{"id":18929,"date":"2020-04-16T19:25:35","date_gmt":"2020-04-16T19:25:35","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=18929"},"modified":"2020-04-16T19:31:52","modified_gmt":"2020-04-16T19:31:52","slug":"il-palazzo-di-sophialaan-residenza-degli-ambasciatori-ditalia-presso-il-regno-dei-paesi-bassi-il-volume-dellambasciatore-gaetano-cortese-e-un-superbio-esempio-di-storia-e-rappresentan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/04\/16\/il-palazzo-di-sophialaan-residenza-degli-ambasciatori-ditalia-presso-il-regno-dei-paesi-bassi-il-volume-dellambasciatore-gaetano-cortese-e-un-superbio-esempio-di-storia-e-rappresentan\/","title":{"rendered":"Il Palazzo di Sophialaan, Residenza degli Ambasciatori d&#8217;Italia presso il Regno dei Paesi Bassi. Il volume  dell\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese \u00e8  un superbio esempio  di  storia e rappresentanza italiana in Europa."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/2134186.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18930\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/2134186.jpg\" alt=\"2134186\" width=\"349\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/2134186.jpg 709w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/2134186-233x300.jpg 233w\" sizes=\"(max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><\/a>Ho tra le mani il superbo volume\u00a0 dal titolo \u201cIl Palazzo di Sophialaan\u201d\u00a0 a cura dell\u2019A<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-22.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18931 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-22.jpg\" alt=\"IMMAGINE 22\" width=\"350\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-22.jpg 539w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-22-265x300.jpg 265w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><strong>mbasciatore Gaetano Cortese pubblicato, in versione italiana e olandese, dagli Stabilimenti Tipografici Carlo Colombo, R<\/strong><strong>oma, 2009. pp. 273);\u00a0 un prestigiosissimo\u00a0 volume sulla sede dell&#8217;Ambasciata Italiana a L&#8217;Aja e poi della Residenza italiana dal 1907, che si aggiunge a quella Collana\u00a0 che esempla le rappresentanze del Ministero degli Esteri in tutto il mondo.<\/strong> Il Palazzo \u00e8 classificato tra i beni immobili architettonici di prestigio della citt\u00e0 de L&#8217;Aja e come tale soggetto a particolari vincoli di restauro e di tutela. Mi ha colpito la testimonianza &#8211; ad apertura del volume-dell\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese\u00a0 e al suo primo impatto dinanzi al Palazzo di Sophialan\u00a0 ancor prima di entrare nell\u2019Amministrazione dello Stato Italiano come Ambasciatore: \u201cNel 1966 allorquando ero Assistente volontario di Organizzazione Internazionale della Facolt\u00e0 di Scienze Politiche dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Roma, ho potuto visitare L&#8217;Aja per un corso di specializzazione di alcuni mesi all&#8217;Accademia di Diritto Internazionale, a seguito di una borsa di studio offerta dalle Autorit\u00e0 italiane. Nel corso di quella permanenza ebbi modo di ammirare dall&#8217;esterno il Palazzo di Sophialaan, Residenza dell&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia presso il Regno dei Paesi Bassi, situato, tra l&#8217;altro, a met\u00e0 strada fra il Palazzo Reale ed il Palazzo della Pace, sede della Corte Internazionale di Giustizia dell&#8217;ONU. Rimasi, a quel tempo, colpito dalla bellezza architettonica della Palazzina, sita in un quartiere originariamente residenziale e storico anche per la sua vicinanza alla Piazza 1813, al c<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-45.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18933 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-45.jpg\" alt=\"IMMAGINE 45\" width=\"363\" height=\"433\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-45.jpg 505w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-45-252x300.jpg 252w\" sizes=\"(max-width: 363px) 100vw, 363px\" \/><\/a>ui centro sorge il Monumento destinato a ricordare ai posteri la liberazione del Paese dal dominio francese con il ritorno nelle sue terre del Principe Guglielmo Federico di Orange-Nassau. A distanza di quaranta anni sono ritornato a L&#8217;Aja, in <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-37.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18932\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-37.jpg\" alt=\"IMMAGINE 37\" width=\"507\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-37.jpg 507w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-37-300x173.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 507px) 100vw, 507px\" \/><\/a>qualit\u00e0 di Ambasciatore ed ho il piacere di risiedere in quel Palazzo -situato nel cuore della citt\u00e0 ed a pochi passi dal centro storico- che tanto tempo prima avevo ammirato per la sua splendida struttura architettonica\u201d.\u00a0<strong>Pagine sapienti e storicamente complete, che danno un quadro completo sia della storia del Palazzo, sia delle architetture, sia della bellezza delle\u00a0 opere e delle suppellettili che vi sono in esso, sia degli eventi politici e diplomatici che si sono succeduti. Un testo fondamentale, una colonna per la storia dell\u2019Italia e dell\u2019Europa. <\/strong>Nella sua vita secolare, la Residenza \u00e8 stata testimone di episodi ed eventi che hanno segnato il corso della diplomazia italiana a L&#8217;Aja. Essa \u00e8 stata testimone, tra l&#8217;altro, di storiche visite di Stato ed Ufficiali da parte di Capi di Stato italiani, su invito dei Monarchi del Regno dei Paesi Bassi, nonch\u00e9 di personalit\u00e0 che hanno segnato la storia del Novecento. Le relazioni tra l&#8217;Italia ed i Paesi Bassi sono state tradizionalmente improntate ad una antica e consolidata amicizia, che rimonta al Regno di Sardegna. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-64.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18934\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-64.jpg\" alt=\"IMMAGINE 64\" width=\"385\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-64.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-64-300x295.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 385px) 100vw, 385px\" \/><\/a>L&#8217;allora Re di Sardegna, Vittorio Emanuele II aveva inviato l&#8217;Incaricato d&#8217; Affari, Andrea Tagliacarne, quale suo rappresentante diplomatico. Egli aveva istituito una R<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-81.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18935 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-81.jpg\" alt=\"IMMAGINE 81\" width=\"291\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-81.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-81-253x300.jpg 253w\" sizes=\"(max-width: 291px) 100vw, 291px\" \/><\/a><\/strong>appresentanza diplomatica nei Paesi Bassi, il 15 settembre 1859. <strong>Il volume \u00e8 stato editato\u00a0 proprio nel 2009, \u00a0a coronamento delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi\u00a0 che hanno compiuto \u00a0150 anni di storia.<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Residenza dell&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia a L&#8217;Aja \u00e8 situata a Sophialaan n. 1<\/strong><strong> (che ha preso il nome dalla Gran Duchessa Sophia van Saksen-Weimar-Eisenach)<\/strong><strong>, all&#8217;interno di uno dei quartieri di ville pi\u00f9 belli nell&#8217;antica area denominata Willemspark. Isolato monumentale di due case patrizie di stile eclettico, con motivi principalmente ispirati allo stile Luigi XIV la Residenza custodisce una\u00a0 quantit\u00e0 di \u00a0beni, mobili, quadri ed oggetti di arredamento di propriet\u00e0 demaniale e una parte di beni appartenenti a musei italiani custoditi in prestito temporaneo.<\/strong> La Palazzina scandisce felicemente la grazia degli spazi interni: le stanze quadrate creano un&#8217;armonia intima della Residenza, quale punto di riferimento per le tradizioni di ospitalit\u00e0 della diplomazia italiana. Le dimore si compongono di pianterreno e due piani con dieci finestre per piano. Lo zoccolo del pianterreno \u00e8 in pietra dura e la facciata <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-85.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18936\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-85.jpg\" alt=\"IMMAGINE 85\" width=\"334\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-85.jpg 536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-85-254x300.jpg 254w\" sizes=\"(max-width: 334px) 100vw, 334px\" \/><\/a>\u00e8 incamiciata con un disegno a quadri. Il fregio di facciata, che corre tra il pianterreno ed il primo piano, riporta in bassorilievo sotto le finestre del primo piano motivi fitomorfi e scene di caccia; le finestre sono decorate con cornici. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-99.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18937 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-99.jpg\" alt=\"IMMAGINE 99\" width=\"353\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-99.jpg 530w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-99-252x300.jpg 252w\" sizes=\"(max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/><\/a>L&#8217;ingresso di Sophialaan \u00e8 rivestito di pietra naturale; lo sovrasta un balcone su mensole scolpite in pietra dura. La cornice marcapiano sulla sommit\u00e0 dell&#8217;edificio porta un parapetto interrotto da balaustre. La finestra sovrastante la porta presenta un frontone curvato e decorato con motivi a conchiglia. Sopra la cornice si trova un bassorilievo con figure giacenti ed una testa di putto. Nell&#8217;archivio comunale (atlante topografico) si conservano tre disegni di progettazione uno dei quali firmato &#8220;A.Rg.Arch &#8221; (A. Roodenburg) e che non corrispondono assolutamente con l&#8217;edificio nella sua attuale forma. Il 28 aprile 1858 il terreno per la costruzione dell&#8217;edificio venne venduto dal Comune dell&#8217;Aja all&#8217;arch. Roodenburg.\u00a0 Il primo abitante fu lo stesso architetto A. Roodenburg che aveva acquistato il terreno dal Comune nel 1858. L&#8217;edificio che fece costruire si distingue sotto ogni aspetto dall&#8217;attuale edificio sia per le dimensioni che per l&#8217;architettura. La casa e il giardino furono venduti intorno al 1862 a Susanna Antoinette Pietermaat, vedova di Theodoor Lucassen, figlia di un funzionario delle Indie olandesi. Ella commission\u00f2 all&#8217;Architetto Roodenburg dei lavori di trasformazione dell&#8217;edificio e vi abit\u00f2 con i tre figli; poi la vedova Lucassen vendette la casa intorno al 1869-1870 al dott. Adriaan Jan Cornelis Maas Geesteranus che vi abit\u00f2 con la consorte ed i cinque figli fino alla sua morte nel 1871. Dopo il decesso del marito, la vedova, Catharina Anna Caan, vendette la casa a Gerard Joachim Eschauzier, figlio del Sindaco di Terschelling. Questi prima di trasferirsi a Sophialaan, era partito da giovane per le colonie olandesi (l&#8217;attuale Indonesia) in cerca di fortuna. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-106.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18938\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-106.jpg\" alt=\"IMMAGINE 106\" width=\"340\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-106.jpg 536w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-106-297x300.jpg 297w\" sizes=\"(max-width: 340px) 100vw, 340px\" \/><\/a>Si dedic\u00f2 al commercio dello zucchero con notevoli risultati. Intorno al 1870 si trasfer\u00ec in Olanda e fu allora che acquist\u00f2 la residenza a Sophialaan. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-109.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18939 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-109.jpg\" alt=\"IMMAGINE 109\" width=\"334\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-109.jpg 530w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-109-252x300.jpg 252w\" sizes=\"(max-width: 334px) 100vw, 334px\" \/><\/a>L&#8217;edificio, situato nel quartiere residenziale e distinto del Willemspark, venne acquistato esattamente cento anni fa, nel 1907, dall&#8217;inviato del Regno d&#8217;Italia, Giuseppe Sallier de la Tour, Principe di Castelcicala e Duca di Calvello, che fino a quel momento abitava, come tutti i suoi colleghi, in una casa in affitto. Solo molti anni dopo, anche altri Paesi hanno seguito l&#8217;esempio del Regno d&#8217;Italia di acquistare una propria Residenza: l&#8217;Austria nel 1927, la Svezia e la Cecoslovacchia nel 1930, la Santa Sede nel 1937 e la Turchia nel 1938. L&#8217; Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario Giuseppe Sallier de la Tour era Cavaliere di Malta, cos\u00ec come lo era il proprietario da cui aveva acquistato la Residenza, Frederik A.P. Barone Wittert van Hoogland, Emiclaer, Langenoorth, Bloemendael e Hoogmade (1840-1922).<\/p>\n<p>Tutto\u00a0 nel volume \u00e8 descritto con precisione di notizie.\u00a0 Appena entrati ecco lo scalone che porta ai piani superiori della Residenza ove si trovano gli appartamenti privati dell&#8217;Ambasciatore e della sua famiglia nonch\u00e8 lo Studio del Capo Missione; <strong>si accede alla sale del Piano Nobile costituito da quattro saloni (la Sala Delft, la Sala Rosa, la Sala Gialla e la Sala da Pranzo) che si susseguono lungo il fronte del Palazzo e dellaVeranda e che ricevono luce direttamente dalle finestre prospicienti la Sophialaan <\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-121.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18940\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-121.jpg\" alt=\"IMMAGINE 121\" width=\"354\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-121.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-121-253x300.jpg 253w\" sizes=\"(max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a><strong>e dalle ampie e luminose vetrate del giardino interno.<\/strong> \u00a0Parallelamente all&#8217;entrata principale, \u00e8 previsto un accesso di servizio separato sulla Sophialaan ed un ulteriore ingresso sulla strada laterale della Zeestraat, per facilitare il disbrigo logistico delle attivit\u00e0 di rappresentanza che si svolgono in seno alla Residenza. Tra i mobili che arredano l&#8217;atrio vi \u00e8 una ribaltina con due lumere di ceramica di Caltagirone,\u00a0 sulla parete soprastante \u00e8 affissa una stampa antica raffigurante \u201cOranje Herleefd\u201d; <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-70.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18941 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-70.jpg\" alt=\"IMMAGINE 70\" width=\"294\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-70.jpg 418w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-70-202x300.jpg 202w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/a>sempre nell&#8217;atrio di ingresso \u00a0una consolle impero in legno e intagli dorati, con piano in marmo bianco ove sono esposti i ritratti dei Capi di Stato. Tra le opere-capolavori ecco la \u201cNativit\u00e0\u201d; la Tela, che rappresenta la Madonna con in braccio il Bambino, mentre un angelo scende dal cielo con le braccia aperte, in un atteggiamento di protezione, risultava trovarsi nel 1831 nella \u201cCamera degli scudieri\u201d del Palazzo dei Principi di Carignano a Torino, di cui era esponente &#8211; ed allora proprietario &#8211; il Re Carlo Alberto, asceso al trono da pochi mesi. La tela \u00e8 una felice ed apprezzata copia -come attestano i carteggi settecenteschi \u00a0dell&#8217;ambasciatore sabaudo a Roma-\u00a0 dell&#8217;artista Pompeo Batoni (nato a Lucca, nel 1708, deceduto a Roma nel 1787), commissionata dal Cardinale Corsini ed oggi conservata nelle sale della Galleria Nazionale di Palazzo Corsini. Tale tela sembrerebbe essere stata eseguita dal pittore piemontese Ludovico Tesio, inviato da re Carlo Emanuele III in soggiorno di studio a Roma poco dopo la met\u00e0 del Settecento. A motivo di ci\u00f2 \u00a0la tela riveste, per quanto riguarda la cultura piemontese, il carattere di raro esemplare, opera di un artista divenuto, dopo il suo soggiorno romano, pittore attivo per la corte sabauda. Il nuovo sovrano, Vittorio Amedeo III, lo impieg\u00f2 in svariati lavori di arredo pittorico, ad esempio tale fu la stima da lui conquistata nell&#8217;ambiente torinese <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-136.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18942\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-136.jpg\" alt=\"IMMAGINE 136\" width=\"388\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-136.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-136-252x300.jpg 252w\" sizes=\"(max-width: 388px) 100vw, 388px\" \/><\/a>che una sua composizione allegorica venne scelta per il frontespizio dei Regolamenti della Reale Accademia di Belle Arti, istituita proprio nel 1778.\u00a0 Una personalit\u00e0 artistica quindi rintraccabile\u00a0 anche in un rilievo quale \u00a0il\u00a0 particolare pregio che vive sopra il \u00a0camino, interamente decorato da piastrelle quadrate (dodici per dodici) di colore azzurro delle famose maioliche di Delft\u00a0 &#8211; da qui\u00a0 il nome della sala &#8211; raffiguranti tipiche sc<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18943 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-150.jpg\" alt=\"IMMAGINE 150\" width=\"502\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-150.jpg 502w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-150-300x183.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 502px) 100vw, 502px\" \/><\/a><\/strong>ene olandesi come mulini a vento, barche da pesca, vasi floreali etc. Le ceramiche di Delft, con decorazioni blu, \u00a0chiamate con orgoglio porcellane olandesi per la somiglianza esteriore con quelle cinesi, venivano realizzate per decorare caminetti o armadi, in seguito, piatti, vasi, brocche, mattonelle, calamai, scarpette etc. \u00a0e trovavano collocazione nelle abitazioni borghesi. <strong>Delft \u00e8 famosa non solo per le sue ceramiche, il \u201cPorceleyne Fles&#8221;, ma anche per avere dato i natali al pittore di fama mondiale Johannes Vermeer (16321675), considerato uno dei tre grandi artisti olandesi del Secolo d&#8217;Oro, assieme a Rembrandt e Frans Hals.<\/strong> Basti pensare che, allorquando si parla di Delft, il primo pensiero va al pittore Vermeer, per la rilevanza delle sue opere legate ai vari luoghi ed edifici della cittadina a lui tanto cara. Sulla parete, accanto al camino, spicca il dipinto,\u00a0 olio su tela, \u201cApollo e Dafne\u201d dell&#8217;autore Francesco Gessi, del secolo XVII, di pertinenza della Galleria Sabauda di Torino. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-148.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18944 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-148.jpg\" alt=\"IMMAGINE 148\" width=\"387\" height=\"456\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-148.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-148-255x300.jpg 255w\" sizes=\"(max-width: 387px) 100vw, 387px\" \/><\/a>Il dipinto entr\u00f2 nella Reale Galleria di Torino nel 1842 o nel 1849, durante la direzione di Roberto D&#8217;Azeglio, che lo acquist\u00f2 dal pittore torinese <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-143.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18945\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-143.jpg\" alt=\"IMMAGINE 143\" width=\"345\" height=\"424\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-143.jpg 502w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/IMMAGINE-143-244x300.jpg 244w\" sizes=\"(max-width: 345px) 100vw, 345px\" \/><\/a>Angelo Boucheron (1780 circa &#8211; 1859), professore di disegno dell&#8217;Accademia di Belle Arti, \u201cdisegnatore della Regia Galleria\u201d e membro della Giunta di Antichit\u00e0 e Belle Arti che, sin dai primi anni Venti, si era dato sempre pi\u00f9 ad una fervida attivit\u00e0 di collezionismo e commercio di opere d&#8217;arte. Gli inventari manoscritti e i cataloghi a stampa del museo torinese -a partire da quello stilato allo scadere della direzione di Roberto D&#8217;Azeglio nel 1851, fino al quello redatto al passaggio di consegne tra Massimo D&#8217;Azeglio e Luigi Gandolfi nel 1866- \u00a0davano la paternit\u00e0 dell&#8217;opera a Guido Reni, mentre dalla direzione di Francesco Gamba in avanti l&#8217;autore viene identificato nel suo allievo bolognese Francesco Gessi (1588-1649). <strong>Tra le due finestre adiacenti la Sophialaan, sulla parete si trova un dipinto &#8216;La sacra Famiglia con San Giovannino , olio su tela di un pittore dei secoli XVI e XVII, copia della &#8220;Madonna del passeggio&#8221; di Raffaello.<\/strong> Il celebre prototipo, per lungo tempo riferito dalla critica alla mano di Raffaello, e oggetto di numerose copie e trascrizioni incisorie, \u00e8 ora conservato nella Galleria Nazionale della Scozia a Edimburgo. Deposito del duca di Sutherland, \u00e8 entrato a far parte, nel corso del Seicento, delle grande collezione della regina Cristina di Svezia. \u00c8 eseguito su tavola e le sue dimensioni (cm 88 x 62) sono inferiori a quelle del dipinto su tela qui esaminato. Bench\u00e9 la sua invenzione sia fatta risalire indubbiamente a Raffaello, l&#8217;esecuzione pittorica non \u00e8 considerata del tutto autografa per l&#8217;ampia partecipazione della bottega, in particolare per l&#8217;intervento di Pier Francesco Penni, strettissimo collaboratore del maestro urbinate<strong>. Di notevole\u00a0 pregio anche \u00a0il dipinto \u00a0ad olio su tela dal titolo &#8220;Venezia che riceve l&#8217;Isola di Cipro&#8221; del pittore Carlo Caliari<\/strong> conosciuto come Carletto (1570-1596), il pi\u00f9 giovane figlio del Veronese\u00a0 -al secolo Paolo Caliari- \u00a0(noto come il Veronese dalla sua citt\u00e0 natia bench\u00e8 visse e lavor\u00f2 per molti anni a Venezia. <strong>Una breve carrellata, certo,\u00a0 di quanto \u00e8 custodito in questa sontuosa e prestigiosa Residenza Diplomatica a L\u2019Aja, sede della nostra Ambasciata, e che lascia intuire una parte delle bellezze d\u2019Italia, il patrimonio che il nostro Paese ha fuori dai confini, e soprattutto svolgono una funzione di immagine significante, e attestante \u00a0il \u00a0lavoro svolto\u00a0 da illustri uomini per \u00a0interi secoli.Tutto ci \u00e8 stato offerto dalla penna singolare di un diplomatico, l\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese,\u00a0 che ama l\u2019arte, la cultura\u00a0 e la storia. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ho tra le mani il superbo volume\u00a0 dal titolo \u201cIl Palazzo di Sophialaan\u201d\u00a0 a cura dell\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese pubblicato, in versione italiana e olandese, dagli Stabilimenti Tipografici Carlo Colombo, Roma, 2009. pp. 273);\u00a0 un prestigiosissimo\u00a0 volume sulla sede dell&#8217;Ambasciata Italiana a L&#8217;Aja e poi della Residenza italiana dal 1907, che si aggiunge a quella Collana\u00a0 che esempla le rappresentanze del Ministero degli Esteri in tutto il mondo. Il Palazzo \u00e8 classificato tra i beni immobili architettonici di prestigio della citt\u00e0 de L&#8217;Aja e come tale soggetto a particolari vincoli di restauro e di tutela. Mi ha colpito la testimonianza &#8211; [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/04\/16\/il-palazzo-di-sophialaan-residenza-degli-ambasciatori-ditalia-presso-il-regno-dei-paesi-bassi-il-volume-dellambasciatore-gaetano-cortese-e-un-superbio-esempio-di-storia-e-rappresentan\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[108264,59281,44662,53740,31446,9894,53794,41640,44503,44441,87,35351,17030,44697,26,47,80676,59343,28369,51665,4625],"tags":[398528,231149,398524,59480,231151,398523,386564,398521,17491,398527,398525,398520,398522,398526,398519],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18929"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18929"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18929\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18949,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18929\/revisions\/18949"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}