{"id":19264,"date":"2020-05-16T19:08:40","date_gmt":"2020-05-16T19:08:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=19264"},"modified":"2020-05-16T19:08:40","modified_gmt":"2020-05-16T19:08:40","slug":"la-collezione-christoph-blocher-capolavori-svizzeri-in-mostra-alla-fondation-pierre-gianadda-a-martigny-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/05\/16\/la-collezione-christoph-blocher-capolavori-svizzeri-in-mostra-alla-fondation-pierre-gianadda-a-martigny-svizzera\/","title":{"rendered":"La Collezione Christoph Blocher. Capolavori svizzeri in mostra alla Fondation Pierre Gianadda a Martigny-Svizzera."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Ferdinand-Hodler.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-19265\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Ferdinand-Hodler.jpg\" alt=\"Ferdinand Hodler\" width=\"409\" height=\"289\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Ferdinand-Hodler.jpg 619w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Ferdinand-Hodler-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 409px) 100vw, 409px\" \/><\/a>La Fondation Pierre Gianadda celebra la pittura svizzera<\/strong> <strong>e presenta un insieme<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Albert-Anker.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19266 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Albert-Anker.jpg\" alt=\"Albert Anker\" width=\"396\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Albert-Anker.jpg 702w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Albert-Anker-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/><\/a><\/strong><strong> eccezionale di capolavori provenienti dalla Collezione Christoph Blocher, una delle pi\u00f9 prestigiose raccolte di pitt<\/strong><strong>ura svizzera. <\/strong>La mostra <strong>Capolavori svizzeri. Collezione Christoph Blocher<\/strong>, curata dal collega \u00a0Matthias Frehner, storico dell\u2019arte, gi\u00e0 direttore del Kunstmuseum di Berna, comprende oltre 130 opere rappresentative degli anni eroici dell\u2019arte svizzera a partire dalla modernizzazione della Confederazione nel 1848 fino al giovane Alberto Giacometti. Accanto ai celebri dipinti di <strong>Albert Anker (1831-1910) e di Ferdinand Hodler (1853-1918),<\/strong> di cui Christoph Blocher \u00e8 indubbiamente il pi\u00f9 importante collezionista, saranno presentate opere, fra gli altri, di <strong>Alexandre Calame (1810-1864),<\/strong> paesaggista dalle atmosfere serene o tormentate, del rappresentante del periodo romantico <strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Felix-Vallotton.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19268 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Felix-Vallotton.jpg\" alt=\"Felix Vallotton\" width=\"302\" height=\"378\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Felix-Vallotton.jpg 874w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Felix-Vallotton-240x300.jpg 240w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/Felix-Vallotton-818x1024.jpg 818w\" sizes=\"(max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/><\/a><\/strong><strong>Giovanni Seg<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1004988_586340681414461_633269294_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-19267\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1004988_586340681414461_633269294_n.jpg\" alt=\"1004988_586340681414461_633269294_n\" width=\"404\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1004988_586340681414461_633269294_n.jpg 848w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/1004988_586340681414461_633269294_n-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/><\/a><strong>antini (1858-1899)<\/strong> che propone l\u2019esistenza umana in armonia con la natura e anche di <strong>Edouard Castres (1838-1902),<\/strong> pittore di temi militari e di scene di genere,\u00a0<strong>F\u00e9lix Vallotton (1865-1925),<\/strong> legato al movimento dei Nabis, <strong>Giovanni Giacometti (1863-1933),<\/strong> padre del celebre scultore <strong>Alberto (1901-1966), <\/strong>che descrive ambienti grandiosi delle montagne con effetti di luci e di colori intensi, <strong>Ernest Bieler (1863-1948),<\/strong> che in uno stile simbolista e realista influenzato dall\u2019Art Nouveau si dedica a rappresentare il mondo contadino del Vallese, <strong>Cuno Amiet (1868-1961),<\/strong> colorista riconosciuto che annuncia la modernit\u00e0. Poi una delle versioni di <em>La Poste du Gothard<\/em> di <strong>Rudolf Koller (1828-1905),<\/strong> dipinto che ha assunto lo statuto di opera emblematica dell\u2019arte svizzera indagando l\u2019immaginario. E ancora lavori di Augusto <strong>Giacometti (1877-1947), Adolf Dietrich (1877-1957), Max Buri (1868-1915).<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019esposizione si sviluppa \u00a0per sezioni che mettono in luce diversi temi e generi: paesaggi, ritratti, nature morte, iniziando <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/thm_kinderfruehstueck.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-19269\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/thm_kinderfruehstueck.jpg\" alt=\"thm_kinderfruehstueck\" width=\"282\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/thm_kinderfruehstueck.jpg 282w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/thm_kinderfruehstueck-242x300.jpg 242w\" sizes=\"(max-width: 282px) 100vw, 282px\" \/><\/a>con un insieme eccezionale di opere di Anker e di Hodler.<\/strong> Per Anker, pittore dal realismo minuzioso, l\u2019accento \u00e8 posto sui grandi formati che raccontano la vita contemporanea della giovanissima Confederazione svizzera: la <em>Winzerfest <\/em>\/ Festa dei vignaioli, la <em>Schulspaziergang<\/em> \/ <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/die-kleine-kartoffelschae.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-19270 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/die-kleine-kartoffelschae.jpg\" alt=\"die-kleine-kartoffelschae\" width=\"277\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/die-kleine-kartoffelschae.jpg 447w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2020\/05\/die-kleine-kartoffelschae-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/a>Passeggiata scolastica, la <em>Turnstunde<\/em> \/ Lezione di ginnastica, il <em>Geltstag<\/em> \/ Giorno di paga. Si rivela in essi la dote precipua di Anker nell\u2019osservazione attenta dei bambini nelle loro azioni quotidiane, resi con un naturalismo esemplare.Le sue nature morte, dove mostra l\u2019ammirazione per Chardin, mettono l\u2019accento con una tecnica pittorica ammirevole sui prodotti locali: pane, noci, patate o su prodotti pi\u00f9 sofisticati come il cognac o la \u201cmadeleine\u201d. Le opere esposte di Hodler, dominate dai paesaggi, permettono di seguire la sua evoluzione artistica, cominciando dal realismo degli inizi, passando da un simbolismo dove regna l\u2019unit\u00e0 fra uomo e natura fino al suo celebre \u201cparallelismo\u201d dove con la ripetizione delle forme crea un\u2019armonia ritmica che si impone con forza come in <em>Regard vers l&#8217;infini \/ <\/em>Sguardo verso l\u2019infinito.<br \/>\nLe vedute dei laghi, delle cime, del cielo sono dipinte con giochi di luci dai colori d\u2019assoluto. Il <em>Lac L\u00e9man vu de Chexbres \/ <\/em>Il Lago Lemano visto da Chexbres, il <em>Grammont vu de Caux <\/em>\/ Il Grammont visto da Caux, il <em>Lac de Thoune<\/em> \/ Il Lago di Thoune e <em>La cha\u00eene du Stockhorn<\/em> \/ La catena dello Stockolm cos\u00ec come i monti con la sua triade preferita: l&#8217;Eiger, il M\u00f6nch e la Jungfrau. Nei suoi ritratti Hodler non si preoccupa della somiglianza, ma cerca di lasciarvi una \u201cimpronta\u201d come in quello di <em>Berthe Jacques<\/em>. La <em>Retraite de Marignan<\/em> \/ La ritirata<br \/>\ndi Marignan lo ricorda come pittore di storia, possente, e la resa energica della forza sorprendente del <em>B\u00fbcheron<\/em> \/ Boscaiolo lo propone come autore di scene di vita quotidiana. <strong>Tutte queste opere fanno parte del vasto panorama frutto di una ricca selezione della collezione unica di pittura svizzera di Christoph Blocher, che si propone come un raro gioiello dell\u2019arte figurativa.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondation Pierre Gianadda celebra la pittura svizzera e presenta un insieme eccezionale di capolavori provenienti dalla Collezione Christoph Blocher, una delle pi\u00f9 prestigiose raccolte di pittura svizzera. La mostra Capolavori svizzeri. Collezione Christoph Blocher, curata dal collega \u00a0Matthias Frehner, storico dell\u2019arte, gi\u00e0 direttore del Kunstmuseum di Berna, comprende oltre 130 opere rappresentative degli anni eroici dell\u2019arte svizzera a partire dalla modernizzazione della Confederazione nel 1848 fino al giovane Alberto Giacometti. Accanto ai celebri dipinti di Albert Anker (1831-1910) e di Ferdinand Hodler (1853-1918), di cui Christoph Blocher \u00e8 indubbiamente il pi\u00f9 importante collezionista, saranno presentate opere, fra gli altri, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2020\/05\/16\/la-collezione-christoph-blocher-capolavori-svizzeri-in-mostra-alla-fondation-pierre-gianadda-a-martigny-svizzera\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,10357,180472,41640,28386,44441,87,35351,17505,35188,34308,51708,44805,28369,7576,4625],"tags":[386457,402771,59480,386455,402770,386454,386449,386458,386456,402768,402769],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19264"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19264"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19264\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19271,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19264\/revisions\/19271"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19264"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19264"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19264"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}