e0, in verit\u00e0 io vi dico: uno di voi mi tradir\u00e0\u201d.\u00a0I discepoli si guardavano l\u2019un l\u2019altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Ges\u00f9 amava, si trovava a tavola al fianco di Ges\u00f9. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Ges\u00f9, gli disse: \u00abSignore, chi \u00e8?\u00bb. Rispose Ges\u00f9: \u00ab\u00c8 colui per il quale intinger\u00f2 il boccone e glielo dar\u00f2\u00bb. E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscari\u00f2ta. Allora, dopo il boccone, Satana entr\u00f2 in lui.\u00a0 Gli disse dunque Ges\u00f9: \u00abQuello che vuoi fare, fallo presto\u00bb. Nessuno dei commensali cap\u00ec perch\u00e9 gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poich\u00e9 Giuda teneva la cassa, Ges\u00f9 gli avesse detto: \u00abCompra quello che ci occorre per la festa\u00bb, oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito usc\u00ec<\/strong><strong>. Ed era notte\u2026).<\/strong> Ges\u00f9 costituisce l&#8217;asse centrale della scena compositiva dove ogni particolare \u00e8 curato con estrema precisione. Alcuni elementari espedienti prospettici contribuiscono a rendere l&#8217;effetto di sfondamento della parete su cui si trova il dipinto, in un raffinato <em>trompe l&#8217;oeil<\/em>.<br \/>\nAttorno a Cristo gli Apostoli, disposti in quattro gruppi di tre, generano come delle ondate che, simili a un\u2019eco delle sue parole, si propagano a partire dalla sua figura, generando stati d&#8217;animo differenti: pi\u00f9 forti ed espressivi negli apostoli vicini, pi\u00f9 moderati e increduli in quelli alle estremit\u00e0. Ogni singola condizione psicologica \u00e8 approfondita attraverso i moti dell&#8217;animo, sebbene la percezione complessiva dell&#8217;insieme rimanga unitaria. Sopra l&#8217;<em>Ultima Cena<\/em> si trovano tre lunette, in larga parte autografe, contenenti stemmi degli Sforza, racchiusi in ghirlande di frutta, fiori e foglie, e iscrizioni su sfondo rosso.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oggi, 9 aprile 2020, \u00a0\u00e8 il\u00a0 Giovedi\u00a0 Santo\u00a0 per i Cristiani e per la Chiesa Orante, si ricorda il\u00a0 commiato di Cristo\u00a0 prima di salire al Calvario, prima di portarsi alla Passione e alla Crocifissione. E\u2019 bene ricordarlo in questi giorni drammatici, perch\u00e9 \u00a0la Pandemia\u00a0 del 2020 nel mondo ha fatto vittime e portato dolore. Stasera \u00a0anche nella\u00a0 Basilica \u00a0Cattedrale di San Pietro che si el\u00e8va \u00a0sulla Tomba di Pietro primo Apostolo, il Papa terr\u00e0 in mondovisione -nonostante\u00a0 senza\u00a0 fedeli- \u00a0la cerimonia\u00a0 In\u00a0 Coena Domini. 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