{"id":18987,"date":"2020-04-21T19:16:25","date_gmt":"2020-04-21T19:16:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=18987"},"modified":"2020-04-21T19:23:53","modified_gmt":"2020-04-21T19:23:53","slug":"la-villa-di-inkognitogaten-sede-dellambasciata-ditalia-a-oslo-norvegia-uno-splendido-volume-dellambasciatore-gaetano-cortese-ne-valorizza-la-storia-e-il-patrimonio-archit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/04\/21\/la-villa-di-inkognitogaten-sede-dellambasciata-ditalia-a-oslo-norvegia-uno-splendido-volume-dellambasciatore-gaetano-cortese-ne-valorizza-la-storia-e-il-patrimonio-archit\/","title":{"rendered":"La Villa di Inkognitogaten sede dell\u2019Ambasciata d\u2019Italia a Oslo\/ Norvegia. Uno splendido volume dell\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese  ne valorizza la storia e il patrimonio architettonico e artistico."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/front-cover-oslo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18988\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/front-cover-oslo.jpg\" alt=\"front-cover-oslo\" width=\"379\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/front-cover-oslo.jpg 591w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/front-cover-oslo-244x300.jpg 244w\" sizes=\"(max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><\/a>Ecco ancora <strong>l&#8217;illustrissimo\u00a0 Ambasciatore Gaetano Cortese<\/strong> alle prese con \u00a0un nuovo volume che questa volta\u00a0 fa luce sull\u2019 Ambasciata d\u2019Italia a Oslo, nel contesto delle celebrazioni del 150mo\u00a0 anniversario dell\u2019Unita\u2019 d\u2019Italia, dal titolo \u201c<strong>La Villa di Inkognitogaten<\/strong>\u201d <strong>(Serv<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/index.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18990 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/index.png\" alt=\"index\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/index.png 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/index-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>izi Tipografici Carlo Colombo, Roma, 2013 pp. 340).<\/strong> Non posso non ricordarlo\u00a0 perch\u00e9 fa parte di un\u00a0 capitolo pi\u00f9 ampio\u00a0 di volumi che fanno anche la Storia d\u2019Italia. \u00a0L\u2019illustre diplomatico e\u2019 \u00a0senza dubbio un antesignano nella valorizzazione del patrimonio architettonico ed artistico delle nostre rappresentanze diplomatiche all\u2019estero, volumi prestigiosi tutti pubblicati dalle Edizioni della Tipografia Carlo Colombo di Roma.Vi era gi\u00e0 stato un \u00a0suo primo volume \u201cL\u2019 Ambasciata d\u2019Italia a Bruxelles\u201d, pubblicato durante la sua missione diplomatica a Bruxelles quale Capo Missione dal 1999 al 2003. A questo volume sono seguiti, durante il suo periodo di permanenza nei Paesi Bassi dal 2006 al 2009, quale Ambasciatore d\u2019Italia, due libri sulla rappresentanza diplomatica e residenza: \u201c L\u2019Ambasciata d\u2019Italia a L\u2019Aja\u201d e \u201c Il Palazzo di Sophialaan nel centocinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra l\u2019Italia ed i Paesi Bassi\u201d. Infine La sua opera piu\u2019 recente\u00a0 \u00e8\u00a0 \u201cIl Palazzo sul Potomac \u2013 L\u2018Ambasciata d\u2019Italia a Washington\u201d, in versione italiana ed inglese, nel centocinquantesimo anniversario dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e delle relazioni diplomatiche tra l\u2019Italia e gli Stati Uniti.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/index.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18991 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/index.jpg\" alt=\"index\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Ecco il volume \u201cLa Villa di Inkognitogaten\u201d \u00a0che segue la scia delle sue precedenti pubblicazioni, con la storia delle propriet\u00e0 demaniali dello Stato italiano in Norvegia. Il libro si apre con un messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano\u00a0 il quale sottolinea che \u201cle diversit\u00e0 e la relativa lontananza geografica tra i nostri due Paesi hanno rappresentato motivi non di incomprensione, ma al contrario di viva curiosit\u00e0, simpatia e reciproca ammirazione. Fa piacere ricordare in particolare, accanto alle gesta degli esploratori e viaggiatori italiani che furono affascinati dalle sfide del grande Nord, le suggestioni che la vicenda risorgimentale italiana suscit\u00f2 nell\u2019Ottocento nei patrioti norvegesi che anelavano alla piena indipendenza nazionale\u201d. <\/strong>Il volume \u00e8 ricco di fotografie non solo dell\u2019edificio, ma anche <strong>degli straordinari ritratti, degli antichi dipinti e delle opere d\u2019arte di gran pregio che si trovano nella Residenza<\/strong> e nei principali palazzi della Capitale norvegese. <strong>Il capitolo dedicato ai Protagonisti ed Interpreti delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi offre un\u2019esaustiva analisi degli ultimi 150 anni di storia diplomatica italo-norvegese, attraverso i contatti a livello di Capi di Stato, di Governo, di Ministri degli Affari Esteri e di Segretari Generali.<\/strong> Di particolare pregio e interesse storico sono le immagini delle visite di stato dei Presidenti della Repubblica in Norvegia e quelle dei Reali di Norvegia in Italia, a testimonianza del valore delle relazioni tra i due Paesi. Seguono l\u2019indirizzo di saluto dell\u2019Ambasciatore di Norvegia a Roma e l\u2019introduzione dell\u2019Ambasciatore d\u2019Italia a Oslo. La pubblicazione in versione italiana e norvegese, \u00e8 editata, come tutte le sue precedenti pubblicazioni <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/8DE38811878422E4F859F8FC52E7AE226D24DEA1.jpgProductImage4D037E11B9DE23D64291F3694AB0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-18992\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/8DE38811878422E4F859F8FC52E7AE226D24DEA1.jpgProductImage4D037E11B9DE23D64291F3694AB0.jpg\" alt=\"8DE38811878422E4F859F8FC52E7AE226D24DEA1.jpg[ProductImage][4D037E11B9DE23D64291F3694AB0]\" width=\"513\" height=\"342\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/8DE38811878422E4F859F8FC52E7AE226D24DEA1.jpgProductImage4D037E11B9DE23D64291F3694AB0.jpg 960w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/8DE38811878422E4F859F8FC52E7AE226D24DEA1.jpgProductImage4D037E11B9DE23D64291F3694AB0-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 513px) 100vw, 513px\" \/><\/a><\/strong>in materia, dai Servizi Tipografici Carlo Colombo di Roma.<\/p>\n<p><strong> Ora ecco alcuni cenni storici sulla zona in cui \u00e8 situata l\u2019Ambasciata e sugli edifici della Cancelleria e Residenza.<\/strong> <strong>La &#8220;l\u00f8kke&#8221; Inkognito.<\/strong> Inkognito, conosciuta fin dalla fine del 1600, era una delle numerose &#8220;l\u00f8kker&#8221; esistenti ad Oslo, ossia uno spazio verde recintato, nel centro abitato o nelle sue immediate vicinanze, ove la gente poteva passeggiare, incontrarsi, far giocare i bambini, organizzare feste e riunioni.\u00a0 Le l\u00f8kker erano originariamente pubbliche ed accessibili a tutti, ma le famiglie pi\u00f9 facoltose riuscirono ben presto ad aggiudicarsene l\u2019acquisto e conseguentemente il diritto di propriet\u00e0. <strong>Alcune zone di Oslo conservano, nel loro nome attuale, il ricordo della l\u00f8kke originaria (Grunerl\u00f8kka, Tullinl\u00f8kka, Rusel\u00f8kka, Rodel\u00f8kka)<\/strong>. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/ambasciata_tarda_estate.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-18993 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/ambasciata_tarda_estate.jpg\" alt=\"ambasciata_tarda_estate\" width=\"607\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/ambasciata_tarda_estate.jpg 1140w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/ambasciata_tarda_estate-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/ambasciata_tarda_estate-1024x642.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 607px) 100vw, 607px\" \/><\/a>La l\u00f8kke Inkognito divenne propriet\u00e0 privata gi\u00e0 nel 1697 e la prima villa in essa costruita (oggi al numero 49 della Parkveien) fu realizzata intorno al 1700. A partire dal 1820 parte della propriet\u00e0 dovette essere ceduta in relazione alla decisione di costruire il Palazzo Reale (iniziato nel 1824 e completato nel 1848) sulla collinetta di Bellevue nelle immediate vicinanze della l\u00f8kke Inkognito.\u00a0Il lungo viale che portava alla villa partiva dalla zona oggi denominata Aker Brygge e una piccola parte del viale \u00e8 conservata e riconoscibile nell\u2019area del parco intorno al Palazzo reale chiamata il parco della regina (Dronningsparken). La villa fu chiamata Inkognito ed era di propriet\u00e0 di Bernt Anker, uno dei pi\u00f9 ricchi e influenti uomini del tempo\u00a0 Il nome Inkognito deriva probabilmente dal fatto che la villa era situata\u00a0in una zona allora lontana dal centro della citt\u00e0 e quindi \u201cnascosta\u201d.<\/p>\n<p><strong>La via Inkognitogaten<\/strong>. <strong>Inkognitogaten \u00e8 oggi una via di Oslo situata in una zona immediatamente dietro il Palazzo Reale nel quartiere di Frogner. La via inizia all\u2019incrocio con la Uranienborgveien e scorre parallelamente al parco del Palazzo Reale scendendo verso sud e finendo all\u2019incrocio con la Henrik Ibsens gate (gi\u00e0 Drammensveien).<\/strong> Inkognitogaten ebbe il suo nome nel 1866 dalla l\u00f8kke Incognito. Quando fu realizzato il Palazzo Reale, a partire dal 1840, si decise di costruire una serie di ville nelle vicinanze del Palazzo che costituirono l\u2019inizio di quello che in seguito fu chiamato Vestkant (Zona ovest). Molte delle ville in Inkognitogata furone realizzate negli anni 1860-70 e gran parte esistono tuttora, ben mantenute e incluse nella \u201clista gialla\u201d del Comune di Oslo sugli edifici protetti, a differenza di quanto avvenuto in altre strade adiacenti, come la Oscarsgate, dove, a causa dela crescita demografica e la necessit\u00e0 di creare numerose nuove abitazioni, molte ville furono demolite e sostituite da edifici con appartamenti. <strong>Numerose ville furono ideate e costruite dalla famiglia dei mastri costruttori Lenschow, che <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/1920px-Inkognitogaten_7_-_2009-06-21_at_13-46-18-e1587495148577.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18994\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/1920px-Inkognitogaten_7_-_2009-06-21_at_13-46-18-e1587495148577.jpg\" alt=\"1920px-Inkognitogaten_7_-_2009-06-21_at_13-46-18\" width=\"420\" height=\"280\" \/><\/a>realizzarono molte opere nel quartiere denominato Bag Slottet (\u201cdietro il Palazzo Reale\u201d) negli anni 1860-1870.<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/libro_villa_inkognitogaten-e1587495184525.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-18995 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/libro_villa_inkognitogaten-e1587495184525.jpg\" alt=\"libro_villa_inkognitogaten\" width=\"440\" height=\"541\" \/><\/a> Nato nel 1807 nel Mecklenburg, Asmus Lenschow si trasfer\u00ec a Kristiania e divenne uno dei pi\u00f9 noti e attivi costruttori della citt\u00e0 a partire dal 1830. Tra le sue opere, vi sono, un gran numero di ville in Homansbyen, la fabbrica di birra Frydenlund a Olo (1859) e la fabbrica di birra Schou a Trondheim (1872). Le ville a Homansbyen, di cui degna di particolare nota \u00e8 la villa neo-gotica sita in Inkognitogaten 1, furono disegnate dallo\u00a0 stesso Lenschow o dall\u2019architetto Georg Bull e realizzate da Lenschow o a spese proprie o su commissione. Asmus Lenschow mor\u00ec nel 1883, ma i suoi tre figli, anch\u2019essi architetti, continuarono l\u2019opera del padre. Inkognitogaten ha oggi oltre 30 numeri civici (1-35, 2-34) e ospita diverse Rappresentanze diplomatiche, tra cui le ambasciate della Corea del sud, dell\u2019Italia e della Svezia. In Inkognitogata sono anche situate la villa di rappresentanza del Governo norvegese, nota come Villa Parafina, e la Residenza del Primo Ministro, a seguito della decisione del Parlamento, nel marzo 2004, di realizzare un complesso governativo che comprendesse le tre propriet\u00e0 site a Parkveien 45, Riddevoldsgate 2 ed Inkognitogaten 18. <strong>La Cancelleria &#8211; Inkognitogaten 7<\/strong><strong>. <\/strong>Inkognitogaten 7 fu registrata nel 1868 e costruita da Asmus Lenschow a spese proprie. Originariamente la casa aveva due appartamenti, uno ad ogni piano. La villa fu abitata a partira dal 1870-80. Nel 1875 in Inkognitogata 7 abitavano il Direttore di Banca Bertram Dybwad con famiglia e il commerciante Johan L\u00f8ken e famiglia. L\u00f8ken ha continuato ad abitare nella casa per molti anni, e vi abitava ancora nel 1900, con il Colonnello Nicolai Magnus Widerberg e famiglia come affittuari.\u00a0 Negli anni 1910-1914 furono apportate diverse modifiche. Furono realizzate, tra l\u2019altro, la porta carraia, una dependance e l\u2019autorimessa con un progetto dell\u2019architetto Holger Sinding-Larsen e un altra dependance secondo disegni di Arnstein Arneberg. Queste modifiche furono eseguite per il direttore di piantagioni di zucchero e console Hans Peter Faye.\u00a0 Nel 1914-1918 in Inkognitogata 7 abita il ciambellano di corte Haakon Mathisen e nel 1929 il commerciante, e primo console generale della Repubblica Ceca, Ingwald Nielsen e famiglia. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/19709.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18996\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/19709.jpg\" alt=\"19709\" width=\"320\" height=\"215\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/19709.jpg 320w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/04\/19709-300x202.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/a>La vedova Nielsen, Rachel,\u00a0 mor\u00ec nel 1962 e la propriet\u00e0 viene ereditata dall&#8217;unico figlio Odd Nielsen. Lo Stato italiano affitta\u00a0la villa a met\u00e0 degli anni 60\u00a0e l\u2019acquista il 30 dicembre\u00a01983. <strong>La Residenza &#8211;\u00a0Inkognitogaten 5. <\/strong>\u00a0Analogamente a Inkognitogaten 7, anche Inkognitogaten 5\u00a0fu costruita nel 1868 da Asmus Lenschow e abitata dal 1891-92.<br \/>\nArchitettonicamente, Inkognitogaten 5 \u00e8 una splendida villa in stile Tudor (romantico gotico) con una caratteristica torre d\u2019angolo a sinistra. Nel 1874 fu chiesta l\u2019autorizzazione al Comune per la costruzione di una stalla su disegni di Anders Henrik Lenschow,\u00a0 figlio di Asmus Lenschow. \u00a0Anche Inkognitogaten 5 aveva originariamente due appartamenti, uno in ogni piano, chiaramente deducibile dall\u2019ingresso e dalla scala principale. Nel 1891-92 fino al 1916-17 nella villa abitava Petra Andresen (nata Petra Juell il 2.10.1829, morta il 25.09.1917), vedova di Johan Henrik Andresen, proprietario della Tidemands Tobakk Fabrik ed erede di una delle pi\u00f9 facoltose famiglie norvegesi. Nel 1918 in Inkognitogaten 5 abitava il banchiere Christie Heiberg (che realizza un sistema di riscaldamento centralizzato e costruisce un piccolo annesso con WC). <strong>Lo Stato italiano acquista la villa dal banchiere Heiberg il 30 marzo 1920. Nel 1925 risulta che l\u2019Ambasciata d\u2019Italia costruisce un garage ed amplia la villa nella parte posteriore con una nuova area che viene adibita ad abitazione. Nel 1927 vi \u00e8 registrata la seguente Legazione Italiana: Compans di Brichanteu C., \u201cgesandt\u201d &#8211; \u00a0Roncalli di Montorio Guido, conte &#8211; Quentin F, addetto navale &#8211; Fier Giulio, addetto areonautica &#8211; Conti G.A. cancelliere.<\/strong>\u00a0 Cos\u00ec ha scritto\u00a0 nel suo testo in volume <strong>Antonio Bandini gi\u00e0 Ambasciatore d\u2019Italia a Oslo: \u201c Non un palazzo sontuoso ed aristocratico come le consorelle di Stoccolma o Copenaghen \u2013 capitali delle potenze che a turno hanno dominato la Norvegia \u2013 ma una solida, razionale (\u201cno-nonsense\u201d direbbero gli Americani) dimora dell\u2019alta borghesia commerciale del XIX secolo. Elegante e comoda ma misurata nell\u2019aspetto come nelle dimensioni<\/strong>, rappresenta perfettamente quell\u2019opulenza discreta, quel non voler apparire, quel culto della \u201clikhet\u201d (che sta per eguaglianza sociale ma anche per somiglianza d\u2019aspetto) che cos\u00ec fortemente caratterizza la cultura norvegese. Le testimonianze artistiche italiane e norvegesi raccolte al suo interno vogliono interpretare la comunanza culturale che sottende la lunga tradizione di amicizia ed ammirazione fra Italia e Norvegia. <strong>E nell\u2019accingersi alla cura del libro e dei testi, \u00a0l\u2019Ambasciatore Gaetano Cortese ha scritto:<\/strong> \u201c<strong><em>Da tempo avevo in animo di potere dedicare una pubblicazione alla<\/em><\/strong> <strong><em>nostra rappresentanza diplomatica in Norvegia, per potere manifestare tutto il mio profondo attaccamento ad una terra di nobili tradizioni, storia e libert\u00e0 democratiche.<\/em><\/strong><strong> <em>Le spiegazioni di tale stato d\u2019animo sono molto semplici: un riconoscimento e un atto di gratitudine alla mia deliziosa moglie Sidsel, nata a Oslo, ove ha trascorso tutta la sua infanzia ed adolescenza, ha partecipato, con grande amore ed entusiasmo, sin dall\u2019inizio della<\/em> <em>carriera,<\/em><\/strong><em> <strong>a tutte<\/strong> <strong>le numerose missioni diplomatiche all\u2019estero<\/strong>, coniugando<\/em> <em>felicemente le sue due patrie, di origine ed adozione. Questa duplice sintesi felice si \u00e8 anche riversata su di me facendomi scoprire, apprezzare e<\/em> <em>soprattutto amare questo Paese \u201cla Norvegia\u201d, lontano geograficamente<\/em> <em>dall\u2019Italia ma molto vicino a noi in tutta una serie di valori e principi sempre condivisi\u201d. Un volume prezioso da tenere immancabilmente\u00a0 in biblioteca.<\/em><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ecco ancora l&#8217;illustrissimo\u00a0 Ambasciatore Gaetano Cortese alle prese con \u00a0un nuovo volume che questa volta\u00a0 fa luce sull\u2019 Ambasciata d\u2019Italia a Oslo, nel contesto delle celebrazioni del 150mo\u00a0 anniversario dell\u2019Unita\u2019 d\u2019Italia, dal titolo \u201cLa Villa di Inkognitogaten\u201d (Servizi Tipografici Carlo Colombo, Roma, 2013 pp. 340). Non posso non ricordarlo\u00a0 perch\u00e9 fa parte di un\u00a0 capitolo pi\u00f9 ampio\u00a0 di volumi che fanno anche la Storia d\u2019Italia. \u00a0L\u2019illustre diplomatico e\u2019 \u00a0senza dubbio un antesignano nella valorizzazione del patrimonio architettonico ed artistico delle nostre rappresentanze diplomatiche all\u2019estero, volumi prestigiosi tutti pubblicati dalle Edizioni della Tipografia Carlo Colombo di Roma.Vi era gi\u00e0 stato un [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/04\/21\/la-villa-di-inkognitogaten-sede-dellambasciata-ditalia-a-oslo-norvegia-uno-splendido-volume-dellambasciatore-gaetano-cortese-ne-valorizza-la-storia-e-il-patrimonio-archit\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[108264,59281,35499,9894,44441,87,44697,80676,35185,64,28369,41632,51665,4625],"tags":[398576,398569,398574,231149,398571,398570,398572,59480,386565,398573,398568,398575],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18987"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18987"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18987\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18999,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18987\/revisions\/18999"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}