{"id":19256,"date":"2020-05-15T17:58:42","date_gmt":"2020-05-15T17:58:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=19256"},"modified":"2020-05-16T12:10:22","modified_gmt":"2020-05-16T12:10:22","slug":"allalba-di-un-nuovo-mondo-e-il-libro-di-angelo-panebianco-e-sergio-belardinelli-uscito-presso-il-mulino-il-punto-sulla-crisi-che-avvolge-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/05\/15\/allalba-di-un-nuovo-mondo-e-il-libro-di-angelo-panebianco-e-sergio-belardinelli-uscito-presso-il-mulino-il-punto-sulla-crisi-che-avvolge-leuropa\/","title":{"rendered":"All\u2019alba di un nuovo mondo. E\u2019 il libro di Angelo Panebianco e Sergio Belardinelli uscito presso Il Mulino. Il punto sulla crisi che avvolge l\u2019Europa."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/9788815280855_0_221_0_75.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19257\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/9788815280855_0_221_0_75.jpg\" alt=\"9788815280855_0_221_0_75\" width=\"221\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/9788815280855_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/9788815280855_0_221_0_75-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a>\u201cIl pessimismo rischia di funzionare come una profezia che si autoadempie\u201d, scrive <strong>Angelo Panebianco<\/strong> <strong>nel suo nuovo libro \u201cAll\u2019alba di un nuovo mondo\u201d<\/strong> (pp.132, Il Mulino, 2019 ) scritto assieme a <strong>Sergio Belardinelli<\/strong>; in verit\u00e0 questo testo, di due studiosi e intellettuali italiani (nel libro si definiscono \u201cliberali realisti\u201d) sembra offrire il fianco ai declinisti e ai populisti, cui Panebianco e Belardinelli si oppon<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1555693825502_1555693846.jpg-con_la_crisi_della_societa_aperta__il_pessimismo_diventa_un_autoprofezia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19258 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1555693825502_1555693846.jpg-con_la_crisi_della_societa_aperta__il_pessimismo_diventa_un_autoprofezia.jpg\" alt=\"1555693825502_1555693846.jpg--con_la_crisi_della_societa_aperta__il_pessimismo_diventa_un_autoprofezia\" width=\"546\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1555693825502_1555693846.jpg-con_la_crisi_della_societa_aperta__il_pessimismo_diventa_un_autoprofezia.jpg 940w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1555693825502_1555693846.jpg-con_la_crisi_della_societa_aperta__il_pessimismo_diventa_un_autoprofezia-300x101.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><\/a>gono.Il libro \u00e8 un canto funebre del finto liberalismo, una <strong>denuncia dell\u2019incoscienza culturale in cui si consuma la moderna tragedia della secolarizzazione<\/strong>, della crisi da legittimit\u00e0 di un pensiero debole, debolissimo. Emerge tutta la fragilit\u00e0 di una societ\u00e0 integrata che si regge soltanto ormai su un consenso bulgarizzato. L\u2019Europa, scrive Panebianco, \u00e8 battuta dal vento della crisi demografica: \u201c<strong>Smettere di fare figli determina, sul piano macrosociale, mutamenti di vasta portata<\/strong><strong>\u201d, afferma l\u2019editorialista del Corriere della Sera<\/strong> di <strong>un continente che si disintegra mentre non integra gli immigrati, con \u201cle seconde e le terze generazioni che si rivelano le pi\u00f9 restie all\u2019integrazione\u201d.<\/strong>\u00a0 Panebianco allarga la disamina quando dice, perch\u00e9 l\u2019ha ben radiografata,\u00a0 che <strong>n\u00e9 il multiculturalismo inglese n\u00e9 l\u2019assimilazione laico francese hanno funzionato. Non fa mistero, affermano gli studiosi,\u00a0 che si legge dappertutto \u00a0di una \u201cinsicurezza collettiva dell\u2019Europa\u201d,<\/strong> di un Occidente che ha smesso da tempo di \u201cfungere da motore propulsore dei processi di democratizzazione in giro per il mondo\u201d, di una \u201cmelassa politicamente corretta\u201d scambiata per diversit\u00e0 o pluralismo intellettuali, degli Stati Uniti che hanno rinunciato al loro ruolo di \u201cnazione indispensabile\u201d-\u00a0 che ha avuto\u00a0 inizio con Obama e ha \u00a0poi proseguito con Trump- dice Panebianco, e di un \u201cantieuropeismo montante che \u00e8 pi\u00f9 l\u2019effetto che non la causa\u201d della crisi dell\u2019Unione europea. <strong>Si parla anche di \u201capparati <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/2015_cmc_DSCF1690.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-19259\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/2015_cmc_DSCF1690.jpg\" alt=\"2015_cmc_DSCF1690\" width=\"391\" height=\"542\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/2015_cmc_DSCF1690.jpg 462w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/2015_cmc_DSCF1690-217x300.jpg 217w\" sizes=\"(max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><\/a>burocratici ostili e del tutto incapaci di generare senso di appartenenza e cittadinanza\u201d.<\/strong> La crisi investe tutto\u00a0 ma la colpa -senza forse- \u00e8 anche del web, che doveva essere un prato rigoglioso di progresso e aperture, invece \u201clo sviluppo tecnologico ha cessato di apparire come benigno per assumere tratti inquietanti\u201d; basti pensare al movimento 5stelle e alla piattaforma Roussseau\u00a0 che si p\u00e8untellano come soltanto la softwar elettorale. Ci sono soprattutto \u201cfenomeni di chiusura c<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-19260 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/strong>ognitiva che gli psicologi denominano <em>groupthinks<\/em>\u201d. E\u2019 il pensiero di gruppo, l\u2019echo chamber, la libera opinione, che fu il telaio della democrazia di tipo classico, fondata sulla discussione e sulla critica, ma che ora sta cedendo il passo all\u2019opinione prefabbricata e autoreferenziale. <strong>\u201cE la radicalizzazione delle opinioni politiche ne \u00e8 un sottoprodotto\u201d. Anche qui, Panebianco depista i liberali classici e riprende i temi della \u201cFolla solitaria\u201d di David Riesman, la ricerca della sicurezza sociale per il tramite di una disposizione gregaria;<\/strong> opera ormai classica, \u201cLa folla solitaria\u201d resta uno dei punti di riferimento fondamentali degli studi sociologici contemporanei. Al centro dell&#8217;analisi \u00e8 il \u201ccarattere sociale americano\u201d, e in larga misura di tutto l&#8217;Occidente sviluppato, quale si \u00e8 formato nella societ\u00e0 di massa; innumerevoli sono le intuizioni acute e anticipatrici, basta rileggere le analisi del rapporto genitori-figli, della dipendenza dal gruppo dei pari, dell&#8217;influenza ambigua dei mass media, della dialettica tra lavoro e tempo libero. Ne emerge con vigore <strong>la figura &#8211; per certi versi persino tragica &#8211; dell&#8217;uomo-massa: eterodiretto, educato alla scuola del conformismo, schiacciato dal bisogno di approvazione e di successo, abitante di un mondo governato dalle apparenze, spogliato della propria individualit\u00e0, solo e disarmato nella moltitudine che gli si affolla intorno.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/papa-benedetto-xvi-800x600.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19261 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/papa-benedetto-xvi-800x600.jpg\" alt=\"papa-benedetto-xvi-800x600\" width=\"503\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/papa-benedetto-xvi-800x600.jpg 800w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/papa-benedetto-xvi-800x600-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 503px) 100vw, 503px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>Cosa ci aspetta, quale il nostro futuro, \u00a0si domanda Panebianco? <strong>\u201cLo scenario futuro pi\u00f9 probabile \u00e8 un\u2019 Europa debole e divisa che diventa l\u2019oggetto del contendere delle grandi potenze: Stati Uniti, Russia e Cina\u201d.<\/strong> Non tutto \u00e8 ancora perduto, come dicono i declinisti ortodossi, ma \u201cil futuro del mondo intero dipende da quanto accadr\u00e0 alla societ\u00e0 aperta occidentale\u201d, perch\u00e9 \u201cse viene meno il primato occidentale non c\u2019\u00e8 ordine internazionale possibile\u201d. E se non risolvono \u00a0questi problemi, la societ\u00e0 aperta occidentale \u00e8 spacciata. <strong>Per ora non arrivano buoni segnali dall\u2019Europa.<\/strong> Qui nel libro si lasciano scoprire gli elementi essenziali del nascere di un\u2019epoca nuova, mescolati e confusi ancora a quelli di un mondo che sta tramontando. <strong>Il secondo saggio, quello di Belardinelli, illumina il primo, quello di Panebianco, rivelandone la trama pi\u00f9 profonda e nascosta. Sta nella stanchezza sia della politica sia della religione, secondo Belardinelli, il vero problema dell\u2019Europa di oggi.<\/strong> <strong>Scrive Panebianco, nella prima parte del libro, che \u201csolo un ordine liberale, nel mondo attuale, pu\u00f2 avere un\u2019autentica vocazione universalistica\u201d. E che questo mondo liberale non pu\u00f2 che consistere in un rilancio dei legami interatlantici e una ripresa dell\u2019integrazione europea su basi nuove.<\/strong> <strong>Se questo \u00e8 vero, allora proprio \u201cl\u2019universalismo della ragione e della religione cristiana rappresenta la carta culturale vincente per venire a capo dei grandi problemi del mondo globale\u201d.<\/strong> Belardinelli aggiunge che anche per la Chiesa cattolica si pone il problema di riflettere sulla necessit\u00e0 di non accantonare il proprio radicamento europeo, senza che in qualche mondo ne risenta la sua natura, il suo patrimonio istituzionale, dottrinale e pastorale. <strong>\u201cL\u2019Europa che abbandona la Chiesa e la Chiesa che abbandona l\u2019Europa rappresentano lo svuotamento della \u201cvitalit\u00e0\u201d di entrambe le citt\u00e0\u201d.<\/strong> Vi confesso che la lettura di questo libro prezioso, mi ha suscitato \u00a0una domanda di fondo: esiste ancora la possibilit\u00e0, soprattutto in Europa, che la fede torni a essere una forza vitale, che uomini e donne tornino a credere in Dio e a vivere come se la sua esistenza non fosse in dubbio? A questa domanda, <strong>Belardinelli \u2013 citando Leo Strauss e Joseph Ratzinger \u2013 argomenta che il mondo ha senso soltanto perch\u00e9 \u00e8 stato creato da Dio, e che \u201csoltanto un Dio onnipotente e amoroso pu\u00f2 pretendere la nostra fede\u201d. Ecco, questo \u00e8 il punto.<\/strong> La fede di oggi -sempre che ci sia ancora- \u00a0\u00e8 debole, insufficiente a garantire una forte identit\u00e0, pacifica e tinta di socialit\u00e0, esposta al relativismo. Abbiamo questa fede che per la verit\u00e0 \u00e8 un po\u2019 povera, fragile nella sua\u00a0 dottrina e culturalmente aperta \u00a0ad \u00a0incontrare le persone\u00a0 per dare un senso alla propria vita, una fede che \u00a0si legge\u00a0 e si vive come bandiera che incontra disperazioni e solitudini del nostro tempo. Questa fede \u2013 se esiste \u2013 si amalgama oggi con altre culture, altre religioni, altre civilt\u00e0, dando vita a qualcosa d\u2019imprevedibile, divenendo una torre di babele, una torre senza identit\u00e0. Occorre ripensare o meglio ritornare a una fede che sia \u00a0 il marchio del nostro vivere e del nostro \u00a0essere cristiani, lasciando da parte quella fede che vive \u00a0occasionalmente \u00a0e si misura nella povert\u00e0 della \u00a0storia umana.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cIl pessimismo rischia di funzionare come una profezia che si autoadempie\u201d, scrive Angelo Panebianco nel suo nuovo libro \u201cAll\u2019alba di un nuovo mondo\u201d (pp.132, Il Mulino, 2019 ) scritto assieme a Sergio Belardinelli; in verit\u00e0 questo testo, di due studiosi e intellettuali italiani (nel libro si definiscono \u201cliberali realisti\u201d) sembra offrire il fianco ai declinisti e ai populisti, cui Panebianco e Belardinelli si oppongono.Il libro \u00e8 un canto funebre del finto liberalismo, una denuncia dell\u2019incoscienza culturale in cui si consuma la moderna tragedia della secolarizzazione, della crisi da legittimit\u00e0 di un pensiero debole, debolissimo. 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